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dissesto finanziario

Da sinistra Attilio De Marco, Francesca Fersino, Sergio Stefàno

CASARANO. Il dissesto è divenuto subito terreno di scontro politico. «La svolta che la città ci ha chiesto – afferma il sindaco  Gianni Stefàno (Forza Italia) – deve necessariamente passare attraverso l’emersione della verità delle responsabilità che conduce, purtroppo, al dissesto. È chiaro che le responsabilità del tracollo sono di altri».
«Nessuno vuole misconoscere il fardello ereditato da quest’Amministrazione – gli fa eco, nel Nuovo centrodestra, Francesca Fersino – ma in questi due anni e mezzo, tra inerzia e accuse, si è solo pensato a ricercare colpe e non soluzioni». «Non si capisce – incalza Attilio De Marco  dell’Udc (il candidato sindaco che sfidò Stefàno al ballottaggio alle amministrative del 2012) – perché oggi per giustificare l’aumento del debito si invochino problemi tecnici, mentre per le precedenti amministrazioni si additino responsabilità politiche». «Dichiarare il dissesto – aggiunge Sergio Stefàno, coordinatore del Pd – certifica il fallimento di due anni e mezzo di amministrazione di centrodestra. Auspico che il Sindaco faccia finalmente quello che da quasi tre anni minaccia: rivolgersi alla procura e denunciare i “presunti” illeciti. Il Pd non teme nulla». Pronta la replica di Forza Italia: «Se il dissesto verrà dichiarato – fanno sapere i forzisti – è perché qualcuno lo ha procurato e certamente quel qualcuno non è da identificare nell’amministrazione Stefano, così come è stato scritto a chiare lettere dalla Corte dei conti. Sin da subito il Sindaco ha denunciato la criticità della situazione precisando che si era comunque in una fase di pre-dissesto e che la strada del piano di riequilibrio andava percorsa per tentare di salvare la città». E c’è anche chi invoca le dimissioni della Giunta. È il caso del Partito comunista, che annuncia “che un eventuale rifiuto comporterebbe l’occupazione del Comune”.Chi non fa distinzione tra maggioranza e minoranza è il Meetup Casarano 5 stelle, che parla di “fallimento di questa classe politica”. «Per questo motivo – tagliano corto i grillini – chiediamo al sindaco, agli assessori ed ai consiglieri comunali, sia di maggioranza che di minoranza, di assumersi le dovute responsabilità, soprattutto morali, rassegnando le dimissioni».

CASARANO. Dopo aver incupito, per anni, amministratori e cittadini, il dissesto finanziario del Comune arriva in aula per la sua approvazione. Il Consiglio è fissato per le 16 di venerdì 24 ottobre e, addirittura, per le 9 della domenica successiva in seconda convocazione. L’urgenza è quella di anticipare, dichiarando per l’appunto il dissesto, la discussione sul Bilancio già programmata per lunedì 27 e permettere, in tal modo, a consiglieri e amministratori di rimanere in carica ed evitare il commissariamento. Con il dissesto si aprirà, però, una gestione paralella del Bilancio (affidata ad una commissione esterna) per la necessità di risanare il debito maturato (tagliando al massimo le spese e innalzando le tariffe, in verità già al massimo) ed accertare le responsabilità del “crack”.

«L’Ente non è stato in grado di uscire dalle secche di una crisi di liquidità in cui da tempo, ormai, è incagliato», hanno scritto (a settembre), in una implacabile relazione, i giudici della Sezione regionale di controllo della Corte dei conti per i quali, tra l’altro, “la situazione, già molto grave, potrebbe ulteriormente peggiorare”. A far precipitare gli eventi sono state le “dettagliatissime” 31 pagine con le quali i giudici contabili hanno bocciato una prima verifica al Piano di riequilibrio quinquiennale al quale l’Amministrazione Stefàno aveva dovuto far ricorso, quale ultima àncora, per evitare, da subito, il dissesto.

