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CONFAGRICOLTURA

Gallipoli – L’agricoltura salentina è in ripresa: lo dicono i numeri del report sullo stato e le prospettive del settore presentato nei giorni scorsi a Lecce da Confagricoltura. Ad aumentare sono  gli operai (dai  21.753 del 2015 ai 22.023 del 2016) e le aziende (da 5.597 a 5.712). Dati confortanti anche se, spostando il confronto con il 2010, la flessione nel numero di aziende che occupano operai agricoli dipendenti resta forte: pari al 16,9% (nel 2010 le aziende erano 6.871). Da segnalare inoltre, come sono appena 242 gli occupati a tempo indeterminato, ovvero l’1,1% del totale. Dai dati a disposizione emerge anche che gli extracomunitari impiegati sono complessivamente 1.071, pari al 3,3% del totale. Il report, elaborato da Davide Stasi, è stato presentato da Rosario Centonze, presidente provinciale dell’Ordine dei dottori agronomi e dei dottori forestali, insieme a Maurizio Cezzi e Diego Lazzari, rispettivamente presidente e direttore di Confagricoltura Lecce. La fascia d’età dove si concentra il maggiore numero di lavoratori agricoli risulta essere quella fra i 50 e i 54 anni (pari al 14,7% del totale) mentre cala (-5,1%) la percentuale di occupati tra i 35 e i 39 anni. Nel 2016, in particolare, si contano 4.928 ditte in economia, 576 coltivatori diretti, 4 corpi forestali, 7 consorzi di bonifica, 314 cooperative e una cooperativa forestale. In Puglia calano, invece, le aziende agricole (attive e non), iscritte al Registro imprese: al 30 settembre 2017 sono 79.225, ovvero 217 in meno rispetto ad un anno prima Più precisamente, 26.435 (-1,1%) hanno sede legale nella provincia di Bari, 7.500 ( + 0.6%) in quella di Brindisi, 25.470 (+0,1%) in quella di Foggia, 9.089 (+0,3%) in quella di Lecce e 10.731 (-0.1%) in quella di Taranto.

Un ficheto salentino in feudo di Carpignano

Un ficheto salentino in feudo di Carpignano

TAURISANO. Promuovere la coltura biologica, ecosostenibile e ecocompatibile dei piccoli frutti tipici del Salento. È l’obiettivo di “SalentoBio”, l’iniziativa promossa da Copagri, Confederazione italiana agricoltori, Confagricoltura e Agrinsieme in collaborazione con Regione Puglia e Ministero delle politiche agricole e forestali. Il progetto è stato presentato il 18 marzo scorso a Taurisano, durante un incontro organizzato dall’assessorato alle Attività produttive. La campagna adesioni è aperta: si cercano proprietari di terreni pronti a mettersi in gioco.
Dopo i saluti dell’assessore Luca Rosafio, hanno preso la parola il vivaista Piero Tunno di Taviano, tra i promotori del progetto, e il referente di Copagri Giuseppe Scorrano. L’idea di fondo di “SalentoBio”, così come è stato illustrato durante il convegno, è quella di creare un marchio per commercializzare specie selezionate di piccoli frutti originari del Salento e del bacino del Mediterraneo. La produzione dovrà ovviamente avvenire secondo determinate regole: i frutti dovranno essere coltivati su terra rossa del Salento, secondo gli standard delle culture biologiche e con metodi ecosostenibili e ecocompatibili adatti alla coltivazione nei parchi naturali.

“SalentoBio” è ora alla ricerca di proprietari di terreni che vogliano entrare a far parte della cooperativa. La soglia di accesso è di un ettaro di terra rossa, da mettere a disposizione affinché gli esperti possano studiare la combinazione di colture più adatta. La cooperativa offrirà la possibilità di commercializzare i prodotti certificati a marchio e garantirà assistenza agronomica, fitosanitaria e amministrativa e centri di raccolta vicini al luogo di produzione. Ovviamente fornirà gli arbusti pronti per essere piantati e il monitoraggio costante del mercato. Raggiunti 500 ettari, le adesioni alla cooperativa saranno sospese.
Ma quali sono i frutti che “SalentoBio” si prefigge di coltivare, e per i quali vuole ottenere il marchio di qualità? Nell’elenco figurano tre specie di melograno, venticinque di fico, sei di fichi d’india, due di corbezzoli, tre di giuggiole. Tutte le informazioni sul progetto si possono ottenere chiamando il numero 0833911450.

Voce al Direttore

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