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GALLIPOLI. Capodanno a Gallipoli? Si, con gli eventi giusti. Anche quest’anno il trend delle presenze nella cittadina jonica per fine anno è stato buono, pur con alcune eccezioni. Niente di straordinario però secondo tanti operatori, numeri nella media e soggiorni brevi, la maggior parte di una sola notte quella a cavallo tra il 31 e l’uno. Ad attrarre i visitatori sono gli eventi ma solo se pubblicizzati con largo anticipo; quest’anno il boom è stato per quelli organizzati dalle discoteche. A creare il movimento maggiore a quanto emerge è stata la festa organizzata dal “Praia” che ha permesso di riempire diverse strutture sia in centro che in zona Baia Verde. «Si è lavorato bene – dice Vito Ria del “33 Baroni” – ma solo la notte del 31 grazie soprattutto ad attrazioni come quella della discoteca “Praja” che hanno venduto pacchetti tramite i pr coinvolgendo diverse strutture. La cosa che invece un po’ dispiace è che non si sia riusciti a pubblicizzare in largo anticipo le manifestazioni organizzate nel tavolo tecnico del turismo. E’ stato fatto un grande lavoro e per il futuro speriamo di riuscire a giocare d’anticipo e cogliere i frutti dell’impegno». Ottima invece la presenza giornaliera ma senza pernottamento della giornata del primo gennaio tra sparo del pupo e concertone della Taranta. Non benissimo il centro storico e i campeggi, complici anche le temperature al di sotto della media. «Abbiamo lavorato molto meno degli scorsi anni – commenta Andrea Coppola dell’agricamper Torre Sabea – forse il clima insolito per il Salento ha un po’ frenato chi viaggia in Camper».

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conferenza_unoGALLIPOLI. Gallipoli si fa pizzicare dalla Taranta e per il primo gennaio si regala una festa che unisce tradizione e innovazione, vecchio e nuovo. Un grande evento, nato dal dialogo tra l’Amministrazione, la Fondazione La Notte della Taranta e il Parco Gondar, che segna l’inizio dell’anno ma soprattutto di una futura collaborazione. Protagonisti della manifestazione saranno l’Orchestra Popolare La Notte della Taranta e il suo ospite RAIZ, i DJ’s del Parco Gondar e i maestri cartapestai di Gallipoli. La serata partirà alle 19 con lo scoppio di un grande pupo di cartapesta realizzato per l’occasione, in continuità con quelli del 31, per valorizzare una tradizione gallipolina che ancora oggi è poco conosciuta e come simbolo del ponte creato tra Fondazione della Taranta e Parco Gondar che unendo due delle realtà più conosciute del territorio permetterà di promuovere Gallipoli e il Salento in tutta Europa. In apertura del concerto, alle ore 20, sarà proposto il primo “pezzo” Taranta remix mixato da KALIBANDULU, gruppo formato dai dj del Gondar: Dj Moiz, King T & Don Leo, cultori del juggling in Italia e in Europa; il brano dal titolo “La Cardhillera” sarà presentato in tutto il tour nazionale “Party” del Parco Gondar. . Il progetto che prende il via a Gallipoli e che apre il ventennale de La Notte della Taranta, verrà riproposto successivamente coinvolgendo i grandi DJ’s del panorama internazionale che sono già stati ospitati e torneranno protagonisti nella prossima stagione estiva del Parco Gondar. A seguire esibizione dell’Ensamble popolare con un omaggio a Gallipoli di Antonio Castrignanò che eseguirà “Aria Caddripulina”. L’Orchestra sarà diretta da Daniele Durante. Sul palco anche le ballerine di pizzica Anna Donadei, Laura Boccadamo, Moira Cappilli e Stella Temperanza.

L’Ensemble della Notte della Taranta potrebbe essere in città l’1 gennaio

L’Ensemble della Notte della Taranta potrebbe essere in città l’1 gennaio

GALLIPOLI. Poche ore alle conferma ufficiale: l’Orchestra della Notte della Taranta sarà a Gallipoli l’1 gennaio con tutto il suo fascino ed il forte richiamo. Reduce dai concerti a Catania (il 31 dicembre), l’Orchestra salentina – il cui arrivo era stato anticipato da Piazzasalento nel numero uscito l’8 dicembre – si esibirà nell’ambito delle iniziative di richiamo organizzate dall’Amministrazione comunale.

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lungomare galilei pressi rotonda gallipoliGALLIPOLI. Dalle 10 alle 19 dell’1 gennaio circolazione solo in una direzione (sud) tra il secondo ingresso della Baia verde e il canale dei Samari. Motivo: la seconda festa d’inverno al lido Samsara, appunto il giorno di Capodanno. La precedente del 26 dicembre, svoltasi con un notevole successo ed afflusso di persone, ha causato ingorghi e disagi notevoli, vigendo per quel tratto di litoranea il doppio senso di marcia.

