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CROCIFISSO DELLA PIETà

Il Crocifisso della Pietà

Il Crocifisso della Pietà

GALATONE. Naso all’insù ed occhi lucidi, soprattutto per chi mai aveva visto gli affreschi della cupola del santuario del Crocifisso della Pietà. Il 13 settembre, dopo 21 anni, la parte più alta del tempio barocco è stata liberata dalle impalcature del restauro che per lungo tempo ne avevano oscurato le bellezze artistiche. Lungo l’applauso che ha accompagnato l’apertura del portale d’ingresso in legno d’ulivo da parte del vescovo della diocesi di NardòGallipoli, Fernando Filograna. Lento lo svelarsi del santuario ai fedeli che hanno gremito piazza Crocifisso, buia per l’occasione. Durante la cerimonia il rettore don Angelo Corvo ha ringraziato il vescovo, il clero, la soprintendenza, la direzione dei lavori e le maestranze e i fedeli. Per l’occasione, anche il messaggio di auguri alla comunità da parte del cardinale Fernando Filoni, prefetto della Congregazione per l’Evangelizzazione dei Popoli, originario di Galatone.

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GALATONE. La notizia che tutti desideravano avere già da molto tempo è arrivata negli ultimi giorni: il santuario del Crocifisso della Pietà sarà presto riaperto senza impalcature. A dare la notizia è il rettore don Angelo Corvo (foto). Dopo oltre vent’anni di ponteggi, insomma, nella serata del 13 settembre, in concomitanza con la festa liturgica dell’Esaltazione della Croce (del 14 settembre), il portale in legno di ulivo del tempio barocco si spalancherà ed il santuario tornerà ad essere visitabile. Tutto ciò durante una solenne cerimonia: dapprima la concelebrazione eucaristica presieduta dal vescovo della diocesi di NardòGallipoli Fernando Filograna nell’insigne Collegiata dell’Assunta, poi, da lì, la traslazione della statua del Crocifisso presso il santuario; in piazza Crocifisso sarà cantato “lu Tisponsiu” e, sul finire, il santuario sarà ufficialmente riapre al culto.

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L’uscita della solenne processione dal santuario

L’uscita della solenne processione dal santuario

GALATONE. Ultimi “tisponsi” col “Sacro Legno” nell’Insigne Collegiata dell’Assunta, nel cuore della città vecchia, e poi via ai solenni festeggiamenti in onore del Crocifisso della Pietà. Il primo maggio, dopo la messa delle 18,30, sarà la benedizione alla città con la reliquia della Santa Croce a tagliare il nastro ai riti religiosi e civili. Tuttavia, in mattinata, la città sarà già in festa con l’attesa passeggiata folkloristica a cavallo per le strade del centro storico, con la seconda edizione del concorso “Galatone in fiore” ed i tappeti floreali nel chiostro dei domenicani, l’inaugurazione delle esposizioni d’arte curate da alcuni studenti galatei, quelle di Franco Baldassarre, Salvatore Frascerra e, infine, Antonio Musardo che presenterà una fedele riproduzione in miniatura del borgo antico galateo.

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GALATONE. Le luminarie firmate “Marianolight” iniziano a rivestire il borgo antico e in paese si respira aria di festa. Mancano, infatti, pochi giorni alla benedizione con la reliquia della Santa Croce (la serata del primo maggio) con cui si aprono ufficialmente i festeggiamenti per il Crocifisso della Pietà. Intanto, nell’insigne Collegiata dell’Assunta la comunità cattolica si prepara partecipando numerosa alla preghiera in canto de “lu tisponsiu” (foto in alto a sinistra). Alla luce delle indicazioni degli uffici della Curia vescovile, non ci sarà l’“asta per l’aggiudicazione della statua”: chi intende portare a spalla, in processione, il simulacro del Crocifisso, può iscriversi su l’apposito elenco presso la parrocchia di appartenenza. Il Comitato festa continua, intanto, a lavorare sul cartellone degli eventi civili. Di certo ritorna l’accensione musicale delle luminarie; ci saranno i concerti bandistici di Conversano, Lecce e Galatone e, il 3 maggio, i fuochi d’artificio. Il 4 a sera, poi, piazza San Sebastiano sarà animata dal “Festival Bar Italia” con Vanny Deejay e Fabio Marzo. Attesissimo, infine, il “Bolero” di Ravel, a notte fonda in piazza Costadura.

La festa in piazza e il presidente del comitato organizzatore Cosimo Ramundo

La festa in piazza e il presidente del comitato organizzatore Cosimo Ramundo

cosimo ramundo foto

GALATONE. Sono ormai alle ultime battute i preparativi per i solenni festeggiamenti in onore del Crocifisso della Pietà, nei primi quattro giorni di maggio. Il comitato che da tempo, ormai, organizza gli appuntamenti civili, presieduto da Cosimo Ramundo, si appresta a chiudere in via definitiva il programma. L’attuale edizione si preannuncia speciale: nei prossimi giorni, difatti, le maestranze al lavoro potrebbero, alla fine di alcune operazioni di restauro, liberare dalle impalcature, lì da vent’anni, parte del santuario barocco. Intanto, la tradizionale preghiera del responsorio – “lu tisponsiu” – sarà vissuta nella vicina insigne Collegiata dell’Assunta, dove nel pomeriggio del 15 marzo scorso è stato traslato dal santuario il simulacro del Crocifisso della Pietà.

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GALATONE. Il simulacro del Crocifisso della Pietà di Galatone è stato traslato, alle 16,30 di ieri, dal santuario del borgo antico alla vicina chiesa matrice per via della chiusura del tempio barocco per alcune operazioni di restauro. Al corteo, che ha percorso via Convento, piazza Costadura e via Chiesa, hanno preso parte diversi fedeli. Dopo la breve processione, nella chiesa madre, che nelle prossime ore sarà ufficialmente chiesa giubilare, un momento di preghiera presieduto da don Giuseppe Colitta e la benedizione con la reliquia della Santa Croce.

crocifisso-galatonePzzSlnt_32_01.inddGALATONE. «Il santuario del Crocifisso della Pietà sia elevato a Basilica minore». A lanciare tra i primi l’appello è don Salvatore Martalò, della parrocchia San Francesco d’Assisi, intervistato dal blog “La Postilla”. A condividere l’appello anche lo storico Vittorio Zacchino (foto) che, qualche giorno fa, ha scritto al vescovo Fernando Filograna, ambedue recentemente nominati ambasciatori dell’associazione delle Città del Santissimo Crocifisso.

«La nostra Galatone e il nostro santuario hanno diritto e bisogno del titolo ambito di Basilica minore. Il santuario barocco è preziosa custodia della fede plurisecolare di un popolo sofferente”, sottolinea Zacchino. È quindi per il continuo pellegrinaggio che caratterizza il luogo di culto, per gli eventi prodigiosi verificatisi lì nel tempo, per la sua grande bellezza e la devozione della gente che, stando ad Enrico Longo, direttore editoriale della web tv “La Postilla” ed in linea con don Martalò, istituzioni religiose e civili, associazioni e singoli operatori dovrebbero attivarsi affinché il santuario possa essere elevato a Basilica minore.

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Abbiamo scritto ieri pomeriggio un articolo con una tempestività – confessiamo - non voluta considerato quanto si sarebbe sprigionato da lì a poche ore...