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distretto sanitario gallipoli

distretto sanitario gallipoli (2)GALLIPOLI – Voleva essere un invito dettato dall’esperienza e dalla pratica quotidiana, invece è diventato oggetto di dileggio e persino di fantasie erotiche. Al centro di una piccola querelle subito divampata su facebook, senza ovviamente remore di sorta, un cartello apparso all’ingresso del Consultorio familiare di Gallipoli.  “L’abbigliamento consigliato per una visita ginecologica è gonna e autoreggenti”, il messaggio in questione, con quell’ultimo termine (autoreggenti) che ha decisamente deviato il senso, magari non espresso al meglio, verso ben altri lidi. “Scioccata”. “E quanto ci deve costare sta visita tra gonna e autoreggenti?”. “Perizoma o slip?”. “Ognuna si veste come vuole!”. Isolate le voci tese a trovare un senso a quella scritta a penna: “Si sta parlando penso della sedia su cui ci poggiamo per spogliarci, si poggiamo un sacco di persone, almeno con la gonna ci si protegge…”.

Il diluvio delle condivisioni ironiche e dei commenti sarcastici (decine e decine) ha portato la ginecologa autrice del consiglio, la dottoressa Bruna Scarcia, a intervenire: “Veniva semplicemente consigliato di andare a visita in modo semplice e pratico evitando pantaloni, collant e prediligere le calze. La pubblicazione e’ stata fatta da una giovane donna che evidentemente, non avendo compreso le motivazioni di detto consiglio, invece di chiedere spiegazioni al personale, ha preferito renderlo di pubblico dominio trovandolo ‘scioccante'”. La dottoressa Scarcia ricorda le motivazioni per cui una donna si rivolge al ginecologo: sintomi causati da algie pelviche, infiammazioni, vaginiti, malattie sessualmente trasmesse, dolori nei rapporti, disturbi della menopausa, disturbi del ciclo mestruale, dolori mestruali, mancanza di ciclo, ecc.;  necessita’ di contraccezione, rapporti a rischio, richiesta di pillole del giorno dopo, paura di essere rimasta incinta, richiesta di interruzione di gravidanza; gravidanze fisiologiche, percorsi nascita; screening cervico-vaginale (Pap test).

“Tutte queste richieste da parte dell’utenza – aggiunge – hanno bisogno oltre che di visita ginecologica anche di una ecografia trans-vaginale o trans-addominale in quanto necessitano di una diagnostica per addivenire ad una idonea terapia”. Infine un ulteriore chiarimento riferito ad una struttura che visita dalle 20 alle 30 donne al giorno e di tutte le età: “L’avviso apposto al Consultorio familiare circa l’abbigliamento idoneo, non è per nulla originale in quanto sono esistenti oltre in quelle sanitarie anche in altri ambiti. Il ‘consiglio’  su come vestirsi ha come fine quello di non indurre la donna ad appoggiare parti intime su una sedia pubblica senza alcuna protezione da parte dei propri indumenti. In conclusione, basta un minimo di buon senso o se vogliamo di intelligenza per comprendere che con un’affluenza esistente nel Consultorio di Gallipoli, se più utenti poggiano le proprie parti intime in successione sulla stessa sedia può non essere sufficiente lo sforzo di lavare e disinfettare continuamente la stessa sedia per scongiurare la trasmissione di infezioni da una paziente all’altra”.

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