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Consiglio comunale

Giuseppe Tanisi

Taviano – Fa molto discutere l’approvazione in Consiglio comunale della deliberazione numero 13 riguardante una modifica al regolamento dei servizi cimiteriali che consentirebbe, ai cittadini concessionari di cappelle o edicole funerarie, la “vendita” della concessione e del relativo manufatto. Argomento delicato, che tocca sentimenti profondi e che rimanda, come ha fato notare qualcuno sulla rete sociale, ad Ugo Foscolo ed alla cara memoria di chi non c’è più e ci ha preceduto in quel viaggio che appartiene a tutti.

La maggioranza di Taviano Insieme difende a spada tratta la decisione presa “nel rispetto della legge, di tutte le normative finora vigenti, si precisa preliminarmente. “Nel Cimitero comunale – afferma il Sindaco, Giuseppe Tanisi – vi sono delle cappelle allo stato rustico che i titolari della concessione non hanno più la volontà di completare o di conservare come manufatto. Noi abbiamo dato la possibilità di restituirla, rinunciando alla concessione. Capita anche – aggiunge Tanisi – che in alcune cappelle siano state tumulate, a titolo di cortesia e sempre con il consenso del titolare della concessione, dei defunti che non riuscivano a trovare posto fra i loculi comunali o nelle cappelle delle varie confraternite. Con la nostra delibera –conclude il primo cittadino – abbiamo consentito la possibilità di far prendere ai parenti privati delle persone tumulate, la titolarità della concessione, previo consenso del Comune e pagando, allo stesso, il 50% del valore della concessione”.

Opposizione grida allo scandalo Ma a questa decisione del Consiglio comunale oppongono forti perplessità i consiglieri di opposizione che hanno parlato persino di “percorso  indecoroso”. “Insomma – esordisce sdegnato l’ex sindaco Carlo Portaccio di Taviano Libera – siamo al commercio delle tombe e delle salme nel nostro cimitero, senza alcun vincolo, basta avere genericamente un morto nella cappella. Potrà così accadere che gli eredi di un concessionario, che aveva realizzato una cappella per un parente morto giovane, decidano di venderla e chi subentra, come nuovo proprietario può tranquillamente ‘buttar via’ le salme presenti. Il sindaco Tanisi – conclude Portaccio – paragona il cimitero alla zona Industriale, quindi le cappelle ai capannoni, il prodotto di una fabbrica alle salme, confondendo e mettendo insieme le attività produttive, il profitto e il denaro, con la memoria e il ricordo”.

Infine anche il M5S, con il consigliere Salvatore Trisolino, si schiera contro la delibera: “E pensare – ricorda Trisolino – che la delibera era stata ritirata, in un primo momento, in sede di discussione in Commissione e me la son vista fra i punti all’ordine del giorno. Io penso che un bene di proprietà del demanio non possa essere messo nelle mani di terzi affinché si faccia uno scambio di concessione”. (nella foto Carlo Portaccio)

Gallipoli – Consiglio comunale delle grandi occasioni quello di oggi, iniziato alle 9,50 e conclusosi intorno alle 13, con tutti i 21 consiglieri presenti così come i nuovi assessori (ad eccezione di Angelo Mita). In aula il primo Consiglio comunale convocato dalle minoranze (cinque consiglieri) con due argomenti tosti che, non a caso, hanno acceso animi e dato luogo a sconti dialettici che a tratti hanno coinvolto anche il numeroso pubblico.

Un bel pezzo dei lavori si è infatti consumato si recenti passaggi dalla maggioranza all’opposizione dei consiglieri Sandro Quintana e Caterina Fiore e sugli strascichi che simili cambi di fronte generano. Il Sindaco Minerva ha ribadito il suo giudizio di “minoranza raccogliticcia”, riferendosi anche alle vecchie e recenti fratture fra alcuni componenti della nuova opposizione; gli ha risposto a tono il capogruppo di Gallipoli Futura, Flavio Fasano. Ma alla fine chi aveva pensato ad una maggioranza sotto pressione ed intimorita è rimasto complessivamente deluso.

 

Dopo le comunicazioni del presidente Rosario Solidoro, relative all’abbandono del Pd da parte di Tony Piteo e dell’Udc da parte di Caterina Fiore e Federica Portolano, ci sono state le comunicazioni del Sindaco, che ha presentato per la prima volta al Consiglio la nuova Giunta con gli assessori Giuseppe Venneri, Biagio Palumbo, Antonella Russo, Paola Scialpi. Dopo l’interrogazione di Gallipoli Futura svolta dal consigliere Giuseppe Cataldi) relativa all’associazione  “Regalami una rosa”, che è in cerca di locali dove poter svolgere la propria attività di volontariato, si è poi passati ai nodi scottanti della giornata preceduti nella mattinata di sabato scorso da una conferenza-stampa dei cinque consiglieri proponenti, e da una convocazione dell’ultima ora (poi andata deserta per l’assenza dei consiglieri di maggioranza) della Commissione urbanistica.

Le proposte delle minoranza non sono passate Stoppate le modifiche degli articoli 10 e 13 del Regolamento sull’organizzazione e sul funzionamento del Consiglio comunale e delle commissioni consiliari, la prima e, secondo argomento, le “misure urgenti di carattere urbanistico, idrogeologico ed ambientale per fronteggiare l’emergenza dell’intero bacino idrografico Baia Verde con sospensione dei lavori del cantiere dei lidi, per le quali si seguiranno iter amministrativi diversi da quelli proposti dalle minoranze. Dopo la discussione e la dichiarazione di voto, si è infatti registrato il solo parere favorevole dei cinque proponenti; 16 i contrari.

Strada dei lidi, assemblea e poi una eventuale variante Puntuali ed apprezzati anche dalle opposizioni gli interventi del presidente della Commissione urbanistica Cosimo Giungato e del neoassessore ai Lavori pubblici e Urbanistica Biagio Palumbo, che ha elencato alcune criticità, dallo scarso funzionamento del Consorzio Ugento-Li Foggi, agli scarichi abusivi nella fogna bianca da parte di alcune utenze, fattori che contribuiscono agli allagamenti di Baia verde. Si è accennato anche alle problematiche relative ai lavori per la “strada dei lidi” (litoranea sud) in via di completamento per quanto riguarda il primo lotto. Entro il prossimo ottobre ci sarà un tavolo tecnico cui sarà invitata anche la città e prima della fine dell’anno, un Consiglio comunale per deliberare un eventuale progetto di variante.

Giulia Puglia

Nardò – I principi generali su inquinamento, attività rumorose, sorgenti sonore, livelli di rumore ed altro; gli obiettivi precisi cioè pubblici esercizi, circoli privati, stabilimenti balneari e altri luoghi di ritrovo all’aperto o al chiuso, destinati allo sport, al tempo libero e allo spettacolo con utilizzo di impianti di diffusione sonora o strumenti musicali; terzo capitolo sulle attività temporaneamente rumorose, cioè spettacoli itineranti, manifestazioni musicali di intrattenimento, sportive, fieristiche o politiche, che utilizzano sorgenti sonore e che – salvo eccezioni – si terranno preferibilmente nelle aree mercatali di Nardò e Santa Maria al Bagno, largo della Quattro Colonne. In queste tre mosse il Consiglio comunale di Nardò intende contrastare gli eccessi acustici della movida e mettere ordine nella “giungla delle norme”.

 

Ecco allora il regolamento per la tutela dall’inquinamento acustico, cioè una serie di norme per la gestione e il contenimento dell’inquinamento acustico, con particolare riferimento alle attività di pubblico spettacolo e intrattenimento musicale negli esercizi pubblici e in strutture simili. Tra i principi generali vi sono indicazioni sul contenuto di strumenti come la Dpia (documentazione di previsione d’impatto acustico), la Dpca (valutazione previsionale di clima acustico) e la Via (valutazione d’impatto acustico).

