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discarica rei

rifiuti e amianto 11.4.15 D'aprile, resta, casili, gabellone, Nisi, aloisi, zuccal, filoni, convegno 11.4.2015GALATONE. Sempre acceso, in città, il dibattito sulla discarica Rei. Nel recente convegno al marchesale su “Xylella e amianto”, organizzato da Sebastiano Moretto, c’è stato spazio per il confronto tra il Comitato per la salvaguardia della salute, dell’ambiente e del territorio (a rappresentarlo Giuseppe Resta, Antonio Zuccalà e Crocifisso Aloisi) e il sindaco Livio Nisi con il Presidente della Provincia, Antonio Gabellone. All’incontro presenti anche il neretino Cristian Casili (agronomo, candidato alle Regionali con il M5S) e Flavio Filoni (segretario cittadino del Pd, anche lui in corsa per la Regione).
Gli attivisti del Comitato hanno ribadito ai due rappresentanti politici cosa “non quadra” nelle concessioni per l’ampliamento e soprattutto “le difformità” presenti all’interno della relazione dell’Autorizzazione integrata ambientale. «Stando a quanto riportato, nel raggio di un chilometro dalla discarica Rei non sono presenti aree agricole, falde acquifere ed altri elementi, ma è evidente che non sia così. Ci viene a mancare – affermano gli attivisti la fiducia anche nei tecnici istituzionali, di ogni livello, che hanno firmato quelle relazioni, perché il problema non sono le gestioni, ma le autorizzazioni e il non poter stare tranquilli nemmeno sulla provenienza di quell’amianto», ha affermato l’architetto Antonio Zuccalà, che ha curato insieme a Resta la relazione sulla discarica.

«Non abbiamo mai rifiutato delle forme di confronto sulla Rei, e abbiamo sempre risposto a tutti, dalla Procura alle interrogazioni, ma le responsabilità sulla discarica di amianto risalgono alle autorizzazioni del ’97, quando nacque. Stiamo inoltre lavorando insieme all’Arpa – ha affermato Nisi – su controlli particolareggiati sia per le quantità sia per il rispetto dei parametri». Nisi ha anche fornito alcuni dati significati: «Nel 2014 sono state smaltite 8.400 tonnellate di amianto e con questi ritmi, pari ad un ritmo di 300 camion in un anno, la capienza della discarica andrà ben oltre il limite previsto del 2018». Ma c’è anche l’impegno al monitoraggio. «Abbiamo trasmesso i documenti sulle controversie rilevate alla Procura, appena presentate dal Comitato. Valuteremo le analisi: stiamo cercando anche di ottenere il controllo dell’aria per quanto riguarda l’emissione di fibre d’amianto con dati esterni alle auto-certificazioni della Rei», ha concluso il Sindaco.

GALATONE. L’ennesima bufera sull’ambiente passa ancora da contrada Vignali-Castellino e dalla discarica Rei (foto), in questi giorni sotto l’occhio vigile del Comitato per la salvaguardia della salute, dell’ambiente e del territorio, per via dei rifiuti inertizzati (le cosiddette “ecoballe”) che sta accogliendo al suo interno, provenienti dalla discarica di Cavallino. Nel 2013 questi rifiuti sarebbero dovuti arrivare nell’impianto di Castellino, in territorio di Nardò (chiuso dal 2007) con appresso ben 4 milioni e 300mila  euro per la bonifica. Ma al sì del sindaco neretino Marcello Risi si opposero alcuni consiglieri di minoranza, con la motivazione della documentazione mancante sulla natura dei rifiuti. «È chiaro che al Comitato appaia inaudito sapere che la Rei possa ricevere ciò che appena un anno prima, a cinquanta metri da lì, è stato bloccato dai consiglieri di Nardò perché senza alcuna garanzia di compatibilità», afferma Giuseppe Resta, portavoce del comitato, evidenziando che solo pochi giorni prima che il caso esplodesse in seguito alle segnalazioni dei cittadini, tredici firmatari avevano consegnato alla Procura un esposto contro la discarica.

Tanti i quesiti posti dal Comitato: «Perché il Sindaco ha autorizzato l’arrivo delle ecoballe pur non avendo la documentazione relativa al loro contenuto? Cosa ci guadagna la cittadinanza dall’arrivo dei rifiuti? Come mai il presidente della Provincia Antonio Gabellone dichiara che la questione non è di sua competenza ma fornisce dati precisi sulle quantità in arrivo? Tra l’altro il responsabile tecnico della Rei, Giuseppe Calò, è anche membro del consiglio d’amministrazione della società che gestisce la discarica di Cavallino, dove le balle erano ferme da nove anni. A marzo – denuncia ancora il Comitato – gli stessi tecnici della discarica e della Provincia ampliano, come pare con il benestare del Sindaco, i codici del “Catalogo europeo dei rifiuti” della discarica, attribuendogli esattamente il “19 12 12” opportuno ad accogliere le balle di Cavallino”.
Agguerriti anche gli assessori neretini Francesca De Pace e Cosimo Natalizio, così come il neo-consigliere provinciale Giovanni Siciliano, che ha presentato un’interrogazione al Consiglio Provinciale.

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