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Gallipoli. Ecco il programma dei riti della Settimana santa. Si inizia il Giovedì santo con la  tradizionale visita ai “sepolcri” a partire dalle 19,30.  Gli incappucciati, in processione, visiteranno gli altari della Reposizione, allestiti nel Borgo antico.

Venerdì santo alle ore 18 dalla chiesa del SS. Crocefisso, nel centro storico, avrà inizio la processione dei Misteri e del Cristo Morto, detta de “l’Urnia”, organizzata dalla confraternita del Crocefisso. Vi partecipa anche la confraternita di S. Maria degli Angeli  (foto in alto) con il simulacro di Maria SS.ma Addolorata.

Sabato santo, alle ore 3 avrà inizio la processione di Maria Desolata (in basso)  e del Cristo morto, curata dalla confraternita di S. Maria della Purità. Il rientro nella sua chiesa è previsto per le 11,30.

Pasqua è anche tempo di concerti, mostre e convegni. Eventi messi a punto dall’Amministrazione comunale in collaborazione con la Pro loco di Gallipoli e la partecipazione dei Luoghi di Cultura della Città, di Puglia promozione, delle associazioni Puglia  & Mare, Amart, Gallipoli Nostra, LiberaL’Arte, Fideliter Excubat, Città Nuova, Nantes, Fidas “D. Provenzano”, Agenzia Gallipoli 360, le confraternite SS.Crocefisso,  Maria SS. del Monte Carmelo e della Misericordia,  libreria Nostoi di Gallipoli, Compagnia teatrale Calandra.

Sabato 23 alle 10, nel museo diocesano si terrà un convegno sui riti che precedono la Resurrezione di Cristo. Alle 20 in cattedrale “Musica e poesia della Settimana santa” a cura della filarmonica “Città di Gallipoli” diretta da Pascal Coppola. Domenica 24 alle 19 a cura del Movimento giovanile delle Confraternite e delle associazioni della cattedrale sarà presentata lungo le strade, le piazze e le riviere del centro storico. una “spiritual performance” dal titolo “Una croce… così Dio ti ha amato” Lunedì 25, sempre alle 20 nella chiesa della Madonna del Rosario si esibiranno “I solisti salentini” mentre martedì 26 alle 20 l’associazione musico-culturale “Santa Cecilia” nell’ex mercato coperto di piazza Imbriani terrà un concerto con musiche e marce della Settimana santa. Mercoledì 27 alle 19.30  il coro della parrocchia di San Gabriele dell’Addolorata con “Luce fra nuvole in fuga” al teatro Garibaldi chiuderà gli appuntamenti con le melodie sacre. Spazio anche per le visite guidate (giovedì 28 e venerdì 29 alle 17, sabato 30 alle 9  e domenica 31 alle 10).  Si parte dalla Fontana antica in piazza Aldo Moro per scoprire la città attraverso itinerari guidati.

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Un’immagine centrale del Calvario

Casarano. “Salviamo il Calvario dal degrado”. Questo il grido d’allarme della confraternita dell’Immacolata che per recuperare le edicole in cartapesta che rappresentano la Passione dovrà spendere circa 20mila euro. Per recuperare almeno parte della cifra, l’associazione retta dal priore  Fabio Cavallo ha lanciato una colletta  chiedendo l’aiuto dei cittadini, delle imprese e delle attività commerciali.

Il Calvario rappresenta un monumento importante non solo dal punto di vista artistico ma anche devozionale, fulcro della solenne processione del Venerdì santo. I lavori per la sua costruzione vennero avviati nel 1911, con l’abbattimento del piccolo calvario preesistente del 1829, mentre le cinque edicole dell’abside raffiguranti i “Misteri” vennero realizzate tra il 1913 ed il 1918 ad opera dell’artista Raffaele Caretta, scomparso nel 1950.

