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Donatori di sangue


Specchia Gallone (Minervino di Lecce)
– Giunge alla quindicesima edizione la festa della Pitilla, organizzata dal gruppo Fratres Borgo Specchia Gallone in collaborazione con l’Amministrazione comunale di Minervino di Lecce. I festeggiamenti inizieranno sabato 18 agosto alle ore 20 presso il Parco di Sant’Andrea a Specchia Gallone, sulla strada provinciale per Poggiardo. La Pitilla è un pane di origine araba noto solo in alcune aree del Sud Salento e ormai riconosciuto prodotto tipico.

L’ingresso all’evento sarà gratuito e chi dimostrerà di aver donato per il Gruppo Fratres Specchia Gallone, riceverà una Pitilla farcita con i migliori ingredienti della tradizione salentina, e una bevanda gratis. Sarà possibile assaporare anche il celebre panino con i pezzetti, la carne alla brace e le immancabili pittule. Il principale sponsor della serata saranno le Cantine Menhir di Minervino di Lecce di Gaetano Marangelli di cui sarà possibile degustare l’ottimo vino. Saranno presenti anche la società Mebimport di Maurizio Zecca per la distribuzione di birra e il De Gustibus con suoi apprezzati vini.

L’intrattenimento, invece, sarà affidato agli Arenéé, storico gruppo di musica popolare salentina e mediterranea, e ai dj set che animeranno la serata attraverso Karaoke e balli di gruppo. Questo il commento di Antonio Damiano (foto), presidente del gruppo dei donatori di sangue: “Questa manifestazione nasce di concerto con il Direttivo tutto ed è finalizzata alla sensibilizzazione alla donazione del sangue”. Durante l’evento è previsto un piccolo intervento del presidente provinciale del Gruppo Fratres,  Daniele Merico, di quello regionale Antonio Spano e di Francesca Carallo, presidente del Gruppo Giovani locale.

M.M.

Taviano – Con il motto “Donatori di sangue, uno stile di vita” si svolgerà, domenica 6 maggio, la 6° Festa del Volontariato fuori porta, organizzata dall’associazione “Donatori Volontari di Sangue” di Taviano, presso il camping “Baia di Gallipoli”. Durante la giornata tutti i partecipanti, suddivisi in varie squadre, potranno partecipare ad una “Caccia al Tesoro” che prevede la riscoperta di antichi giochi di abilità come: “quattro cantuni”, “secuta surgi”, “mazza e zippu”, oltre ai classici giochi come tiro alla fune e corsa coi sacchi. «Sarà una giornata di sano e puro divertimento – assicura il presidente, Giuseppe D’Amilo – anche perché avremo a disposizione prato e pineta, bar, servizi igienici, lavabi, barbecue, campo di calcetto, pallavolo, basket e bocce. Concluderemo la giornata con la “Sagra del dolce” alla quale tutti potranno partecipare, sfoggiando le proprie abilità pasticcere, oltre che vivere un fraterno momento di dolce condivisione».

PARABITA – Archiviata con successo, la 46° festa del donatore organizzata dalla sezione “Adovos Messapica Parabita”. Domenica 26 novembre, don Albino De Marco ha celebrato alle 11 la messa in memoria dei soci defunti, presso la parrocchia di Sant’Antonio. « I volontari,  attraverso la donazione del sangue, svolgono un gesto fondamentale di solidarietà nei confronti del prossimo e dei bisognosi», ha affermato il presule (originario di Casarano) durante la sua omelia. Dopo la funzione religiosa, l’associazione si è data appuntamento presso il ristorante “Re dei Re” di Surano, per il tradizionale pranzo sociale. L’invito, oltre ad essere aperto a tutti gli associati, è stato rivolto anche ad amici, parenti e  a coloro che intendono sensibilizzare la “mission” della “Fiorentino Greco”. Ai quattordici soci che nel corso dell’anno hanno effettuato le 10 donazioni è stato  consegnato  un diploma di benemerenza. Medaglia di bronzo per le 20 donazioni  ad Antonia Orlandini e Anna Rita Pedone e per  le 30 ad  Antonio Carlino, Antimo Rocco Coi, Luca Garzia, Salvatore Leopizzi, Giovanni Mercuri, Biagio Nicoletti, Cesare Santese e Raffaele Seclì. La medaglia d’argento per la categoria femminile  delle 30 donazioni è andata ad Anna Maria Nicoletti, mentre per la categoria maschile delle 45 ad Umberto Antonazzo, Vincenzo Barone, Donato Caggiula, Antonio Camisa, Gaetano Cataldi, Francesco Coi, Roberto Garzia, Michele Giaffreda, Vincenzo Negro, Stefano Nicoletti, Raffele Piccinno, Guido Pisanello, Alfredo Prete, Biagio Romano, Andrea Sansone, Fernando Solidoro e Coisimo Surano. Per le 75, a ricevere la medaglia d’oro, è stato Michele Marsano. A tutti i premiati è stato anche consegnato un attestato di riconoscimento mentre le “prime gocce” che quest’anno sono state complessivamente 27, hanno ricevuto una pergamena e una pen drive di benvenuto. Per gli uomini è stato Andrea Sansone a ricevere la nomina di donatore dell’anno  con 10  donazioni effettuate, mentre per le donne, Anna Rita Pedone con otto. Le premiazioni sono state effettuate dagli ex presidenti Adovos, Lucianna Leo e Massimo Crusi.

