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dispersione scolastica

Scorrano – C’è tempo ancora, grazie alla proroga del termine di presentazione delle domande, fino alle ore 23.59 di oggi, 16 marzo, per partecipare al bando della Regione Puglia per l’assegnazione delle borse di studio per gli studenti della scuola secondaria di secondo grado. Chiunque abbia i requisiti richiesti elencati nell’apposito sito www.dirittodirittoallostudiopuglia.it è soprattutto abbia un Isee inferiore ai € 10.632,94 ha a disposizione queste ore per poter inoltrare domanda.

L’erogazione di queste borse di studio è finalizzata, come previsto della legge sulla “Buona scuola”, al contrasto del fenomeno della dispersione scolastica (si riferisce all’insieme di comportamenti derivanti dall’ingiustificata e non autorizzata assenza di minorenni della scuola dell’obbligo) che in Italia raggiunge percentuali con picchi superiori al 20% nel Meridione e in particolare al di sopra della media nazionale in provincia di Lecce. Anche l’assessore alla Pubblica istruzione del Comune di Scorrano, Antonella Rizzo, e il dirigente scolastico hanno dovuto far fronte a particolari situazioni riguardanti questa problematica. “L’attenzione dell’Amministrazione comunale ai ragazzi delle scuole – dice l’assessore – non si limita solo a quanto detto, essendo in progetto l’organizzazione, nei prossimi mesi, di ulteriori iniziative per i ragazzi delle scuole in modo da migliorare sempre di più l’apparato scolastico che è il settore più bisognoso di interesse e di miglioramento in questi anni”.

polo3-2GALLIPOLI. Secondo dati statistici, la dispersione scolastica in Puglia è scesa, negli ultimi 10 anni, dal 30 al 19%: nell’ultimo bilancio regionale, sono stati stanziati ad hoc 140 milioni di euro. Due le scuole di Gallipoli a beneficiarne: il Nautico, con annesso Istituto commerciale (dirigente Paola Apollonio) con 99.772,22 euro e il “Comprensivo Polo 3” (dirigente Marcella Fiorini), con 7mila. Nel progetto del Nautico sono coinvolti docenti, collaboratori scolastici e personale di segreteria, oltre che psicologi e giuristi. E comprendono (per un totale di 1400 ore) l’insegnamento della lingua italiana e della matematica, oltre che sostegni specialistici (come lo psicologo e l’avvocato) in favore di alunni con “particolari problemi” di adattamento. Ultima sezione del progetto finanziato riguarda la necessaria formazione del personale scolastico (docente e di segreteria). “La fabbrica del libro” è invece il progetto del 3° Polo ed è rivolto ad alunni di scuola elementare e media. «Coinvolgere i ragazzi nella stesura di un libro – così Francesca Benvenga, responsabile del progetto – è la motivazione giusta per portarli a “comprendere meglio” (scrivendola e parlandola) la lingua italiana. Quaranta i ragazzi interessati, in cui sono coinvolti, oltre che docenti anche il personale di segreteria.

Gli studenti del progetto “Comenius” e il dirigente Fasano

Franco FASANO preside BottazziCASARANO. Dispersione scolastica? Il professionale “Bottazzi” ha la ricetta per sconfiggerla. È il portale Eduscuola.eu ad indicare l’istituto superiore diretto da Franco Fasano come modello da seguire in questo ambito. Il sito web, dopo aver riportato i dati relativi al tasso di scolarizzazione nei paesi Ocse, rivolge la sua attenzione al sistema italiano, facendo il punto sulla dispersione scolastica.
Ed è proprio nella lotta alla dispersione che il “Bottazzi” si dimostra all’avanguardia. Basti pensare al programma di “peer education” in cui gli studenti delle ultime classi, dopo aver seguito un apposito percorso di formazione, fanno da tutor agli studenti più giovani. «Puntiamo – commenta il dirigente Fasano – alla formazione integrale dello studente che passa per un’attività interna alla scuola e una esterna, attraverso stage organizzati nel corso dell’anno scolastico e durante il periodo estivo». E i dati danno ragione al progetto, registrando un considerevole aumento dell’impegno nelle attività scolastiche, dell’autostima, del senso di benessere a scuola e delle competenze sociali e comportamentali. Il tutto in una scuola dove circa il 35% degli studenti proviene da un contesto disagiato e dove il tasso di abbandono è del 30%.
«Il nostro sforzo educativo – conclude la docente Rosaria De Marini – coinvolge la dimensione emotiva dei ragazzi, al fine di arginare il fenomeno della dispersione e puntando al benessere».

NARDÒ. Combattere la dispersione scolastica ed intervenire sul territorio affinché si prosegua un progetto di formazione: questi gli obbiettivi di una serie di laboratori portati avanti dalle scuole di Nardò nell’ultimo anno scolastico, in collaborazione con l’Amministrazione comunale e le associazioni Ics (“Industrie Culturali del Salento”) e “Libera”.
Coinvolti nell’ambizioso piano il Polo 1, il Polo 2 ed i licei “Galilei”, “Moccia” e “Vanoni” (quest’ultimo scuola capofila). I docenti e gli alunni degli istituti hanno dato vita, giovedì 2, ad una manifestazione conclusiva, un “momento di riflessione sulle attività realizzate”, come lo chiama la dirigente del “Vanoni” Maria Rosa Rizzo. «È stato un progetto estremamente faticoso: sono state coinvolte tante risorse umane e strumentali e il lavoro svolto ha avuto delle ricadute positive su molti ragazzi. Le attività pratiche si rivelano utili perché gli alunni diventano artefici della propria formazione».

Bilancio finale positivo, dunque, quello degli otto laboratori svolti dalle scuole, ripercorsi “fisicamente”, tappa dopo tappa, all’interno del parco adiacente a Palazzo di Città. “Camminiamo insieme” per l’orientamento spazio-tempo, “Cittadini consapevoli” sulla legalità, “Esperienza lavoro” con gli stage aziendali, “Sporchiamoci le mani” con le creazioni artistiche, “La finestra sul mondo” per l’orientamento, “Registi si diventa”, “Salta l’ostacolo” per l’orientamento digitale, “Siamo ciò che mangiamo” per l’alimentazione: i progetti, tanti e vari, hanno coinvolto 55 docenti, 16 esperti delle associazioni, 25 esperti esterni, 60 genitori che hanno fattivamente aiutato nella realizzazione e ben 493 studenti.
«Non è importante solo la riuscita del progetto, ma anche l’elaborazione di un prototipo», sostiene la professoressa Rizzo, che annuncia che il sistema di lavoro utilizzato per le iniziative sarà vagliato da alcuni esperti. «Il valore formativo di queste esperienze, da noi limitate nel tempo, deve essere portato a sistema” dice la dirigente, che si sofferma poi sul lavoro di squadra tra scuole, enti e associazioni: “Lavorare in rete è il modo migliore per realizzare queste politiche”», conclude la dirigente dell’istituto capofila.

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