Per i locali di ritrovo con impianti di diffusione sonora e l’uso di strumenti musicali, sono previste limitazioni per quanto riguarda la diffusione di musica (dal vivo, con karaoke o dj) all’interno dei pubblici esercizi, consentita sino alle ore 1; da settembre ad aprile e sino alle ore 2 da maggio ad agosto (in ogni caso per non più di quattro ore al giorno e per non più di cinque giorni al mese). La diffusione di musica su aree esterne di esercizi pubblici gli orari sono diversi: da settembre ad aprile entro le ore 24 (e per i prefestivi entro le ore 1); da maggio ad agosto entro le ore 1 (e per i prefestivi entro le ore 2). In ogni caso, non è consentita per una durata superiore a cinque ore al giorno con intervallo minimo di due ore e per più di quattro giorni al mese (per non più di otto giorni da maggio ad agosto). Il titolare dell’attività “dovrà  – stabilisce il nuovo regolamento – comunque controllare il vociare e gli schiamazzi degli avventori e il rispetto della civile convivenza.

Manifestazioni musicali di intrattenimento, sportive, fieristiche o politiche, che utilizzano sorgenti sonore, queste saranno consentite nell’intervallo di tempo tra le ore 9 e le 24, salvo deroghe autorizzate dall’Amministrazione comunale sia per quanto riguarda i limiti temporali (sino alle ore 2:30 o le ore 4 per manifestazioni particolarmente rilevanti che abbiano il patrocinio del Comune) che acustici. Le deroghe valgono per le attività temporanee rumorose, ma non per i pubblici esercizi. Tra le sanzioni si va dalla diffida a eseguire la bonifica acustica all’inibizione dell’uso della sorgente sonora, dalla revoca dell’autorizzazione in deroga alla sospensione dell’attività rumorosa, sino alla sospensione della licenza. Le violazioni al regolamento sono punite con sanzioni che vanno da 258,23 a 10.329,14 euro.

“Il regolamento – spiega l’assessore al Turismo e allo Sviluppo economico, Giulia Puglia – mette finalmente ordine in un settore in cui sino a ieri c’era molta confusione, con problemi e inconvenienti gravi sia per l’amministrazione comunale che per i cittadini e gli operatori. Adesso sappiamo in maniera precisa e puntuale chi può fare una determinata cosa, come la può fare e entro quali limiti. Uno strumento che ci consente di fare un salto di qualità sul fronte della disciplina e della certezza di regole e norme”. “L’obiettivo – spiega l’assessore all’Ambiente Mino Natalizio – era quello di mettere insieme le esigenze di tutti e ci siamo riusciti. Abbiamo adesso riferimenti certi per i cittadini, per chi è titolare di attività di intrattenimento e spettacolo e anche per chi deve controllare che le prescrizioni siano rispettate”.

Gallipoli – Approderà probabilmente a Palazzo Balsamo, sede storica del Comune, la vicenda che ha visto al centro la consigliere di maggioranza (in lista Udc) Caterina Fiore e un vigile urbano. Terreno di scontro accertamenti appena effettuati circa il rispetto di ordinanze di chiusura di locali adibiti a sale da gioco. Hanno atteso che ci fossero le prime reazioni ufficiali – in questo caso quella di condanna del consigliere comunale da parte del Sindaco Stefano Minerva – e magari anche altre conferme relative a denunce e querele, ed ecco che un paio di ore dopo la pubblicazione della nota del Sindaco su piazzasalento.it, i consiglieri comunali di opposizione Flavio Fasano e Giuseppe Cataldi, hanno scritto al presidente del Consiglio comunale, Rosario Solidoro.(in foto da sinistra Fasano, il presidente De Tommasi, Cataldi)

I due rappresentanti della lista Gallipoli Futura hanno chiesto al presidente Solidoro di “convocare con urgenza il Consiglio comunale perché il Sindaco abbia a riferire sui fatti accaduti ed all’esito della discussione voglia indicare ed assumere le necessarie ed opportune determinazioni”. Vanno all’attacco gli oppositori. Scrive Fasano sulla rete sociale Facebook e racconta che “abbiamo aspettato ben cinque giorni sperando che il Presidente del Consiglio comunale convocasse l’assise. Solo oggi, dopo cinque giorni (il fatto clamoroso è accaduto lunedì scorso intorno alle 13 ndr) il Sindaco Minerva esce timidamente con una ?presa di distanza’ non presente nemmeno sul sito istituzionale del Comune ed affidata solo al giornale on line Piazzasalento“. Fasano rimarca che, a suo parere, “vi è stata totale assenza di consapevolezza istituzionale” e mette in evidenza che al vigile urbano verbalmente aggredito, “non è stata manifestata alcuna solidarietà” da parte dei vertici istituzionali. L’accaduto viene giudicato quindi “gravissimo” e “già oggetto di indagine giudiziaria” ed anche “per il clamore suscitato con grave danno immagine dell’intero Consiglio comunale”.  .

Sannicola – Il Consiglio comunale di Sannicola dovrebbe aver scritto (salvo inattesi sviluppi) il capitolo della querelle sull’appalto dei lavori di collettamento delle acque. La vicenda, che ha animato negli ultimi cinque anni il dibattito politico-amministrativo locale, ha portato al riconoscimento di un debito “fuori bilancio” pari a 39mila euro in favore della “Arcobaleno costruzioni srl” risarcita per l’esclusione “illegittima” dalla gara d’appalto. Pur essendo giunta prima, la commissione tecnica del Comune escluse l’Arcobaleno ritenendo “non realistica” l’offerta a ribasso per l’esecuzione dei lavori: da qui l’affidamento dei lavori alla ditta “Lega” (per l’ammontare di circa 1 milione e mezzo di euro). Da ultimo, lo scorso maggio, è stato il Consiglio di Stato a ribaltare la precedente decisione dei giudici del Tar dando torto all’Amministrazione comunale, dopo il ricorso presentato dall’azienda esclusa. Martedì 3 luglio, alle 19, si è tenuto il Consiglio comunale monotematico, convocato dal neo-presidente Amedeo Manco in seduta straordinaria. Il riconoscimento del debito è stato votato in maniera compatta dalla maggioranza che sostiene il sindaco Cosimo Piccione.

La minoranza vota contro «C’è una responsabilità politica per questi soldi che dovranno sborsare i cittadini di Sannicola», hanno detto i consiglieri di minoranza nell’acceso dibattito, rimproverando la maggioranza per i tempi delle operazioni. «Il Sindaco ha deciso di convocare il Consiglio d’urgenza, 24 ore prima, per dare seguito a una sentenza che sarebbe dovuta essere rispettata subito per evitare l’arrivo di un commissario ad hoc. Si sarebbe potuto evitare un moltiplicarsi di costi e spese, considerando che nel debito in questione non ci sono ancora i 4mila euro di spese legali a carico del Comune», fanno sapere il capogruppo dell’opposizione Paolo Farachi e gli altri consiglieri di minoranza Valerio Nocera, Luigi Colella e Luana Moscatello (contrario il loro voto in aula).

Il sindaco Piccione Prima della votazione in Aula è intervenuto il sindaco Piccione: «Come si fa a parlare di responsabilità politica se la commissione che ha escluso la ditta è composta da tecnici nominati dall’Ordine degli ingegneri di Lecce? Abbiamo atteso fino all’ultimo perché convinti di avere ragione e perché volenterosi di tutelare le aziende che ancora attendono soldi dalla ditta per altri lavori, che temiamo non avranno mai. In ogni caso questi 39mila euro saranno pagati con gli emolumenti a cui ho rinunciato in questi anni».

 

Gallipoli – Il regolamento approvato il 19 aprile scorso dal Consiglio comunale; oggi la deliberazione con cui si danno gli indirizzi agli uffici circa gli arredi di facile rimozione con cui attrezzare l’esterno dei box di vendita: questi gli ultimi due passaggi che promettono di rimuovere transenne e nastri biancorossi con cui dal luglio 2017 sono state delimitate e sequestrate alcune aree adibite ad altre funzioni (occupazione abusiva di demanio marittimo con relative denunce) non contemplati da norme e autorizzazioni.

“Una situazione difficile in eredità” Ancora prima dell’intervento congiunto di Capitaneria, polizia l’estate scorsa, carabinieri e personale dell’Asl, a Giunta Minerva appena insediata, si sono effettuati nel 2016 interventi ricognitivi di una situazione che l’assessore Dario vincenti definisce “una eredità difficile e scoraggiante”: pochi controlli, morosità nel versamento dei canoni per l’utilizzo dei  box, spazi fruiti impropriamente (punti di somministrazione di alimenti), confusione nelle modalità di esercizio  delle attività. Da lì è però partita l’azione di bonifica della situazione che presentava, come detto, diverse zone d’ombra.