TUGLIE – “Chi Dona regala Vita. Fallo anche tu!” è lo slogan che accompagna l’annuale Festa del Donatore, organizzata a Tuglie dalla locale sezione Fidas, presieduta da Valter Giorgino. L’appuntamento è per domenica 19 novembre, alle ore 11, per la messa dedicata a tutti i donatori e celebrata da don Maurizio Pasanisi. Alle ore 13, invece, la festa si sposta presso il ristorante “Mille e una Notte” a Sternatia per il consueto pranzo sociale. È qui che sono previsti i momenti più belli ed emozionanti: dalla consegna dei riconoscimenti a quanti si sono distinti nel numero di donazioni di sangue ai saluti da parte dei rappresentanti dell’associazione tugliese, dal taglio della torta al saluto degli amici gemellati di Villaverla, e poi tanta musica e divertimento. Un momento centrale e non trascurabile sarà la sosta che l’autoemoteca farà presso il Comune di Tuglie il giorno prima della festa, sabato 18 novembre, dalle ore 8.30 alle ore 11.30, per la donazione del sangue.

Giuseppe D'Amilo

Giuseppe D’Amilo

TAVIANO. Impegno sociale, solidarietà per chi ha bisogno e altruismo sviscerato: sono questi i cardini su cui poggia l’associazione “Donatori Volontari Sangue Taviano”, nata il 17 ottobre 1971 e, dunque, operante sul territorio da 46 anni. Ne è presidente Giuseppe D’Amilo, 53 anni, sposato, con due figli e, aggiunge lui stesso, “da due mesi nonno di Ludovica”. «Sono nell’associazione da 23 anni – dichiara – durante i quali ho ricoperto tutti i ruoli. Ora, da tre anni, sono il presidente di ben 850 soci attivi, che cioè fanno almeno una donazione di sangue ogni due anni. Produciamo 1000 donazioni all’anno di cui il 70% di sangue e il resto di plasma».

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Una auto-emoteca, lo speciale automezzo che viene utilizzato come sala trasfusionale mobile

Una auto-emoteca, lo speciale automezzo che viene utilizzato come sala trasfusionale mobile

ACQUARICA. Dopo 40 anni di onorata attività l’associazione Donatori di Sangue, aderente alla Fidas, rischia di chiudere. Le prescrizioni previste dalla Regione Puglia contenute nel Regolamento n. 14 approvato dalla Giunta Regionale il 25 giugno 2012, non consentono più ai donatori di Acquarica di effettuare, come fanno dal 1976, le proprie donazioni. In base al Regolamento il locale dove si effettuano le donazioni dovrebbe avere: un’area per attesa e accettazione, un locale destinato al colloquio col medico che stabilisce se ci sono le condizioni per effettuare la donazione, uno destinato alla raccolta del sangue, un’area destinata al riposo/ristoro post-donazione, una destinata allo stoccaggio differenziato e sicuro dei residui, una destinata a deposito temporaneo sicuro dei residui nonché del sangue e degli emocomponenti scartati, disponibilità di servizi igienici e un bagno per gli operatori e un bagno assistito per gli utenti. Di tutte queste prescrizioni ai locali della Fidas, secondo il presidente dell’associazione Paolo Calò, mancherebbe solo il secondo bagno. Per questa carenza per poter donare il sangue i donatori di Acquarica devono recarsi presso l’ospedale di Casarano o presso la sede della Fidas di Presicce.

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Fratres - Aradeo - autoemoteca

I volontari lo scorso 26 settembre davanti alla nuova autoemoteca. Sotto Danilo Linciano

danilo linciano e sindaco Daniele Perulli - auguri in consiglio 10.10 (2)ARADEO. La Festa del donatore curata dal gruppo Fratres, sezione “Dottor Nicola Frigino”, inizialmente prevista per domenica 4 ottobre è stata rinviata alla fine del mese. La data precisa verrà definita nel corso del Consiglio del direttivo in programma sabato10 ottobre. Di certo si svolgerà nel giardino di Palazzo Grassi, dove l’associazione ha la  propria sede sociale. Il programma per questa iniziativa fortemente voluta dai soci donatori è stato comunque già definito da tempo e prevede alle ore 19 la partecipazione alla celebrazione della messa nella chiesa parrocchia di San Nicola e successivamente, alle ore 20, il ritrovo di tutti i soci nella sede dell’associazione, la premiazione dei veterani con 20 e 30 donazioni, un riconoscimento al campione del mondo di pesistica Master 40 (categoria 56 kg) Danilo Linciano e le musiche della Band di Vito ed Osvaldo Aluisi.

Da segnalare la donazione del sangue avvenuta per la prima volta con una autoemoteca lo scorso 26 settembre in piazza San Nicola. Il mezzo era stato messo a disposizione della Fratres di Aradeo dal Centro Trasfusionale di Lecce. Già dalle otto della mattina i donatori si sono messi in fila per i prelievi, attendendo con una certa curiosità l’arrivo dell’autoemoteca e felici di questa opportunità a loro favore. Da segnalare come i bar della zona hanno offerto a tutti un ristoro.

Francesco RipaGALLIPOLI. Fervono nella sede di via Mazzini, i preparativi per il 40° anniversario di fondazione dell’associazione Donatori di sangue “Dott. Dante Provenzano”. Erano i primissimi anni ’70, quando il primario dott. Provenzano ospitò i primi donatori in una stanzetta del vecchio ospedale. Da allora, si sono salvate tante vite e i donatori sono cresciuti a dismisura, tanto che, come dice con una punta di orgoglio Francesco Ripa (nella foto), “assicurano scorte anche agli ospedali vicini”. E ora, dopo 40 anni di intenso lavoro, una serata di festa, sabato 3 ottobre, alle 18,30, nella sala congressi dell’hotel Sirenè, con il saluto dei presidenti regionale, provinciale e di quanti si sono succeduti qui in città in quasi mezzo secolo.

palazzo De Donatis sede Adovosmaria prete - adovosCASARANO. «Da lì non ce ne andremo». Queste le parole del presidente onorario dell’Adovos di Casarano, Uccio Prete, in risposta alla decisione della Giunta comunale di assegnare i locali attualmente occupati dai donatori di sangue presso palazzo De Donatis (foto), in via Roma, alla Camera di commercio. Quest’ultima aveva fatto sapere di non essere più disposta a farsi carico delle spese di affitto dei locali di via Toti che sino ad oggi hanno ospitato l’unico ufficio decentrato dell’ente camerale. A quel punto, l’amministrazione co- munale si è attivata per evitare di perdere l’ufficio, facendo visionare ai tecnici della Camera di commercio diversi immobili di sua proprietà, tra i quali i locali di via Roma. E proprio su questi ultimi è caduta la scelta. In conseguenza di ciò, il Comune ha proposto all’associazione presieduta da Maria Prete (foto) di trasferirsi in altri locali di proprietà comunale che, però, l’Adovos reputa non idonei.

