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emergenza sanitaria

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ovini

CASARANO. Nuovo allarme brucellosi a Casarano. Due ovini infetti sono stati individuati dalla Asl in un allevamento di contrada Ceneri, nei pressi della Vora. Per evitare di diffondere la malattia, un’ordinanza a firma del vicesindaco Adamo Fracasso ha imposto al titolare dell’allevamento di abbattere i capi infetti e di isolare altri capi sospetti bonificando gli ambienti. Lo scorso marzo simile allarme venne segnalato in contrada Palla, nei pressi della zona industriale: in questo caso l’allarme rientrò a distanza di pochi mesi dopo i successivi accertamenti sanitari.

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paziento Alzheimer

TAVIANO. Sono circa 70mila i malati di Alzheimer in Puglia e i numeri tendono a salire anche tra adulti non anziani. Più colpite le donne, 200  i pazienti che solo nel 2012 sono passati per il “Day hospital per demenze” dell’ospedale Ferrari di Casarano, che insieme al centro Uva (Unità valutativa Alzheimer) costituisce il primo punto di riferimento per una diagnosi. Il 21 settembre ricorre la giornata mondiale Alzheimer. Anche Taviano sarà protagonista, in largo S. Anna, di una serata di informazione e intrattenimento, organizzata da Aima (Associazione italiana malattia Alzheimer) Casarano e patrocinata dal Comune di Taviano. Si scende in piazza, nella città dei fiori, per sensibilizzare l’opinione pubblica sulle problematiche legate a questa malattia degenerativa. Start ore 20 con gli interventi di Antonella Vasquez, neurologa presso l’ospedale di Casarano e di Ilenia De Pascalis, psicologa e volontaria Aima. Seguirà un ricco programma di intrattenimento con majorettes, Musicamica, concerto bandistico San Giorgio-Matino e il cabaret teatro de “I Malfattori”. L’iniziativa continua, poi, domenica 22, nelle piazze di Casarano, Matino, Uggiano La Chiesa, Salve, Taviano, Sannicola, Taurisano, Collepasso e Neviano, con la distribuzione dei ciclamini a sostegno delle iniziative firmate Aima.

L’Alzheimer è una malattia degenerativa che cancella la personalità e l’intelligenza, annulla la memoria e con essa ogni conoscenza, ogni relazione e ogni affetto. «Perdita della memoria, disturbi del linguaggio e disorientamento – ci spiega la dottoressa Ilenia De Pascalis, psicoterapeuta tavianese, del servizio day hospital per demenze di Casarano –  questi i primi campanelli d’allarme. Il vero problema è che i familiari dei malati sono costretti a fare i conti, subito dopo la diagnosi, con un tragico isolamento. Presto parenti e amici vengono meno e ci si riduce a 2: la persona malata e quella che se ne prende cura, lasciata spesso sola.

Per aiutare i malati e le loro famiglie nel 2009 è nata  l’Aima il cui scopo principale è quello di supportare le famiglie lungo il percorso della malattia. Il centro attiva dei corsi di formazione per familiari, operatori e badanti, gruppi di sostegno psicologico, corsi psico-educazionali e attività di divulgazione informativa e guida per la gestione del paziente con Alzheimer. Il prossimo corso, completamente gratuito,  finanziato da Csv Salento,  “Per non dimenticare chi dimentica” avrà inizio il 28 settembre e sarà organizzato nel centro di solidarietà “Madonna della Coltura” di Parabita,  sede formativa e partner. C’è tempo fino al 25 settembre per le iscrizioni. Info al 339 13 13 114.

 

 

 

anziano in carrozzina

SANNICOLA. Combattere, con una forza inaudita, contro un terribile tumore, legarsi alla vita con tutte le energie, alzarsi dal letto anche quando i medici consigliano di non sforzarsi, e poi scoprire che altre battaglie, questa volta burocratiche, ti attendono e ti complicano una vita già quanto mai difficile.

Accade a Nicola Napolitano, 62 anni, di Chiesanuova che lotta contro il male che lo colpito e contro l’Inps che gli ha sospeso la pensione. «Al seguito di un tumore – spiega l’avvocato Daniele Colella – ha subito la glossectomìa, che è l’asportazione totale della lingua. Per questo motivo non è più in grado di mangiare normalmente, ma ha bisogno di utilizzare un  sondino e di alimenti particolari come omogeneizzati di carne di cavallo, latte, alcune verdure frullate».

