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Consorzio di bonifica Ugento-Li Foggi

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Torre Mozza (Ugento) – Sono state molte le denunce e le foto che, in questi giorni, stanno preoccupando i cittadini di Ugento e della sua marina. Infatti, proprio nei bacini di Torre Mozza, in zona punta Mucurune, si sta registrando un’allarmante moria di pesci, con decine e decine di cefali e orate che galleggiano senza vita nelle acque stagnanti.

Immediata è stata la richiesta di intervento. In una nota del Movimento 5 Stelle Ugento, che insieme alla Proloco e a molti cittadini comuni ha denunciato la situazione nel bacino, si richiede “un intervento urgente degli organi competenti, affinché vengano accertate le cause di questa grave situazione, verificando depuratori, scarichi di strutture ricettive in prossimità dei bacini e scarichi abusivi di autospurghi”.

Il Sindaco Massimo Lecci

Il sopralluogo stamattina – “Occorre precisare che i bacini sono di proprietà regionale e quindi la manutenzione compete al Consorzio di bonifica Ugento Li Foggi, mentre il Comune non ha alcuna competenza in merito – afferma il Sindaco Massimo Lecci. – Tuttavia, siamo stati e siamo sempre pronti a offrire il supporto necessario alla risoluzione definitiva del problema”. Nella mattinata di oggi, venerdì 19 ottobre, lo stesso Sindaco ha indetto un sopralluogo presso i bacini, avvertendo Asl e Consorzio: sul posto si sono recati l’ingegner Marco Pisanello dell’Ufficio ambiente e il nucleo di polizia ambientale, allo scopo di effettuare i controlli necessari a chiarire la situazione. “I pesci sono tutti della stessa dimensione – afferma Lecci. – Qualcuno ipotizza che siano stati gettati già morti nel bacino, o addirittura che siano vittime della pesca di frodo”. L’ipotesi sostenuta dal commissario del Consorzio di bonifica Ugento-Li Foggi è invece quella secondo cui le frequenti e forti mareggiate hanno comportato il depositarsi di alghe e detriti che, occludendo la foce del canale, impediscono il ricambio dell’acqua, con conseguenze nefaste per la fauna marina.

È previsto per mercoledì 24 ottobre l’intervento di rimozione dei detriti che, si spera, risolverà la grave situazione seppur in modo temporaneo, in attesa di mettere in campo soluzioni a lungo termine.

Gallipoli – Piogge insistenti e subito i nervi scoperti di quanti risiedono a Baia verde reagiscono. Alcuni residenti – nella marina vivono stabilmente circa cento famiglie – hanno sporto denuncia contro il Comune presso la caserma dei carabinieri. “Non ne posso più“ il senso della sua protesta legale. “Quando piove, ho paura a restare in casa perché temo gli allagamenti, ma ho anche paura ad uscire per non poter poi rientrare a casa mia”, scrive la donna , che si sente “abbandonata da quanti sono venuti questa estate per vedere, misurare, studiare e poi si sono persi”. Da qui il ricorso alla magistratura, nel tentativo di mettere così fine alla assai precaria situazione.

Dagli stessi timori, indicando come principale responsabile la mancata pulizia dei canali del consorzio di bonifica Ugento Li Foggi, una nota di protesta dell’associazione Pro Baia verde, presieduta da Giuseppe Bruno. La lettera è stata scritta lunedì scorso e, per puro caso, si è incrociata con le precipitazioni pluviali di questi ultimi giorni. I residenti ricordano con terrore quanto accadde sul finire dello scorso febbraio quando per più di una settimana alcuni abitanti rimasero senza tetto poiché le loro case erano diventate irraggiungibili.

Biagio Palumbo

Pronta la replica dal Comune “La questione della Baia Verde non è stata minimamente abbandonata  dall’Amministrazione comunale che, come da impegni assunti in Consiglio  comunale, sta facendo quanto è possibile per risolvere una problematica  atavica e che certo non può essere conclusa nel giro di qualche giorno”: inizia così la risposta dell’assessore alle Marine ed ai Lavori pubblici. Biagio Palumbo, il qualche chiarisce subito che “quello rappresentato dal sodalizio del  presidente Bruno è solo una delle concause dello stato attuale della  Baia verde. “Tuttavia esiste un’ordinanza sindacale che impone al  Consorzio di bonifica Ugento-Li Foggi la pulizia e manutenzione  ordinaria e straordinaria del canale di bonifica che si trova alle  spalle della Baia Verde e che confluisce nel canale dei Samari, dei  punti di confluenza e di ogni opera che contribuisce al normale  funzionamento del canale e del punto di confluenza e raccordo di dette  canalizzazioni gerarchicamente inferiori con il canale principale detto  dei Samari” .

