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dati rubati. false mail

Gallipoli – Cercavano un tetto per le vacanze, hanno trovato truffatori che gliele hanno rovinate. Ma anche protagonisti che con internet sanno architettare movimenti di denaro a proprio vantaggio. I poliziotti del commissariato di Gallipoli ne hanno beccati altri cinque che nell’agosto scorso avevano turlupinato altrettanti turisti attratti dal richiamo di Gallipoli o che avevano raggirato ignari cittadini ed anche istituti di credito e uffici postali. Avviate dalle denunce e dalle segnalazioni, le indagini si sono svolte fino ad oggi e concluse con l’individuazione degli autori del raggiro e la loro denuncia all’autorità giudiziaria; le cinque persone sono ritenute responsabili di attività fraudolente compiute in danno di altrettanti malcapitati attraverso l’utilizzo di internet. In particolare, le indagini hanno permesso di evidenziare “la persistenza di interessi criminali volti a sfruttare la capacità attrattiva della città jonica”, come si legge in una nota della Questura di Lecce. “Capita spesso, difatti, che comitive di turisti consultino noti siti on line con la convinzione di trovare l’offerta migliore per trascorrere la propria vacanza sul litorale jonico-gallipolino. Offerte che, come purtroppo accaduto altre volte – si legge ancora nella nota della Polizia di Stato – si rivelano inesistenti nonostante le rassicurazioni e le credenziali fornite da soggetti senza scrupoli. Individui che, una volta intascate le somme pattuite, fanno perdere ogni traccia”.

Due casi piuttosto simili tra loro hanno interessato un appartamento inesistente a Baia verde (gabbata una comitiva di Frosinone all’arrivo sul luogo pattuito) e un B&b in zona Lido San Giovanni. Nel primo caso è sfumata una caparra di 500 euro ma non l’autore della “pensata”: un 26enne della provincia di Caserta che aveva agito sotto falso nome, inserendo, tra l’altro, credenziali fittizie nel portale del sito di annunci on line. Nel secondo il bonifico bancario di 350 euro non è servito a nulla ad un turista romano che, ovviamente, al suo arrivo, non ha trovato nessuno ad accoglierlo e ad incassare il resto della somma pattuita. Lo hanno trovato però gli agenti di polizia: si tratta di un 53enne con numerosi precedenti penali, anch’esso della provincia di Caserta. Anche lui dovrà ora rispondere del reato di truffa a mezzo informatico.

L’acquisto di una scheda elettronica giudicata conveniente e selezionata su di in sito piuttosto conosciuto ha visto cadere in trappola un gallipolino. Dopo aver concordato le condizioni della vendita e versato 255 euro, non si era visto recapitare quanto pattuito. Responsabili in questo caso sono risultati una donna e suo figlio, entrambi della provincia di Napoli. Un’altra donna infine è la protagonista negativa di un altro caso di truffa. La 44enne di nazionalità rumena e residente a Roma è stata denunciata per truffa e sostituzione di persona, al termine di una complessa indagine che ha coinvolto istituti bancari e postali, gestori di telefonia, uffici comunali e altri organi di Polizia. Gli accertamenti hanno permesso di risalire all’autrice di una complessa operazione in cui risultava alla fine destinataria di cospicue somme di denaro sottratte a ignari titolari di carte prepagate attraverso il metodo del cosiddetto “phishing” , quel particolare sistema informatico che si realizza con l’invio a pioggia di mail fraudolente, recanti i loghi contraffatti di taluni istituti di credito. In questo caso l’utente aveva incautamente inserito i propri dati personali e bancari nei campi del falso sito, determinando inconsapevolmente la sottrazione di circa 600 euro dal proprio conto prepagato.

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