L’uomo è stato riconosciuto invalido al 100% e gli è stata riconosciuta una pensione “di 270 euro mensili” come lo stesso pensionato sottolinea facendosi capire, seppur con grandi difficoltà. Napolitano vive da solo e, avendo parenti anch’essi non in salute per l’età, ha bisogno di aiuto.

Per questo ha chiesto all’Istituto di previdenza sociale l’indennità di accompagnamento, prevista dalla legge proprio per sopperire, o quanto meno alleviare, tali difficoltà. Paradossalmente, proprio la difficoltà nel farsi capire durante le visite mediche, alle quali si è recato da solo non avendo chi lo potesse accompagnare, ha causato delle incomprensioni e addirittura la sospensione della pensione.

«Da giugno non percepisce nulla e questo lo pone in una gravissima situazione economica. Abbiamo sollecitato la visita per il ripristino ed è stata effettuata a fine luglio. Il suo diritto alla pensione è stato riconosciuto, ma ad oggi non ha ricevuto versamenti. Per lui si tratta di un vero e proprio calvario» conclude l’avvocato Colella. Il legale auspica che tutte le autorità preposte, dalla Regione, all’Ambito e ai Servizi sociali comunali pongano in essere tutte le azioni possibili per aiutare chi, come il suo assistito, versa  in queste gravi situazioni, magari attraverso l’assistenza domiciliare, i buoni acquisto per alimenti particolari o maggiore informazione sugli strumenti esistenti.

ospedale gallipoli

GALLIPOLI. Il dramma si era consumato in piena estate: malati di cancro rimandati a casa senza cure per “ferie” dei dipendenti imposte dai vertici dell’Asl. Il reparto di Oncologia di Gallipoli tagliato per ciò di quattro posti letto (dei 16 effettivi). Quel primario del “Sacro Cuore” travolto da istanze, pressioni e proteste. Infine lasua sofferta decisione, trapelata a metà agosto e che i massimi dirigenti dell’Asl giudicano “gravissima”: un corposo esposto alla Procura della Repubblica di Lecce.

Ora la brutta storia cresce di un altro capitolo. “Noi ve lo avevamo segnalato il grosso rischio”: il Tribunale dei diritti de malato, sezione di Gallipoli, aveva monitorato e raccolto in conclusioni chiare l’andamento del reparto, inviando i risultati al direttore generale e al direttore sanitario dell’Asl e, per conoscenza, al direttore sanitario dell’ospedale jonico dove ha sede l’unico reparto di tutta l’area sud dell’Asl. Era il 6 aprile scorso. Il Tdm-Cittadinanzattiva indicando i punti critici del reparto, sottolineava la necessità di portare i posti letto da 10 a 20, con adeguamento della dotazione organica, cioè medici e infermieri. Prima del taglio “per ferie” i posti letto effettivi erano appunto 16 e 25 nel Day hospital (al posto dei 10 ufficiali).

“Ci rattrista il fato che il lavoro sia rimasto lettera morta”, commenta amata Agata Coppola del Tdm gallipolino, che però non demorde. Ecco allora un ulteriore invio di quel monitoraggio che avrebbe dovuto far superare per tempo i problemi indicati: non averci dato neppure una risposta è davvero cosa “gravissima”.

 

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Taurisano. L’ex sede del consultorio familiare in via Tevere ospiterà il servizio vaccinazioni. I locali di proprietà comunale, infatti, sono stati concessi per tre anni all’ Asl  perché possa continuare un servizio sanitario indispensabile  per i cittadini. Precedentemente le vaccinazioni erano effettuate in alcune aule del plesso scolastico “Don Tonino Bello” in via Aspromonte, ora utilizzati per le attività didattiche.

Da qui la necessità di trovare una nuova sede per il servizio vaccinazioni che, come recita la delibera . “ è di primaria importanza per i cittadini di età minore, altrimenti a rischio di interruzione o trasferimento in altra località”. Pertanto  a carico della Asl rimangono gli oneri per pulizia dei locali, telefono, riscaldamento, tutto quello, cioè che riguarda la gestione ordinaria. Contemporaneamente la Giunta ha dovuto revocare la delibera con cui aveva assegnato in via provvisoria a giugno scorso gli stessi locali di via Tevere all’Ati  Cooperative Sociali Horizon/La Libertà.