L’Adovos taccia la giunta Stefàno di “scarsa sensibilità” e di “mancanza di equità”. Dal canto suo, l’Amministrazione ribadisce di aver fatto di tutto per mettere l’associazione nelle condizioni di proseguire le sue attività. Tra i locali che gli uffici comunali hanno proposto all’associazione come potenziale nuova sede compaiono la sede dell’Aido, eventualmente da condividere, e il locale confiscato alla criminalità in piazza Petracca. Entrambi, però, sarebbero troppo esigui. «Con questa decisione, l’Amministrazione dimostra di non riconoscere l’importanza della nostra associazione che conta 1800 donazioni annue a livello provinciale», commenta il presidente provinciale dell’Adovos messapica Giovanni Coluccia. Accuse respinte dal Sindaco: «Abbiamo prospettato tutte le alternative possibili, ma se l’Adovis non fa un passo in avanti, non possiamo farci nulla. Auspico una maggiore apertura da parte dell’Adovos che potrebbe benissimo occupare i locali di piazza Petracca per le attività ordinarie. Se, nel caso di assemblee particolarmente frequentate, dovesse avere bisogno di maggior spazio, metteremo a disposizione l’auditorium, il sedile comunale o la sala delle adunanze».

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piazzetta di via Milano Donatori di sangueALLISTE. Si può rendere onore alla solidarietà e all’impegno anche intitolando una piazzetta che nella  denominazione ricordi sensibilità, generosità e dedizione di una associazione. È questo il senso profondo dell’intitolazione, a Felline,  della piazzetta di via Milano (foto) che, su sollecitazione e richiesta dell’associazione Donatori di sangue, sezione “Martiri della strada”, sarà intitolata, appunto ai “Donatori volontari di sangue”. Lo ha stabilito una delibera di Giunta comunale che in un atto immediatamente successivo ha concesso alla medesima associazione l’adozione della piazzetta.
L’associazione dovrà provvedere alla manutenzione ordinaria (tutela igienica, pulizia e smaltimento dei rifiuti, sfalcio periodico dei prati, lavorazione del terreno ed eventuali concimazioni, cura e sistemazione delle aiuole) sempre di concerto con il Settore tecnico del Comune. La durata dell’assegnazione è di due anni, con possibilità di rinnovo.

Sempre alle medesime condizioni è stata concessa in adozione alla Pro loco Alliste-Felline la nuova piazzetta della Croce. Anche in questo caso l’assegnazione ha la durata di due anni, rinnovabile a richiesta. A cura della Pro loco, la manutenzione ordinaria della piazzetta. Queste iniziative, oltre ad avere un valore “pratico” servono per aumentare il senso di appartenenza ad una comunità solidale.

asl galatoneGALATONE. Cambiano le regole per la raccolta del sangue e l’Asl di Lecce si adegua. A rientrare nella rete di ammodernamento delle strutture c’è anche il Poliambulatorio (foto) di Galatone. Dal primo gennaio di quest’anno, infatti, non si può più raccogliere il sangue donato con le autoemoteche delle avarie ssociazioni (come Avis e Fidas), ovvero fuori dalle chiese o nelle piazze del paese, per via di un accordo Stato-Regioni che ha obbligato queste ultime a dotare i centri trasfusionali e tutte le sedi di raccolta esterna di requisiti tecnologici e organizzativi molto rigorosi. Per questo sarà necessario adeguare le strutture, e la Regione Puglia ha stanziato un finanziamento di 4,4 milioni di euro. Nei giorni scorsi il direttore generale dell’Asl di Lecce, Giovanni Gorgoni, ha già avviato le gare di fornitura, per un importo complessivo di 800mila euro.
L’adeguamento comprenderà i Simt di Lecce e Gallipoli, i Sit di Lecce, Copertino, Casarano, Gallipoli e Galatina, le reti strategiche degli ex ospedali di Campi, Maglie, Nardò, San Cesario, Poggiardo e Gagliano del Capo e i Poliambulatori di Galatone, Martano, Veglie, Aradeo, Otranto, Cutrofiano, Ugento e Scorrano. Intanto tra le otto strutture pugliesi che hanno già ottenuto l’accreditamento c’è anche quella di Gallipoli mentre per il 30 aprile dovrebbero concludersi i lavori a Casarano.

fidasRACALE. Sarà un mese colmo d’impegni e di iniziative, il marzo della Fidas racalina, presieduta dal giovane Emanuele Manco. Si è cominciato l’8 marzo con la donazione del sangue presso la sede associativa: un evento sottolineato dalle 32 donazioni effettuate, per  onorare la bontà e la generosità delle donne donatrici nel giorno della loro festa. Il 19 marzo, in occasione del 40° anno di vita dell’associazione, si terrà, presso la sala comunale “San Sebastiano”, alle ore 20, un “Convegno sulla donazione, salute e prevenzione”, con interventi  del  sindaco Donato Metallo, il presidente provinciale Fidas, Emanuele Gatto, il cardiologo Luigi Sansone e il trasfusionista Giacomo Bellomo. Il tutto, allietato dalla musica del coro locale “De finibus terrae”. Il 21 marzo, “Festa del donatore”, il gruppo di pizzica “I Scianari” si esibirà presso i “Giardini del sole”, a partire dalle 21. Il tradizionale pranzo sociale, animato da Alessandro Leuzzi, si svolgerà il 22 marzo, preceduto dalla celebrazione liturgica delle ore 11, presso la chiesa parrocchiale di San Giorgio martire. L’adesione al pranzo è aperta a tutti: chi vuol partecipare, può prenotarsi entro il 17 marzo chiamando il numero dell’associazione 0833583902 oppure contattando il presidente.

