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diario taccuino

Maglie – “Puglia, le età del jazz” è il titolo del nuovo libro di Ugo Sbisà – giornalista, critico musicale e docente di Storia ed estetica della musica afroamericana – edito da Adda editore. Il testo non è solo il diario-taccuino di un giornalista che ha creato la sua competenza sul campo (Sbisà ha una formazione musicale), ma è anche lo sguardo implicato che ricorda quello di Francis Borier, l’appassionato di jazz nel film “Round midnight”. Si tratta di una narrazione critica e rapsodica che delinea le varie anime del jazz pugliese, colma di ricordi e aneddoti, come  l’incontro con Miles Davis, con un interessante apparato fotografico in bianco e nero, di scatti d’epoca e contemporanei, curato da Gianni Cataldi. Un lavoro “necessario” che ricostruisce la diffusione di tale musica nella nostra regione senza cedere alla tentazione di stabilire ex-cattedra cos’è jazz e cosa non è jazz, ma riportando personaggi, fatti e circostanze che anzi evidenziano il carattere sincretico e plurale della scena musicale pugliese.

La prima parte, quella più propriamente storica, muove dalla Bari del Dopoguerra, esposta al contagio del jazz delle truppe americane, fino arrivare al fermento dei nostri giorni. Qui si tracciano anche geograficamente i caratteri della diffusione del genere: Bari, la Capitanata, il Salento, Taranto. Del Salento, in particolare, viene ricordato il mitico Pub Underground di Maglie, la cantina di un’enoteca di Lucio Palanga che dalla metà degli anni ’80 fino ai primi anni ’90, ad opera di un gruppo di amici fra i quali il compianto Antonio Culiersi, “il principale promotore” della scena jazz salentina, ospitò una serie di concerti memorabili e fece nascere tutta una generazione di musicisti – fra questi Fulvio Palese (foto) di Racale e Mauro Tre.

Nella seconda parte, “I contributi dei protagonisti”, si da direttamente voce ad una serie di personaggi che vanno dal pioniere del jazz barese Dino Blasi a Renzo Arbore, intervistato da Mike Zonno. In essa prendono parola anche Vittorino Curci, Pino Minafra e Roberto Ottaviano, gli ultimi due i primi professionisti del jazz pugliese, i primi a incidere dischi e a  dare l’impulso a molti festival come Time Zones, Bari in Jazz e molti altri. Il libro verrà presentato giovedì 28 dicembre alle ore 19.30 a Lecce presso il Fondo Verri, nell’ambito della rassegna “Le mani e l’ascolto”.

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