In tre anni coinvolti Asl, Capitaneria, Ministero per un unico obiettivo L’assessore Vincenti ricorda, oltre alla verifica del pagamento dei canoni di locazione, la consegna gratuita  dell’intera area al Comune col parere favorevole del Ministero delle infrastrutture comunicato alla Capitaneria di porto; la collaborazione con il Dipartimento  Prevenzione della Asl di  Lecce fondamentale per il regolamento comunale. “Un nuovo inizio, all’insegna della legalità e della chiarezza delle  norme – commenta evidentemente soddisfatto l’assessore – e perciò esprimo la mia più grande soddisfazione per il percorso brillantemente  portato a compimento, che ci ha visto impegnati nella definizione di una  situazione complessa, nella quale confluiscono ambiti di competenza e  normative differenti. Molteplici sono stati i profili da valutare ed è  stata necessaria un’attenta e lungimirante attività di coordinamento dei  vari profili”, sottolinea Vincenti che ringrazia per il lavoro svolto la Sezione Demanio e Patrimonio del Comune diretta da Paola Vitali “che ha saputo recepire  al meglio gli obiettivi ambiziosi dell’Amministrazione, traducendoli  nella complessa attività amministrativa conseguente, garantendo il  raggiungimento dei risultati prefissati”.

Ringraziamenti per le collaborazioni; uno per il consigliere Abate Un ringraziamento l’assessore lo dedica anche al consigliere comunale  Gianpaolo Abate “che ha accompagnato quotidianamente e con passione ed impegno il  percorso degli Uffici”. Si può ripartire avendo chiaro l’obiettivo dell’Amministrazione comunale: salvaguardare,  migliorare e valorizzare le attività svolte presso il Mercato, che, in  un contesto di grave difficoltà e crisi economica a livello nazionale,  sono espressione della storia e della identità economica e culturale  della città e che riguardano un polo dotato di fortissima  attrattività turistica. “Ritengo che questo sia – conclude l’assessore – un risultato entusiasmante, faticoso  ma estremamente appagante per il bene della comunità gallipolina”.

 

 

Giancarlo Marinaci

Nardò – Impianto per il recupero della plastica: in arrivo un’interrogazione consiliare urgente. A firmarla è Giancarlo Marinaci (foto), consigliere comunale indipendente nonché vicepresidente del Consiglio comunale. Premessa: una decina di giorni fa si era paventata l’ipotesi di un impianto di compostaggio da realizzare tra Nardò e Soleto. La Regione ha poi scelto quest’ultimo territorio, nonostante il Comune di Nardò sia stato il primo ad aderire alla manifestazione di interesse emanata dalla Regione Puglia. Sorvolando su querele e accuse reciproche tra maggioranza e opposizione, in un clima incandescente che a due anni ormai dal voto non accenna a placarsi, a Nardò è stato invece riservato un impianto per il trattamento della plastica che dovrebbe sorgere a “Pendinello”, località non lontano da Sant’Isidoro. Su questo interviene Marinaci.

«I presunti vantaggi fiscali per chi ospiterà la discarica  – scrive l’esponente di minoranza – non possono essere certamente oggetto di baratto con la salute dei cittadini e lo sviluppo turistico che è ormai un processo ampiamente avviato. C’è inoltre una delibera di Consiglio approvata nel 2006 dall’allora sindaco Antonio Vaglio (oggi consigliere comunale melloniano, ndr) con cui si manifestò non solo il dissenso del Consiglio comunale a qualsiasi soluzione di smaltimento rifiuti presso la discarica di Castellino, ma si deliberò con fermezza, come ricorda il consigliere comunale, “l’indisponibilità della Città di Nardò alla realizzazione di ulteriori impianti per il trattamento e lo smaltimento dei rifiuti”». Da queste premesse l’interrogazione di Marinaci, che chiede a Sindaco e assessori di conoscere: quale processo di lavorazione avverrà nel previsto impianto (sola frantumazione della plastica o seguiranno ulteriori processi?); la valutazione di impatti e inquinamento e gli eventuali studi preliminari redatti prima di accogliere l’impianto. «Come mai – chiede infine Marinaci – avete deciso di puntare su un impianto di compostaggio di grosse dimensioni invece di orientarvi, come ha fatto la precedente Amministrazione, su compostaggio collettivo e compostiere di comunità? E come mai la questione non è stata portata in Consiglio comunale, coinvolgendo così la comunità e la Consulta per l’Ambiente, la cui istituzione serve proprio a garantire la partecipazione dei cittadini all’attività politico-amministrativa e invece non è stata neppure informata?».

Galatone – Residui attivi di dubbia consistenza e aumento dell’evasione fiscale uguale 400mila euro: nel  Consiglio comunale della “resa dei conti”, a un anno dal cambio di amministrazione, maggioranza e opposizione si scontrano – con toni aspri – su bilancio e disavanzi, approvando – con i soli voti dei consiglieri di Filoni – il rendiconto di gestione 2017. Si parla di numeri e neanche piccoli: “Abbiamo effettuato un’operazione di bonifica – ha spiegato nella dettagliata relazione l’assessore al ramo Maurizio Pinca – che ci consentirà di avere un bilancio sano e di non avere appostamenti di crediti non veritieri”: sotto la lente d’ingrandimento dei revisori dei conti ci sono infatti dei residui attivi “di dubbia sussistenza” che hanno, insieme a un alto tasso di evasione fiscale e alla presenza di alcuni debiti fuori bilancio, provocato un disavanzo pari a circa 400mila euro.

L’assessore Pinca: “Tre anni per pagare i debiti” “Abbiamo proceduto all’accertamento ordinario: l’ente pagherà questa somma in tre rate annuali da 133mila euro l’una. Per il 2018 riusciremo a coprirli con una riduzione del fondo rischi-contenzioso – afferma l’assessore – mentre per il 2019 e per il 2020 dovremo ricorrere a una riduzione della spesa corrente. E ciò – sottolinea Pinca – significa un sacrificio per tutti quanti”. Nel report di Pinca anche gli “spazi finanziari che l’ente non può più richiedere”, perché “richiesti già dalla vecchia amministrazione e non utilizzati: fino a dicembre 2019 paghiamo il mutuo per il campo sportivo ma non possiamo spendere quei fondi”, oltre che le modalità di redazione del bilancio “armonizzato”, “partecipato da tutti i dirigenti degli uffici”.

“Si è speso più degli incassi previsti” Gli fa eco il primo cittadino Flavio Filoni: “Con questo rendiconto si chiude definitivamente una stagione amministrativa in cui si è speso di più di quello che si pensava di incassare. Pur senza alcuna colpa affrontiamo questa situazione amministrativamente difficile. La gestione precedente è risultata aberrante”. Filoni ha poi passato in rassegna tutte le voci che gli uffici hanno dovuto ritoccare, oltre che sottolineato che già il riaccertamento tributario (il recupero delle imposte non pagate) sta dando i suoi frutti per la seconda metà del 2017 e per il 2018. “A volte non si può dare risposta alle sollecitazioni che vengono dai consiglieri comunali: abbiamo trovato questo – ha attaccato in conclusione rivolgendosi agli ex amministratori ora tra i banchi dell’opposizione – e siamo costretti ad approvare la vostra eredità politica ed amministrativa”.

Nisi: “Il nostro bilancio non risulta deficitario” La campagna elettorale è finita da un pezzo, basta con i toni da comizio – ha replicato Annamaria Campa per la minoranza – e con gli attacchi anche tramite i social ai consiglieri di opposizione. In un anno di amministrazione si è pensato solo ad attaccare chi c’era prima”. Incalza l’ex sindaco Livio Nisi, che su rendiconto e debiti dell’ente dice: “Il 30 per cento dei Comuni del Sud Italia dichiara una situazione di dissesto o pre-dissesto, e nonostante tutto dalla relazione dei revisori dei conti il bilancio non risulta deficitario. I revisori dicono anche che c’erano alcuni fondi – sottolinea Nisi – che potevano essere utilizzati per ridurre il disavanzo, e riscontrano comunque ancora la mancanza di alcuni elementi”. Una situazione di prassi quella ancora una volta prospettata dall’ex primo cittadino: “Anche il bilancio di quest’anno, che tra l’altro si chiuderà in positivo, ad esempio, sarà analizzato dalla Corte dei conti. Il bilancio armonizzato – conclude – ha sempre creato difficoltà di gestione, da noi sempre dichiarate negli anni precedenti”.