italo gatto presidente fidas lecceseGALATONE. La sezione galatea della Fidas compie quarant’anni e programma i festeggiamenti. E a quanto fatto sapere dal Consiglio direttivo presieduto da Italo Gatto (foto), saranno in grande, pianificati per ringraziare i mille e più soci donatori che, nello scorso anno, hanno fatto registrare ben 1661 donazioni. Dato, questo, diffuso assieme ad altre informazioni dalla presidenza della sezione cittadina dell’associazione dei donatori di sangue che ha evidenziato quanto l’associazione galatea sia “leader in provincia negli ultimi sette anni”, tra l’altro con un “indice di donazione molto vicino a quello nazionale”.

Gatto non nasconde l’entusiasmo e la contentezza per un dato in particolare, quello relativo ai giovani donatori attivi che negli ultimi tempi è cresciuto grazie anche alla collaborazione con diversi istituti scolastici superiori: «Ad oggi i donatori under 28 sono 277», ha dettagliato a tal proposito il presidente.
«Siamo soddisfatti e grati a tutti i donatori», sottolinea Gatto in vista della cerimonia del quarantesimo anniversario di fondazione (l’associazione nacque nel giugno del 1975), informando  che la sala del poliambulatorio di via Massimo D’Azeglio, presso cui già da qualche mese si recano i donatori, “sta per ottenere l’accreditamento sanitario poiché in possesso di tutti i requisiti strutturali richiesti dalla normativa comunitaria”.

 I quattro giovani volontari Fidas. Da sinistra:  Emanuele Petracca, Anna Lucia Gaetani, Manuel Gaetani, Lorenzo Marinosci

I quattro giovani volontari Fidas. Da sinistra: Emanuele Petracca, Anna Lucia Gaetani, Manuel Gaetani, Lorenzo Marinosci

ALLISTE. Ritorna il Carnevale ad Alliste dopo ben quattro anni, tre da quello svoltosi a Felline con la collaborazione tra le associazioni dei due paesi. Ferve l’attesa, dunque, per domenica 15 febbraio quando sarà “Festa dei folli” a cura del neonato gruppo giovani della sezione Fidas “G. Randazzo”. Il presidente dei “senior”,  Antonio Gaetani, afferma scherzosamente che si limiterà a supervisionare i lavori per la manifestazione, forte della sua esperienza di organizzatore nelle passate edizioni. Con serietà e orgoglio, invece, sottolinea che l’evento, patrocinato dal Comune di Alliste e in collaborazione con l’associazione “Band di Babbo Natale”, è reso possibile dall’autofinanziamento grazie agli sponsor.

C’è tanta volontà di farcela, di far rinascere il Carnevale ad Alliste e non solo quello, dietro l’intera organizzazione ma soprattutto dietro i sorrisi puliti dei quattro volontari a cui si devono l’idea e tutto il resto: Anna Lucia Gaetani, Emanuele Petracca, Manuel Gaetani e Lorenzo Marinosci.
«Il gruppo giovani della Fidas allistina è nato solo un paio di mesi fa – fa sapere Anna Lucia – ma siamo pienamente attivi e abbiamo tanta voglia di fare. Con il Carnevale ci proponiamo di raggiungere due obiettivi: sensibilizzare alla donazione di sangue, di cui c’è tanto bisogno, e animare il paese. Far capire che i giovani ci sono, vogliono far del bene e divertire».
Il programma della “Festa dei folli” prenderà il via alle 14,30 dall’area mercatale, da lì la sfilata si snoderà per le vie della cittadina fino a giungere in piazza Orologio, dove uno spettacolo di musica e karaoke allieterà i presenti presso il bar “Kalimba”. Alla manifestazione, che sarà presentata da Anna Lucia Gaetani e da Giorgio Adamo (della “Band di Babbo Natale”), possono partecipare maschere singole, gruppi mascherati e carri allegorici.

I premiati di ogni categoria riceveranno coppe, targhe e somme in denaro, a seconda della posizione in cui si classificheranno. Per le iscrizioni ed altre informazioni, ci si può recare presso la sede dell’associazione al civico 9 di via Marangi, ogni martedì e giovedì dalle 17 alle 20.
Per quanto riguarda il Carnevale nelle scuole in quella di via XXV aprile ci sará una festa in maschera: balli, canti, karaoke, buffet, a cui parteciperanno anche i genitori.
La scuola di via Montello, invece, organizza il veglioncino in maschera con spettacoli d’animazione, giocolieri, balli. E alla fine, tutti in posa, come testimonia la foto in alto dello scorso anno.

massimo-federicoTAVIANO. L’associazione leccese donatori volontari di sangue, sez. “G. Federico” di Taviano organizza per il 10 gennaio, alle ore 18, presso l’auditorium comunale, un convegno dal titolo “La prevenzione del tumore alla mammella: dagli stili di vita alla genetica”. Introdurrà l’argomento il prof. Massimo Federico (nella foto), direttore della cattedra di Oncologia medica dell’Università di Modena e Reggio Emilia. Relatrice del convegno la dott.ssa Laura Cortesi, del centro per lo studio dei tumori ereditari della mammella di Oncologia Medica di Modena. Il prof. Massimo Federico, originario di Taviano, svolge da molti anni il suo incarico presso l’Università di Modena e Reggio Emilia. Nel corso del 2014 ha collaborato con l’Università del Salento, svolgendo il ruolo di ricercatore presso il Dipartimento di Scienze e Tecnologie biologiche.

casa donatori di sangue

TAVIANO. Un Centro d’ascolto per far fronte ai problemi di dipendenze di droga e alcol inaugurato il 27 ottobre, presso la casa dei Donatori di sangue (foto), con il convegno “Allarghiamo gli orizzonti. Inno alla vita’’. Accanto al Centro d’ascolto anche lo sportello informativo e di supporto dedicato alle famiglie bisognose di assistenza nelle situazioni di dipendenza.