I lavori in danno del Consorzio di bonifica Questa ordinanza sindacale prevede proprio quanto richiedono i residenti, cioè che “qualora il  destinatario non ottemperi alle disposizioni del provvedimento l’Ente  potrà sostituirsi in danno, mediante esecuzione coattiva”. “E’ quello  che faremo in questi giorni – annuncia Palumbo – stante l’inerzia del Consorzio, nonostante  la questione crei difficoltà oggettive relativamente ai costi da  sopportare”.

“L’attenzione c’è, ci vuole tempo” Per l’assessore, come detto, il problema-Baia verde è però  più vasto e profondo e richiede perciò del tempo. “Per questo, è  stata inviata nei giorni scorsi una corposa e completa  documentazione a periti di comprovata professionalità e levatura tecnica  perché possano individuare le soluzioni migliori per risolvere la  vicenda. Di questo iter ne è a piena conoscenza il presidente Bruno,  presente ad un incontro in Comune, con me ed il sindaco, svoltosi in  questi giorni, in cui è stato abbondantemente spiegato l’intendimento  dell’Amministrazione comunale”, conclude l’assessore ribadendo che “l’attenzione dell’Amministrazione è alta e costante”.

Sullo sfondo restano gli impegni presi proprio in Consiglio comunale riguardante la sistemazione complessiva dell’intero comparto: nuove vasche di accumulo, progetto di variante dei lavori della litoranea sud con occhi puntati su drenaggio e sicurezza, progetto per la viabilità alternativa. In utto seguito passo passo dalla commissione consiliare Urbanistica da convocare ogni due settimane.

Gallipoli – Consiglio comunale delle grandi occasioni quello di oggi, iniziato alle 9,50 e conclusosi intorno alle 13, con tutti i 21 consiglieri presenti così come i nuovi assessori (ad eccezione di Angelo Mita). In aula il primo Consiglio comunale convocato dalle minoranze (cinque consiglieri) con due argomenti tosti che, non a caso, hanno acceso animi e dato luogo a sconti dialettici che a tratti hanno coinvolto anche il numeroso pubblico.

Un bel pezzo dei lavori si è infatti consumato si recenti passaggi dalla maggioranza all’opposizione dei consiglieri Sandro Quintana e Caterina Fiore e sugli strascichi che simili cambi di fronte generano. Il Sindaco Minerva ha ribadito il suo giudizio di “minoranza raccogliticcia”, riferendosi anche alle vecchie e recenti fratture fra alcuni componenti della nuova opposizione; gli ha risposto a tono il capogruppo di Gallipoli Futura, Flavio Fasano. Ma alla fine chi aveva pensato ad una maggioranza sotto pressione ed intimorita è rimasto complessivamente deluso.

 

Dopo le comunicazioni del presidente Rosario Solidoro, relative all’abbandono del Pd da parte di Tony Piteo e dell’Udc da parte di Caterina Fiore e Federica Portolano, ci sono state le comunicazioni del Sindaco, che ha presentato per la prima volta al Consiglio la nuova Giunta con gli assessori Giuseppe Venneri, Biagio Palumbo, Antonella Russo, Paola Scialpi. Dopo l’interrogazione di Gallipoli Futura svolta dal consigliere Giuseppe Cataldi) relativa all’associazione  “Regalami una rosa”, che è in cerca di locali dove poter svolgere la propria attività di volontariato, si è poi passati ai nodi scottanti della giornata preceduti nella mattinata di sabato scorso da una conferenza-stampa dei cinque consiglieri proponenti, e da una convocazione dell’ultima ora (poi andata deserta per l’assenza dei consiglieri di maggioranza) della Commissione urbanistica.

Le proposte delle minoranza non sono passate Stoppate le modifiche degli articoli 10 e 13 del Regolamento sull’organizzazione e sul funzionamento del Consiglio comunale e delle commissioni consiliari, la prima e, secondo argomento, le “misure urgenti di carattere urbanistico, idrogeologico ed ambientale per fronteggiare l’emergenza dell’intero bacino idrografico Baia Verde con sospensione dei lavori del cantiere dei lidi, per le quali si seguiranno iter amministrativi diversi da quelli proposti dalle minoranze. Dopo la discussione e la dichiarazione di voto, si è infatti registrato il solo parere favorevole dei cinque proponenti; 16 i contrari.

