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Casarano. A quanto ammonta il debito del Comune? A quanti (da anni) continuano a chiederselo, una risposta potrà (forse) arrivare con il prossimo Bilancio di previsione. «Lo presenteremo già nei primi giorni d’agosto», aveva garantito, in un primo momento, il sindaco Stefàno salvo rettificare il tiro a distanza di pochi giorni. «La situazione è difficilissima e non so se riusciremo a chiudere il Bilancio», ha, infatti, affermato nella seconda riunione consiliare. Di certo c’è che la vendita del patrimonio immobiliare comunale, già avviata con De Masi,  rimane un passaggio “fondamentale” nella difficile operazione di risanamento. «Sulla cartolarizzazione indietro non si torna anche perchè, in caso contrario – come affermato dal Sindaco – saremo costretti ad affrontare spese altre aggiuntive».

Dovrebbero, dunque, tornare presto sul mercato (per la quinta volta) l’ex ufficio sanitario di piazza San Giovanni, il mercato di contrada Botte, gli impianti sportivi, e l’area edificabile adiacente agli stessi, nella zona industriale. Sempre che, visti i tempi di crisi, “un mercato ci sia davvero”, come si è chiesto lo stesso primo cittadino. Stefàno ha, poi, ricordato come il debito abbia diverse cause, dalle tante pretese creditorie al cospicuo contenzioso, “del quale è difficile prevedere l’esito”, sino ai tanti soldi spesi per opere ampiamente sottoutilizzate come la piattaforma logistica di Melissano, nell’ambito di Area Vasta, “costata 3 milioni di euro, ed oggi senza una mole di merci da movimentare che la giustifichi”.  Intanto i consiglieri comunali Marcello Torsello e Francesca Fersino hanno rinunciato al proprio gettone di presenza invitando i cittadini a destinare al Comune il 5 per mille delle proprie dichiarazioni dei redditi.

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Il Comune di Casarano

Casarano. Aumentano i debiti “certificati” del Comune di Casarano. L’ultimo in ordine di tempo proviene dal Tribunale di Milano. Ammonta a oltre un milione di euro e la richiesta è arrivata sotto forma di decreto ingiuntivo. Il creditore è la “Gi Group spa” per arretrati relativi alla fornitura di prestazioni di somministrazione di lavoro a tempo determinato a favore dell’Ente.

Il decreto ingiuntivo era stato emanato su ricorso presentato dagli avv. Paolo Giovanni Barenghi e Marisa Olga Meroni, dello studio legale “Sciumè Zaccheo & Associati” con sede a Milano, notificato il 14 ottobre scorso. Palazzo dei Domenicani ha presentato opposizione al suddetto decreto ingiuntivo, dando mandato legale all’avv. prof. Ernesto Sticchi Damiani, con studio in Lecce.

Vita dura per il prossimo sindaco di Casarano. Con le entrate dell’Ente sempre più scarse e i debiti sconosciuti e imprevedibili diventa difficile mettere a posto le finanze. La notifica di un decreto ingiuntivo da parte di un creditore è sempre dietro l’angolo. Come è successo nelle scorse settimane quando il Commissario straordinario, Giovanni D’Onofrio, si è visto recapitare l’ennesima richiesta di pagamento. Stavolta era la società “Gi Group spa” (l’ex “Worknet”), vero colosso europeo nel settore del lavoro interinale, a battere cassa a Palazzo dei Domenicani, chiedendo € 835.695,81 oltre agli interessi, spese e “successive occorrende”, per un ammontare che supera ampiamente il milione di euro.

Il periodo di somministrazione dei servizi è il 2008-2010 e consistevano, in sostanza, nella fornitura di lavoro a tempo determinato, tramite lavoratori dipendenti (tra i 15 e i 20 nel periodo di massima utilizzazione), i cui emolumenti venivano anticipati dalla “Gi Group”. La società, poi, si rivaleva verso il Comune chiedendo le relative somme dietro emissione di fattura. L’Amministrazione comunale, però, non avrebbe pagato tutte le fatture fino ad indebitarsi per 835.695,81 euro. La stessa società di lavoro interinale ha da tempo in atto un contenzioso anche con la società consortile “Area Sistema di Casarano e Comuni Associati”, di cui il Comune di Casarano è ente capofila.

Il Commissario straordinario ha così nominato difensore dell’ente l’avv. Ernesto Sticchi Damiani che già è stato incaricato dalla società consorziata del Comune “Area Sistema” per l’opposizione ad analogo decreto ingiuntivo, emesso sempre per conto della “Gi Group”. Da sottolineare che il debito della società interinale era stato certificato dal responsabile dell’ufficio ragioneria del Comune. Il Commissario, però, ha deciso lo stesso di opporsi al provvedimento del Tribunale di Milano.                                                    

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Tuglie. Trova soluzione il contenzioso sorto tra il Comune e la società Villa Luisa Srl per il mancato pagamento da parte di quest’ultima di parte degli oneri di urbanizzazione per la realizzazione di un centro benessere e rieducazione ambientale che avrebbe dovuto trovare sede proprio nella struttura in stile Liberty di Villa Luisa (di proprietà della Provincia) e di contribuiti economici per la sponsorizzazione di eventi culturali organizzati dall’amministrazione comunale. Un credito residuo iniziale di 337.500 euro vantato dal Comune, di cui si cercò di rientrare in possesso per le vie legali.

Dopo varie vicissitudini (decreti di ingiunzione emessi dal tribunale di Gallipoli, pignoramenti immobiliari, richieste di proposte di dilazione del debito da parte dell’azienda), la società ha infine proposto al Comune di spalmare il proprio passivo in tre trance, 100mila euro all’atto della sottoscrizione dell’accordo di dilazione, e la restante parte in due quote uguali da pagare rispettivamente entro il 31 dicembre del 2011 e del 2012.

L’accordo sospende naturalmente ogni azione giudiziaria e di pignoramento che il Comune nel frattempo aveva mosso nei confronti di Villa Luisa, che tra l’altro si è impegnata a riconoscere all’amministrazione comunale la rivalutazione degli interessi di mora maturati per l’ulteriore ritardato pagamento.

 

Voce al Direttore

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Ora che è passata la festa – giusta: logistica adeguata a compiti delicati e decisivi per il grado di vivibilità – possiamo tentare...