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don massimo cala

chiesa sg battista

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Sopra la chiesa Matrice e, da sinistra, don Massimo Cala e don Angelo Corvo

PARABITA. Vi sono “motivi strettamente personali” alla base della rinuncia all’incarico di parroco di “S. Giovanni Battista” da parte di don Massimo Cala, a soli due mesi dall’insediamento. In attesa di nuove decisioni dalla diocesi (a breve o a giugno, periodo di nomine), l’incarico viene assolto da don Santino Bove Balestra, finora viceparroco nella stessa Matrice.  Intanto, a togliersi alcuni sassolini dalla scarpa, con tono molto amareggiato, è don Angelo Corvo, parroco uscente oggi in servizio a Galatone. «I conti della chiesa godono di ottima salute», spiega alludendo alle voci che collegano le dimissioni di don Massimo ad alcuni debiti che si sarebbero accumulati in parrocchia. «Il bilancio, seppur di poco, è in attivo. Certo la Matrice non è ricca, perché secondo me i soldi di una chiesa non sono fatti per essere accumulati e io ho preferito spenderli, investendo in servizi per la comunità. Dispiace sentire tali calunnie dopo 9 anni intensi», afferma don Angelo.

Da sinistra don Angelo Corvo, don Francesco Tarantino, don Massimo Cala, don Giuseppe Casciaro

GALATONE. Nel momento dei traslochi voluti dal vescovo Fernando Filograna per molti parroci della diocesi di NardòGallipoli, da Galatone partono due figure importanti (e di lungo servizio) per la comunità cattolica: don Giuseppe Casciaro e don Massimo Cala lasciano le parrocchie della chiesa Matrice (Maria SS. Assunta, con il rettorato del santuario del Crocifisso della Pietà) e del Sacro Cuore di Gesù, rispettivamente dopo 14 e 11 anni di servizio.
«Nonostante sia iniziata a 50 anni, è un’esperienza che comunque mi ha formato, grazie soprattutto ai rapporti con le persone e con i tanti gruppi, dagli scout alle congregazioni, fino all’Azione cattolica, che hanno trasmesso molto a me come io ho trasmesso loro qualcosa. In fondo si tratta di seminare, qualcuno raccoglierà», afferma don Giuseppe Casciaro, di origine neretina, che tornerà a servire la sua città nella parrocchia del Sacro Cuore di Gesù. «Insieme alla Matrice c’erano quattro chiese nel centro, più il santuario del Crocifisso, che porta con sé feste e grandi tradizioni anche difficili da gestire, tra il bisogno di rinnovamento e i sentimenti popolari. Ne ho trovate alcune molto radicate, a volte all’inverosimile», conclude don Giuseppe, per cinque anche a capo della Forania” la ripartizione della diocesi che, con Galatone, aggrega pure Neviano, Aradeo e Seclì. Al suo posto arriva don Angelo Corvo, finora alla Matrice di Parabita dedicata a San Giovanni Battista, proprio dove prenderà servizio (anche per lui un ritorno a casa) don Massimo Cala, fino ad oggi al Sacro Cuore di Gesù. «Traccerei un bilancio positivo, con la comunità che ha risposto con fedeltà a tutte le istanze proposte, attenta alla formazione, con tanta gioia di servire e con una bella realtà associativa. Ovviamente – afferma don Massimo – mi dispiace allontanarmene, ma so che sto lasciando una realtà ordinata sotto tutti i punti di vista, e che viene ora affidata in buone mani». Sarà don Francesco Tarantino, dalla parrocchia di san Michele Arcangelo di Neviano a prendere il posto di Cala.
Don Giuseppe e don Massimo, il 19 agosto scorso, erano stati ringraziati per il loro servizio dall’Amministrazione comunale, con la donazione di una targa durante il Consiglio.

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