Comizio su di un anno da Sindaco Sui primi 365 giorni di amministrazione il sindaco Filoni tornerà lunedì sera, 25 giugno, sul palco di piazza san Sebastiano con un comizio. Ma su tutto tiene banco adesso in città la questione conti del Comune.

Acquarica del Capo – Il Comune di Acquarica del Capo, con un comunicato dice “No” ai rifiuti del Lazio convocando un Consiglio comunale straordinario per sabato 9 giugno alle ore 18.30, in piazza dell’Amicizia. La Regione Puglia, infatti, con apposita delibera ha accolto formalmente la richiesta della Regione Lazio di trasferimento dei rifiuti indifferenziati da Roma in Puglia presso gli impianti di Foggia, di Cavallino, di Ugento e di Poggiardo. Dalla Regione però, nei giorni scorsi, sono arrivate ulteriori rassicurazioni sul fatto che non sarà interessato l’impianto di Ugento. ”Riteniamo che il territorio e la salute dei cittadini acquaricesi e salentini, non debbano essere ancora una volta svenduti, per questioni di esclusivo interesse politico – spiega nel comunicato, il sindaco Francesco Ferraro”. All’incontro saranno invitati a presenziare il Presidente della Regione Puglia , i consiglieri regionali, il Presidente della Provincia di Lecce, i parlamentari e le associazioni del territorio. “Ci aspettiamo che il Presidente Emiliano e i suoi Assessori vengano in piazza a spiegare ai pugliesi il perché di questa scelta che ancora una volta aggraverebbe ulteriormente il carico degli impianti pugliesi e in particolare quelli salentini – sottolinea il sindaco – compromettendo ancora una volta il nostro territorio”.

Gallipoli – Ci sono novità per quanto riguarda, burocraticamente parlando, le norme che regolano l’uso di suolo pubblico concesso dal Comune agli operatori che ne facciano richiesta, in particolar modo per il centro storico. Le modifiche al regolamento comunale licenziato dal Consiglio comunale in carica l’11 febbraio 2013, sono state alquanto faticose, tra richiesta di pareri alla Soprintendenza per i beni architettonici e paesaggistici e passaggi per la presa d’atto in Consiglio comunale (tre: il 29 novembre 2017, il 9 marzo e il 22 maggio scorsi). Con contorno naturalmente di polemiche, considerati gli interessi in ballo in una delle zone della città che d’estate sforna profitti a palate.

Sulla prima richiesta di modifica inoltrata il 25 gennaio, la soprintendente, architetto Maria Piccarreta, ha risposto negativamente. Dal Comune si proponeva di poter autorizzare l’installazione di gazebo “al fine di assicurare la sicurezza e l’incolumità pubblica che potrebbe essere compromessa dall’alta esposizione ai venti”. La soprintendente rimarca che tali strutture non sono paesisticamente inseribili in maniera indolore circa la fruizione di delle quinte urbane e della vista panoramica. L’emendamento era stato a suo tempo presentato dai consiglieri Abate, Portolano, Titti Cataldi e Piteo. Per i segnalati possibili problemi, si suggeriscono quinte mobili in materiale trasparente.

L’altra regola che si sarebbe voluto rivedere riguardava il passaggio pedonale da lasciare libero tra le mura e le are adibite a tavolini e sedie per il ristoro. Il metro e 20 da lasciare libero lato mare veniva mantenuto ma non quello della stessa ampiezza misurato dal bordo del marciapiede (da cancellare). Qui la Soprintendenza ha concesso una autorizzazione provvisoria “limitatamente alla prossima stagione al fine di valutare sotto il profilo paesaggistico gli impatti derivanti dalle occupazioni di suolo pubblico singolarmente e con effetto cumulativo”.

Pure la terza modifica – riguardante i coni visuali da lasciare liberi per poter ammirare le bellezze storico-architettoniche e monumentali – è stata assentita ma con la prescrizione di utilizzare nei paraggi solo tavoli e sedie su pedane e con ombrelloni. I luoghi interessati da quest’ultima norma con relative restrizioni su cui si raccomanda di vigilare, sono le chiese Purità, San Francesco, Madonna degli angeli, del Rosari, San Domenico e chiostro omonimo, S. Francesco di Paola e le piazze Moro, Carducci, Tellini, Monumento dei Caduti e Malta nel borgo.

“Tre volte in Consiglio per tre pareri della Soprintendenza (portati in aula solo due però) di cui uno negativo e due da verificare costantemente circa l’occupazione di suolo pubblico per il ristoro all’aperto: un continuo affanno che dimostra l’incapacità di questa Amministrazione a programmare: sarà un’altra estate tragica, temiamo”, hanno commentato i consiglieri di “Gallipoli Futura”, Giuseppe Cataldi e Flavio Fasano in una conferenza stampa.

Parabita – L’operazione era stata chiamata dai carabinieri “Coltura”, due anni fa, con 22 persone coinvolte compreso il vicesindaco Giuseppe Provenzano. Oggi, nel giorno clou della festa della Madonna della Coltura, piove di nuovo sul bagnato. Il ricorso dell’Avvocatura dello stato contro il Tribunale amministrativo del Lazio – che ha reintegrato Sindaco, Giunta e Consiglio comunale rimuovendo l’accusa di infiltrazioni mafiose – c’è. La notizia è trapelata ieri nella tarda mattinata, quando a Lecce si discuteva, proprio a seguito dell’azzeramento del Consiglio comunale, l’eventuale incandidabilità per 5 anni di Alfredo Cacciapaglia, del suo ormai ex vicesindaco Provenzano e dell’assessore Biagio Coi.

Il giallo dei termini scaduti, anzi no Per il legale degli amministratori non c’era più nulla da discutere, una volta rimesso al suo posto il Consiglio incriminato di “non belligeranza” con la criminalità, essendo scaduti – almeno così riteneva l’avv. Pietro Quinto – i termini per il ricorso dell’Avvocatura dello Stato di Roma. Invece, evidentemente, le cose non stanno così e la vicenda drammatica non può dunque dirsi conclusa. Bisognerà attendere ancora un secondo grado di giudizio sulla intrigata vicenda, in cui gli investigatori dei vari livelli si erano detti soprattutto preoccupati dal “consenso sociale” che il gruppo criminale locale era in grado di suscitare rispondendo piuttosto prontamente ad esigenze di case, lavoro, favori spiccioli e piccoli problemi quotidiani.

Il Sindaco si dice tranquillo “Sono tranquillo”, ripete ai giornalisti Cacciapaglia, il quale dal momento del proscioglimento da parte del Tar Lazio del 28 febbraio scorso, aveva inanellato una serie di mosse tutte al grido di “la mafia non esiste” e “inizia la rivincita”. “Non cambia nulla – ribadisce in queste ore pervase dai grandi festeggiamenti per la patrona – sono sereno”. E intanto spera che davvero i termini entro cui fare ricorso contro il suo ritorno al Comune siano davvero scaduti e il suo esperto legale trovi l’appiglio giusto per dimostrarlo. “Aspetterò gli eventi con tranquillità”, insiste, lui che caratterialmente è portato a reazioni immediate e piuttosto animate. Chissà quanto gli sarà costato il silenzio tra lo scioglimento del Consiglio scattato il 17 febbraio 2017 e il giudizio positivo dei giudici amministrativi del marzo scorso

Le mosse di rivincita dopo il reinsediamento Lo dimostrano le iniziative prese da metà aprile ad oggi, tra comizi di strabordante sollievo ed annunci di abbandono non immediato ma dato per certo (foto); seguiti da altri annunci di segno del tutto opposto, non appena filtrata la buona nuova dell’Avvocatura dello Stato silente davanti al colpo di spugna del Tar. Fino all’idea di chiedere i danni per quel marchio infamante apposto “alla città e all’Amministrazione comunale” all’indirizzo del Ministero dell’Interno, dopo aver assegnato uno zero in pagella ai tre commissari che hanno retto il Comune per un anno circa. “Rimarrò fino al 2020, data di scadenza naturale del mio secondo mandato”, ha concluso nei giorni scorsi in conferenza stampa appositamente convocata. Poco dopo le dimissioni pilotate dell’assessore Sonia Cataldo, che rientrata in Giunta con decreto del Sindaco, ha lasciato il posto in Consiglio al primo dei non eletti. Mossa che per alcuni ha avuto il sapore – a conferma dei precedenti – di uno che sta prefigurando anche il dopo-Cacciapaglia.