«Il Piano approvato dall’Ente nel novembre 2012 presentava uno squilibrio di bilancio pari a 14.413.865,46 euro», scrive la Corte secondo la quale, tuttavia, l’accesso al fondo di rotazione da oltre 5 milioni di euro (“peraltro da restituire”) è stato utilizzato anche per le spese correnti. Ma le censure dei giudici contabili sono tante e vanno dalle “gravi criticità” già segnalate per il Rendiconto degli anni dal 2007 al 2009 (era sindaco Venuti), alla creazione, nel 2010 (De Masi) della società “Casarano città contemporanea”, “che avrebbe dovuto procedere alla alienzazione dei beni patrimoniali ma ha registrato perdite in tutti gli esercizi ed è riuscita a vendere solo due immobili”, sino ai risultati “insufficienti”malgrado gli sforzi compiuti dall’attuale Amministrazione “per una situazione finanziaria effettivamente molto più grave di quella esposta nel Piano di riequilibrio”. Unica nota positiva “la riduzione prevista per le spese del personale”. Troppo poco, però.

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comune -- di casaranoCASARANO. Il “dissesto finanziario del Comune di Casarano” affronta la discussione in aula venerdì 24 ottobre, alle ore 16. L’appuntamento con una delle riunioni più drammatiche della storia cittadina prevede anche una seconda convocazione (dovesse andare deserta la prima) addirittura per domenica 26, alle 9, a conferma della gravità della situazione e dell’intenzione dell’attuale maggioranza di centro-destra di evitare che in aula giunga la discussione sull’approvazione del Bilancio di previsione 2014 (la convocazione dell’apposito Consiglio è per lunedì 27, alle 9). Dopo la bocciatura del Piano di riequilibrio da parte della Corte dei conti, tale documento ha, però, il parere sfavorevole della responsabile dei servizi finanziari, dei revisori dei conti e del segretario comunale. In caso di approvazione della delibera sul dissesto, verrebbe scongiurato lo scioglimento dell’Assise cittadina (salvo diverso orientamento della stessa Corte dei conti) e il secondo Consiglio comunale non avrebbe più ragione di svolgersi.

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COMUNE CASARANOCASARANO. Con il dissesto ormai ufficiale, è ancora “botta e risposta” a Casarano tra il sindaco Gianni Stefàno (Forza Italia) e le forze di minoranza. Queste ultime appena ieri sera avevano chiesto le dimissioni (“per incompetenza”) del Sindaco (nonché assessore al Bilancio), “sulla scorta di quanto emerso dalla deliberazione della Corte dei conti”. Non si è fatta attendere la replica di Stefàno (eletto nel maggio del 2012) per il quale “la svolta che la città ci ha chiesto deve necessariamente passare attraverso l’emersione della verità delle responsabilità che conduce, purtroppo, al dissesto. È chiaro che le responsabilità del tracollo finanziario sono delle passate Amministrazioni” . Resta sempre fissato per lunedì 27 ottobre, alle 9, il Consiglio comunale convocato per l’approvazione del Bilancio 2014. Il documento contabile ha, però, già il parere sfavorevole della responsabile dei Servizi finanziari e del collegio dei Revisori dei conti ed anche del segretario comunale, Giancarlo Ria, il quale in una relazione ritiene sussistano “tutti i presupposti per deliberare il dissesto”. Proprio per scongiurare lo scioglimento del Consiglio, la stessa Assise potrebbe, in extremis, deliberare il dissesto anticipando la discussione (a quel punto inutile) sul Bilancio.

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comune dei casarano - foto 2014 -  (3)CASARANO. Se entro il 27 ottobre il Consiglio comunale non approverà il Bilancio 2014, decadrà ed arriverà al suo posto un commissario straordinario. Questa l’ipotesi da scongiurare in queste ore, di gran lavorio a Palazzo dei domenicani. Ma sul Bilancio di quest’anno gravano i pareri negati dei revisori dei conti e del responsabile dell’Ufficio Ragioneria, oltre agli occhi puntati dei giudici contabili. Chi potrà mai dire “sì” a quel Bilancio? Ecco allora farsi strada – in queste ore convulse e con i protagonisti politico-amministrativi alle prese con documenti corposi e di non agevole lettura – un’altra ipotesi: il Consiglio si riunisce prima del 27 ma per dichiarare il dissesto dell’Ente. Per questa via tutti rimarrebbero al proprio posto e, in più, non si caricherebbero di responsabilità maggiori di quelle che hanno oggi.

