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CHECCO ZALONE

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2 Salone Internazionale del Libro in Torino,ItalyGALLIPOLI. Il drago di Matteo Garrone dal film “Il racconto dei racconti”; il “drago” vero in grado di accendere grandi entusiasmi Checco Zalone; il testimonial Al Bano con relativo bagno di folla ma anche la lettura degli scritti di Aldo Moro, a cento anni dalla morte, durante la prigionia delle “Brigate” rosse”: la Puglia, insieme a 37 suoi editori, ha lasciato il segno a Torino durante l’ultimo “Salone del libro”, con l’obiettivo dichiartato di attrarre ed interessare quel pubblico alle bellezze e ricchezze di Puglia.

Tra i commenti e bilanci soddisfatti da parte del presidente Michele Emiliano e dell’assessore Loredana Capone, ecco il pensiero di Paolo Verri, che ha diretto il Salone del Libro per alcuni anni e che adesso è commissario straordinario dell’agenzia regionale “Pugliapromozione”: “La presenza della Puglia come  Regione ospite al Salone del libro è stata  organizzata su tre livelli. Quello più tradizionale che ha dato  spazio  e visibilità agli editori pugliesi nel cuore del salone; ci sono state tantissime presentazioni di qualità  promosse direttamente dagli editori nello spazio dedicato dello stand, tanti autori e tanti libri venduti. Poi si è voluto presentare la Puglia come terra di visionari, rispondendo al tema del salone e sono state  scelte due immagini iconiche quasi ai due estremi: da un lato la figura di Aldo Moro con un appuntamento che per la qualità  e la modalità delle cose raccontate ha fatto venire le lacrime agli occhi ai partecipanti, e poi dall’altro lato, giocandoci un po’,  Checco Zalone che ha rappresentato il caso dell’anno della narrazione sul quale ha scritto il critico cinematografico Gianni Canova,  per raccontare come l’Italia  viene vista dalla Puglia; la figura di  Zalone è la figura dell’italiano che provoca dei disastri, ma che alla fine cambia e sa dare delle risposte. Zalone  non è venuto a parlare di come si legge ma di come si racconta. Infine avendone l’occasione abbiamo promosso la Puglia sul piano turistico con uno stand sul Piazzale del Lingotto e ringraziamo il salone per la disponibilità data e per la straordinaria collaborazione che ha permesso a tanti ragazzi delle scuole di visitare il laboratorio di rilegatura artigianale, di indossare i cappellini della Puglia e ricevere centinaia di bag con la narrazione della Puglia”.

Tra i dati più rilevanti, da rilevare che sono stati effettuati 20mila download della guida di “Lonely Planet” della Puglia, pari ad oltre 200mila persone contattate, guida scaricabile gratuitamente durante la durata del Salone.

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checco zalole - camicie HeffortTUGLIE. C’è tutta la sapienza dell’artigianato tessile salentino nel film che ha battuto tutti i record d’incasso del cinema italiano. A firmare le camicie del funzionario Checco Zalone (foto), al secolo Luca Medici, in “Quo Vado?”, è stato il brand Heffort, marchio di proprietà dell’azienda tugliese Texil 3. Soddisfazione grande, anche se non nuova, per i titolari Mino Fracasso e Fabio Vinci (di Parabita) già protagonisti di una serie di collaborazioni con il piccolo e grande schermo. A puntare sulla qualità Heffort, che ha fatto conoscere il marchio in tutto il mondo, è stato il team Taodue.

Quella di vestire Zalone e tradurre in stoffa e colori la sua ossessione per le scrivanie, del resto, era missione non semplice anche per una costumista affermata come Francesca Casciello. Per rendere distinto ed elegante il comico pugliese sono state scelte camicie classiche. «Siamo stati contattati dalla costumista, che si è occupata di tutto personalmente venendo nei nostri uffici a Tuglie – spiegano i titolari di Texil 3. Insieme abbiamo lavorato sugli abbinamenti che lei aveva già in mente, scegliendo tra modelli e tessuti del nostro campionario».

Voce al Direttore

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Ora che è passata la festa – giusta: logistica adeguata a compiti delicati e decisivi per il grado di vivibilità – possiamo tentare...