La Giunta ha anche deciso in questi giorni di concedere un locale di piano terra della sede comunale alla Consulta giovanile. Si tratta della stanza utilizzata in passato dal difensore civico. La decisione è motivata dall’importante ruolo svolto dalla  Consulta nel contesto del progetto denominato “Identità, sicurezza & legalità”, comprendente iniziative e campagne di sensibilizzazione in aree e contesti sensibili di particolare disagio sociale.

D’altronde la Consulta ha un ruolo ben preciso, non genericamente accettato, ma delineato con precisione anche nell’art 3 del regolamento comunale che ne definisce le competenze: fornisce pareri, non obbligatori e non vincolanti, sugli atti dell’Amministrazione comunale che riguardano le tematiche giovanili; elabora documenti e proposte da sottoporre ai competenti organi comunali inerenti le tematiche giovanili; si impegna a promuovere, sostenere, diffondere ed ideare azioni, dibattiti, ricerche e quant’altro necessario per la diffusione della cultura della legalità e sicurezza; promuove dibattiti, ricerche ed incontri favorendo rapporti permanenti con le consulte ed i forum di qualsiasi livello territoriale, nazionale ed internazionale.

Daniele Campo

Tuglie. Dopo un anno ancora nessuna novità sull’inchiesta che riguarda la morte di Daniele Campo (foto), il 35enne tugliese deceduto il 18 febbraio del 2011, dopo aver accusato forti dolori al petto e che, secondo i suoi familiari, non sarabbe stato curato dai medici del pronto soccorso dell’ospedale “Sacro Cuore” di Gallipoli

Il giovane era stato visitato prima dalla guardia medica del paese e successivamente dal medico del pronto soccorso dell’ospedale gallipolino. In conseguenza di forti dolori, che dal collo si irradiavano alla spalla e al braccio sinistro e che perduravano nonostante l´assunzione dell´antidolorifico consigliato dalla guardia medica, il ragazzo  si recò in ospedale dove i sanitari gli avrebbero diagnosticato una patologia di natura ortopedica lasciandolo andare con l´unica raccomandazione di posare una borsa d´acqua calda sulla parte dolorante.

Arrivato a casa, però, l’uomo morì, presumibilmente, per infarto. La sorella Sandra Campo e la fidanzata Laura Imperiale, presentarono denuncia presso i carabinieri della Stazione di Sannicola. Il pm Paola Guglielmi aprì un fascicolo per fare chiarezza sulla morte del tugliese, iscrivendo sul registro degli indagati i due medici che visitarono Daniele. Ad  un anno di distanza nulla si sa ancora dei risultati dell’esame autoptico.

Del caso si interessò anche Leoluca Orlando, all’epoca dei fatti  presidente della Commissione parlamentare d’inchiesta sugli errori in campo sanitario. Nei giorni scorsi in paese sono stati affissi dei manifesti, a firma del “Comitato di coscienza civica per Daniele Campo”, che riportano l’inequivocabile titolo “Vergogna” per non essere “riusciti ad ottenere ancora chiarezza”. Sotto accusa le “istituzioni latitanti e  la superficialità della sanità”.       

FS

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L’ingresso della Guardia medica

Parabita. File lunghissime, un caldo asfissiante, posti a sedere insufficienti, sporcizia ovunque e scatta la protesta. Tante le lamentele per la disorganizzazione e le carenze strutturali della Guardia medica in occasione delle vaccinazioni obbligatorie predisposte dalla Asl per bambini e neonati.

Tante le inefficienze riscontrate: caos nella gestione degli appuntamenti; affollamento della sala d’attesa, non adatta ad ospitare un elevato numero di persone; le carenze più gravi si sono registrate sul versante strutturale. La mancanza di uno scivolo per carrozzine e disabili sulla rampa di scale all’ingresso e la pericolosità delle stesse, la sporcizia del pavimento che ha obbligato a tenere in braccio i più piccini per tutto il tempo, il bagno inaccessibile per i bambini disabili, per i quali l’intera struttura non è attrezzata. Consapevole del disagio Leda Schirinzi, Ufficiale sanitario del distretto di Casarano.