La Corte dei conti ha già appurato che i conti del primo semestre del 2013 non hanno rispetto nessuno dei parametri previsti nel cosiddetto “dissesto pilotato”. In Comune però già sanno che pure il secondo trimestre ha avuto lo stesso andamento negativo, per cui le speranze di uscirne dal fallimento sono davvero inesistenti a questo punto. È di quest’oggi anche la relazione con la quale il segretario comunale Giancarlo Ria ritiene sussistenti “tutti i presupposti per determinare l’obbligo dell’Ente di deliberare il dissesto finanziario”. Sul piano politico si registra, infine, l’intervento di Giuseppe Coletta, membro della direzione provinciale del Pd, in difesa della società di cartolarizzazione “Casarano, città contemporanea” (il cui ruolo è finito sotto la lente d’ingrandimento della Corte dei conti) e dell’Amministrazione De Masi che volle crearla nel 2010.

comune casarano nuove  (3)CASARANO. La Corte dei conti boccia il Piano di riequilibrio pluriennale del Comune di Casarano e ne preannuncia il dissesto. La valutazione degli “obiettivi intermedi” relativi al 2013 porta i magistrati contabili a parlare di “un brusco peggioramento della situazione finanziaria dell’Ente”: ciò è scritto nella deliberazione dello scorso 10 settembre della “Sezione regionale di controllo per la Puglia” che questo pomeriggio il Consiglio comunale si è trovato a dover discutere, per la sua inevitabile presa d’atto, in sessione straordinaria con estrema urgenza. La Corte dei conti, dopo aver elencato una serie di “forti criticità” (“sin dal rendiconto 2007”), anticipa che il “reiterare” dell’attuale situazione porterà all’inevitabile procedura di “dissesto finanziario” con la nomina di un Commissario. In sostanza, “la reale situazione dell’Ente è di molto peggiore rispetto a quella considerata nel Piano di riequilibrio”.

Sotto accusa la “debolezza” degli strumenti messi in campo per ripianare uno squilibrio di Bilancio di oltre 14 milioni di euro ed il ruolo avuto dalla società di cartolarizzazione “Casarano, città contemporanea” costituita nel 2010 per dismettere il patrimonio comunale. “La società – scrive ancora la Corte dei conti – ha pagato al Comune il prezzo dei beni acquistati dallo stesso con soldi prestati dalla banca stessa”. Oltre ad aver venduto “solo due immobili”, la società “ha registrato varie perdite” (oltre due milioni al giugno scorso) che il Comune ha deciso di accollarsi “senza esserne obbligato”. Lo stesso fondo di rotazione concesso con l’approvazione del Piano di riequilibrio, pari ad oltre 5 milioni di euro (“tra l’altro da restituire”) non poteva essere utilizzato per le spese correnti. Malgrado il Comune abbia già comunicato l’intenzione di modificare il Piano stesso (previo parere positivo della Corte), i magistrati contabili sono categorici: “La dichiarazione dello stato di dissesto non è frutto di una scelta discrezionale dell’Ente”. La sola speranza per evitare il commissariamento è quella della “effettiva, rapida, vendita a terzi del patrimonio”.

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CONSIGLIO COMUNALE GENERICA melissano (3)

MELISSANO. La conferma è arrivata: il piano di risanamento rivisto e corretto dopo la prima bocciatura della primavera scorsa è stato definitivamente bocciato. La Corte dei conti ha pubblicato oggi la corposa delibera relativa al caso di Melissano.

Quella che era più di una voce che circolava da tempo – sembra infatti che dalla magistratura contabile di Bari fosse giunta a fine dicembre una stringata comunicazione in Comune – è ora ufficiale.

Scarsissima la possibilità di un eventuale ripensamento da parte degli organi ministeriali di Roma cui eventualemnte potrebbe rivolgersi l’Amministrazione comunale con uno specifico ricorso.

Davanti al sindaco Roberto Falconieri e alla sua Giunta solo la possibilità di dichiarare il dissesto entro 20 giorni da oggi oppure lasciare che la Prefettura affidi a un commissario il compito di gestire l’Ente, ma in questo secondo caso il Consiglio comunale sarebbe sciolto.

La cronistoria e tutte le conseguenze di questo pronunciamento sono state pubblicate sul numero precedente di Piazzasalento e sono consultabili online a questo link: Risanamento del dissesto comunale: la Corte dei Conti ha deciso.

