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Gallipoli – Sorpreso e amareggiato ma convinto: “Santa Cristina avrà comunque la sua festa. Voglio ricordare che questa Amministrazione, con il comitato, ha ripreso e rilanciato i festeggiamenti: da anni non se ne vedevano di così belli”.  Parole e toni di Stefano Minerva, che a capo della Giunta comunale ha convocato per domani alle 12 in via Pavia il comitato presieduto da Benito Carrozza. “Lo avevo già fissato prima ancora della loro nota che mi ha sorpreso anche per questo”, rimarca il Sindaco.

Poi il primo cittadino – a chi rimprovera il Comune di aver fatto passare troppo tempo e di non avere alcuna certezza per potersi muovere – ricostruisce un po’ i precedenti. “Ci eravamo incontrati prima della discussione ed approvazione del bilancio. In quella occasione avevamo assicurato che la somma dell’anno precedente si poteva intendere assicurata. Circa la richiesta del comitato di rimpinguare i fondi avevamo pure detto che era piuttosto difficile ma che ci avremmo provato. Ma mi dite voi in quanti altri paesi il Comune assicura 30mila euro?”.

Niente di compromesso dunque, niente per cui arrendersi e rinunciare ala festa, come hanno paventato ieri su piazzasalento i componenti del comitato; non compromesso neanche il dialogo, nonostante i tomi usati. “E’ assicurata la stessa collaborazione di un anno fa: sarà una bella festa, ne siamo sicuri”, conclude Minerva. E se qualche ritardo c’è stato (si pensi alle laboriosissime misure per la sicurezza), si recupererà.

Gallipoli – Fosche nubi, in questo scorcio anticipato di estate, sulla festa di Santa Cristina, tradizionale e storico appuntamento di luglio. “Il comitato per la Festa di Santa Cristina rinuncia, suo malgrado, all’organizzazione dell’ edizione 2018 per tempi tecnici ristretti”, si legge in una nota affidata a Piazzasalento dal presidente Benito Carrozza, da Alberto Greco e dagli altri animatori di una festa che l’anno scorso (nella foto di Franco Mantegani), con le loro cure, ha raggiunto i livelli delle migliori edizioni edizioni degli ultimi decenni.

La “resa”, sicuramente dolorosa da parte dei realizzatori materiali dell’avvenimento sul versante civile, ha – a detta di Carrozza e soci – queste motivazioni: “Ad oggi, dopo mesi e mesi di richieste di un tavolo tecnico, istanze anche a mezzo protocollo oltre che verbali e in forma privata rivolte all’ Amministrazione comunale, al vicesindaco e al Sindaco, nella quale si paventava anche l’ abbandono dell’ organizzazione della festa patronale, senza ricevere risposte esaurienti, dobbiamo comunicare che non siamo più in grado di sostenere la Festa a causa di lacune enormi nella progettazione”. C’è il delicato nodo delle misure di sicurezza (trascinate la scorsa edizione fino alle ore immediatamente precedenti i festeggiamenti. Ci sono i problemi relativi a viale Bari e via Foggia, per tre giorni invase da chioschi e baracche di ogni tipo, con relative proteste dei residenti. Ma non solo.

Aggiunge il presidente: “Non abbiamo alcuna certezza, nessuna risposta ufficiale, ancora peggio gli appuntamenti vengono rimandati in continuazione dal 2017, tutto questo va a discapito della pianificazione pratica della festa, per i contratti con le ditte di allestimento delle luminarie, con nomi rinomati che abbiamo perso per mancata risposta in tempi utili”. Sembra che alcune ditte di primaria importanza nel settore proprio delle luminarie non siano più disponibili perché impegnate altrove. Inoltre, il comitato avrebbe in animo di organizzare quest’anno un appuntamento saltato nell’edizione dell’anno scorso, cioè lo Street food: “Come si può facilmente immaginare, senza alcuna certezza non ci è possibile contrattare con i professionisti del settore senza evitare probabilissime magre figure, screditando la serietà dell’ evento”. “Sono sinceramente rammaricato – conclude Carrozza – per lo scarso interesse che la festa suscita all’ interno della programmazione comunale, quando probabilmente dovrebbe essere il primo pensiero riguardo le manifestazioni estive. Resta il fatto che ad oggi, quindi ad  appena due mesi dalla festa, il nostro comitato organizzatore non ha nessuna base solida da cui partire e le incertezze sono decisamente maggiori rispetto alle reali possibilità”.

