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Nardò – Museo del Mare antico, il 30 dicembre alle 11 l’inaugurazione. Il contenitore culturale di via Marinai d’Italia apre così i battenti e si aggiunge alle strutture culturali esistenti. Al suo interno saranno esposti reperti di età romana provenienti da indagini archeologiche effettuate negli anni nel mare e lungo la costa neretina. Gli ambienti ospiteranno un nucleo dedicato all’esposizione e all’illustrazione del carico e della dotazione di bordo del relitto della nave romana di Punta dell’Aspide, riproduzioni dei particolari dello scafo e un totem multimediale. Un’altra area del museo sarà dedicata al sito romano del Frascone. I reperti archeologici esposti sono stati rinvenuti durante le campagne di scavo dirette dalla professoressa Rita Auriemma, responsabile scientifica del Museo. Cuore della struttura sarà invece il Laboratorio di restauro, le cui attività saranno coordinate dalla Soprintendenza. Definiti gli orari di apertura: martedì e venerdì dalle 16 alle 19 con possibilità di accesso su prenotazione fuori dagli orari indicati. La gestione provvisoria è stata affidata per circa due mesi a “R.eTe. – Ricerca e Territorio”, impresa culturale con la quale l’Amministrazione ha sottoscritto un protocollo d’intesa.
Diversi i commenti e gli annunci. «A gennaio – dichiara l’assessore all’Ambiente Mino Natalizio – verrà organizzato un convegno tematico con Soprintendenza e Regione Puglia. Il Museo del Mare antico contribuirà ad arricchire l’offerta dei contenitori culturali di Nardò, che consta del Museo della Civiltà contadina, del Museo della Preistoria, dell’Acquario del Salento, del Museo della Memoria e dell’Accoglienza, della mostra permanente dedicata a Vittorio Bodini, dalla Biblioteca “Vergari” e del Centro Servizi Culturali e Bibliotecari della Regione Puglia, ai quali si affiancano il Museo diocesano e il Museo archeologico dei ragazzi».
«Sono molto soddisfatto per l’obiettivo raggiunto – sono le parole del sindaco Giuseppe Mellone – e per la sinergia che si è creata con la Soprintendenza, che ha saputo cogliere il nostro entusiasmo e ha creato, con estrema disponibilità e rigore, le condizioni per l’apertura del Museo, struttura che era chiusa da oltre trent’anni e che oggi diventa un importante riferimento culturale per la città».
“Ma i meriti sono della precedente Amministrazione”. Sui meriti originari della struttura culturale mette l’accento invece il consigliere comunale del Pd Lorenzo Siciliano, per il quale i meriti per l’obiettivo raggiunto sono della passata Amministrazione comunale. «Domattina – scrive sui social Siciliano – vedrete fotografie, leggerete frasi retoriche e ovviamente nessun riferimento a chi ha reso possibile che quel contenitore culturale si presentasse in una condizione degna di ciò che ospita. Sarà l’ennesima appropriazione, dopo il trasferimento degli uffici comunali nella sede dell’ex tribunale, l’ammodernamento del Palazzetto del sport, l’inaugurazione del Museo della preistoria, dell’Acquario del Salento di Santa Maria al Bagno ecc, del lavoro svolto dalla precedente Amministrazione. Lavoro sul quale si getta fango, ma dal quale si traggono benefici mediatici e carrieristici».

Gallipoli – Scuse pubbliche ma non solo: il fascicolo già di per se corposo dello stabile che ospita già Compagnia dei carabinieri e Commissariato di polizia, si arricchisce di un altro inconsueto documento. Lo firma Marcello Seclì, di Parabita ma soprattutto presidente della Sezione Sud Salento di “Italia Nostra”.

Il rammarico per i ritardi. “La Sezione Sud Salento di Italia Nostra, nell’occasione dell’inaugurazione delle due sedi che avverrà sabato 11 novembre, sente il dovere di chiedere scusa alle forze dell’ordine ed anche ai cittadini di Gallipoli e dei Comuni di competenza della Compagnia e del Commissariato, per il ritardo involontariamente causato con le azioni che l’Associazione ha posto in essere  finalizzate al rispetto delle norme urbanistiche e paesaggistiche esistenti nell’area del costruendo edificio”.