Strada dei lidi, assemblea e poi una eventuale variante Puntuali ed apprezzati anche dalle opposizioni gli interventi del presidente della Commissione urbanistica Cosimo Giungato e del neoassessore ai Lavori pubblici e Urbanistica Biagio Palumbo, che ha elencato alcune criticità, dallo scarso funzionamento del Consorzio Ugento-Li Foggi, agli scarichi abusivi nella fogna bianca da parte di alcune utenze, fattori che contribuiscono agli allagamenti di Baia verde. Si è accennato anche alle problematiche relative ai lavori per la “strada dei lidi” (litoranea sud) in via di completamento per quanto riguarda il primo lotto. Entro il prossimo ottobre ci sarà un tavolo tecnico cui sarà invitata anche la città e prima della fine dell’anno, un Consiglio comunale per deliberare un eventuale progetto di variante.

Salve – Potrebbe chiamarsi anossia la causa della moria dei pesci (foto) osservata negli ultimi giorni nel bacino di Torre Pali, marina Salve e che ha suscitato preoccupazioni ed allarme. Così spiega l’accaduto dal punto di vista scientifico il prof. Giovanni Ponzetta (foto), presidente del circolo di Legambiente di Salve “Giglio delle Dune”: “Non è la prima volta che capita questo grave inconveniente dovuto probabilmente all’occlusione del canale a causa della sabbia accumulatasi nella foce sud.  Il colore verde particolarmente brillante delle acque che si osserva è dovuto alla eccessiva crescita algale, la quale sottrae ulteriore ossigeno e ostruisce meccanicamente le branchie dei pesci. Molti di loro avrebbero cercato la via di salvezza verso il mare e, giunti alla foce occlusa, sarebbero morti. Tuttavia non è escluso che altri batteri dovuti a versamenti illegali abbiano provocato tutto questo”.

Il problema è annoso, come testimoniano in tanti, e fino ad oggi dovuto ad una mancanza di intervento del Consorzio di bonifica Ugento Li Foggi, ma non per trascuratezza o negligenza bensì per una cronica carenza di fondi da parte dell’ente, commissariato nel 2017 dalla Regione Puglia. “Ma – continua il presidente Ponzetta – il caso che affrontiamo oggi ha alle spalle una questione ancora più ingarbugliata. L’area da liberare dalla sabbia, infatti, è posta sotto sequestro da parte dell’autorità giudiziaria da maggio 2018, a causa di uno spostamento di sabbia effettuato senza autorizzazione, e nessuno, tra gli Enti preposti ha provveduto al dissequestro (sul posto erano intervenuti il nucleo operativo della Polizia ambientale della Guardia costiera di Gallipoli Ufficio locale marittimo di Leuca, e i carabinieri della stazione di Salve). A questo si aggiunge un ulteriore inconveniente: chiarire con evidenza scientifica che all’interno delle acque del bacino non ci siano batteri incompatibili con la balneazione. Per questo si è attivato il nostro Comune mobilitando non solo i laboratori Asl, ma anche altro laboratorio privato, dai quali si attendono gli esiti delle analisi delle acque prelevate”.

Tuttavia il consorzio di bonifica, ad oggi, non ha ancora risposto all’ingiunzione comunale del 5 luglio scorso, quindi presumibilmente le operazioni dovranno essere affrontate dal Comune che dovrà sostenere le relative spese e poi chiederne il pagamento a quest’ultimo.

I.D.

 

 

Cosimo Alemanno

Gallipoli – “Non ho mai né sottoscritto né condiviso alcun accordo prelettorale circa una verosimile staffetta”: se si vuole trovare un accenno polemico sul recente azzeramento e rinomina della Giunta comunale da parte di chi ne è stato estromesso, in quattro cartelle trova solo questo appunto e poco altro da parte di Cosimo Alemanno, lista Grande Gallipoli, che ha lasciato il posto e la carica di vicesindaco al compagno di lista Giuseppe Venneri, ex Sindaco. Questo e poco altro: quando si augura, per esempio, che chi lo sostituirà “in questo arduo ompito non vanifichi le tante opportunità messe in campo con sacrificio e sudore, solo per il gusto di non attuare quanto è stato fatto” o nel passaggio in cui confessa che avrebbe  voluto “fare sicuramente meglio e di di più, ma circostanze ed avvenimenti non me lo hanno consentito”.

