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CASARANO OSPEDALE FERRARI

CASARANO. Il “Ferrari” di Casarano perde il Punto nascita ma conserva l’area “materno-infantile”. La “consolazione” arriva dall’incontro tecnico-organizzativo svoltosi ieri pomeriggio presso la Direzione generale della Asl Lecce alla presenza dei direttori del presidio e dei reparti di Pediatria e Ostetricia-Ginecologia del “Ferrari” di Casarano e del “Sacro Cuore” di Gallipoli. L’incontro ha rappresentato l’avvio del percorso che già dal prossimo primo settembre porterà alla disattivazione del Punto nascita dell’ospedale di Casarano, così come previsto dal Piano di riordino della Regione Puglia. I diversi passaggi organizzativi avverranno “nei tempi giusti e in modo concertato e condiviso con i clinici di entrambi gli ospedali interessati, per garantire un percorso idoneo e sicuro”, come scritto nel comunicato della direzione generale della Asl leccese. Allo studio c’è, però, la possibilità di assicurare al nosocomio casaranese  “servizi sanitari diurni pediatrici e ginecologici”: niente posti letto per i ricoveri ma la garanzia di prestazioni ambulatoriali e in day service. Nel corso di altri incontri, anche con le organizzazioni sindacali, verrà valutata la distribuzione del personale. In particolare, “Pediatria e Ostetricia di Gallipoli saranno dotate del personale medico necessario per assorbire le attività dismesse a Casarano, il che comporterà anche una più adeguata organizzazione del lavoro nei reparti coinvolti”.

L’importante tema è stato al centro anche del dibattito del primo Consiglio comunale svoltosi ieri nel quale Attilio De Marco (Pd) ha confermato che, secondo quanto già dichiarato in campagna elettorale, “l’ospedale rimarrà di Primo livello”. «Il “Ferrari” era divenuto di base e ora non lo è, a prescindere dal destino del Punto nascita», ha affermato De Marco. Da parte sua il sindaco Gianni Stefàno attende di incontrare (a giorni) il direttore generale della Asl Lecce Silvana Melli e il direttore del Dipartimento regionale alla Salute, Giancarlo Ruscitti, e non sono escluse nuove azioni legali contro  gli ultimi provvedimenti della Asl.  «Pensavo che la regione avrebbe atteso l’esito del ricorso al Tar che sarà deciso ad ottobre. Non capisco il perché di tale accelerazione», afferma Stefàno. Critico anche il consigliere comunale Emanuele Legittimo, ex presidente del Comitato civico “Pro Ferrari”, il quale afferma: «Abbiamo lottato in passato come comunità nonostante la costante presenza di quella componente di casaranesità che se non ci fosse farebbe di Casarano una Città. Ci portano via due reparti e, come ho sempre detto, un potenziale polo pediatrico di eccellenza. La politica regionale non ha voluto ascoltare né tantomeno attenersi ai criteri oggettivi, penalizzando un intero comprensorio. Non sono serviti i “buoni auspici” o i rapporti preferenziali sbandierati in campagna elettorale da esponenti del centro sinistra».

Ospedale Sacro Cuore

Ospedale Sacro Cuore

GALLIPOLI. L’accorpamento tra ospedali – tra cui quello tra Gallipoli e Casarano – non si discute come principio e come necessità. Molto invece c’è da eccepire su come è stato fatto e su cosa si è deciso di collocare al “Sacro Cuore”, la “più recente struttura di tutta la provincia di Lecce, e presso il “Ferrari”. L’associazione politico-culturale “Gallipoli Futura”, con i suoi massimi esponenti Flavio Fasano e Luigi De Tommasi, riprendono carta e penna e scrivono di nuovo a Michele Emiliano, presidente del governo pugliese e assessore alla Sanità.

Oltre al rammarico di non aver accolto l’invito di venire a Gallipoli “malgrado l’accorata richiesta”, il primo appunto mosso alla Regione è quello di poca trasparenza, risultando l’unificazione dei due nosocomi già contemplata in una disposizione di servizio del maggio scorso a firma dell’allora direttore generale dottor Gorgoni. In quel documento, relativo alla direzione medica da ubicare a Gallipoli, si considera “l’la struttura ospedaliera già accorpata all’ospedale di Casarano, con funzione prevalente di quest’ultimo!”. Poi sono giunte, fanno notare da “Gallipoli Futura” in cinque fogli densi di riferimenti a leggi, norme e verbali, le decisioni del Collegio di direzione dell’Asl Lecce del 15 dicembre scorso e la deliberazione del commissario straordinario Silvana Melli del 5 gennaio di quest’anno con la ripartizione dei compiti, in un quadro complessivo di riordino, tra Casarano e Gallipoli.

“E’ stata violata la legge 241 del ’90 – si eccepisce –in cui si impone tra l’altro l’obbligo della trasparenza dell’azione amministrativa: oggi invece nessun operatore medico, sociosanitario, nessun componente sindacale, nessuna Conferenza dei Sindaci risulta essere mai stata notiziata dele “ragioni” di una decisione così travolgente”.

Dopo aver richiamato nuovamente tutti gli elementi a favore di una scelta diversa e quindi a favore del ruolo attuale del “Sacro Cuore” (antisismico, sette sale operatorie di cui tre ultimate adesso, collegato alla Statale 101-279, con posti letto che possono diventare 330 “con pochissime energie finanziarie”),  l’associazione anticipa la volontà – nel caso gli orientamenti della Regione non dovessero cambiare – di “procedere nelle dovute sedi giudiziarie e presso la Corte dei conti”.

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