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Castello Acquaviva

NARDÒ. “Viviamo in un incantesimo” questo il titolo della mostra – vernissage il 4, apertura al pubblico il 7 agosto – con al centro Vittorio Bodini, il traduttore, il poeta, l’uomo al Castello Acquaviva d’Aragona, piano terra all’esposizione permanente visiva e multimediale sul letterato e traduttore di grandi poeti spagnoli come Lorca, Servantes, Salinas, Alberti. Curatore della mostra il Centro studi omonimo col patrocinio di Regione e Comune.
“Il percorso intende ricostruire la vita e le opere del poeta attraverso le immagini e le testimonianze più incisive del suo percorso pubblico e privato – scrivono in una nota i curatori della mostra tra cui Antonio Minelli – che ha contrassegnato alcuni dei più importanti capitoli della cultura italiana e internazionale”. Uno degli elementi principali dell’esposizione è inoltre costituito “dagli articoli scritti dallo stesso Bodini e da pagine di riviste e giornali italiani e stranieri che gli hanno riconosciuto la fama di autore, traduttore e poeta a livello nazionale e internazionale. A queste si aggiungono le riproduzioni digitalizzate e ottimizzate di scritti e dediche dei più grandi autori del Novecento italiano (Zavattini, Pasolini, Spaziani, Quasimodo, Ungaretti)”.
Questo il calendario dellle aperture della mostra: La mostra sarà aperta al pubblico: 7 e 21 agosto, dalle 17 alle 19; 8, 10, 17, 22 e 24 agosto, dalle 10 alle 13; 9, 11, 16, 18, 23 e 25 agosto, dalle 10 alle 12 e dalle 17 alle 19; dal 28 agosto, lunedì, mercoledì e venerdì dalle 9 alle 13.

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Mino-Natalizio---Assessore-alla-Cultura-e-alle-Politiche-ComunitarieNardò. Castello Acquaviva, o almeno una sua parte, si veste a festa. Da qualche giorno infatti imboccando via Roma da piazza Diaz è impossibile ignorare il torrione dello storico maniero, appena restaurato. Diversi gli interventi realizzati, partiti il 25 febbraio 2015 e ultimati da qualche settimana (secondo le stime iniziali, si sarebbero dovuti concludere entro lo scorso 15 dicembre).
L’impresa appaltatrice è stata la “E.T. Engineering Srl” di Galatone e hanno preso parte ai lavori anche due giovani restauratrici neretine, Rosa Giustizieri e Stefania Trotta. Entrambe si sono occupate del restauro estetico-conservativo delle due torri e delle facciate esterne. L’importo complessivo dei lavori è stato di 995mila euro, somma stanziata nel 2013 dal Ministero dei Beni culturali, in quel periodo guidato dal leccese Massimo Bray. «Ringrazio per il finanziamento ricevuto – scrisse infatti all’epoca su Facebook il sindaco Marcello Risi – il ministro Bray e la vicepresidente della Regione, Angela Barbanente. Sono stato in contatto con entrambi ed entrambi si sono dimostrati particolarmente sensibili alla nostra città».

Adesso che anche le ultime impalcature che nascondevano il nuovo look del torrione sono state “smantellate”, l’effetto visivo (al momento solo quello) è assicurato. Viene in questo modo rivalutata anche via Roma, strada su cui si affaccia il torrione che è stata appena asfaltata e che qualcuno vorrebbe già che diventasse a senso unico. Chiare anche le destinazioni dei nuovi spazi: pinacoteca, area museale e contenitore di eventi culturali. I lavori hanno riguardato solo una parte del Castello, quella attualmente non occupata dagli uffici comunali. Oltre al restauro estetico-conservativo sono stati realizzati infissi, bagni, impianti elettrici e di climatizzazione ed è prevista l’attivazione di un ascensore interno per abbattere le barriere architettoniche.
Per trovare altri interventi riguardanti le torri di Palazzo Personè bisogna andare indietro di un secolo: nel 1914 infatti furono effettuati interventi che riguardarono scelte di completamento e rifacimento “in stile” delle torri.

«Entro il 2017 saranno attivi museo romano-messapico e pinacoteca – dice l’assessore alla Cultura, Mino Natalizio (foto) – mancano solo gli adempimenti burocratici con la Soprintendenza. A breve ci sarà il trasloco degli uffici comunali da Palazzo Personé verso il centro e l’area mercatale, azzerando così anche gli affitti».

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