Ma c’erano gravi irregolarità. La “scusa” delle scuse ufficiali fornisce al presidente Seclì però anche l’occasione di rifare un po’ la travagliata storia di un’opera iniziata nel 2003 – soprattutto per dare una sistemazione più adeguata ai Carabinieri con la sede in via Pagliano, zona Giudecca, da poco rimasta vuota. C’erano gravi vizi nelle procedure (la distanza non regolamentare dell’immobile dal mare, tra i principali), sanati alla fine da un provvedimento legislativo della Regione Puglia. “Quando venimmo a conosceza – comincia Seclì – alla fine del 2003 di quanto si stava realizzando a Gallipoli su lato mare di via Lecce, ci mobilitammo per denunciarne l’abuso edilizio alle autorità preposte, contattando vari esponenti istituzionali (tra cui i Sottosegretari all’Interno avvicendatisi in quegli anni), coinvolgendo i diversi organi di informazione anche nazionali (tra cui “Ambiente Italia” e “Striscia la notizia”) e attivando le azioni giudiziarie che risultavano necessarie e percorribili”.

Suolo privato, impresa privata, responsabilità pubbliche. Naturalmente l’obiettivo non era bloccare l’intervento programmato: “La faccenda assurda era che il costruendo edificio destinato ad ospitare inizialmente solo i carabinieri, veniva realizzato da una società privata (la Maya srl, ndr) e su un terreno privato in virtù di un contratto di locazione futura con il Ministero degli Interni, nonché in deroga agli strumenti urbanistici comunali e in contrasto con il Putt/paesaggio della Regione Puglia (il terreno ricadeva infatti a meno di 300 metri dalla costa). Tutto ciò nonostante a poche decine di metri di distanza (sul lato opposto della stessa strada, oltre 300 metri dal mare) fosse presente un’ampia area del Demanio dello Stato”. Per il responsabile di “Italia Nostra” lo “scandalo” sarebbe probabilmente passato sotto silenzio, per via della destinazione d’uso finale dell’immobile. Il presidente Seclì racconta che anche l’allora Comandante dei Carabinieri di Lecce si indignò a tal punto da affermare: “finche sarò al Comando di Lecce quella struttura non verrà mai utilizzata dall’Arma”.

Marcello Seclì

“Ma, come spesso succede in Italia, a tutto si trova un rimedio, soprattutto quando sono in gioco rilevanti interessi. Fu così – conclude Seclì – che per superare  i vari ostacoli, tra cui i ricorsi di Italia Nostra e i provvedimenti di sequestro prima e poi quello (debole) di abbattimento emessi dal Comune di Gallipoli (per le diffide inviate da Italia Nostra), ci pensò bene la Giunta regionale pugliese che il 13 ottobre del 2006 rilasciò “ex post” l’autorizzazione paesaggistica in deroga al Piano urbanistico territoriale tematico/paesaggio aprendo così la strada al completamento dell’edificio e rendendo inefficace le azioni di Italia Nostra contro i titoli edilizi rilasciati dal Comune e che il Tar aveva dichiarato nulli nel 2004”.

 

SANNICOLA. Inaugurato nei giorni scorsi il laghetto a lato della scalinata della scuola media. Si tratta del rifacimento e ristrutturazione del laghetto delle ninfee che ospitava piante acquatiche di pregiata bellezza (appunto ninfee) e diversi tipi di carpe che i bambini della scuola osservavano ammirati. Tre anni fa un’improvviso danno strutturale lo aveva prosciugato. L’amministrazione comunale ha deciso di ripristinarlo e dare dimora a degli uccelli acquatici. L’inaugurazione è avvenuta alla presenza delle autorità scolastiche, del sindaco Cosimo Piccione e dell’assessore Marzio Molle.