Gran parte del lungo documento viene riservato all’elenco delle cose fatte e da fare (progetti), non prima di aver ringraziato il Sindaco Stefano Minerva per l’opportunità avuta e per aver operato “in un clima di piena armonia e grande disponibilità, condividendo le scelte”. L’elenco comincia con i nuovi tronchi idrici e fognari nelle vie Pascoli, Abruzzo, Messina, Gran viale del Mare a Baia verde, via Crotone per 250mila euro. Dello stesso settore si richiama il progetto con Università di Lecce e Aqp per il riutilizzo delle acque depurate volto a ridurre lo scarico a mare per un importo di 855mila euro. Due altri progetti riguardano indagini integrative sull’ex discarica Mater Gratiae su via Alezio (317mila euro l’importo) e e la bonifica delle aree inquinate nello stesso comparto con fondi europei Por Puglia 2020 (quasi 5 milioni e mezzo). Ammonta a 6 milioni il progetto per estendere completamente la rete idrica e fognaria a Rivabella, Lido Conchiglie e Baia verde. Senza scordare i fondi ottenuti, finalmente, per portare l’acqua nella zona industriale cittadina.

Tra i grandi obiettivi c’è quello intercomunale – con Alezio e Tuglie – di rigenerazione urbana  con capofila Gallipoli  per un totale di 4 milioni e mezzo, di cui 2 e mezzo per la città. A livello di progetti, il Comune ora ha quello per la riqualificazione della scuola di via Milano; la messa in sicurezza e la riqualificazione del complesso scolastico di Santa Chiara, nel centro storico (1 milione 439mila euro più altri 500mila per i solai); il progetto per la tutela e valorizzazione della biodiversità terrestre e marina (area Parco naturale); il miglioramento dei punti di sbarco versante nord del porto e del mercato ittico, oltre al progetto per potenziare ed implementare il sistema di videosorveglianza per la sicurezza in città (342mila euro). Vicino all’apertura del cantiere è la riconversione dell’ex mercato rionale di viale Europa in centro sociale per attività teatrale e ricreativa (già individuata la ditta per i lavori da 1 milione 150mila euro).

L’ex assessore Alemanno richiama infine tutto il pacchetto relativo agli interventi rinaturalizzazione del litorale sud dai lidi della Baia verde di al canale dei Samari, con riferimento ai canali di scolo del consorzio di bonifica Ugento Li Foggi, viabilità parcheggi e accesso a mare, infrastrutture verdi, riqualificazione dei paesaggi costieri. Poi si passa alla riconversione dell’ex Ceduc, sul lungomare Galilei, in struttura sociosanitaria assistenziale e comunità di pronta accoglienza. In vicende extra amministrative è incappato invece tutto il lavoro per indire e completare il concorso per la concessione del mercato ittico all’ingrosso (la ditta aggiudicataria Ittica Gallipoli, è stata colpita da interdittiva antimafia). “Per quanto mi sarà possibile – chiude Alemanno – resto a disposizione  dell’Amministrazione comunale e soprattutto della intera comunità gallipolina”.

 

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L’incontro dello scorso 26 febbraio nell’ex municipio

ALEZIO. Comuni uniti nella guerra contro il Consorzio di bonifica Ugento-Li Foggi. Di fronte alla pioggia di avvisi di pagamento recapitati tramite la “Soget spa” ai proprietari dei terreni agricoli ricadenti nel comprensorio, non si è fatta attendere la risposta delle Amministrazioni locali. Nodo cruciale è il “beneficio diretto e specifico”, definito dall’articolo 18 della legge regionale n° 4 del 2012 “il concreto vantaggio tratto dall’immobile a seguito dell’opera di bonifica”. Vantaggi “inesistenti” – denunciano gli agricoltori – a fronte del Piano di classifica per il riparto provvisorio degli oneri, e soprattutto delle opere offerte, spesso carenti o insufficienti. “Serve una concreta e reale revisione dei servizi effettivamente erogati” si legge nella delibera di Giunta dello scorso 5 febbraio con cui l’Amministrazione aletina ha chiesto al Presidente della Regione Michele Emiliano la sospensione immediata degli avvisi di pagamento, al momento, relativi alla programmazione 2014.

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