“Ora Parabita ha due Sindaci” ha titolato ieri piazzasalento, con riferimento all’elezione di Lorenzo da parte dei suoi piccoli compagni di scuola, dopo che anche l’altro, quello dei grandi, era ritornato da poco nella sua carica, ben carico. Al momento e improvvisamente però, Lorenzo è l’unico che può stare davvero tranquillo con addosso la fascia tricolore.

Melissano – Consiglio comunale all’aperto sul tema della legalità e della trasparenza il prossimo 18 maggio in occasione dell’evento  “Sulle note della legalità”. «Si tratta di un progetto di sensibilizzazione che, oltre all’amministrazione comunale (foto Alberto Caputo), ha visto agire in concerto con essa l’Istituto Comprensivo con la dirigente Filomena Giannelli», ha spiegato la consigliera delegata alla Pubblica istruzione, Valeria Marra. La manifestazione, organizzata in collaborazione con la Polizia di Stato, con Libera “Associazioni, nomi e numeri contro le mafie” e con la Consulta Giovanile, si terrà venerdì in piazza Garibaldi, col seguente programma: alle 18 è fissato l’inizio del Consiglio comunale all’aperto, seguito alle 19 dal concerto musicale della Fanfara della Polizia di Stato, composta da circa 50 musicisti diretti dal Maestro Secondino De Palma. «Il senso del Consiglio comunale in piazza è ravvisabile nell’esigenza di avvicinare la popolazione alle amministrazioni, di ogni livello, sui temi determinanti della legalità e della giustizia – chiarisce il sindaco, Alessandro Conte – Contribuire al processo formativo dei ragazzi oggi, vuol dire che un domani tra le strade della nostra comunità potranno circolare un maggior senso civico, un rispetto per le norme e una diffidenza per ogni scorciatoia in generale».

Parabita – Nessun ricorso al Consiglio di Stato da parte dell’Avvocatura dello Stato e per Parabita la questione dello scioglimento del Comune per presunte infiltrazioni malavitose può considerarsi ormai una pagina archiviata. «Non essendo stato proposto il ricorso d’appello dell’Avvocatura generale, deve ritenersi definitiva la sentenza del Tar Lazio che ha annullato il decreto di scioglimento del Consiglio comunale di Parabita per presunte infiltrazioni mafiose, reintegrando la piena legittimità e funzionalità dell’Amministrazione Cacciapaglia», rileva l’avvocato Pietro Quinto, insieme all’avvocato Luciano Ancora difensore degli amministratori comunali di Parabita.

Le motivazioni «Non mi sorprende la mancata proposizione dell’appello – dichiara l’avvocato Quinto – atteso che la sentenza del Tar Lazio è ampiamente motivata ed i principi di diritto in essa affermati costituiscono un precedente giurisprudenziale di fondamentale importanza per orientare le scelte, nella specifica materia, del Ministero dell’Interno e della Presidenza del Consiglio dei Ministri. Una volta documentato il passaggio in giudicato della sentenza del Tar vi saranno conseguenze dirette per tutti i Comuni del nostro territorio e dell’intera Regione. Assumono una valenza giuridica di particolare pregnanza i criteri che devono essere rispettati dall’autorità statale per decretare lo scioglimento di un Consiglio comunale: non è sufficiente un contesto ambientale e territoriale che registri la presenza di organizzazioni malavitose e neppure che all’interno dell’Ente locale vi sia qualche amministratore o dipendente che possa essere collegato ad ambienti malavitosi. Neppure è determinante l’accertamento di atti illegittimi, fisiologici nella vita di qualsivoglia amministrazione. Occorre la dimostrazione che gli amministratori (al plurale) dell’Ente siano in qualche modo assoggettati al condizionamento esterno dell’organizzazione malavitosa».

Torna il Consiglio comunale Venerdì 18 maggio, alle 12.30, è stato convocato intanto convocato un Consiglio comunale straordinario (il primo dal reinsediamento della Giunta Cacciapaglia): è prevista la surroga dell’assessore Sonia Cataldo appena dimessa da consigliere ma riconfermata in Giunta con le stesse deleghe precedenti (e la carica di vicesindaco): in maggioranza  approda in tal modo Gerardo Carrisi.

Casarano – Consiglio comunale con polemica già preannunciata quello di giovedì 17 maggio a Casarano. Oltre ai quattro punti all’ordine del giorno, l’attenzione generale sarà incentrata sulla diretta streaming dei lavori in aula, da sempre “cavallo di battaglia” del Movimento 5 stelle. La polemica è sulla presunta “autorizzazione unica” con la quale in presidente Vizzino avrebbe dato il via libera alle dirette. «Prima ci autorizza a riprendere tutti i Consigli poi revoca il permesso…intanto la diretta “comunale” continua a fare cilecca», scrivono sui social i pentastellati riferendosi ad una missiva indirizzata da Vizzino al consigliere pentastellato Enrico Giuranno con la quale si chiede una richiesta per ogni singolo Consiglio comunale. Pronta la risposta del Presidente nel richiamare l’apposito regolamento comunale che prevede una richiesta da far pervenire nei tre giorni antecedenti la seduta. «Il 15 febbraio – afferma Vizzino – ho autorizzato in aula la richiesta tardiva del consigliere Giuranno, mosso dall’unico sentimento di garantire il diritto di chiunque chieda di interessarsi ai lavori del Consiglio. Ma in tale richiesta si chiedeva l’autorizzazione anche “per i prossimi Consigli”, contravvenendo palesemente al regolamento che non prevede alcuna “unica approvazione”», afferma Vizzino confermando  la disponibilità ad autorizzare, “come fatto sino ad oggi”, qualsiasi richiesta a condizione che essa avvenga nel rispetto delle norme, fermo restando che il Comune già attraverso la pagina facebook istituzionale “si impegna a fornire la diretta in maniera efficace”.

L’ordine del giorno Streaming o meno, l’ordine del giorno del prossimo Consiglio comunale prevede, dopo l’approvazione dei verbali delle precedenti sedute del 27 marzo e del 4 aprile, la proroga della convenzione dell’accordo consortile intercomunale per la Centrale unica di committenza tra i Comuni di Casarano, Gallipoli, Galatone e Ruffano, l’approvazione del regolamento per l’aleinzazione dei beni immobili comunali ed il patto dei Comuni per la Parità e contro la violenza di genere.

Stefano Minerva

Gallipoli – Sta diventando tutto in salita il rimpasto degli assessorati da parte del Sindaco Stefano Minerva tanto che i bene informati ed amici scommettono che potrebbe non farcela neanche questa volta per via di problemi politici e non. Reintegrare la quota femminile – dato per scontato l’avvicendamento dell’assessore Anna Sergi – si sta rivelando più difficile del previsto. Se per la lista “Crescere insieme” di Salvatore Guglielmetti, di cui fa parte la Sergi, i conti potrebbero in qualche misura tornare con l’ingresso in Giunta del “vicino” Tony Piteo, ex Pd ora gruppo misto, non si riesce a risolvere la partecipazione femminile nell’Esecutivo in nome della parità di genere. Il pensiero da molti fatto circa la nomina di Titti Cataldi, consigliere comunale di “La Puglia in più”, lo stesso gruppo dell’uscente Dario Vincenti, non appare percorribile per il secco rifiuto  dell’interessata. “Le quote rosa? Non sono un nostro problema”, avrebbe confidato a persone vicine, lasciando intendere che al posto di Vincenti potrebbe finire un altro della sua lista, ma non una donna. Ma intanto torna a circolare il nome di Paolo Barba, secondo dei non eletti della “Puglia in più” (primo è Vincenti appunto).