Il progetto è seguito da Don Mimmo Ozza, la referente è  Valentina  Buellis  che da 2 anni fa un percorso  come volontaria nella casa famiglia  “San Francesco” di Gemini e da lì la sua “vocazione” – come la definisce lei – è cresciuta fino al punto di avventurarsi in un progetto che ora vede  la luce. «Un Centro d’ascolto ruota intorno ad una comunità di recupero per tossicodipendenti – spiega Valentina – In questo caso la struttura di riferimento è la  “Casa Famiglia San Francesco” istituita grazie all’impegno di Don Mimmo Ozza che nel 1984, insieme alla collaborazione di alcuni volontari, iniziò ad occuparsi dei bisogni dei ragazzi in difficoltà».

La Casa famiglia di Ugento, da oltre 30 anni, opera nel più ampio territorio pugliese e in diversi settori, facendo da trait d’union tra territorio, scuole, parrocchie, servizi sociali e istituzioni. «A me piace definire il nascente centro d’ascolto come la “Scialuppa di salvataggio del bastimento della San Francesco”» conclude Valentina Buellis.

Foto di gruppo sulla scalinata della chiesa matrice

Foto di gruppo sulla scalinata della chiesa matrice

Tuglie. «Questi anni sono stati scanditi da tanti momenti trascorsi insieme, che hanno contribuito a rinsaldare i nostri rapporti e fare in modo che l’amicizia, la stima e il bene superassero gli oltre mille chilometri che ci separano». Con queste parole, la presidente della Fidas Tuglie Valentina Serini commenta la due giorni che ha visto giungere in paese cento villaverlesi accompagnati dal sindaco Ruggero Gonzo e da una delegazione comunale. L’occasione è stata quella del decimo anniversario di gemellaggio fra le due associazioni di donatori.

«Nel 2003 sono stati gettati i semi di ciò, che con il tempo, sarebbe fiorito forte e rigoglioso. Nei dieci anni che abbiamo festeggiamo – continua Serini –  tutto è avvenuto con la massima naturalezza e con la semplicità di chi sa che quella è la strada giusta da percorrere. Il nostro incontro ha portato ad un confronto e quindi ad una conoscenza più profonda non solo degli altri, ma anche e soprattutto di noi stessi». La festa ha avuto inizio sabato 12 ottobre con la visita presso una cantina vinicola e la successiva cerimonia ufficiale in Comune  con la musica popolare di Antonio Amato e la degustazione di pietanze vicentine e salentine.

Domenica 13, dopo il corteo, è stata celebrata una messa nella chiesa matrice. Durante il pranzo sociale, alla quale hanno preso parte circa 400 persone, sono stati premiati per le loro 100 donazioni Francesco Toma e  Palmira Miggiano della Fidas Tuglie e anche Fulvio Borgo, presidente dei donatori di Villaverla. «Mi auguro che siano sempre questi i valori e i principi sui quali continuare a costruire la nostra famiglia allargata – conclude Serini –  e che gli ottimi risultati avuti fra le due Sezioni Fidas, possano esserci quanto prima anche tra i due Comuni».

presidenti Fidas Acquarica e Presicce

PRESICCE. Il processo di fusione tra i Comuni di Acquarica e Presicce potrebbe partire da un “patto di sangue”.  Il 27 ottobre prossimo i donatori di sangue dei due comuni daranno vita ad una donazione congiunta presso i locali della Fidas di Presicce in via Cattaneo 48 (casa Cerfeda). L’iniziativa dei donatori di sangue potrebbe dare l’avvio ad una serie di iniziative che potrebbero portare finalmente alla fusione tra i due Comuni.

Da tempo si parla di unire formalmente ciò che di fatto è ormai storicamente unito. Le rivalità municipalistiche tra le due comunità sono ormai superate dai fatti: le sassaiole agli inizi del secolo scorso con tanto di feriti, allora frequentissime, sono un lontano ricordo. Se Presicce aveva avuto la stazione ferroviaria che doveva servire i due comuni nel proprio territorio, Acquarica aveva avuto il cimitero e proprio in occasione della sepoltura di qualche presiccese spesso si scatenavano le sassaiole.

Ma queste immagini sbiadite fanno parte ormai del passato remoto, da tempo cittadini acquaricesi sposano donne presiccesi e viceversa, cittadini (e amministratori comunali) di uno dei due comuni hanno casa nel territorio dell’altro. Urbanisticamente sarebbe giusto redigere un unico Piano generale perché tra i due agglomerati non c’è nessuna distinzione. E qualcosa si è pure fatto: c’è un unico responsabile dei Servizi sociali; un unico segretario comunale, un unico responsabile per la Ragioneria, ma continuano ad operare  separatamente due uffici tecnici,  ad esempio.

Anche per la Polizia municipale vale lo stesso discorso: un unico comandante potrebbe servire i due Comuni, riducendo i costi dei servizi e di conseguenza le tasse che i cittadini sono chiamati a pagare. La fusione  porterebbe nelle casse comunali una somma in più, rispetto a quanto oggi lo stato eroga a favore dei due comuni, pari a circa 650mila euro. Qualche passo in questa direzione gli amministratori lo hanno fatto; si spera che con questa interruzione non si blocchi di nuovo tutto. Per fortuna i donatori dei due comuni rilanciano il tema e danno un forte segnale in questa direzione.