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L’inaugurazione della nuova palestra. Nella foto in basso la professoressa Luigia Stasi, vedova di Duca, tra il sindaco Gianni Stefàno ed il dirigente scolastico Franco Fasano

inaugurazione_palestra_botazzi_2015_01CASARANO. Una targa per ricordare il professore Daniele Duca, “appassionato educatore delle nuove generazioni”. Si è svolta nei giorni scorsi la cerimonia di inaugurazione e di intitolazione della palestra del “Bottazzi” al docente di educazione fisica (di Acquarica del Capo) prematuramente scomparso il 31 marzo del 2012. «Sin da subito – commenta il dirigente Franco Fasano – i ragazzi e i docenti hanno manifestato il desiderio di intitolare uno spazio al professore Duca, che in questa scuola ha insegnato per 16 anni. Per farlo abbiamo aspettato che fosse finalmente pronta la palestra».

L’iniziativa è stata fortemente voluta dall’intera comunità scolastica. «Lo sport rappresenta uno straordinario mezzo di comunicazione di valori – spiega Erika De Maria della classe V APC – quegli stessi valori che il professor Duca era in grado di trasmettere attraverso l’entusiasmo, l’impegno, la profonda umanità, l’esempio. L’intitolazione di questa palestra alla memoria del professor Duca consegnerà a chi verrà dopo di noi un patrimonio importante».
La cerimonia, alla quale hanno preso parte, oltre ai familiari del docente, il sindaco Gianni Stefàno, il consigliere provinciale Antonio Del Vino, il medico dello sport Ernesto Malorgio e l’imprenditore Ivan Simonetto, giunge all’indomani del termine dei lavori per la ristrutturazione della palestra, la realizzazione di un campo di pallavolo e l’installazione dei pannelli fotovoltaici sul solaio della scuola per una potenza di ben 52,5 KW. I lavori, del costo complessivo di 700mila euro, hanno interessato la palestra con interventi di coibentazione, sostituzione degli infissi, rifacimento degli impianti, nuova pavimentazione e installazione di un impianto solare termico per il riscaldamento degli ambienti e dell’acqua. Da oggi, ogni volta che gli alunni del “Bottazzi” utilizzeranno la loro nuova palestra, ci sarà un angelo a proteggerli e a guidarli: il suo nome è Daniele Duca.

CASARANO. Daniele Greco (di Galatone), campione europeo di salto triplo, e Giacomo Leone, consigliere federale Fidal e vincitore della Maratona di New York nel 1996, saranno gli ospiti d’onore per l’inaugurazione dei nuovi impianti sportivi del liceo Scientifico “Vanini” di Casarano. Il taglio del nastro domenica 8 febbraio, alle 10: insieme ai due atleti e alla dirigente scolastica Maria Grazia Attanasi ci saranno anche i due progettisti, l’ingegner Luigi Antonio Contaldi (di Melissano) e l’architetto Marco Lazzari (di Lecce), il vice-presidente della Regione Loredana Capone, il presidente della Provincia Antonio Gabellone ed il sindaco Gianni Stefàno. Presenti anche il presidente provinciale Fidal Sergio Perchia (di Taviano), il dirigente dell’Usp Luigi Frigoli ed il dirigente del settore Patrimonio della Provincia Rocco Merico.
Punto di forza del progetto di efficientamento energetico dell’intera struttura di via Reno sono gli impianti sportivi di nuova generazione tra i quali un campo di calcetto in erba sintetica con impianto di illuminazione, la pedana per i salti in estensione omologata per manifestazioni internazionali, la pista di atletica a quattro corsie lunga 100 metri e la pedana del getto del peso omologata per manifestazioni nazionali. Gli impianti sportivi saranno intitolati a Gianfranco Frascaro, primo professore di Educazione fisica del liceo, scomparso alcuni anni fa. Nel corso della mattinata sono previste gare e tornei, anche con gli studenti della secondaria di primo grado, magari prossimi liceali.