Senza la disponibilità della Cataldi, che è anche consigliere provinciale, Minerva deve fare uno sforzo supplementare, probabilmente non previsto, per formare una squadra con una marcia in più, come auspicato e consigliato da chi gli sta più vicino. Magari facendo arrivare la prescelta anche da fuori rispetto alla schiera dei consiglieri e dei candidati alle ultime Comunali. Ieri sera la maggioranza si è riunita ma non si sarebbe parlato anche di questo, a margine del tema centrale: il Consiglio comunale del 22 con all’ordine del giorno il consuntivo 2017, il regolamento sulla privacy e la presa d’atto del parere (favorevole) della Soprintendenza circa i “coni visuali ” introdotti nel regolamento per il commercio ed altre attività su suolo pubblico. “Potrebbe slittare tutto a dopo l’estate”, c’è chi sussurra. Intanto si guardano con attenzione partecipazioni e assenze dalla vita di Palazzo di città e dalle riunioni degli organismi di governo della città per cogliere eventuali segnali sull’argomento del giorno. Che non può rimanere, come è noto, per molto tempo sul tavolo.

Gallipoli – Area pedonale in arrivo con conseguente restrizione della circolazione veicolare dal 22 aprile prossimo, penultima domenica del mese. Lo ha stabilito una deliberazione della Giunta comunale presieduta dal Sindaco Stefano Minerva. La zona a traffico limitato durerà fino al 30 settembre e varrà dalle ore 9 fino alle ore 2 del giorno successivo. Occhio quindi al varco elettronico che selezionerà gli automezzi autorizzati (ben  3.935) e quelli abusivi e da multare. nella decisione della Giunta si fa riferimento alla recente relazione della commissione consiliare d’indagine sul traffico nella città vecchia presieduta da Vincenzo e presentata al Consiglio comunale un mese fa circa. La Giunta, in attesa di “rivisitare” la delibera del Consiglio comunale sull’argomento, datata 26 febbraio 2009 e le successive modifiche e integrazioni, ha al momento “confermato” tutti i pass rilasciati e che, proprio in virtù dell’analisi fatta dalla commissione consiliare, prevede una riduzione del numero dei veicoli autorizzati ad entrare nel centro storico, tra i quali oggi residenti, portatori di handicap, proprietari di immobili ma non residenti, medici, automezzi di pubblica utilità, assistenza, artigiani e commercianti con sede nella zona Ztl. Eventuali nuove richieste potranno essere presentate scaricando dal sito del Comune l’apposito modulo da presentare agli uffici il lunedì. mercoledì e venerdì dalle ore 10 alle 13 e il giovedì dalle 15,30 alle 17,30.

Nella relazione finale della commissione consiliare, si propongono novità circa le attività di carico/scarico di merci, l’abolizione dei parcheggi nella zona portuale come sono adesso ed installando dei parcometri, l’eliminazione dei pass ai proprietari non residenti. Il Consiglio comunale nella riunione del 9 marzo ne ha preso atto ma non ci ha ancora messo mano ufficialmente.

 

Il sindaco Alfredo Cacciapaglia

Parabita – Forse getterà davvero la spugna di qui a poco e comunque prima della fine regolare fissata nel 2020, segnato da una vicenda “che ha dell’inverosimile” e da un clima pesante fatto di lettere anonime e di “raccomandazioni” fintamente benevole. Intanto, però, di sicuro c’è che in Comune – dov’è stato reintegrato insieme al Consiglio comunale per infiltrazioni criminali smontate dal Tribunale amministrativo del Lazio – Alfredo Cacciapaglia fa il Sindaco a tempo pieno, tra delibere dei tre commissari revocate (tra cui quella che regolamentava gli incarichi legali), spostamenti di personale, provvedimenti operativi (come quello riguardante i parcheggi per i dipendenti comunali, il front office del parco), in un clima che i più definiscono piuttosto teso e su cui potrebbe incidere – nel bene e nel male – anche la decisione del Ministero dell’Interno, d’intesa con la Prefettura di Lecce, di ricorrere al Consiglio di Stato contro la cancellazione del “tutti a casa” operato dal Tar laziale.

“Abbiamo tolto dal paese il marchio della mafiosità” “Sui tempi e sui modi stiamo discutendo fra noi, ma non saremo ancora qui per molto”: alla fine di un comizio durato quasi due ore in una piazza Umberto I gremita lungo i bordi, Cacciapaglia ha annunciato le dimissioni ed ha investito formalmente gli uomini e le donne della sua Giunta ad andare avanti, a “recuperare i rapporti tra du voi innanzitutto” e ad essere sicuri che “la gente vi premierà perché avete tolto dal paese, col ricorso fatto, il marchio della mafiosità”. Li ha chiamati spesso per nome – Biagio, Tiziano, Sonia… – gli amministratori che non lo hanno lasciato solo e che anzi hanno partecipato convinti alla battaglia giudiziaria contro un “provvedimento che la città non meritava”. Con un avvertimento l’ha voluto lanciare, pubblicamente, ai suoi amici e alleati, che continueranno a lavorare “con uguaglianza ed onestà come fatto finora”. Anzi ha affidato loro un “metodo infallibile” per poter vincere ancora alle elezioni: stare dall’altra parte da quella in cui sta Alberto Cacciatore. E’ l’unico politico citato per nome e cognome dal Sindaco: “Uno che vuole insegnare trasparenza e correttezza a noi! Uno che ho cacciato a calci nel sedere e che ogni giorno scrive e dà lezioni”, dice Cacciapaglia di colui che dal 2010 al 2012 è stato suo vicesindaco in quota Udc e che fa apparire quasi come il registra di battaglie e attacchi che hanno rovinato politicamente i suoi stessi alleati e lacerato il paese che ora va pacificato.

Zero in pagella ai commissari nominati da Roma Ad Andrea Contadori, Gerardo Quaranta e aSebastiano Giangrande, funzionari prefettizi nominati dal governo devono essere fischiate le orecchie non poco ieri sera, a sentire l’elenco delle presunte mancanze addebitate loro dall’Amministrazione tornata in carica: il parco nell’abbandono, erbacce e buche per le strade, un asilo ultimato e rimasto chiuso (per problemi di allacci fognari ed elettrici, ndr), una Provinciale cosiddetta killer – la 361 –  senza ancora soluzioni. “Perché nessuno ha più protestato? Questa per me è omertà”, ha rimarcato Cacciapaglia. Nessun riconoscimento di merito ai commissari straordinari che pure avevano cercato di rimpolpare gli organici a livelli apicali (Ufficio tecnico, Affari generali, e Legale-Finanziario) senza ricevere soddisfazione dalla Prefettura. Frecciatine sono state lanciate anche a coloro che nelle Istituzioni “dovrebbero difenderci e non lo hanno fatto” e ringraziamenti alle forze dell’ordine “che comunque vanno sempre ringraziate”. Lui esce di scena, ha detto, non si ricandiderà, con un appello ai suoi: “Avete un patrimonio per aver salvato l’onore della città: non lasciatelo ad altri”.

 

 

 

 

Nardò – Paolo Maccagnano (foto a destra) non può fare il consigliere comunale? Nei giorni scorsi a lanciare l’accusa nei confronti dell’esponente di maggioranza è stato il sito internet Liberanotizia.it, che ha pubblicato un verbale Asl del settembre 2017 dal quale si evincerebbe che Maccagnano, funzionario appartenente al Servizio igiene assistenza veterinaria, ha partecipato a un sopralluogo-controllo presso l’area mercatale di Nardò, città nella quale ricopre appunto la carica di consigliere comunale. L’accusa rivoltagli è che vestirebbe gli “incompatibili” panni di controllore e controllato. Due giorni fa i consiglieri di opposizione Daniele Piccione, Lorenzo Siciliano, Carlo Falangone e Giancarlo Marinaci, con una mozione urgente hanno chiesto al presidente del Consiglio comunale e al segretario generale di verificare la posizione di Maccagnano rispetto alla normativa vigente del Testo unico degli Enti Locali.