 

La tavolata con i partecipanti alla “Festa del donatore”

Tuglie. Un momento di festa, unione e solidarietà. Questa la giornata trascorsa da duecentosettanta persone unite nel segno della Fidas (Federazione italiana associazione donatori di sangue) della sezione di Tuglie, presieduta da Valter Giorgino.

“Non soli, ma solidali” è stato lo slogan della “Festa del donatore 2011”. La festa ha avuto inizio alle 10,45 presso la chiesa matrice, con la celebrazione della Santa messa. Alle 13, il momento di festa si è spostato presso un ristorante per il tradizionale “Pranzo del donatore”. Nel corso della giornata, oltre ai discorsi dei componenti dell’associazione e delle autorità presenti, si sono svolte anche le premiazioni dei soci che hanno raggiunto 7-15-30-50-75 donazioni e dei soci onorari.

Al momento di festa, non sono mancati gli amici di Villaverla, cittadina nel vicentino con cui sia Tuglie che l’associazione Fidas è gemellata. Presente una delegazione, oltre a quella della comunità de L’Aquila, con la quale l’associazione tugliese è entrata in contatto, nello scorso settembre, grazie ad un viaggio organizzato in pullman per trovare l’amico e giovane sacerdote tugliese Bruno Tarantino, che ha vissuto in prima persona la terribile e dolorosa esperienza del terremoto in Abruzzo.

In quella domenica un gruppo è andato a visitare la città deserta, dove le uniche opere realizzate sono state la messa in sicurezza delle abitazioni, delle chiese e dei palazzi. Un secondo gruppo, insieme agli amici di Villaverla ed ai donatori aquilani, ha donato il sangue: un gesto simbolico, ma carico di significato. Una nuova pagina dell’associazione tugliese che da anni è impegnata nella diffusione della solidarietà e dell’amicizia; radicata sul territorio che riesce sempre ad esser presente in tutte le occasioni ed a trasmettere il messaggio sui valori veri ed importanti. La nuova amicizia con gli amici dell’Abruzzo è la dimostrazione.

GP

L’Associazione dei donatori di organi è attiva sul territorio fin dal 1983

Casarano.  La provincia di Lecce non è più ultima, in Italia, per numero di donazioni di organi. In un momento non semplice per la sanità salentina, il dato conforta l’impegno delle associazioni attive sul territorio che si impegnano per diffondere la cultura della donazione. «Di recente il Fazzi di Lecce ha fatto registrare buoni risultati così come, malgrado le difficoltà, anche il Ferrari» afferma dottor Giancarlo Negro, referente per i prelievi dell’ospedale casaranese.

La storia dei prelievi di organi al “Ferrari” parte nel 1999. Da allora si possono contare 12 interventi. Fondamentale è l’opera portata avanti sin dal 1983 dall’Aido “Domenico Cataldo” di Casarano. «Le liste d’attesa per i trapianti sono purtroppo sempre molto lunghe perché mancano le donazioni» afferma la dottoressa Carla Memmi, presidente dell’associazione di via Roma.

«In determinati frangenti la solidarietà non è facile né sorge spontanea ma esige conoscenza, sensibilità e presa di coscienza. Per noi fondamentale è divulgare la cultura della donazione per non lasciare spazio a pregiudizi o errate informazioni» afferma ancora la referente dell’Aido di Casarano.

Ad oggi il reparto di rianimazione del “Ferrari” continua a disporre ancora di soli quattro posti letto, con un posto aggiuntivo per le urgenze spesso non funzionante, mentre  non si hanno notizie in merito al previsto raddoppio dei posti letto con la nuova sala ancora vuota in attesa dell’espletamento del bando di gara (da 800 mila euro) che possa fornire le attrezzature necessarie. Altro problema per il Ferrari è la sempre ipotizzata, ma oramai esclusa, riapertura di Neurochirurgia, reparto funzionale nel ciclo degli espianti, che il piano di riordino regionale colloca, invece, a Tricase.

Il direttivo Fidas e Vittorio Pisanello con la medaglia d’oro

Sannicola. Con una messa celebrativa e poi un pranzo al ristorante Ponticello dove avverrà la premiazione dei donatori più generosi: è questo il metodo che l’associazione Fidas di Sannicola ha scelto per ragionare e discutere intorno al proprio lavoro e ai propri risultati.

«Donare è importantissimo – commenta la presidente Antonella Sorrentino – perché il sangue, nonostante gli sviluppi della scienza non si riesce ancora ad ottenerlo in laboratorio, per cui averne o non averne a disposizione in ospedale può fare la differenza tra la vita e la morte di un paziente. Una volta l’anno, come in questa occasione, ci ritroviamo per festeggiare noi stessi e l’impegno che prendiamo per salvaguardare la vita di uno sconosciuto, che potrebbe essere nostro amico o qualcuno che proviene dall’altra parte del mondo».

Si chiama Vittorio Pisanello, il donatore più generoso che ha fatto ben 75 donazioni e sarà insignito della medaglia d’oro. Seguono Sergio Tarantino e Luigi Scorrano che con 50 donazioni riceveranno la targa celebrativa. Gabriele Sances, Antonella Sorrentino, Pierluigi Caputo con 30 donazioni meritano la medaglia d’argento, mentre Francesca Pisanello, Silvana Marcuccio, Saverio Gioffreda, Luciano Ciricugno, Pietro Buccarella con 15 donazioni ricevono la medaglia di bronzo.