Oggi versa in un cattivo stato di conservazione. Il progetto per il recupero è stato approvato lo scorso settembre dalla Soprintendenza di Bari ma per le operazioni di restauro non è previsto alcun finanziamento pubblico. Da ciò l’idea di chiamare a raccolta la città «certi che il forte legame e la grande devozione che legano i casaranesi a questo sacro luogo si esplicherà in un collettivo contributo economico da parte di molti» affermano dalla confraternita che, da sempre, ha la cura e la manutenzione del monumento.

L’urgenza dell’intervento è dovuta alla necessità di evitare la totale distruzione dei manufatti, oltre che a tutelare l’intero monumento dall’umidità e da ogni forma di degrado. In particolare, la cartapesta risulta lacerata nei punti di fissaggio sull’intelaiatura di legno e si notano diffuse lacune di colore e distacchi di parti, oltre che stuccature e ridipinture posticce.

Oltre alle edicole dell’abside, anche la realizzazione della grotta, opera  dello stabilimento Carmelo Bruno di Lecce, e la recinzione di ferro vennero portati a termine da donna Olimpia Passero Sylos, baronessa D’Elia.

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Sannicola. Delicata e sorridente, la Madonna delle Grazie come 200 anni fa, quando fu realizzata per volere della confraternita, è ora riportata ai colori e alle forme originali ad opera del maestro restauratore Valerio Giorgino di Alezio (foto) e con i fondi raccolti dal comitato festa.

«Ho lavorato sull’opera – commenta il maestro, dalla lunga carriera, oltre vent’anni, sia all’accademia di Belle arti che in campo lavorativo –  per otto mesi, sotto la supervisione della sovrintendenza, come è normale per opere di questa importanza, che per cinque volte ha visitato la mia bottega, all’avanzare dei lavori controllando di volta in volta e dandomi il via per l’intervento successivo. I colori sono stati cambiati spesso nel tempo. Il copricapo ora è di nuovo giallo con tipiche decorazioni ebraiche, il manto è blu notte con le stelle dorate, le pieghe del panneggio hanno ripreso la forma originale. Il mio è un lavoro molto minuzioso, bisogna preparare un progetto iniziale e ottenere nulla osta sia dalla curia che dalla sovrintendenza. In questi mesi mi sono affezionato alla madonnina e mi è dispiaciuto quando è andata via».

La statua è stata portata nelle piazze di San Simone e Chiesanuova, come 200 anni fa, e, da SS Pietro e Paolo, è giunta in processione a spalla sino alla chiesa madre. Giornate di grande religiosità vissute dalla comunità, infatti, sono 11 i nuovi confratelli e consorelle che ingrossano le fila della confraternita della Madonna delle Grazie e del Santissimo Sacramento.

«Sono molto felice delle nuove adesioni – commenta il priore Pasquale Mercuri – testimonianza del lavoro fatto in questi anni. Siamo ambiziosi e il nostro obiettivo è unire la tradizione e la modernità in un modello di fratellanza e solidarietà che va perdendosi nel tempo». Le motivazioni che spingono all’affiliazione sono molteplici: «E’ qualcosa che ho sempre voluto fare – commenta Lina Ciricugno – un cammino di fede che percorrerò assieme ai confratelli». «Partecipavo già da anni – interviene Cosimo Giannone – portando i santi in spalla durante le processioni. Ho sempre amato il culto dei santi».

Alcune vocazioni esistono da sempre: «ho ufficializzato l’appartenenza – dice Oronzo Petruzzi – dopo 30 anni. Mi piace tutto: l’organizzazione e le manifestazioni». Altre sono frutto di nuova conversione: «I miei amici ne facevano parte – interviene Emanuele Ria, il più giovane, con i suoi 18 anni – e ho voluto provare una nuova esperienza: mi hanno accolto come una famiglia».          

MCT

Voce al Direttore

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Abbiamo scritto ieri pomeriggio un articolo con una tempestività – confessiamo - non voluta considerato quanto si sarebbe sprigionato da lì a poche ore...