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DANIELE STASI

Presicce – Dopo anni passati ad insegnare su cattedre universitarie straniere, torna in Italia, a Foggia, come professore di Storia delle dottrine politiche. E’ il percorso a ritroso di un docente originario di Presicce, Daniele Stasi, 42 anni, studi superiori a Tricase.
“Rientro in Italia con procedura di chiamata diretta (rientro dei cervelli, legge nazionale del 2005, ndr) dopo esame della commissione nazionale per le abilitazioni e firma da parte del ministro dell’Università e ricerca scientifica – afferma il professore Stasi – e rientro presso l’Università di Foggia, record di iscritti quest’anno e seconda Università in Italia, sotto i 10.000 iscritti, per importanza didattica e scientifica dopo quella di Urbino”.
Il curriculum di Stasi, nonostante la giovane età, è lungo: ha studiato e svolto attività scientifica e didattica in Germania, presso l’Istituto “Max Planck” di Francoforte; in Polonia, all’Università di Lublino (Umcs e Giovanni Paolo II) e Rzeszow; in Scozia  presso l’Università di Aberdeen e Glasgow; in Slovacchia, all’Università di Presov; in Irlanda presso il Trinity College di Dublino. Ha svolto seminari in diverse università europee ed è stato visiting professor presso la “Luiss-Guido Carli” di Roma. Inoltre, è autore di numerosi saggi e di alcune monografie in diverse lingue.
“Torno a fare lezione per un intero corso in lingua italiana invece che straniera”, annota sorridendo. Poi aggiunge serio: “In questi anni ho conosciuto molti studiosi italiani come me all’estero, persone in gamba, che hanno raggiunto posizioni di eccellenza nelle università e altrove. Tanti, troppi! Solo una persona in malafede – rimarca – può dire che chi parte lo fa perché non ama abbastanza il proprio Paese. Le differenze tra il sistema universitario italiano e quelli stranieri, parlo della Germania, della Polonia e degli altri Paesi nei quali ho studiato e lavorato, ci sono, ma si vanno assottigliando per effetto soprattutto delle politiche dell’Unione europea. Ne traggono beneficio le università giovani e dinamiche, in Italia e non solo. Foggia è tra queste”. Bentornato, professore.

Da sinistra il presidente dell'associazione Noùs e il professore Daniele Stasi (foto di Luca Artivisive)

Da sinistra il presidente dell’associazione Noùs e il professore Daniele Stasi (foto di Luca Artivisive)

PRESICCE. “Odio gli indifferenti” si è aperta con uno dei componimenti più celebri di Antonio Gramsci la serata di riflessione tenuta dal professore Daniele Stasi sul pensatore italiano tra i più grandi del’900. I versi sono stati declamati da Franco Pizzolante, ad un folto pubblico accorso nell’atrio di palazzo ducale.

Continua così il percorso culturale proposto dall’associazione Noùs, iniziato l’anno scorso con la prima tappa dello spettacolo teatrale, “Nino, uno studio” di e con Fabrizio Saccomanno, e quest’anno con il professore Stasi, presiccese, ora docente presso l’università statale di Rzeszow in Polonia.
Il titolo dell’incontro era “La verità è rivoluzionaria” e fulcro del discorso del professore Stasi è stato proprio il rapporto di Gramsci con la verità nel corso di tutta la sua vita. “Gramsci ne fa quasi oggetto di culto già all’età di 10 anni, quando scopre brutalmente dell’arresto del padre – spiega il docente -. Una volta diventato giornalista continua nel suo fervente impegno, convito che la verità dovesse educare la classe operaia. E anche nel carcere continua, seppur in pessime condizioni, ha continuato a seguire le sue idee – ha affermato il docente -. La forza di Gramsci è nel suo pensiero sempre attuale, che dovremmo seguire mettendo in primo piano la cultura, considerando il suo ruolo importante nella società, bisognerebbe tornare ad informarsi, ad amare la politica”. A chiudere la serata, prima di dare spazio alle domande dal pubblico, la lettura da parte di Pierpaolo Luca, socio di Noùs, della lettera che Antonio Gramsci ha scritto alla madre informandola della sua condanna.
“Un appuntamento collettivo, di tutti e per tutti. È veramente sempre un gran piacere tradurre in un evento pubblico quest’uomo che in galera si preoccupa del suo “abbrutimento intellettuale e culturale” considerando la cultura come la vera libertà – afferma Andrea Negro, presidente dell’associazione -. La paura di decrescere culturalmente, per un’uomo condannato senza un reale capo d’accusa a vent’anni di galera, dovrebbe fare riflettere e sono contento che tanti concittadini abbiano preso parte alla serata, segno che c’è la voglia di incontrarsi e discutere su temi importanti”.

Daniele Stasi è docente di “Storia del pensiero politico e giuridico”, “Filosofia politica”, “Teoria delle istituzioni e dei sistemi politici” presso l’università statale di Rzeszow in Polonia. Visiting professor presso la “Luiss-Guido Carli” di Roma ha svolto attività d’insegnamento, di studio e ricerca presso le università di Aberdeen, Paisley-Glasgow, Dublino, Presov, Bialystock, Lublino e presso l’istituto “Max Planck” di Francoforte sul Meno. Ha pubblicato tre monografie, tre volumi collettanei e numerosi saggi in diverse lingue.

E’ fellow della fondazione “Bednarowski” di Aberdeen, Scozia. E’ membro della redazione di alcune riviste scientifiche e del premio letterario “Napoli”. Collabora con le riviste “Sophia”, “Amaltea”, “Historia Magistra”. Ha organizzato diverse conferenze e giornate di studio su temi filosofici e storico – politici in collaborazione con varie università e istituti di ricerca. Tra le sue pubblicazioni: Thomas Hobbes. Teoria politica e modernità, Cantalupa, Torino 2007, pp.207. Filozofia porządku polityczno-prawnego wnowożytności, (Filosofia dell’ordine politico e giuridico nell’età moderna) Wyd. Uniwersytetu Rzeszowskiego, Rzeszów 2009, pp.235. Leon Petrażycki. La vita e le opere, Soveria Mannelli, Rubbettino 2012, pp.187.

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