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commissario giuseppe silletti

GEMINI. All’inaugurazione del #buonepraticheday, la mattina dello scorso 16 aprile, nei pressi di Gemini di Ugento, non mancava nessuno: esponenti politici, agricoltori, forze dell’ordine, volontari e il vescovo della diocesi di Ugento-Santa Maria di Leuca, monsignor Vito Angiuli. Tutti in prima linea, pronti a rimboccarsi le maniche. E tutti dalla parte del Commissario Giuseppe Silletti, che è anche il capo del Corpo forestale dello Stato in Puglia.
Giunto di buon’ora all’evento per dare man forte ai promotori e per rispondere alle domande pressanti dei giornalisti e ai dubbi degli  scettici, il Commissario non ha nascosto il proprio malcontento e l’irritazione verso i “problemi di comunicazione” che hanno costellato tutto l’affaire-Xylella e che ancora ci sono, se si pensa che i quesiti posti riguardano per lo più la natura del batterio, sulla quale la confusione sembra invincibile.

Nel mondo esistono quattro sub-specie di Xylella fastidiosa dette “fastidiosa”, “sandyi, “multiplex” e “pauca”. Quella identificata nel territorio leccese è la sub-specie “pauca” ceppo Codiro. E, tra le “sputacchine”, solo una specie precisa è pericolosa per la diffusione del patogeno. «Queste cose le abbiamo dette mille volte ma ancora non sono chiare a tutti, non sono passate», ripete piuttosto contrariato Silletti. E si infervora, perché ora più che mai dopo mesi di informazioni contraddittorie e di ritardi d’azione, occorrerebbe essere compatti nella lotta al patogeno e porre fine alle polemiche. Ma il Commissario non le manda a dire. Si scaglia soprattutto contro gli “ambientalisti”, con i quali si confronta di continuo, dice. «L’altro giorno si stavano gettando nel fuoco per evitare l’eradicazione di un albero infetto – racconta – ma sapete quante eradicazioni ci sono state sul nostro territorio quest’anno? Ben 17 800! C’è qualcuno che ha mai protestato per questo?».

La gente lo circonda e le domande si accavallano. Riguardano nello specifico proprio le opere di eradicazione, effettuate nei giorni precedenti a Oria e a Veglie. «Stiamo agendo in modo chirurgico e non a caso. Abbiamo abbattuto solo gli alberi infetti, sette a Oria e 25-26 a Veglie. Ora, dopo un tempo stabilito, andremo a ricontrollarli quei campi, per vedere se altre piante sono state contagiate». Sì, perché la Xylella potrebbe aver colpito in modo asintomatico anche ulivi che si presentano in apparenza sani: «Stiamo seguendo la scienza ufficiale e la legge. Agiamo per il meglio», tranquillizza. E ammonisce chi chiede numeri e stime: «Procediamo focolaio per focolaio, solo quando le indagini saranno concluse potremo comunicare dati certi». Anche per ciò che riguarda le buone pratiche da adottare in ogni campo, non si lascia andare a previsioni: «Abbiamo appena iniziato, ci vorrà del tempo per vedere gli effetti».
Intanto, però, occorre procedere e anche alla svelta. «Il 23 aprile a Bruxelles devo dire che stiamo agendo in modo concreto – avverte  Silletti – l’Europa ci finanzia solo se ci diamo da fare». Le parole del Commissario trovano persone che annuiscono. L’ex europarlamentare Enzo Lavarra, consigliere del ministro Martina, stringe la mano all’autorità, agli amministratori locali di Ugento, ringraziando per l’impegno e per il piano in atto. C’è solo una voce fuori dal coro. Quella di una ragazza, giovane imprenditrice locale, terrorizzata dalla notizia data per certa di una irrorazione a tappeto del territorio con pesticidi e l’eradicazione anche dove non necessaria. Il Commissario ripete: «Agiamo con coscienza, non deve allarmarsi».  E a mettere in guardia dalle notizie fasulle che generano paure immotivate e che  danneggiano gli ulivi e l’immagine di una terra è anche Enzo Manni, della cooperativa agricola Acli di Racale: «Dobbiamo smetterla di diffondere informazioni sbagliate. Finiremo per essere etichettati come territorio avvelenato».
A sedare le contestazioni e i  timori, infine, ci pensa l’olio, profumato e ottimo come sempre. Offerto a Silletti e a tutti quanti dagli olivicoltori, su una fetta di pane croccante, per dimostrare ancora una volta che la Xylella non può e non deve intaccare l’oro di Puglia.

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IL COMITATO SCIENTIFICO NAZIONALE ORDINA E LA REGIONE ESEGUE: ECCO LA NUOVA MAPPA Il Comitato tecnico scientifico che a Roma, presso il Ministero delle Risorse agricole, sta seguendo l’emergenza pugliese, ha ritenuto necessario – durante la riunione del 6 marzo scorso – di “modificare la perimetrazione delle aree delimitate, collocando la zona cuscinetto al livello dell’attuale cordone fitosanitario” e di estendere la zona di eradicazione da uno a 15 km. Le modifiche intervenute causate dall’espandersi di focolai che hanno attinto ormai anche la parte meridionale del Brindisino. Il cordone fitosanitario, l’ultima barriera a nord della zona infetta, verrà definito successivamente, dopo ulteriori monitoraggi del territorio.

