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Il centro sportivo prima dell’incendio

Nardò – E’ di natura dolosa anche l’incendio che domenica pomeriggio è divampato in contrada Penta e che si è propagato all’interno del centro sportivo “Happiness” distruggendolo in parte. Lo hanno accertato le indagini dei carabinieri che hanno trovato sul posto un contenitore di liquido infiammabile. Così, quelle che sembravano fiamme “normali” (per la frequenza con cui si alzano in questa stagione), si sono rivelate un attentato-avvertimento vero e proprio. Inquietante anche l’orario in cui il rogo ha preso forma, poco prima delle 14 e in concomitanza con un altro incendio divampato in contrada Pomigliano, nella zona 167 della città, vicino al centro polivalente.

In un fumo nero, certamente tossico a causa dei materiali sintetici distrutti dal fuoco, sono finiti il campo grande di calcio, quello di basket, impianti elettrici, recinzioni e suppellettili. Un disastro anche economico, se si pensa che il centro sportivo, tra i più rinomati della provincia, era in piena attività estiva. I titolari dell’impianto hanno reso noto il loro pensiero: “Il Centro sportivo Happiness comunica che, in seguito ad un incendio sprigionatosi nella giornata di ieri 19 agosto 2017, lo stesso ha riportato ingenti danni sui 2/3 della struttura sportiva, pertanto la stessa sarà inagibile fino a data imprecisabile. Cercheremo di rialzare la testa quanto prima, rimboccandoci le maniche come abbiamo sempre fatto da 5 anni a questa parte, con il grande spirito di sacrificio che ci ha sempre contraddistinto senza piangerci addosso. Attualmente risulta agibile la sola parte relativa all’Arena  Beach ed all’unico campo di calcetto ed in più tutto il blocco spogliatoio ed uffici, compreso il punto ristoro. Cercheremo, nei modi e nei tempi necessari di rendere fruibile la struttura al 100% nel più breve tempo possibile”.

La Dolce Vita, squadra vincitrice del torneoNardò. Una notte da leoni per festeggiare la riapertura del centro sportivo “Vacanze serene”. Lo scorso 1 aprile si sono sfidate dieci compagini di calcetto, composte da abili atleti e “vecchietti” duri a mollare con età compresa fra i 17 ai 40 anni, provenienti da Nardò, Copertino, Galatone e Casarano. Dopo un tour de force, con il primo calcio di inizio intorno alle 20 e l’ultimo triplice fischio ben oltre la mezzanotte, in un’atmosfera amichevole l’ha spuntata la squadra “La Dolce Vita” di Casarano (foto), capace di imporsi in finale per 2-0 sui neretini della “I Team”.
È stato incoronato miglior calciatore della manifestazione l’attaccante Alessandro Scarciello di Galatone. A conclusione delle gare, panini con salsiccia per tutti in un clima di assoluto fairplay.

Dopo mesi di buio e chiusura, dunque, si sono riaccesi i riflettori sul centro sportivo, un tempo e si prospetta anche in futuro, punto di riferimento delle serate di calcetto neretine. Fari che illumineranno i campetti anche in occasione della seconda edizione del “Torneo di Primavera”, dalla durata complessiva di un mese.

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Basket la squadraGallipoli. Probabilmente non è andata come ci si aspettava dal punto di vista sportivo, ma l’esperienza degli Allievi del Basket Gallipoli a Lignano Sabbiadoro, per le fasi nazionali del campionato Csi, è stata comunque un grande successo. I ragazzi di coach Pacella hanno rappresentato al meglio il nome di Gallipoli, uscendo sempre dal rettangolo di gioco tra gli applausi di pubblico ed avversari. «Purtroppo siamo capitati in un girone di ferro – racconta l’allenatore – con Emilia Romagna, Lombardia, Piemonte e Veneto, regioni in cui c’è la cultura del basket, vissuto alla pari di altri sport come il calcio. Soprattutto l’Emilia Romagna schierava in campo molti atleti di statura superiore ai 2 metri e stranieri. Noi ci abbiamo dato dentro, facendo il massimo: ricevere i complimenti di tutti è stata una grande soddisfazione».

Nessuna recriminazione quindi, solo la soddisfazione di esserci stati, dimostrando di essere un gruppo coeso e pieno di valori: «Se dovesse capitarmi di vivere ancora un’esperienza del genere – ammette il coach – vorrei rifarla con dei ragazzi straordinari come questi. Sono stati tutti esemplari, ma il mio grazie è giusto vada anche a dirigenti e collaboratori che mi hanno aiutato in questa piccola impresa. Mi auguro che anche noi potremo competere con questi livelli di organizzazione».

 

 

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Matino. Dopo oltre vent’anni di attesa, forse ora potrebbe essere un po’ più vicina la soluzione. A quanto sembra, infatti, quella che doveva essere una piscina coperta vicino al campo da baseball (fondo Rimi), la cui struttura è abbandonata da decenni, diventerà invece un centro sportivo polivalente. Questo, almeno, nelle intenzioni del sindaco, Giorgio Primiceri.

