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dissuasori di sosta

Portoselvaggio (Nardò) – Prima mossa: i “delineatori” ai bordi delle strade per impedire di parcheggiare ai lati della carreggiata, cattiva e ben radicata abitudine pericolosa sia per i veicoli in transito che per i pedoni. Seconda mossa: l’attivazione di due aree parcheggio, una alle spalle e una a ridosso della pineta, per consentire una sosta “civile” a locali e turisti. Trecento i posti auto complessivi, a tre euro al giorno per veicolo (prezzo “popolare” visti i costi in altri paesi) con la possibilità, compresa nel prezzo, di usare trenini e minibus elettrici per raggiungere il mare. Come addetti al parcheggio, inoltre, sono stati assunti due ex lavoratori della Mazal Global Solution, licenziati dopo che la società ha gestito il servizio di sosta tariffata nel centro urbano di Nardò sino al 2016.

Problema antico Il problema in effetti è antico: d’estate a Portoselvaggio centinaia di vetture vengono parcheggiate lungo le carreggiate arrivando a occupare parte delle corsie. Così nei mesi scorsi, dopo l’acquisizione dei pareri favorevoli di Regione, Provincia e Soprintendenza archeologica, Palazzo Personè ha definito il progetto esecutivo (cofinanziato con 33mila euro dalla Provincia di Lecce). In questi giorni proseguono quindi ininterrotti i lavori di apposizione dei paletti bianchi con elementi rifrangenti ai margini della provinciale 286, nota come strada “Cucchiara”.

Contenti sindaco e assessore Esulta il sindaco Giuseppe Mellone: «Risolto un problema atavico eliminando a Portoselvaggio inciviltà e disordine e attivando parcheggi custoditi a tariffa sociale, grazie anche al gran lavoro dell’assessore all’Ambiente Mino Natalizio». «Purtroppo segnaletica, divieti e multe degli agenti di Polizia Locale – spiega quest’ultimo motivando l’installazione dei “paletti” – negli anni non sono mai bastati per via di piccoli e superficiali vizietti duri a morire. Quest’azione complessiva coniuga efficacia, rispetto del parco e attenzione alle esigenze dei tanti fruitori».

La polemica Quei paletti bianchi “ficcati” nelle suggestive strade che portano al Parco e al mare di Portoselvaggio non riscuotono però un consenso unanime. Tra i primi a dissentire, con tanto di appello finale al Primo cittadino, è l’associazione politica “Nardò Bene Comune”: «È un tipico caso di cura peggiore del male: per scongiurare la pessima abitudine del parcheggio selvaggio sul ciglio della strada – scrive l’associazione antimelloniana – si è pensato di piantare una interminabile fila di pali, di colore bianco e rosso con tanto di catarifrangenti luminosi, talmente brutti da snaturare davvero l’armonia di un paesaggio che appare oggi brutalmente sfregiato». L’appello rivolto da “bene Comune” all’Amministrazione comunale è quello di “individuare soluzioni alternative per evitare che le auto parcheggino lì dove non possono». La maggioranza difende, invece, le scelte fatte e di “solita e pretestuosa polemica” parla Eleonora Colazzo, consigliera comunale di Andare Oltre (il movimento del Sindaco). «Tutti hanno accolto come una iniziativa utile, decorosa, bella e indispensabile quella dei paletti a Portoselvaggio – dichiara l’avvocatessa melloniana – dopo decenni di anarchia e pericolo ma che loro, i militanti Nbc-Arci-Anpi, considerano inadeguata tanto da diventare “esperti” del Nuovo codice della strada e sparlare di soluzioni inattuabili. Questi paletti – conclude – sono conformi a quanto previsto dal Codice della strada».

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