PARABITA. Il catechismo a Parabita diventa “polifunzionale” grazie a Spazio360, la “fabbrica di idee” che ha trovato posto nei locali della parrocchia di San Giovanni Battista appena ristrutturati. Da domenica scorsa, 26 ottobre, spazio, dunque, ad artisti di strada, mangiafuoco, giocolieri, web tv, progetti di eco-riciclo e musica etno-popolare grazie alla presenza di diverse realtà culturali del basso Salento operative già anni. Tra queste, la libreria attiva per ragazzi “La soffitta senza tetto” di Casarano, il circolo Arci “Stranivari” di Ruffano, il portale Internet Parabitalife.com, il progetto di riciclo creativo “OvO” di Casarano, l’associazione “Tarantula” con il gruppo musicale Petrameridie, l’equipe di “Barrio Vecchio in Festa” di Parabita, i giovani delle Acli di Lecce, la web tv Salentv.it, la Protezione civile “C.B. Cover” di Parabita.

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protezione civile nuova sedeUGENTO. Sarà inaugurata sabato 11 ottobre alle 17.30 la nuova sede dell’associazione di Protezione civile «La Forestal 1» di Ugento. Il sodalizio, presieduto da Tiziano Esposito, avrà sede in via Monsignor De Razza 13, negli uffici che fino a qualche mese fa ospitavano la Asl e il 118. Durante la serata si svolgerà un convegno sul lavoro della protezione civile sul territorio.

Un momento dell'inaugurazione

Un momento dell’inaugurazione

UGENTO. Il nuovo istituto alberghiero di Ugento è finalmente realtà. Il plesso scolastico, che si trova in via Caduti di tutte le guerre, è stato inaugurato lunedì 15 alla presenza di numerose autorità e di tutti gli studenti, che ora saranno in un’unica struttura dopo diversi anni trascorsi in altre quattro sedi prese “in prestito”.
Alla cerimonia hanno partecipato il presidente della Provincia Antonio Gabellone, assessori provinciali, i Sindaci di Ugento, Ruffano, Taurisano, Racale, il dirigente dell’Istituto alberghiero Franco Fasano, il dirigente dell’Istituto comprensivo Anna Grazia Galante, il vescovo di Ugento-Santa Maria di Leuca monsignor Vito Angiuli, e numerose altre autorità civili e religiose.
La struttura – che fa parte del “Bottazzi” di Casarano – è stata ristrutturata e ampliata con un investimento di 3 milioni e 150mila euro e accoglie 415 studenti. Il piano terra ospita quattro aule, tre laboratori pluriuso, tre cucine con relativi servizi, i laboratori di sala, pasticceria e chimica alimentare e gli uffici. Al primo piano, invece, ci sono dodici aule, la biblioteca e altri laboratori.
Soddisfatto il presidente Gabellone: «Finalmente ora gli studenti e i docenti hanno a disposizione una sede unica, con ambienti nuovi, confortevoli e adeguati alla formazione teorica e pratica di centinaia di ragazzi e ragazze».

ospedale gallipoli2GALLIPOLI. Dopo l’attivazione del reparto di Rianimazione al primo piano della torre A del Sacro Cuore di Gesù e al netto delle polemiche politiche sui ritardi e sui problemi economici, arriva anche l’inaugurazione ufficiale. Al lavoro dal 25 novembre sono sette medici anestesisti e rianimatori guidati dal primario facente funzione, il dottor Franco Mosticchio. In  forza anche i 16 infermieri. Completano l’organico la caposala Agata Dolce e sei operatori sociosanitari.

Lunedì 9 dicembre alle 12,45, come annuncia il presidente dell’associazione “Sacro Cuore”, Giacinto Scigliuzzo, ci sarà anche il taglio del nastro ufficiale; per la benedizione è stato invitato il vescovo, monsignor Fernando Filograna. Prevista anche la presenza del governatore di Puglia, Nichi Vendola e dell’assessore alla Salute, Elena Gentile oltre ai dirigenti Asl e al primo cittadino di Gallipoli, Francesco Errico.

Dunque, è partita la divisione di Terapia intensiva dell’ospedale di Gallipoli. «E’ una notizia che riempie il cuore di tutti  di grande gioia e soddisfazione – commenta la responsabile del Tribunale del malato di Gallipoli, Agata Coppola – ma c’è da dire che l’evento è stato atteso per decenni. Molte sono state le persone, alcune delle quali ora in pensione o non ci sono più, che nel corso degli anni, hanno lavorato per tale progetto».