«Quell’opera – spiega Primiceri – è stata iniziata più di vent’anni fa, nel 1988, ma non fu mai finita, in quanto dopo un finanziamento regionale iniziale, non sono mai arrivati altri soldi, per cui è stata abbandonata e, inevitabilmente, è andata sempre più nel degrado. Nel 2003 fu chiesto ai privati di interessarsi della struttura, ma l’appello non ebbe seguito».

Facendo qualche accolcolo approssimativo, la ristrutturazione dell’esistente e il completamento della struttura verrebbe ora a costare intorno ai 4 milioni di euro. Da qui, la decisione di trovare una soluzione “alternativa” al problema.
«Negli anni scorsi – riprende il sindaco – si è pensato di cambiare la destinazione d’uso della struttura, facendola diventare un centro sportivo polivalente. Verso questa decisione ci ha spinto anche la valutazione degli alti costi di manutenzione ordinaria e straordinaria che comporta una piscina». Il cambio di destinazione d’uso ben si adatta con la vocazione della zona (circa quattro ettari di terreno) in questione, dove già esiste il campo da baseball cittadino, che è tra i più belli in Europa.
«Ultimamente – continua il primo cittadino – è stato rifatto anche tutto l’impianto di illuminazione. Il centro sportivo sarebbe il giusto completamento, anche perché nascerebbe a cavallo tra Matino, Alezio e Parabita e accoglierebbe quindi numerose utenze».

L’amministrazione sta adesso ragionando sul modo più pratico per finanziare il completamento della struttura, in modo da consegnarla ai cittadini prima della fine del mandato elettorale dell’attuale sindaco, prevista per il 2012. L’ipotesi più probabile al momento è che si decida di vendere qualche altra struttura comunale per sostenere, con il ricavato, i costi di ristrutturazione e completamento del centro sportivo. «Visto che il centro – precisa Primiceri – sarà dotato anche di un campo di calcio, si potrebbe cambiare la destinazione d’uso dell’attuale campo di calcio e venderlo. E’ nostra intenzione avviare l’iter necessario per la realizzazione di questo progetto (che oltretutto si inserisce in quello più ampio del Pirp che prevede, come si sa, l’allargamento viario che arriva proprio fino al fondo Rimi, una pista ciclabile e tutte le opere di urbanizzazione primaria, ndr), prima della fine del mio mandato elettorale, nel 2012. L’obiettivo è collegare le periferie al centro e dotare Matino di un palazzetto dello sport, visto che la città ne è totalmente sprovvista».

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Matino. Utilizzare lo sport come strumento per insegnare ai giovani il rispetto delle regole, accrescendo in loro i sentimenti di onestà, giustizia e senso di comunità. È questo l’obiettivo che il Pon sicurezza (programma operativo nazionale), realtà cofinanziata dall’Unione europea, vuole raggiungere istituendo “Io gioco le(g)ale”.
Il progetto prevede la realizzazione di cento impianti sportivi nelle quattro Regioni obiettivo convergenza (Puglia, Campania, Calabria e Sicilia) per diffondere la cultura della legalità nelle nuove generazioni.

I comuni e le province, infatti, sono stati invitati a presentare, fino al 30 aprile, i loro progetti per un centro sportivo, scegliendo tra le due tipologie d’impianti finanziati: un campo coperto per la pratica di attività sportive a squadre (calcio a cinque, basket e pallavolo) oppure un campo da calcio a cinque all’aperto.
Il comune di Matino ha deciso di partecipare presentando il progetto di un campo chiuso polivalente nel quartiere popolare del paese. Allo stesso modo i comuni di Parabita e Sannicola hanno inviato le loro idee per il progetto sportivo.

A Parabita è stato deciso di progettare un campo polifunzionale nella zona Ca2, più precisamente in contrada Carrozzini. La proposta è stata formulata dall’ufficio tecnico del Comune, dall’ingegner Giorgio Barone, l’architetto Giorgio Pellegrino e il geometra Antonio Stefanelli.
Il Comune di Sannicola, invece, ha scelto di realizzare un campo da calcio a cinque persone esterno, nell’ambito della zona ex Peep n° 2. I comuni s’impegneranno per cinque anni, dopo la realizzazione dei progetti, nella manutenzione e nella gestione degli impianti. Il comune di Parabita, inoltre, ha precisato l’intenzione di coinvolgere nella direzione e nell’utilizzo dell’impianto sia scuole sia associazioni sportive.

Ora che i termini di presentazione dei progetti sono scaduti, la parola passa alla Prefettura che dovrà eseguire una prima selezione dei progetti e decretare quale, tra quelli presentati, sarà maggiormente meritevole di ottenere i finanziamenti e quindi il supporto per essere realizzato.

Voce al Direttore

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Ora che è passata la festa – giusta: logistica adeguata a compiti delicati e decisivi per il grado di vivibilità – possiamo tentare...