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conferenza dei servizi

Gallipoli – Dopo la grana rifiuti (con nuovo slattamento della questione), ecco il sistema portuale commerciale e diportistico al centro delle attenzioni dei quattro consiglieri comunali delle opposizioni che hanno presentato oggi in Comune la richiesta di riunire il Consiglio. Flavio Fasano e Giuseppe Cataldi di Gallipoli Futura, Caterina Fiore e Sandro Quintana, indipendenti, nell’assise cittadina da convocare entro il mese come da regolamento comunale, propongono alla maggioranza indicazioni sul piano regolatore del porto commerciale, sull’immediato futuro della darsena Bleu Salento ora che la vicenda giudiziaria si è conclusa a favore del Comune, e di quella del progetto di ampliamento di Porto Gaio, più recente.

Sulle tre questioni i quattro consiglieri hanno le loro idee ben chiare, come argomentato nelle tre pagine della deliberazione proposta al voto. Chiedono intanto “lo stato di attuazione della deliberazione della Giunta comunale n. 141 del 2016 (il 29 novembre di quell’anno la Giunta aveva espresso degli indirizzi sul piano regolatore portuale, ndr) che però ad oggi non avrebbe sortito alcun passo concreto. Da qui la richiesta al Sindaco della nomina di un progettista che “tenga anche conto della pianificazione esistente”.

Sul punto della darsena gestita dalla srl leccese Bleu Salento, i consiglieri richiamano la sentenza del Consiglio di Stato del 3 agosto 2017 in base alla quale è stata “riconosciuta l’illegittimità pregressa delle concessioni precedenti statuendo così la immediata disponibilità dell’intera struttura al Comune di Gallipoli”. La bozza della proposta impegna il Sindaco ed il dirigente del settore a fare tutto quanto necessario per dar corso con immediatezza alle procedure che rendano fruibile la struttura fin dalla prossima primavera”. Il Comune si dovrebbe quindi attivare per individuare “con procedura ad evidenza pubblica” il soggetto che se ne dovrà occupare della struttura “nel rispetto della sentenza definitiva del Consiglio di stato”.

L’intricata matassa intorno al progetto di ampliamento della darsena Porto Gaio per iniziativa di una società di Nardò. Qui Fasano e gli altri consiglieri “impegnano il Sindaco con la Giunta ed il dirigente comunale del settore di esprimere parere negativo per motivi di “non idoneità al progetto di ampliamento a soddisfare in via combinata gli interessi pubblici alla valorizzazione del territorio comunale ed alla tutela del paesaggio e dell’ambiente, nonché alla migliore utilizzazione dell’area demaniale marittima nell’interesse pubblico generale”. Sulla costruzione di una diga foranea lunga 600 metri lineari, il 23 luglio scorso si era espressa, con parere favorevole, la conferenza dei servizi.

Gli oppositori rilevano una contraddizione dell’Amministrazione comunale che, nella fase istruttoria della stessa conferenza dei servizi, il 27 settembre 2017, per bocca del Sindaco affermava che “non sia idoneo (il progetto di ampliamento, ndr) a soddisfare in via combinata gli interessi pubblici…”. Successivamente e sempre nella conferenza dei servizi istruttoria – scrivono i quattro consiglieri – il 23 maggio 2018 “senza alcun motivo” il Sindaco dichiarava “l’assenso di massima di questa Amministrazione comunale… atteso che il progetto appare coerente con la migliore utilizzazione dell’area demaniale marittima nell’interesse pubblico generale”.

 

 

 

Alezio. Si apre il percorso che condurrà alla Valutazione di impatto ambientale per il progetto di realizzazione di una cava di argilla in zona Arpa, ai confini con Parabita, Taviano, Matino e poco distante dal Parco Naturale del Pizzo e dall’area archeologica. Presso la sede municipale di Alezio, mercoledì 1 agosto si è svolta la Conferenza dei servizi cui hanno partecipato i delegati delle Amministrazioni comunali di Gallipoli, Matino, Taviano, il comitato civico “Salviamo l’Arpa” e le tante associazioni del territorio contrarie alla realizzazione del progetto avanzato dalla ditta “Geoambiente Srl” di Cavallino. Accanto al parere contrario delle Amministrazioni e alle perplessità sul piano tecnico, sostenute dai risultati di una perizia geologica redatta da un esperto per conto del Comune di Alezio e del comitato, determinante è stato il parere dell’Ufficio estrattivo della Regione Puglia: in presenza di un parere discordante sulla continuità della falda acquifera sottostante si è ritenuto necessario avviare la fase di Via. Tale “Valutazione di impatto ambientale” avrà lo scopo di individuare e valutare – in via preventiva – gli effetti sull’ambiente e sulla salute del progetto in questione, e di identificare le eventuali misure “per prevenire e ridurre gli impatti negativi sul territorio”.

L’incontro nel Municipio aletino ha fatto pure registrare alcuni momenti di tensione tra i responsabili della ditta e i proprietari  di uliveti e di diversi pozzi confinanti con l’area in questione che si teme verrebbero danneggiati dallo scavo di cinque ettari di suolo fertile a 21 metri di profondità, in presenza di una falda sia superficiale che profonda.