Il Tdm  ricorda di essersi attivato per Rianimazione nel corso degli anni, attraverso un confronto continuo con i diversi dirigenti del presidio ospedaliero  (i dottori Falzea, Dell’Angelo Custode, Gatto e dottoressa Pizzileo). Agata Coppola sottolinea inoltre che “sono stati sollecitati in molte occasioni gli amministratori aziendali, ci si è confrontati nelle sedi istituzionali facendo precise richieste, motivate anche dal notevole incremento di utenza nel periodo estivo”. Il tutto fin dal lontano 2003.

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UGENTO. Inaugurati i nuovi impianti sportivi di Ugento e Gemini. Il taglio del nastro delle due nuove strutture, situate rispettivamente in via Loreto e in via Monteverde, è avvenuto venerdì 25 ottobre. Realizzati grazie allo stanziamento di 120mila euro (50mila provenienti dalla Regione, 70mila da fondi comunali), i due punti sport saranno gestiti direttamente dal Comune, che permetterà l’accesso gratuitamente, probabilmente con l’aiuto delle associazioni locali.

«Sono rimasto favorevolmente colpito – commenta il vicesindaco Graziano Greco – dalla straordinaria partecipazione della cittadinanza all’evento, che è indice di come la realizzazione di questi due campetti con annesso parco giochi, fosse attesa e desiderata». Greco sottolinea l’importanza di creare spazi di aggregazione giovanile, ma anche fruibili dall’intera popolazione.

«Gli interventi realizzati – afferma – vogliono sviluppare un concetto di sport a misura di tutti, con particolare attenzione alle utenze deboli, bambini, anziani e diversamente abili. Non vogliono essere semplici impianti per la pratica sportiva, ma centri per lo sport e il tempo libero con un’immagine sostenibile, moderna e flessibile e allo stesso tempo rispettosa della cultura locale e del territorio». Dall’assessore arriva l’appello a “custodire con diligenza e cura le opere, che vengono messe a disposizione perché patrimonio di tutti i cittadini».

Gallipoli. Il taglio del nastro c’è stato. Simbolicamente reciso da un bambino gallipolino per testimoniare il duplice significato dell’apertura dell’ecocentro: incentivare politiche educative rispettose dell’ambiente e garantire la tutela del territorio a beneficio delle attuali e future generazioni. Il nuovo ecocentro è stato inaugurato domenica 14 aprile ed ora è a disposizione dei cittadini residenti e non (ma che pagano la Tarsu nel comune gallipolino) per lo smaltimento di oggetti vecchi, esausti o in disuso e materiale ingombrante. La struttura, che sarà gestita dalla “Navita Srl “di Bari, sarà aperto nelle giornate di venerdì, sabato e lunedì dalle 8 alle 13. Per avere informazioni utili su come usufruire correttamente dell’ecocentro, è a disposizione in Comune una brochure illustrativa o si può chiamare anche il numero verde 800-098563.

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Piazza Regina del Cielo (foto di Leonardo Negro)

Parabita. Una piazza Regina del Cielo totalmente rinnovata e più spaziosa ha salutato l’inizio del 2013 parabitano. Con una grande cerimonia di inaugurazione, alla presenza delle più alte cariche istituzionali del territorio, il sindaco Alfredo Cacciapaglia ha tagliato il nastro tricolore che ha sancito il successo della maxi opera pubblica, realizzata dall’Amministrazione comunale di concerto con il consorzio della “Città policentrica”, l’unione di Comuni con Sannicola ente capofila, che aveva captato il finanziamento dei 700 mila euro regionali necessari all’impresa.

Proseguono nel frattempo anche i lavori nel parco comunale Aldo Moro, che restituiranno alla città l’altra metà dell’area antistante alla basilica della Madonna della Coltura. Qualche perplessità sul cantiere è sorta, però, alle forze consiliari di Udc e “Destra di base”. «Da un sopralluogo si è accertato che la perimetrazione dei lavori è stata posizionata sul marciapiede di viale Stazione, costringendo i pedoni a camminare sulla sede stradale, in un punto dove il traffico veicolare risulta essere molto sostenuto», scrivono in una nota l’ex vicesindaco Cacciatore e Massimo Caggiula, oggi entrambi all’opposizione.  Poco distante dal tratto stradale citato, infatti, vi sono la scuola media e la stazione ferroviaria.