Un diploma certifica i meriti anche di Lucilla Tarantino, Marco Scorrano, Gerardina Russo, Nicola Quito, Fabrizio Palese, Roberta Napoli, Floriano Manta, Michele Ingrosso, Fabiola Febbraio, Maria Silvana Epifani, Marilena De Stasio e Maria Grazia Bove con 7 donazioni. «Il nostro impegno – continua la presidente – a favore della pratica della donazione del sangue soprattutto da parte dei giovani prosegue poi il 22 dicembre in cui il Babbo Natale Fidas sarà nelle scuole a distribuire dolci e a parlare di donare il sangue alle giovani generazioni. Ci vestiremo “natalizi” e, accompagnati da chitarra e fisarmonica canteremo ai bimbi i canti di natale. Nella stessa giornata visiteremo anche il centro anziani portando la musica e i panettoni».

                                                       MCT

Gaetano Grassi, presidente Adovos

Taurisano. L’Avis “Luigi Bitonti” ha tagliato nei giorni scorsi il traguardo dei 35 anni di costituzione e così la ricorrenza è stata festeggiata in maniera impeccabile con una serie di iniziative socio culturali, che hanno coinvolto centinaia di persone.

Il presidente del sodalizio Gaetano Grassi, infatti, d’intesa con i suoi più stretti collaboratori, ha chiamato a raduno un po’ tutti e, come nella tradizione dell’Avis Taurisano, tutto si è svolto alla perfezione.

Il programma è iniziato con il raduno dei volontari e dei soci presso la sede sociale di via Cesare Battisti nel cuore del centro storico cittadino, e da lì, tutti quanti in corteo, ci si è spostati verso la chiesa di S. Maria Ausiliatrice, dove è stata celebrata  la messa in suffragio dei donatori defunti.

È seguito il pranzo sociale presso la masseria “Calia”, mentre, nel tardo pomeriggio, il programma è stato ripreso presso la sala teatro della parrocchia S. Maria Ausiliatrice.

Inizialmente si è svolto un incontro dibattito, che è stato aperto dal presidente Gaetano Grassi, al quale hanno fatto seguito gli interventi di Lucio Di Seclì, sindaco di Taurisano, peraltro primo presidente dell’Avis nel lontano 1976, al momento della costituzione; di Fulvio Bitonti, delegato provinciale, e della dottoressa Antonella Caroli, referente progetto Sistra del Centro regionale sangue Puglia.

Nel corso dell’incontro sono stati consegnati alcuni significativi riconoscimenti a soci e volontari, distinti per categorie, per cui hanno ricevuto un premio speciale: Vincenzo Mele (donatore più anziano), Cecilia Delfino (donatrice più anziana), Mario Santoro (donatore con più donazioni), Teresa Seclì (volontaria con più donazioni), Eduardo Preite (donatore più giovane), Luisa Manco Scupola (donatrice più giovane).

In serata, infine, spazio al teatro dialettale e alla risate con la Compagnia Piccolo Teatro Scorranese, che ha portato in scena lo spettacolo “Li fji su grazie te diu”.

Particolarmente soddisfatto di questo traguardo il presidente dell’Avis, Gaetano Grassi, che ha rivolto parole di considerazione e di apprezzamento nei confronti di coloro che lo hanno preceduto alla guida dell’associazione. Ha ringraziato calorosamente, poi, tutti i donatori che nel corso degli anni e con grande spirito di solidarietà si sono prodigati, e continuano a farlo generosamente ad ogni chiamata di donazione.

L’organigramma attuale dell’associazione Avis “L. Bitonti” di Taurisano è così composto: Gaetano Grassi (presidente), Vito Preite (vice presidente), Luigi Leuzzi (cassiere), Maria Cristina Preite (segretaria), Marco Preite (consigliere), Antonio Attanasio (consigliere), Salvatore Ciurlia (consigliere). Medico sociale dell’associazione è il dottor Giovanni Scorrano.

Parabita. Una grande festa ed un ricco week end di appuntamenti per spegnere le prime 40 candeline dell’Adovos “F. Greco”, l’associazione dei donatori volontari di sangue.

Espressione della migliore solidarietà umana, di quella generosità non economica e non interessata che fa della vita stessa un dono per gli altri, il gruppo è una realtà attiva ed importante per il territorio, che conta ben 1.800 soci donatori, affiancati da 50 sostenitori.

Era il 1971 e Parabita fu scossa da un grave evento di cronaca:  l’incendio di una fabbrica di fuochi pirotecnici in cui perse la vita il titolare, Fiorentino Greco. A nulla servirono i tentativi di soccorso e il ricovero presso l’ospedale di Brindisi perché non si riuscì a reperire l’ingente quantità di sangue necessaria a salvargli la vita. In quel momento però, i figli della vittima ed alcuni suoi amici, tra i quali Mario Cala e Giuseppe Cataldo, decisero che il suo sacrificio non sarebbe stato vano, e costituirono un’associazione per la donazione volontaria di sangue a lui intitolata.

Una missione onorata per quarant’anni, dunque, promossa con organizzazione di eventi a tema e campagne di sensibilizzazione, grazie anche alla fitta attività editoriale de “Il Donatore”, bollettino ufficiale dell’associazione sin dal 1988, e dei due volumi “Minima storica parabitana”, che raccoglievano testimonianze di donatori e contributi dei massimi storici locali, poichè cultura e solidarietà sono stati da sempre i valori fondanti dell’associazione.

Proprio il quarantennale sarà l’occasione per una terza uscita dell’opera, che quasi come un album dei ricordi, ripercorrerà  i momenti più salienti dei 40 anni dell’Adovos. Un anniversario, dunque, tra bilanci del passato e sfide del futuro.

Tra gli appuntamenti previsti anche una conferenza-dibattito sul tema “La donazione del sangue cordonale” che si terrà sabato, 26 novembre, alle 17, presso la Sala Congressi “Domus Petrae”, zona Pip di Parabita. L’evento, come spiega il Presidente, Giovanni Coluccia, mira a sensibilizzare alla donazione del sangue del cordone ombelicale, contenente cellule staminali necessarie per la cura di gravi patologie, quali i tumori e le malattie del sistema immunitario. Nella stessa occasione verranno anche premiati gli alunni dell’Iiss “E. Giannelli” di Parabita che si sono adoperati per la realizzazione di un nuovo logo da utilizzare in occasione dei festeggiamenti.