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CONSIGLIO COMUNALE GENERICA melissano (3)

MELISSANO. C’è un paese col fiato sospeso da prima di Natale. Da quando cioè il proprio Sindaco, Roberto Falconieri, in questo caso riguardante Melissano, è stato convocato a Bari presso la Corte dei conti regionale per fornire ulteriori documenti chiarificatori sulla situazione e sugli impegni da prendere: era il 19 dicembre scorso.

Nel pomeriggio del 20 i magistrati contabili di Puglia hanno esaminato tutto il corposo fascicolo sullo squilibrio dei conti del Comune e sui possibili eventuali rimedi cui ricorrere. Ad oggi non ci sarebbe ancora il verdetto ufficiale ma le insistenti voci in circolazione (anche in altri Comuni che ci sono passati, come Casarano che ha ottenuto il disco verde, o che ci stanno arrivando) dicono di un esito infausto.

A poco sarebbero serviti sia gli sforzi fatti dal gruppo tecnico di salvataggio, nominato da Falconieri e affidato al commercialista ed  amministratore comunale in carica a Taviano, Giuseppe Tanisi, sia la decisione di mettere a capo dei Servizi finanziari l’allora segretario comunale Giancarlo Ria, anch’egli di Taviano, rimuovendo il responsabile in carica, oggetto di critiche e relazioni piene di appunti a suo carico in particolare per i bilanci di tre anni confezionati fino al 2012 (l’Amministrazione Falconieri è stata eletta nella primavera del 2011).

Da quel che si può dedurre, sembrerebbe che i punti critici, evidenziati dalla Corte dei conti nell’aprile scorso davanti ad una prima elaborazione del piano di risanamento comunale, siano rimaste sostanzialmente lì dov’erano o non abbiano trovato convincenti strumenti per essere superati.

Come si ricorderà, già in quella fase di dissesto acclarato da scongiurare presentando in extremis altre proposte risolutive, a convincere i giudici contabili della ineluttabilità della situazione erano stati sei parametri negativi (su undici complessivi) rilevati nelle carte: troppi e troppo pesanti da poter essere invertiti, si vede.

In Comune vige la regola del silenzio. «Aspettiamo di vedere la lettera della Corte dei conti, poi si vedrà il da farsi», dice un amministratore. Si capisce che veranno valutate tutte le possibili vie d’uscita, compresa anche quella del ricorso a Roma.

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municipio di casarano

Municipio di Casarano

CASARANO. Dissesto ufficialmente scongiurato per il Comune di Casarano. Con la recente approvazione da parte della Corte dei conti del Piano di riequilibrio pluriennale (il primo ad avere l’ok in Puglia dalla sezione regionale di controllo ma in attesa c’è ora Melissano), “questa città può finalmente guardare al futuro”, come affermato dal sindaco Gianni Stefàno (foto).

Il Piano predisposto da palazzo di Città (“senza fare ricorso a consulenze esterne”, come sottolineato dal Sindaco) porta con se, tuttavia, l’aumento al massimo di tutte le tariffe e le aliquote (dall’Imu alla Tarsu passando per l’addizionale Irpef). «Il Piano è rigoroso – ha affermato Stefàno – e non privo di sacrifici, ma il percorso di risanamento è già stato avviato ed ora approvato dalla Corte dei Conti e ciò ci consente di inziare a ricostruire e programmare e ad avere una prospettiva per il futuro dopo che i primi mesi della consiliatura sono stati quasi totalemte impiegati per affrontare le gravissime criticità finanziarie alle quali era stato condotto l’Ente».

Con l’approvazione del Piano le casse comunali godranno ora dei 5 milioni di euro previsti dal Fondo di rotazione con i quali affrontare le tante emergenze. Intanto, a conferma del fatto che la macchina comunale nasconde numerose insidie, l’Ente è senza segretario generale dopo che anche Claudio D’Ippolito, 50enne originario di Racale, ha preferito altre mete, ovvero Nociglia, che andrà a gestire sempre insieme a Supersano. Proprio il duplice impegno era stato motivo di critica da parte di quanti (Paolo Zompì di “Casarano amica”) ritenevano che Casarano avesse, ed ha, bisogno di un segretario “esclusivo”. Prima di D’Ippolito era andato via anche il suo predecessore Davide Cuna.

Voce al Direttore

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L'ecotassa, per quelle comunità che non avessero raggiunto le soglie minime indicate nella raccolta differenziata dei rifiuti prodotti in casa, era fissata a partire...