Moderato ottimismo tra gli attivisti di “Salviamo l’Arpa” per quello che ritengono “il primo importante passo avanti” in una battaglia che ha coinvolto cittadini e associazioni ambientaliste. «La mobilitazione – fanno sapere gli attivisti – verte sui temi del consumo di suolo, a fronte di un territorio ai primi posti per cave attive e per cave abbandonate e degradate senza un adeguato recupero ambientale, e un’attività, quella della produzione di cemento, non indirizzata al mercato locale, già saturo per almeno 20 anni, bensì orientata all’esportazione».
«Il nostro obiettivo ora – spiega Angela Giorgino, referente del comitato civico – è ampliare il raggio d’azione, mettendo in rete sempre più soggetti ed esperti, e continuare a dare battaglia sia sul piano tecnico che politico al progetto. Partiremo in questi giorni con una riunione con il Sindaco di Alezio, per capire come muoverci e coinvolgere le amministrazioni e le associazioni del Comuni interessati».

Antonio Trevisi

Gallipoli – “Ancora nessun riscontro in merito alla richiesta di istituire un Osservatorio permanente a Gallipoli per garantire la trasparenza. Ed a prposito: “Appare particolarmente opaco il procedimento per il rilascio della concessione demaniale marittima per la realizzazione e gestione di strutture dedicate alla nautica da diporto da ubicarsi nel Comune di Gallipoli, in località “Porto Gaio”: tornano alla carica così gli attivisti del Movimento 5 Stelle di Hallipoli (la nota è stata inviata da Mauro Mattei) rappresentati dai consiglieri regionali Antonio Trevisi, Rosa Barone e Cristian Casili (di Nardò). A distanza da più di un anno dal primo incontro, rimarcano i pentastellati, e gli incontri, la proposta era stata valutata positivamente dal primo cittadino ma poi non erano seguiti atti ufficiali come una commissione consiliare, una discussione in maggioranza, o in Consiglio comunale. Eppure l’obiettivo era e rimane valido per il M5S:  “scongiurare possibili tentativi di condizionamento nella gestione della pubblica amministrazione a Palazzo Balsamo e dintorni, come dice il portavoce Trevisi.

L’Osservatorio, ribadiscono i proponenti, non è altro che “un organismo che può vigilare con particolare efficacia ed attenzione quei settori vicini alle attività più sensibili e più esposte al rischio di condizionamenti, come la gestione degli appalti, gli affidamenti e le concessioni, il demanio e la programmazione urbanistica, le consulenze e i rapporti con il ceto produttivo con l’obiettivo di accrescere la cultura della Legalità”. Proprio di trasparenza sembrerebbe  peccare la questione riguardante l’ampliamento della darsena privata, messa peraltro in evidenza dal gruppo consiliare di opposizione “Gallipoli futura”. “Tale richiesta arriva da una società privata (di Nardò, ndr) e riguarda il progetto per la riqualificazione infrastrutturale, architettonica ed ambientale nonché per l’ampliamento del porto turistico “Porto Gaio”. Ciò è emerso da una Conferenza dei servizi dove ha partecipato il sindaco Minerva e si è fatto carico del procedimento di concessione, ma ad oggi i cittadini non sono a conoscenza in quanto non sono stati informati attraverso un percorso partecipato per quanto previsto per ospitare il porto”. Su richiesta degli attivisti gallipolini, Trevisi informa infine di  aver inoltrato una richiesta di accesso agli atti al Dirigente del servizio Demanio e Patrimonio della Regione Puglia per avere lumi sui pareri già rilasciati dal Comune di Gallipoli in vista delle sedute della Conferenza di servizi.”

 

Carlo_Falangone (Vice Sindaco - Nardo per Risi-Pd)NARDÒ. Può contare su 11 milioni di euro il nuovo Piano sociale di zona per il triennio 2014 – 2016, presentato alla Regione Puglia dall’Ambito territoriale 3, di cui Nardò è comune capofila con Copertino, Galatone, Leverano, Porto Cesareo e Seclì, dopo l’approvazione della conferenza dei servizi. Il Piano di zona, per quello che è il suo terzo triennio di attività, potrà contare su un finanziamento comprensivo delle somme impegnate per risorse umane (personale Asl, personale dei Comuni aderenti e personale di altri enti o esterni selezionati) che saranno impiegate per garantire i servizi che, soprattutto in questo periodo di persistente crisi, possono risultare persino vitali per i meno abbienti.
«Con il nuovo piano – spiega il presidente del Coordinamento istituzionale dell’Ambito, l’assessore al Welfare e vicesindaco Carlo Falangone – saranno messi a disposizione risorse finanziarie importanti, in particolare per interventi in favore di  minori, per 1 milione e 818 mila euro, in buoni vaucher per il rimborso delle rette di frequenza agli asili nido e per servizi socio educativi per la prima infanzia; a copertura della rete di pronto intervento sociale per calmierare sacche di povertà e di emergenza abitativa; per il contrasto alla povertà; per garantire percorsi di inclusione attiva per il reinserimento nel mondo del lavoro; sostegno della genitorialità; interventi per le dipendenze patologiche e per prevenire e contrastare la violenza su donne e minori; promozione della Cultura dell’accoglienza e garantire il funzionamento dello sportello Immigrati».
Con il finanziamento delle nuove annualità sarà inoltre garantita la continuità e il rafforzamento di servizi essenziali e determinanti già avviati con il precedente piano 2010-2012, come l’Assistenza domiciliare integrata per anziani e disabili gravi (636mila euro), il servizio di Assistenza domiciliare di base (258mila euro), l’abbattimento delle barriere architettoniche (100mila euro), il servizio di Conciliazione per anziani (500mila euro), il servizio di Integrazione scolastica ed extra scolastica per migliorare l’assistenza di base degli alunni  disabili, il servizio di trasporto sociale per disabili e il sostegno alle famiglie per i ricoveri nelle residenza sanitarie anziani.

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