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Dirtti a Sud

Nardò – L’anno scorso per i notevoli ritardi – a fine agosto – nel montaggio delle 80 casette con container per i servizi messe a disposizione dal governo regionale; quest’anno per le rigide norme volute dal Sindaco circa gli aventi diritto ad entrare nel villaggio: i braccianti migranti di Boncuri, chiamati qui per le raccolte di angurie e pomodori, sembrano non trovare mai pace.

Nella foresteria da 320 posti circa 70 lavoratori Il primo cittadino Mellone, che ha ristretto l’accesso ai soli lavoratori con regolare contratto di lavoro o coloro che dimostrino di essere lavoratori agricoli in attesa di occupazione, possono accedere al campo, convinto che così si limitano caporali e sfruttamento ma anche altro. “Non c’è spazio nel campo e nella nostra città per delinquenti, nullafacenti e accattoni”, rimarca il sindaco  che chiama questo suo provvedimento “antimafia sociale”. “Ho preteso regole rigide per l’accesso al campo e ho contestualmente scritto a Prefettura e forze dell’ordine perché venga profuso il massimo impegno per allontanare da Nardò coloro che stazionano senza titolo. Essere inflessibili è l’unico mezzo per far funzionare questo meccanismo di prevenzione”. La Foresteria così gestita  (e rimontata agli inizi di giugno) metterebbe fine “a tre decenni di barbarie e politica menefreghista o complice”.

“Primi nuclei di accampamenti” Non la pensano così quanti hanno commentato queste misure sulle reti sociali: c’è chi sottolinea che la gran parte dei braccianti è ” e con questo sistema di gestione li si consegna ai caporali per vitto, alloggio, medicine; c’è chi già intravede cosa potrebbe accadere a Boncuri e dintorni, segnalando i primi gruppi di lavoratori che cominciano ad arrangiarsi come possono (leggasi rischio di tendopoli). In campo scende anche con una nota “Diritti a Sud”, l’associazione che della lotta allo sfruttamento ha fatto una attività economica con proprie produzioni agricole  a “sfruttazero” guadagnandosi la prima pagina dell’inserto “Buone Notizie” del milanese Corriere della sera, il principale quotidiano nazionale (nella foto la presidente Rosa Vaglio).

“Fatto un favore agli imprenditori, non ai lavoratori” “Diritti a Sud, insieme a Cir (Consiglio italiano rifugiati) e all’associazione Meticcia Lecce – inizia la nota – esprimono il loro totale dissenso rispetto alle parole del Sindaco, che definisce ‘delinquenti, nullafacenti e accattoni’ i migranti che sono rimasti fuori dal campo istituzionale, perché privi di contratto di lavoro e che pertanto sono costretti a vivere nelle campagne circostanti Nardò in ricoveri di fortuna, come ormai accade da troppi anni” Secondo le tre realtà associative “ormai gli sfruttati, coloro che imprenditori senza scrupoli costringono a lavorare senza tutele e contratti, gli stessi che il Sindaco Mellone fino all’anno scorso chiamava ‘fratelli migranti’, oggi sono ancora una volta criminalizzati e relegati ai margini, proprio come sta accadendo a livello nazionale”. “Se l’intervento pubblico e i soldi dei contribuenti devono servire a liberare gli imprenditori dagli oneri previsti dalla normativa di settore, fra cui la concessione dell’alloggio per i propri lavoratori migranti e contrattualizzati, noi non ci stiamo”. I tre sodalizi si rivolgono perciò  al Prefetto affinché intervenga a ripristinare una condizione di diritto e tutela diffusa, così come richiesto nella lettera a Lui mandata dal Cir di Lecce”.

Nei giorni scorsi a rilevare che qualcosa non andava erano stati i sindacalisti della Flai Cgil che ha presentato il loro “sportello aperto” e itinerante con attività di consulenza  nel mese di luglio e di agosto il lunedì ed il mercoledì dalle ore 6 alle ore 17 nelle campagne di Nardò, Porto ant’Isidoro e Copertino; il martedì ed il giovedì vicino al villaggio accoglienza di Boncuri dalle ore 18 alle ore 20. I   sindacalisti  avevano rilevato a villaggio ormai pronto, alcuni lavoratori dormivano su giacigli di fortuna. «Rispetto allo scorso anno nel mese di luglio la macchina dell’accoglienza è riuscita a preparare per tempo il villaggio di accoglienza, con moduli abitativi dignitosi. Il problema – aveva detto la segretaria generale della Flai Cgil Lecce, Monica Accogli – rispetto allo scorso anno, è legato alla gestione della struttura e al regolamento, a dire il vero avvolto nel mistero visto che nessuno ce lo ha fornito, che ne disciplina ingresso ed uso». Si segnala infine che il servizio refezione non è ancora partito ma accanto alla Foresteria ne è sorto uno gestito da alcuni ospiti.

 

 

 

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