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Attilio De Razza

Attilio De Razza

NARDÒ. David di Donatello 2017, trionfa il produttore neretino Attilio De Razza. Insieme a Pierpaolo Verga infatti, De Razza è il produttore di “Indivisibili”, film diretto da Edoardo De Angelis che era in gara con ben 17 nomination. La trama: due gemelle siamesi fanno le cantanti e grazie alle loro esibizioni riescono a mandare avanti la famiglia. Con questo lavoro De Razza e Verga portano così a casa una delle statuette più ambite, quella per Miglior produttore. Altri riconoscimenti ottenuti: Migliore Sceneggiatura Originale, Migliore Attrice Non Protagonista, Miglior Musicista, Miglior Canzone Originale e Migliore Costumista. La cerimonia di premiazione, trasmessa in diretta da Sky e in chiaro su Tv8 il 27 marzo, è stata seguita dai neretini con particolare “pathos”, per poi riversare la gioia (“La pazza gioia”, diremmo col titolo di un film “rivale” che era in gara) sui social appena De Razza, produttore ormai affermato nel mondo del cinema italiano, ha incassato la vittoria.

presicce-acquarica.inddACQUARICA DEL CAPO. Nomination al prestigioso premio David di Donatello per il giovane acquaricese Valentino Giannì (nella foto con la fidanzata), come miglior fonico di presa diretta per il film “Lo chiamavano Jeeg Robot” di Gabriele Mainetti.
Giannì ha alle spalle diverse esperienze di lavoro nel cinema italiano accanto a nomi di registi come Michele Placido, Salvatore Mereu, Lucio Pellegrini, Manetti Bros. Candidato per tre volte ai Nastri d’Argento, per ultimo con il film “In grazia di Dio” di Edoardo Winspeare. «Questa prima candidatura al David di Donatello – afferma – è stata accolta con soddisfazione e rappresenta un piccolo traguardo rispetto al percorso professionale che ho intrapreso finora».
Valentino Giannì lavora nel cinema come fonico di presa diretta da circa dieci anni. Le sue scelte professionali sono sempre state orientate a progetti che potessero consentirgli di esprimere la propria sensibilità, seppure all’interno di un mestiere molto tecnico. Probabilmente, avrebbe meritato di essere candidato anche per altre pellicole ma, con ‘Lo chiamavano Jeeg Robot’, si è creato un mix vincente di successo commerciale del film e di qualità per quanto riguarda il lavoro nella registrazione del suono sul set. «Anche se non è arrivata la vittoria, spero che questo riconoscimento possa comunque rappresentare un nuovo punto di partenza per i progetti a venire – dice Valentino Giannì – che valga da stimolo a fare sempre meglio nel mio ambito specifico». Per quel che riguarda i progetti futuri, nel mese di maggio tornerà in Salento per lavorare al nuovo film di Edoardo Winspeare e, subito dopo, ripartirà con la seconda stagione della serie Tv Rai “Tutto può succedere”.

GALLIPOLI. E’ tra i film in concorso nella categoria “miglior cortometraggio” ai premi David di Donatello 2015 “Ad Occhi Aperti”, l’opera del giovane regista di Girasudfilm Francesco Corchia, che ieri ha ricevuto la comunicazione dall’Accademia del Cinema Italiano.
Il cortometraggio, presentato ad un pubblico attento e divertito nel teatro “Garibaldi” il 28 ottobre 2014, racconta “una storia semplice ma particolare con l’obiettivo di indagare sui sentimenti che sono alla base di ogni persona, quali appunto l’amore, la gelosia e l’insicurezza. – afferma il regista (a destra nella foto insieme a Andrea Carrozza) – Ho cercato di farlo in maniera discreta, senza scopi moralizzatori o didattici che competono più al documentario che non al cinema di finzione.
Questo mio approccio rende lo spettatore libero di “scomporre” l’opera in più livelli: un livello di superficie, legato all’intrattenimento e un livello “opzionale” d’indagine psicologica e di riflessione”

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