Gli appositi provvedimenti dell’Amministrazione, comunque, non dovrebbero tardare. Gli addetti ai lavori hanno già fatto sapere che è in corso di predisposizione un camminamento pedonale per risolvere i rischi connessi al temporaneo restringimento della carreggiata.

Daniela Palma

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Il primo tiro del sindaco Nocera

Sannicola. Con il tiro del primo cittadino è stato inaugurato, lo scorso 10 novembre, il nuovo bocciodromo di via Sferracavalli. La struttura si compone di due campi da gioco omologati per attività diurna e notturna con spazi per gli spettatori, spogliatoi,   deposito di materiale sportivo ed infermeria.

«Si tratta di una bella struttura realizzata per volontà congiunta delle amministrazioni comunale e provinciale. L’inaugurazione – afferma il presidente  della società Bocciofila sannicolese Paolo Fachechi – ha rappresentato l’occasione per farla conoscere agli amanti di questo sport di tutta la provincia. Per iniziare ad utilizzarla al meglio organizzeremo delle gare di livello regionale». L’inaugurazione è stata caratterizzata dall’esibizione dei sei migliori allievi delle società di Merine, Lecce, Calimera e Martano. «È importante sottolineare – continua Fachechi – come lo sport delle bocce sia adatto a tutte le età, con pari dignità rispetto ad altre discipline più note. Avvieremo le azioni necessarie per far conoscere e praticare ai ragazzi questa disciplina. Per ringraziare il Sindaco e a l’Amministrazione comunale del loro interessamento abbiamo offerto loro una targa ricordo».

Alla cerimonia di inaugurazione, oltre a Fachechi ed al sindaco Giuseppe Nocera, hanno preso parte anche il presidente della Provincia di Lecce Antonio Gabellone, l’assessore comunale allo Sport Claudio Greco, il presidente del Coni Lecce Antonio Pascali insieme a Franco Chilla ed Aldo Gianfreda, rispettivamente presidente regionale e provinciale della Federazione bocce. Il bocciodromo si aggiunge al campo di calcio, ristrutturato dopo vari anni di attesa ed utilizzato dal Sannicolacalcio 2010 e dallo Sporting, ed alle opere di impermiabilizzazione del soffitto del palazzetto dello sport insieme alla sostituzione di alcune porte per un importo di oltre 21 mila euro. Commenta l’assessore Greco: «L’Amministrazione ha dimostrato ancora una volta attenzione allo sport. Mi duole dover registrare già atti vandalici ancor prima dell’inaugurazione. Forse è giunto il momento di cambiare registro e pensare al bene comune».

Maria Cristina Talà

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Gallipoli. A completamento dei lavori di restauro del mercato coperto, i tecnici comunali si sono attivati per riposizionare quanto prima, l’arma civica (lo stemma in carparo) che svettava sulla sommità della facciata centrale e che ora non c’è, come segnalato da alcuni cittadini. Anni fa si frantumò, vittima dell’incuria e degli agenti atmosferici; rappresenta il gallo con ai lati due cornucopie, simbolo dell’abbondanza.

Per quanto riguarda invece la fontana in ghisa con vasca circolare,  che era all’interno del mercato, nel bel mezzo di una alcova, di datazione incerta (1700 o anni 30 del secolo scorso?), sarà restaurata e trovata una collocazione più dignitosa del deposito comunale dove oggi giace.

L’assenza del manufatto nel mercato coperto appena inaugurato aveva innescato alcune polemiche e qualche insinuazione sulla sua presunta sparizione a vantaggio di qualche privato potente.