«Aspettiamo da tempo di andar via. Ci sono stati destinati dei locali nuovi, questi non sono a norma di legge». E mentre le segnalazioni degli utenti si moltiplicano, ogni intervento è rimandato in virtù di questo trasferimento di cui si vocifera da anni. Sulla questione è ancora cauto il sindaco Cacciapaglia, ma assicura che l’Ufficio tecnico della Asl di concerto con l’Amministrazione è già al lavoro per verificare l’adeguatezza della nuova sede di via Ferrari.

DP    

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La crisi nella sanità pugliese investe anche il nosocomio locale soprattutto per la mancanza di medici

Casarano. L’allarme lanciato alla fine del mese di giugno dagli operatori sanitari del Pronto Soccorso del presidio ospedaliero “Francesco Ferrari” sembra caduto nel nulla. «Non è cambiato nulla», confermano infatti i diretti interessati.

La situazione era drammatica e tale è rimasta, con l’aggravante che la stagione estiva è entrata nel vivo e un servizio sanitario così importante come quello di Casarano, che già ha problemi per smaltire il lavoro ordinario, si trova davanti a una situazione insostenibile: coprire anche l’utenza turistica, in particolare quella proveniente dalle marine di Ugento e Presicce (Torre San Giovanni, i grandi villaggi all’interno del Parco pubblico, Torre Mozza, Lido Marini e Torre Pali), il che significa vedere triplicare il numero delle prestazioni.

Sette i medici ufficiali sulla carta per l’organico del Pronto soccorso del “Ferrari”, ma in realtà in servizio ce ne sono attualmente solo tre: uno per turno. Se, per caso, si registrano due emergenze contemporanee, un unico medico potrebbe anche non farcela ad affrontarle adeguatamente con tutto quel che ne consegue.

Il Direttore sanitario, Franco Sanapo, e la direttrice del presidio ospedaliero, Gabriella Cretì, si sono impegnati in questi ultimi giorni per trovare un rimedio. Hanno cercato di reperire personale in tutte le strutture dell’azienda sanitaria leccese per dare una mano ai colleghi. Si aspettano risposte concrete: «Ma sarebbe comunque un provvedimento tampone che non cambia nulla», afferma un operatore sanitario.

Per fortuna non pare che in queste settimane di emergenza ci sono stati episodi particolarmente drammatici, causati da questa contingenza. «No, per puro caso non è successo niente di simile – risponde un medico – all’ospedale di Casarano esiste la guardia medica in tutti i reparti e per fortuna il Pronto soccorso, da questo punto di vista, è protetto. Non ci sono stati casi drammatici ed è difficile che possano succedere. Ma – sottolinea l’operatore sanitario – lo stato di stress di medici e infermieri, che diventa più acuto in queste condizioni, alza inevitabilmente la possibilità che si verifichi l’errore. Dopo tutto – conclude il medico – siamo uomini, certamente non macchine».

La vicenda, come si ricorderà, era stata rilevata dal sindacato di categoria Uil-Fpl alla fine dello scorso mese; l’organizzazione aveva lanciato un appello all’Asl di Lecce. Solo tre medici (uno per turno) per gestire il delicato servizio metteva in condizioni di particolare stress fisico e psicologico il personale. Poco prima dell’allarme, quattro medici si erano assentati per malattia proprio perché non reggevano più quelle condizioni di lavoro.
Il sindacato aveva denunciato il caso di alcuni medici che hanno lavorato per 48 ore di fila per garantire il servizio.

Una situazione insostenibile che l’Asl, in un primo momento, aveva tentato di risolvere distaccando i medici del reparto di Nefrologia, ma solo in caso di trasporto dei pazienti in altra struttura ospedaliera, non per le mansioni del servizio vero e proprio. Ma i problemi del nosocomio casaranese non finiscono purtroppo col Pronto soccorso. Tra l’altro mancano ben sei primari.

Voce al Direttore

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Ora che è passata la festa – giusta: logistica adeguata a compiti delicati e decisivi per il grado di vivibilità – possiamo tentare...