– Commercianti ambulanti varano una nuova forma associativa. I problemi ci sono e vanno affrontanti, o almeno ci si deve provare. Così lunedì 27 novembre presso il Palazzo Marchesale di Galatone, alle 18 si svolgerà la prima assemblea pubblica organizzata dalla Delegazione CasaAmbulanti Galatone, in cui interverranno il presidente di CasAmbulanti Italia, Savino Montaruli, e i Dirigenti locali di Andria e Francavilla Fontana. L’incontro, non solo ufficializzerà la nascita del primo Comitato autonomo sindacato ambulanti della provincia di Lecce, CasaAmbulanti Galatone, guidato dal neo dirigente Roberto Papa e dal direttivo si prefigge di “affrontare e analizzare numerose tematiche vicine all’esigenze e alle difficoltà che ogni giorno vivono gli ambulanti salentini: dagli approfondimenti sulla direttiva Bolkestein, che dovrebbe entrare in vigore a gennaio 2018 e che porterebbe all’obbligo di messa al bando delle concessioni in scadenza di spazi pubblici, fino ad oggi (di norma) rinnovati a scadenza con un accordo diretto pubblico-privato, senza delle vere e proprie gare a cui avessero accesso anche altri operatori; fino all’esame preciso e puntuale delle nuove metodologie applicative rispetto alle elaborazioni delle graduatorie in caso di trasferimenti dei mercati”. Le iscrizioni sono aperte; possono aderire commercianti anche di altri paesi del Salento. «Gli Ambulanti devono tornare ad essere veri protagonisti del loro presente e del loro futuro – afferma Roberto Papa – impegnati in prima persona a difesa dei propri legittimi interessi e dei diritti calpestati ed annientati. Ad oggi, infatti, ci sentiamo sempre di più da soli e non più tutelati da nessun sindacato. Le zone mercatali vengono troppo spesso trasferite dal centro alle periferie cittadine, creando non pochi problemi a chi è impossibilitato a raggiungere le nuove aree. Siamo, inoltre, di fronte ad un aumento spropositato dell’abusivismo e di occupazione illegittima di spazi pubblici, avvantaggiando così i soliti “furbetti” a discapito di chi, invece, da anni lavora con sacrifici nel rispetto delle regole”.

 

 

GALLIPOLI. Foto che attesterebbero la presenza di tracce della Xylella, sub specie pauca, già nel 2008: sono state diffuse questo pomeriggio (martedì 17 marzo) dal comitato “Voce dell’Ulivo” che le ha contemporaneamente consegnate ai componenti della Commissione Agricoltura della Camera a Roma, durante la prevista udienza (oggi sarà la volta della Commissione Agricoltura della Camera dei deputati).

In una nota di accompagnamento al materiale fotografico, relativo ad uliveti della zona Sauli-Castellana lungo la Statale 274, i rappresentanti del comitato informano che gli scatti – i cui riscontri temporali possono essere verificati tramite Google Maps Street View – saranno inviati alla segretaria della Procura della Repubblica di Lecce “ai fini delle indagini in corso”. Com’è noto, la Procura sta indagando in base ad un esposto presentato da gruppi di ambientalisti ed ecologi circa il sospetto che il terribile batterio sia “sfuggito” durante un incontro scientifico svoltosi nel 2010 a Valenzano (Bari) e da lì propagatosi nel Salento.

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il gazebo di "Scuola amica"

ARADEO. «Offrire un sostegno concreto alla scuola»: questo l’obiettivo di un gruppo di cittadini costituitosi con l’intenzione di dare un contributo all’Istituto comprensivo in termini di piccoli lavori di manutenzione e fornitura di materiali.

«Abbiamo l’esigenza – ha spiegato il presidente del comitato “Scuola amica” Matteo D’Errico – di sopperire ad alcune carenze inerenti, ad esempio, alla carta igienica o alle risme di fogli e a problemi strutturali, anche di piccola entità, che non vengono affrontati con decisione e a risentirne sono i bambini».

Da ciò l’idea del Comitato, una sorta di “gruppo dei papà”, nel quale convogliare la disponibilità di tempo e di competenze di ognuno. «Oltre a questo – continua D’Errico – chiediamo che la popolazione si senta parte della comunità attraverso il marchio “Scuola amica” che prevede vari tagliandi riferiti alle diverse attività, ad esempio la raccolta delle risme di carta. Faremo una richiesta di quel prodotto, suddivideremo il costo e porremo il marchio nei supermercati. Ognuno, al momento di fare la spesa, potrà dare un contributo. Non potendo gestire soldi gestiremo materiali: le raccolte fondi hanno perso credibilità».

Nico Longo, altro rappresentante del comitato, aggiunge: «Ci stiamo ponendo in stretta relazione con la dirigenza scolastica, che ha dato la sua approvazione, e con l’Amministrazione comunale. Faremo degli accordi e appronteremo uno Statuto. Ci teniamo a specificare che siamo apolitici e apartitici».

Intanto l’assessore alla Pubblica istruzione Giuseppe Menallo, che ha già incontrato il Comitato, ha chiarito che, “pur non essendo in disaccordo con i principi esposti, occorre intervenire guardando in primo luogo alla legalità e alla sicurezza”. D’altronde, nel corso dell’anno scolastico appena concluso, la stessa dirigente Carmela Cezza aveva chiesto ai genitori un “contributo volontario, a fronte di finanziamenti statali non più sufficienti a garantire un funzionamento efficiente della struttura”.

Ma il caso di Aradeo non essendo l’unico in Italia, aveva provocato l’intervento del Ministero, con una conseguente circolare chiarificatrice del capo del dipartimento Istruzione regionale Lucrezia Stellacci. Il Miur ha ricordato ai dirigenti scolastici “l’obbligatorietà e la gratuità dell’istruzione inferiore” insieme alla necessità di una gestione trasparente dei fondi ed al dovere di impiegare i contributi volontari, che pure sono previsti, esclusivamente per “l’ampliamento dell’offerta culturale e formativa e non per attività di funzionamento ordinario e amministrativo”.

Insomma i problemi, ad Aradeo come altrove, rischiano di ricomparire al primo suono della campanella. Il comitato “Scuola amica” però non ci sta: «Il benessere dei nostri figli – conclude il presidente – è il nostro unico obiettivo».

Sandra Signorella

Voce al Direttore

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