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Uno scorcio all’interno del Mercato coperto

Gallipoli. Riecco il Mercato coperto di piazza Imbriani, riaperto con la benedizione da parte del vescovo della diocesi di Nardò-Gallipoli, Domenico Caliandro, e con gli interventi del sindaco Francesco Errico e di Giovanna Cacudi per la Soprintendenza  di Lecce. Sono seguite le relazioni dell’architetto Anna Cornaro e dello storico locale Elio Pindinelli, che hanno illustrato pregi architettonici dell’edificio e soprattutto l’evoluzione nel tempo.
«Si tratta di una giornata importante per Gallipoli – ha detto tra l’altro il primo cittadino – perché viene restituita alla città una struttura che è certamente un bene prezioso per il suo valore storico, artistico e culturale».

L’inaugurazione

Il sindaco ha ringraziato le precedenti amministrazioni, da quella di Giuseppe Venneri “che con l’assessore Giuseppe Coppola intercettò il finanziamento” a quella di Vincenzo Barba “che ha garantito la necessaria continuità progettuale e dei lavori”. Il consigliere comunale (“Puglia prima di tutto”) Coppola, in una nota ha subito ringraziato il sindaco per l’attenzione ed ha proposto di dare la possibilità a cittadini e turisti di ammirare con apposite visite guidate i risultati del restauro.

Coppola inoltre ha chiesto “quale effettivamente potrebbe essere la migliore destinazione per un contenitore di tale importanza”. Il mercato  realizzato alla fine dell’Ottocento, fu costruito addossato all’antico castello, occultando anche le vestigia del ponte in muratura di accesso al castello, su progetto dell’ingegnere Giuseppe Franco, scelto tra i tre presentati dopo il nullaosta dell’ingegnere Giorgio De Vincentis da Potenza del 28 luglio 1887. Fu ritenuto migliore, tra l’altro, “per le facili condizioni di circolazione, per l’abbondante ventilazione e luce; e perché i commestibili si troveranno bene conservati nelle botteghe e sotto i porticati a volta”.

La costruzione che si sviluppa su due livelli,  presenta cinque navate. Il piano a livello stradale, fino agli inizi degli anni Ottanta, era adibito a mercato di generi alimentari. La parte inferiore utilizzata in origine come magazzino ed anche come mercato ittico, è a livello della banchina sottostante. Il restauro, effettuato con un finanziamento di 4 milioni di euro, frutto dell’accordo tra Stato e Regione, ha riqualificato l’intero edificio, trasformando la lunga galleria centrale a pianoterra in ampia piazza coperta, consentendo una nuova visibilità delle mura  del Castello. La demolizione di alcuni locali aggiunti successivamente hanno consentito il distacco tra Mercato e Castello, la visione della Torre della vedetta e il recupero del ponte.

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Il busto del Carducci, opera di Donato Minonni

Taurisano.  L’inaugurazione del busto marmoreo di Giosuè Carducci, opera dello scultore Donato Minonni, si è svolta giorni fa, presso l’omonimo edificio scolastico.

A fare gli onori di casa, il prof. Aldo Alibrando, dirigente dell’Istituto comprensivo 2° Polo, il cui intervento ha aperto la manifestazione, che ha visto la presenza di un parterre numeroso oltre che interessato. A seguire hanno preso la parola la dott. ssa Brigida Caporale, già dirigente del 2° Polo, e il dott. Ivano Colona, presidente del Consiglio di circolo, oltre che componente del comitato che ha promosso l’iniziativa e che si è fatto carico di raccogliere i fondi per la realizzazione dell’opera artistica del Minonni.

Ora, finalmente, la scuola “Carducci”, da cui sono passati tanti taurisanesi, ha il busto del poeta toscano. Di tempo ne è passato, se l’edificio scolastico, come ha precisato il prof. Francesco De Paola, intervenuto con una completa ed interessante relazione che ha ripercorso tutto l’iter burocratico della costruzione dell’edifico stesso, «fu progettato dall’ing. Giorgio Bernardini da Lecce e costruito dall’impresa edile dell’ing. Vittorio Corsano di Taurisano, fu infine collaudato dall’ing. Gaetano De Marco di Napoli, ispettore capo delle ferrovie dello Stato, il 29 dicembre 1935, alle ore 9, con esito positivo, ratificato il successivo 24 aprile 1936 dal podestà di Taurisano».