Il programma proseguirà poi domenica 27 con una santa messa celebrata presso la chiesa San Giovanni Battista in memoria dei donatori scomparsi e con un pranzo sociale durante il quale saranno consegnati i diplomi di benemerenza ai soci che hanno effettuato dalle 10 alle 80 donazioni e le medaglie d’oro e d’argento a quanti si sono distinti per encomiabile generosità, in alcuni casi raggiungendo anche le 100 donazioni.

Daniela Palma

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Una volontaria lascia la sua impronta

Taviano. 17 ottobre 1971: a Taviano si costituisce l’Atadovos. “Gianfranco Federico” donatori di sangue, per mano del notaio Domenico Gallo. Gli scopi dell’associazione erano assai nobili: i soci che ne decisero la costituzione erano mossi dalla fede nell’amore, nella fratellanza e nella solidarietà tra gli uomini provati dal dolore, per cui  donare il sangue significava sottolineare questi valori.

L’associazione venne intitolata al donatore Gianfranco Federico, giovanissimo figlio di un medico tavianese, che un incidente aveva immaturamente rapito all’affetto di parenti e amici che intendevano così onorarne la memoria sua e di quanti muoiono per mancanza di tempestiva trasfusione.

2011: a Taviano si festeggiano i 40 anni di attività dell’associazione proiettata da sempre verso i bisogni della collettività. Con i suoi 2200 iscritti e con almeno 700 soci attivi o onorari, l’associazione dei donatori di sangue di Taviano è sempre presente e attenta ai bisogni sociali, donando a tutti, senza alcuna distinzione, la speranza della vita.

Dopo una serie di manifestazioni che si sono svolte nel corso dell’estate, nel mese di ottobre l’associazione ha realizzato due grossi eventi:  nei primi giorni del mese  la manifestazione “Dacci una mano” e qualche giorno fa la Festa del donatore.

“Dacci una mano” è lo slogan che in occasione della II° giornata nazionale Fidas, ha echeggiato in tutte le città in cui l’associazione è presente (72 associazioni federate in 16 regioni italiane). «Scopo della giornata è stato quello –dichiara Maurizio Palese, vice presidente vicario- di esprimere con orgoglio l’appartenenza delle associazioni federate alla federazione nazionale, e di sollecitare ancora una volta la popolazione italiana alla donazione del sangue, per assicurare una terapia trasfusionale sicura e disponibile a tutti gli ammalati».

Anche a Taviano l’invito è stato davvero originale: molti donatori hanno lasciato le impronte delle loro mani su grandi pannelli, un modo per testimoniare che: “Io ci sono, e tu?”. Infine, il 16 ottobre è stata una  giornata dedicata ai donatori. Prima la santa messa, poi la deposizione al cimitero di una corona di fiori in memoria dei donatori defunti e, a conclusione, il pranzo sociale.

Molto attesa la premiazione di alcuni soci, particolarmente attivi: croce d’onore ad Osvaldo D’Argento (100 donazioni); croce d’oro a Jean Claude Musarò (75 donazioni);  medaglia d’oro a Luca Germano Santacroce (50 donazioni). Infine medaglia d’argento per chi ha raggiunto 25 donazioni, medaglia di bronzo per 15 e diploma di benemerenza per 7. Mai medaglie sono state più meritate.

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Tuglie. Da più di trent’anni, la Fidas di Tuglie rappresenta un’isola felice in cui il volontariato si mescola all’amicizia, alla solidarietà ed all’accoglienza. Dinamico è sempre l’anno associativo composto di incontri, feste, riunioni e tante donazioni.

Tra tutti gli impegni, si organizzano anche dei viaggi, come quello avvenuto domenica 4 settembre: più di cinquanta donatori insieme a dieci amici di Villaverla sono andati a L’Aquila per incontrare il sacerdote tugliese don Bruno Tarantino e poter vedere di persona come è la città dopo quel terribile terremoto. L’idea di organizzare una giornata in Abruzzo è nata ai donatori, subito dopo le meravigliose giornate vissute a Tuglie con don Bruno ed il vescovo ausiliare della città, monsignor Giovanni D’Ercole.

«E’ stata un’esperienza molto toccante – racconta Walter Giorgino, presidente Fidas – essere in quel posto dove hanno perso la vita tante persone, vedere quei paesini smembrati, senza più la quotidianità della vita è qualcosa di irreale». La giornata serviva a condividere la terribile esperienza. Un gruppo è andato a visitare la città deserta, dove le uniche opere realizzate sono state la messa in sicurezza delle abitazioni, delle chiese e dei palazzi.

Un secondo gruppo, insieme agli amici di Villaverla ed ai donatori aquilani, ha donato il sangue: un gesto simbolico, carico di significato. La giornata è continuata con la celebrazione della messa nella tenda, la stessa dove si pranzava o si passava il pomeriggio. «E’ stato un viaggio che ha lasciato qualcosa di forte – ribadisce Antonio Antonaci della Fidas – in ognuno di noi. Ricordiamo ancora la frase del vescovo Molinari, presente tra noi, di non lasciare sola questa gente».

«Un viaggio che ha lasciato un segno indelebile – aggiunge Walter Giorgino – che non scorderemo mai e ci fa apprezzare tutto ciò che abbiamo». Dopo L’Acquila il cammino associativo della Fidas conta di un’altra tappa: Villaverla, comune gemellato con Tuglie, dove domenica 9 ottobre si è svolta la festa del donatore. «Questa festa – ricorda Giorgino – importante per il significato e per quel che a Villaverla rappresenta, che unisce anche il piacere di incontrare tanta gente conosciuta e non».           

GP

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