Maccagnano, eletto nel 2016 nella lista “Nardò Liberal” per Marcello Risi sindaco, oggi siede tra i banchi della maggioranza melloniana come esponente di “Fronte Democratico”, corrente del governatore pugliese Michele Emiliano. A Palazzo Personè il “Fronte” è rappresentato da lui e da Alessandro Presta, ex fittiano neoarrivato in maggioranza. Quali conseguenze in caso di decadenza? La prima: salvo ulteriori movimenti Michele Emiliano a Nardò perderebbe il gruppo consiliare, visto che nel “Fronte Democratico” resterebbe il solo Presta. La seconda: in Consiglio subentrerebbe l’avvocato Francesco Polo (a sinistra) , primo dei non eletti in “Nardò Liberal” alle comunali di due anni fa (per lui si trattò di seggio sfiorato: appena una quindicina i voti in meno di Maccagnano, unico eletto di quella lista).

Dalla maggioranza al momento non ci sono reazioni. Ma più d’uno si dimostra tranquillo: “Sono tentativi ricorrenti e piuttosto noiosi – si liquida la questione – se di incompatibilità si può parlare essa riguarderebbe solo figure apicali in altri Enti e niente più. Non si spiegherebbero tanti primi cittadini e assessori in questa provincia, tutti dipendenti da Asl per esempio, e tutti regolarmente ai loro posti. Lo dice proprio la “267” del 2000  appunto (il Testo unico, ndr)”.

Gallipoli – Torna a riunirsi, dopo la seduta di fine marzo, il Consiglio comunale di Gallipoli. Il suo presi dente, Rosario Solidoro (foto a sinistra, il suo vice è ora Vincenzo Piro, dopo le dimissioni di Sandro Quintana) ha reso noto che la riunione si terrà il 19 aprile prossimo alle 8,30 in prima convocazione per deliberare su sette argomenti. Tra i quali spiccano il bilancio di previsione del triennio 2018-20, il Documento unico di programmazione (Dup) collegato al bilancio ed il ripiano dei debiti fuori bilancio. Si prenderanno decisioni inoltre sui costi di urbanizzazione delle aree a parcheggio e sul piano per le valorizzazioni ed alienazioni immobiliari.

Ma a garantire il pepe alla seduta consiliare sarà molto probabilmente l’interrogazione n. 43 del 30 marzo scorso con cui il Sindaco Stefano Minerva ha intimato l’apertura al pubblico delle aree dopo la Baia verde utilizzate a parcheggi durante la stagione estiva, in parte private. L’ordinanza, i cui effetti si sono concretizzati solo il 2 aprile, giorno di Pasquetta, era stata subito messa nel mirino dai consiglieri di “Gallipoli futura”, Flavio Fasano (foto a destra) e Giuseppe Cataldi, i quali vi avevano rilevato alcune imprecisioni di carattere normativo e delle lacune sostanziali: era stato preventivamente informato il prefetto,? A chi era indirizzata l’ordinanza? Perchè quel ritardo nella sua esecuzione? Per i due consiglieri di opposizione l’atto era dia ritenersi nullo “perché privo dei requisiti essenziali che un provvedimento eccezionale, com’è una ordinanza,deve avere, comporta l’obbligo risarcitorio (verso i proprietari di quell’area, ndr) oltre a risvolti di natura penale”. Poche ore dopo l’interrogazione con risposta scritta, era infatti arrivata la denuncia querela della società “Meridiam” di Casarano e del’amministratore Angelo Marrella, casarense anche lui.  I denuncianti non contestano le motivazioni (gran traffico, esigenze di prevenire pericoli per l’incolumità pubblica), quanto le modalità ed i presunti danni operati da persone che avrebbero divelto sei cancelli e messo fuori uso gli impianti di videosorveglianza.

Il Comune di Taviano

Taviano – Bilancio di previsione, costo tariffe Tari (rifiuti), Irpef, Tasi (servizi indivisibili) e Imu; interrogazioni dei consiglieri di opposizione; realizzazione di un nuovo centro di raccolta per rifiuti urbani nell’abitato di Mancaversa: sono il piatto forte del prossimo Consiglio comunale in programma venerdì 30 marzo con inizio alle 9.30. Si parte proprio dall’approvazione del quadro finanziario delle varie tariffe, Tari, Imu, Tasi e addizionale comunale Irpef che, anche quest’anno, resteranno invariate. Si passerà, poi, a discutere del bilancio di previsione che presenterebbe, secondo il parere dei consiglieri di maggioranza, tante risorse per i cittadini. “Pur consapevoli che le risorse da presentare nel Bilancio sono sempre poche rispetto alle intenzioni – afferma il primo cittadino, Giuseppe Tanisi – abbiamo cercato di intervenire al meglio per creare sempre maggiori opportunità per i giovani, sostenere politiche e servizi sociali, migliorare l’ambiente e la sicurezza, senza tralasciare le attività produttive, commerciali, l’artigianato e l’agricoltura e dei Lavori pubblici”.

Veniamo al capitolo interrogazioni. Sul Piano particolareggiato Comparto Gemma i consiglieri di “Taviano Libera” (Portaccio, Manni e Sabato) e di “Lega per Salvini” (Rainò) chiedono di conoscere il nome della persona i cui interessi  sarebbero coinvolti nel Comparto, così come sottolineato dall’assessore Francesco Lezzi, nel Consiglio del 29 novembre scorso. Ancora: i consiglieri di “Taviano Libera” chiedono di sapere come mai l’affidamento di servizi di ingegneria e architettura sia stato effettuato con affidamento diretto invece di procedere con una gara di evidenza pubblica. Infine due interrogazioni del M5S in merito agli incendi sul territorio comunale (dotarsi di strutture per l’intervento) e sul Parco Jonico di Mancaversa dove occorrerebbe trapiantare essenze arboree meno invasive dopo il taglio di 23 abeti.

Nardò – Dopo annunci, mezze voci, appuntamenti rimandati e passi indietro, a Nardò nasce il gruppo consiliare della Lega di Matteo Salvini. A costituirlo i consiglieri comunali Cesare Dell’Angelo Custode, Antonio Vaglio e Giuseppe Alemanno. «Dopo lo straordinario risultato elettorale (9%) – scrivono i tre, riferendosi alle ultime elezioni politiche – e un percorso politico iniziato da diversi mesi, i sottoscritti consiglieri comunali hanno formalizzato la costituzione del gruppo “Lega-Salvini Premier” al Consiglio comunale di Nardò. Allo stesso tempo, in sintonia con i riferimenti territoriali, il senatore Roberto Marti e il consigliere regionale Andrea Caroppo, la Lega ha costituito il primo direttivo cittadino».
Non è stato un parto facile. A dicembre 2017 Roberto Marti, all’epoca deputato appena passato da Fitto alla Lega, comunicò la nascita di un gruppo consiliare leghista a Palazzo Personè ma alla fine non se ne fece più niente. Due mesi dopo il Sindaco Giuseppe Mellone, che proprio nei confronti della Lega e dei suoi leader aveva avuto parole di fioco per certi atteggiamenti “razzisti”, annunciò urbi et orbi la candidatura con la Lega di un suo assessore, l’avvocatessa Maria Grazia Sodero, alle politiche di marzo. Ma, per ironia della sorte, anche questa candidatura è saltata all’ultimo momento, nonostante i grandi manifesti elettorali già affissi in città. Il terzo tentativo, quello di oggi, sembra quello andato a segno.

Continua in città il festival del Cambio di casacca. Qual è il curriculum politico dei tre neoleghisti neretini? Cesare Dell’Angelo Custode è stato eletto alle amministrative 2016 (491 voti) nella civica “Obiettivo Comune” a sostegno del candidato sindaco di centrosinistra, sconfitto, Marcello Risi. Da subito si era avvicinato alla maggioranza del Sindaco Mellone, per poi formare insieme al consigliere Paolo Maccagnano (anch’egli eletto con Risi e poi passato con la maggioranza) il gruppo consiliare “Fronte Democratico” ispirato al governatore pugliese Michele Emiliano. Ma Dell’Angelo Custode non è l’unico leghista con trascorsi nel centrosinistra cittadino. Con lui c’è infatti Antonio Vaglio, attuale vicepresidente del Consiglio comunale e per tre volte Sindaco prima sostenuto dal centrodestra e poi dal censtrosinistra. Alle amministrative 2016 Vaglio si è ricandidato a sindaco, stavolta sostenuto da civiche, “Fratelli d’Italia” e “Conservatori e Riformisti” di Raffaele Fitto. Non avendo raggiunto il ballottaggio,  da consigliere si era avvicinato al neosindaco. Terzo leghista in Consiglio è adesso Giuseppe Alemanno, eletto nella lista “Forza Nardò”, cioè Forza Italia travestita da civica. Nell’agosto 2017 Alemanno non aveva gradito il rimpasto di Giunta sbilanciato – a suo dire – verso il governatore Michele Emiliano e si era dichiarato indipendente pur restando in maggioranza. Da tempo vicino al consigliere regionale Andrea Caroppo (alle ultime politiche candidato alla Camera nel collegio neretino e sconfitto dai Cinque Stelle), Alemanno lo ha seguito anche in questo nuovo approdo politico, rimanendo sempre nell’alveo del centrodestra.