GALLIPOLI. Il “via libera” della Protezione civile è arrivato il 19 marzo ed ora il piano – passato al vaglio del Comitato scientifico nazionale che segue l’emergenza fitosanitaria scoppiata nel Salento – è operativo e in mano al commissario straordinario Giuseppe Silletti, che è capo della Forestale in Puglia. Nelle sue mani anche 13 milioni 610mila euro con queste destinazioni: – 3,9 milioni per attaccare gli insetti vettori adulti (le “sputacchine”) con trattamenti fitosanitari; – 3,6 milioni per contrastare gli insetti vettori in erbe spontanee infestanti; – 1,3 milioni per bonificare canali, bordi stradali, fossi; – 2,9 milioni per l’ estirpazione delle piante infette; – un milione è riservato alla distruzione delle piante infette che si trovano nei vivai. Queste le somme più consistenti, ma ce ne sono altre molto minori per il funzinamento della struttura comissariale (200mila), l’informazione con opuscoli e convegni (260mila). Si parte dai focolai puntiformi, quindi più facili da aggredire, di Veglie, a nord di Nardò, e di Oria (Brindisi). L’uno e l’altro centro sono inseriti nella “zona di eradicazione”, insieme a Arnesano, Campi, Carmiano, Copertino, Guagnano, Lecce, Leverano, Monteroni, Novoli, Porto Cesareo, Nardò, Salice salentino, Squinzano, Surbo, Trepuzzi.

«Si procederà col bisturi circa gli alberi da espiantare e con attacchi mirati nell’uso degli insetticidi», ha promesso Silletti davanti alle Commissioni Agricoltura di Camera e Senato, ricevendo apprezzamenti bipartisan. Sarà così? Il comitato “Voce dell’ulivo”, che ha partecipato alle audizioni a Roma, ha bocciato alla fine il piano, dicendosi sorpreso del “silenzio di chi dovrebbe rappresentare il mondo agricolo”. «Nelle quattro macro aree – sostengono Federico Manni di Racale, Daniela Specolizzi di Ugento Giovanni Melcarne di Gagliano – c’è in comune un’azione: più di quattro trattamenti insetticidi obbligatori su tutto il territorio, 120 km di lunghezza circa per 50 km con un impatto non trascurabile, oltre ad eradicazioni e interventi di manutenzione, questi ultimi a carico dei produttori». Un punto quest’ultimo che va presto risolto e che alcuni europarlamentari hanno indirizzato a Bruxelles: «Gli agricoltori se la sono trovata qui la Xylella ma non per loro responsabilità – ha sottolineato Paolo De Castro, presidente della Commissione agricolotura dell’Ue – e semmai l’Ue deve interrogarsi sulla validità dei suoi controlli in questo campo».

Sul versante delle operazioni sui terreni ritenute pericolose, sulla “Gazzetta del Mezzogiorno” interviene Marta Hugas, capo del Dipartimento Valutazione del rischio e assistenza scientifica dell’Efsa, l’ente europeo sulla sicurezza alimentare: «Questa procedura con questi prodotti garantisce un elevato livello di protezione della salute umana e dell’ambiente», ma poi rimanda alle Autorità italiane la valutazione delle misure di emergenza.
Per completare la mappa occorrerà attendere l’individuazione esatta del cordone fitosanitario, a nord della profilassi.

XYLEFA_24GALLIPOLI. Ha escluso l’uso massiccio di fitofarmaci ed ha promesso interventi mirati (“chirurgici”) nel caso di alberi da abbattere: per questo il commissario per l’emergenza ulivi, Giuseppe Silletti, si è guadagnato il plauso delle Commissioni parlamentari Agricoltura di Senato (ieri, 17 marzo) e Camera. Consensi (e sollievo) da parte del capogruppo del Movimento 5 Stelle, Giuseppe L’Abbate e dei parlamentari del Pd (Salvatore Capone ed altri).

L’on. L’Abbate ha chiesto anche una particolare attenzione “alla sensibilità varietale, ai criteri di potatura e a quelli di gestione del suolo”. Per l’esponente penta stellato “adesso è impellente lo stanziamento di di fondi per sostenere il reddito degli olivicoltori e dei vivaisti nonché per promuovere una approfondita ricerca sul patogeno”.

“Bene l’approvazione del piano di emergenza, probabilmente entro poche ore, da considerare aperto e in continua evoluzione; e bene le rassicurazioni anticipateci dal commissario Silletti sugli interventi di eradicazione da condurre in modo estremamente selettivo”, è il commento dell’on. Capone, per il quale è rassicurante anche “che l’utilizzo dei pesticidi sarà ridimensionato e tanto più ridotto quanto maggiore sarà la diffusione di buone pratiche agricole”.

Infine, durante la discussione alla Camera sulla Imu sui terreni, su proposta di L’Abbate è stato approvato un ordine del giorno che chiede lo svincolo dal pagamento dell’imposta “per gli anni 2014 2015 per terreni agricoli già danneggiati da fitopatie”.

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