Il busto marmoreo del Carducci, collocato sulla sinistra dell’edificio, entrando dalla porta principale, ora farà compagnia agli alunni «guardati con uno sguardo sereno, dolce, tranquillo, quello del poeta degli affetti familiari», così come ha scritto, nella brochure di presentazione dell’iniziativa, il prof. Aldo De Barnart, già direttore didattico nel 1966.

La relazione di chiusura è toccata al prof. Lucio Giannone, docente presso l’Università del Salento, che in maniera impeccabile e con dovizia di particolari ha trattato “La figura e l’opera di G. Carducci”. Subito dopo c’è stata la cerimonia della scopertura del busto marmoreo del Carducci, alla presenza del sindaco, Lucio Di Seclì, e il dirigente del commissariato di Polizia, dott. Salvatore Federico.

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SOLDI SPESI BENE I ragazzi che si preparano a giocare e la gente che affl uisce per l’inaugurazione del campo da basket in via Pietro Bianchi. Peccato che un temporale ha impedito lo svolgersi della partita. Comunque c’è stata grande festa per la soddisfazione di tutti, in particolare di quanti hanno voluto la struttura che è stata intitolata a Giovanni Paolo II ed è costata 141mila euro

Melissano. La zona 167 di Melissano si arricchisce di un’altra struttura sportiva. È stato inaugurato infatti, nei giorni scorsi, il nuovo campo da basket che sorge in via Pietro Bianchi, nei pressi della chiesa di Gesù Redentore.

L’impianto è stato realizzato grazie alla cooperazione di Regione Puglia, Provincia di Lecce e Comune di Melissano e finanziato, in via sussidiaria, dai contributi volontari raccolti dalla parrocchia.

Il nuovo centro sportivo, intitolato a papa Giovanni Paolo II, è costato 141mila euro. I lavori sono stati portati a termine in un tempo relativamente breve, grazie anche al decisivo contributo delle varie imprese specializzate del posto, che hanno fornito le loro prestazioni a prezzi più vantaggiosi pur di contribuire, in modo decisivo, alla nascita della struttura.

Molto partecipata la cerimonia d’inaugurazione dell’impianto, a cui hanno presenziato, tra gli altri, il sindaco di Melissano Roberto Falconieri, il consigliere di minoranza Ferruccio Caputo, il parroco don Antonio Perrone, e l’assessore provinciale alla Gestione del territorio, Giovanni Stefàno.

«Melissano non è quel deserto che molti descrivono – ha sottolineato Falconieri – perché non mancano i luoghi di aggregazione sociale per far crescere i nostri figli.  Il nuovo campo da basket ne è un esempio e si aggiunge all’elenco che comprende una serie di palestre attrezzate ed un campo sportivo predisposto per l’illuminazione notturna. Bisogna fare sistema insieme alla comunità – ha poi concluso il primo cittadino – per far crescere i giovani nel nome dei sani principi sportivi, evitando che prendano strade pericolose».

«Dobbiamo aver cura del nuovo campo da basket, trattarlo con rispetto ed amarlo come fosse casa nostra – ha poi aggiunto Caputo, uno dei principali fautori del progetto, il primo che s’industriò per intercettare alcuni fondi residui dai finanziamenti stanziati in occasione dei Mondiali di calcio del 1990. «Unire i valori sportivi a quelli cattolici», questo invece l’auspicio di Stefàno che ha dichiarato, a nome della Giunta provinciale, di voler impiegare i pur esigui fondi a loro disposizione per la valorizzazione delle strutture di aggregazione giovanile.

L’animazione musicale è stata assicurata dalla Junior Band di Melissano, la cui esibizione è stata dimezzata dall’improvviso temporale (poi trasformatosi in una lieve grandinata)  che si è scatenato sulla cittadina, e che ha causato, inoltre, il rinvio della partitella di esibizione della locale formazione Under 17 di basket, militante nel torneo di Eccellenza regionale.

MM

Voce al Direttore

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Abbiamo scritto ieri pomeriggio un articolo con una tempestività – confessiamo - non voluta considerato quanto si sarebbe sprigionato da lì a poche ore...