Nel Direttivo arrivi eccellenti, noti e meno noti Il direttivo leghista neretino è invece composto da Stefania Albano, Francesco Plantera, Alessandro De Giorgi, Antonio Filograna, Luigi Carmine Prete, Piergiorgio Plantera, Alessandra My, Salvatore Presicce, Marco Spenga. Va detto che Stefania Albano ricopre attualmente la carica di assessore comunale alle Pari Opportunità ed è molto vicina ad Antonio Vaglio. Francesco Plantera, candidato alle comunali 2016 in “Forza Nardò” a sostegno di Mellone, ha ricoperto l’incarico di assessore comunale alla Cultura fino all’agosto 2017, poi “defenestrato” a seguito di un rimpasto della Giunta. Plantera porta nel direttivo cittadino leghista anche il fratello Piergiorgio e Alessandro De Giorgi, quest’ultimo candidato in “Forza Nardò”, non eletto, alle Comunali 2016. Prete, My, Presicce e Filograna nel 2016 erano invece tutti candidati, non eletti, nella civica “Obiettivo Comune” per Marcello Risi Sindaco. Filograna,  nell’ultima parte della sindacatura Risi, ha anche fatto parte della giunta comunale, ricoprendo l’incarico di assessore ai Lavori pubblici. Ora si ritrovano tutti nel partito “anti-migranti”. Anche se adesso a migrare sono soprattutto i consiglieri comunali. (da sinistra, Dell’angelo custode, Alemanno, Vaglio)

Casarano – È scontro aperto sulla comunità riabilitativo-assistenziale psichiatrica per pazienti autori di reato ad elevata complessità (Crap dedicata) che dovrebbe sorgere in via Agnesi a cura di un imprenditore privato. Dopo l’approvazione da parte del consiglio comunale della modifica al regolamento di igiene e sanità che impedisce l’istituzione di tali strutture entro i 500 metri da scuole ed altre aree sensibili, infuria la polemica. L’Amministrazione ha inteso in tal modo rispondere alle richieste di tutela e maggiore sicurezza da parte del comitato dei cittadini residenti in via Agnesi.

Già nel corso dei lavori del Consiglio comunale ultimo si erano registrate scintille sul delicato argomento. «La proposta di deliberato – ha dichiarato in Consiglio comunale Attilio De Marco (Pd), che ha abbandonato l’aula al momento del voto per incompatibilità – è illegittima e non mancheranno le sedi in cui ciò verrà accertato. Le aree sensibili sono state individuate sulla base della legge regionale 43 del 2013, che però si occupa di case da gioco d’azzardo e non di strutture socio sanitarie». Inoltre il circolo locale di Articolo 1 ha accusato l’Amministrazione comunale di voler “ghettizzare” i destinatari finali del servizio. Perplessità e dubbi che sono venuti anche da altre parti, tanto da portare Palazzo dei domenicani a fare due lunghi e articolati comunicati nel giro di 24 ore per chiarire la vicenda.

«Nessuna ghettizzazione – ha precisato il Sindaco Gianni Stefàno – riteniamo, piuttosto, di avere adottato un provvedimento che persegue finalità di carattere generale e di utilità pubblica. Noi vogliamo che queste specifiche persone possano stare in delle strutture adeguate che consentano loro il giusto percorso di recupero e reinserimento sociale, con l’adeguata attenzione a tutela della loro salute e della salute di tutti cittadini, delle famiglie, dei bambini e degli anziani».

«Vorremmo far presente – aggiungono dal comitato dei residenti di via Agnesi – che l’attuale comunità opera nella sede di via Agnesi da 12 anni e che abbiamo convissuto e fraternizzato con gli ospiti della struttura, che sono diversi da quelli previsti per la Crap dedicata. La libertà di impresa è sacrosanta, ma non deve collidere con la sicurezza e la tranquillità. Riteniamo che il provvedimento dell’Amministrazione, che peraltro non siamo stati noi a suggerire, vada in questa direzione».

 

TAVIANO  – Torna a riunirsi il Consiglio comunale di Taviano. Martedì 7 novembre l’appuntamento è alle ore 18 per discutere 12 punti all’ordine del giorno. Si inizia con l’adozione del Piano particolareggiato “Gemma” nei pressi del Campo sportivo comunale. Si tratta di un complesso urbanistico di quasi sei ettari che, con la completa copertura della cubatura  disponibile, potrà accogliere ben 566 residenti.«Stiamo avviando le procedure di questo Piano – dichiara l’assessore ai Lavori pubblici, Francesco Pellegrino – che reputiamo importante per le possibilità di costruire. È da tempo che gli amministratori, anche negli anni scorsi,  ne volevano la sua adozione. Per questo intendiamo dare alla nostra città uno sbocco urbanistico di grande rilievo». Il Consiglio comunale dovrà anche risolvere un vecchio contenzioso con la Gial Plast, l’azienda dei rifiuti urbani, per alcuni pagamenti non effettuati. «Abbiamo finalmente raggiunto un’intesa con l’azienda e – dichiara il sindaco, Giuseppe Tanisi – siamo d’accordo per una soluzione conciliativa che appianerebbe il contenzioso». In Consiglio si discuterà anche dell’Albo delle associazioni, che si arricchisce di nuovi sodalizi, e del Programma comunale degli interventi per il diritto allo studio per il prossimo anno, oltre alla revisione delle società partecipate ed all’approvazione dello schema costitutivo del Distretto urbano del Commercio.

Nardò – Nomina del presidente della Commissione di controllo e garanzia (la settima, ruolo che spetta alla minoranza); regolamento per l’adozione  a distanza di cani randagi ricoverati in strutture convenzionate; determinazioni sulla farmacia comunale (in vendita, a quanto è dato sapere), società partecipata dal Comune; accordo e statuto del distretto urbano del commercio; infine l’immancabile riconoscimento di debiti fuori bilancio e di pagamenti per sinistri stradali col Comune condannato da sentenze: questi i principali argomenti che saranno presentati e discussi nel prossimo Consiglio comunale fissato dal presidente Andrea Giuranna per domani, 27 ottobre, alle ore 9 (seconda convocazione il 28 alle ore 10).

GALATONE. Sta entrando nel vivo l’attività dell’amministrazione Filoni, solo un mese fa chiamata dai cittadini a guidare Galatone. Con il primo Consiglio comunale, tenutosi nel chiostro di palazzo dei Domenicani, sono stati eletti la presidente del consiglio e il vice, due giovanissimi arrivati per la prima volta tra i banchi del Municipio: a coordinare le sedute sarà Chiara Vainiglia, eletta nelle file della lista “Insieme per Galatone”, mentre Iacopo Inguscio (Pd) farà le sue veci in caso di assenza. L’esecutivo è invece al lavoro da qualche giorno in più: dalla Giunta Filoni – oltre ai patrocini per le iniziative in piazza – ecco spuntare la prosecuzione dell’esperienza dell’ecocentro comunale (sempre in “via sperimentale”) fino al 31 dicembre. Ci sono anche le convenzioni pattuite con il comune di Parabita per la condivisione di risorse umane, e l’iter avviato per la creazione di un info-point turistico, in rete con altri comuni e con la Regione.
Tiene ancora banco – infine – la questione Reggia e parcheggi. Sulla vicenda sono intervenuti anche i consiglieri d’opposizione, incluso l’ex sindaco Livio Nisi: “Inivitiamo le autorità preposte – scrivono nella segnalazione fatta pervenire in Comune – a vigilare sulla zona in osservanza delle ordinanze”.

Voce al Direttore

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