Zone interdette alla circolazione anche per le manifestazioni di fine anno dei “Pupi di Capodanno” e lo spettacolo musicale “Fiamme di stelle”. Si comincia il 30 con la chiusura totale del lungomare Galilei nel tratto che va da via G. Russo a via Unione militare dalle 18,30 alle 24. L’area di piazza Matteotti sarà interdetta a soste e fermate (con rimozione eventuale degli automezzi) dalle 9 del 30 alle 6 dell’1 gennaio; divieto di circolazione invece dalle 22 del 31 alle 2 del giorno seuente. Sul lungomare Galilei circolazione vietata tra le vie Cordova e Unione militare dalle 20,30 del 31 alle 2 dell’1. Divieto di circolazione dalle 20 del 31 alle 2 del giorno successivo infine in via Alfieri tra G. da Gallipoli e via Milizia; via Galatone da via Gorizia e via Unità d’Italia; via Udine, tra le vie Bari e Padova; viale Bari tra le vie Udine e Foggia; via Agrigento tra le vie Mantova e Bergamo.

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GALLIPOLI. Capodanno col botto, in tutti i sensi.  Tragedia sfiorata nel centralissimo corso Roma mentre si svolgevano i  festeggiamenti e il concerto di fine anno.  Intorno all’una, proprio nel cuore della festa, all’angolo con piazzale Bovio un pezzo di un balcone al primo piano si è all’improvviso staccato  precipitando al suolo. Solo per puro caso il bilancio è lieve: tre feriti lievi, uno con prognosi massima di dieci giorni.  Ad avere la peggio tre donne, una di Parabita e due di Sannicola, che sono state colpite al capo da calcinacci e frammenti di pietra e, per fortuna, non dalla parte più pesante che avrebbe potuto arrecare serissimo danni. Trasportate immediatamente al Pronto Soccorso dal personale del 118 se la son cavata con qualche punto di sutura alla testa; solo una delle tre ferite è stata trattenuta per l’intera notte.  Non sono chiare le cause del cedimento strutturale, che all’occhio manifesta i segni del tempo, ma non è escluso che le vibrazioni dei botti abbiano potuto influire  sullo stato di precarietà del balcone. Tempestivo l’intervento della Polizia municipale e dei Vigili del fuoco che hanno messo subito in sicurezza la zona evitando ulteriori eventuali rischi.  L’area è ora transennata in attesa dei lavori di ripristino del balcone.

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torre santemiliano e albania tramontoL’annu vecchiu
preccupatu
ca nu bidia rrivare quiddu nou,
se ‘nfacciau intra le viscere de lu tiempu
cu descia na guardata
e bitte
stu picciccheddu misu a na ripàta
cu la capu chicata
ca se disperava

-Embè? – nde disse
cci su’ ste cose?
Nu sai ca tocca a teve?
Forza, vagliò, fatte nnanti,
nu me lassare sulu.
Nu li timire, jeni
Ca su’ bona gente.

Nu vizziu sulu tenene,
dopu ca t’hane usatu n’annu sanu,
cusì, sulu pe’ sciocu
e tantu pe’ scherzare
te menene allu focu
cu na carcassa a ‘nculu

Uccio Piro

PC087904La regina si mette il vestito nuovo a Capodanno, le signore nobili il giorno dell’Epifania, le donne del popolo a Pasqua e a Natale. Nella lingua “te lu tata” così recita il detto popolare:” De la strina, se mmuta la ricina; de la Bbifanìa, se mmuta la signurìa; de Pasca e dde Natale, se mmutane le furnare”. Naturalmente la regina, chi aveva soldi, poteva permettersi il vestito nuovo anche a Capodanno, oltre che nelle altre feste. Poteva farsi e fare regali, come si usava all’inizio di un nuovo anno. Anche nelle classi meno abbienti. «Santu Sulivesciu, porta la strina a llu mesciu», si diceva quando i ragazzi, dopo le scuole elementari cominciavano a frequentare la bottega di qualche artigiano che li accoglieva e insegnava loro “l’arte”, cioè il mestiere. A San Silvestro, chiusura di un anno e inizio del nuovo, i “mesci” venivano ringraziati con un regalo.

La tradizione di una “strina” a fine anno, in particolare nella settinana da Natale a San Silvestro ha origine antichissime, per alcuni bisogna risalire ai Romani e anche più in là. Lo stesso nome “strina” deriva dalla dea Strena, protettrice della salute: nel bosco dedicato a lei si andava a raccogliere rami di verbena che poi venivano regalati per augurio.

Nella tradizione popolare l’inizio dell’anno si carica di valori simbolici e di segni: «Ci chiange de Capudannu, chiange tuttu l’annu» o al contrario «ci rite de Capudannu, rite tuttu l’annu». Proprio perché si è all’inizio di un nuovo corso, le giornate cominciano a diventare più lunghe anche se di pochissimo (“de la strina, vanza nu pete de caddina”), si riteneva propiziatorio scambiarsi i doni. Nell’antica Roma i doni erano fichi secchi, miele, datteri focacce, promesse di un anno ricco in agricoltura.

L’ambito di riferimento era il mondo rurale, i prodotti della terra, lo scambio dei beni che si producevano. Quando la campagna ha cessato di esserlo anche per i valori che rappresentava e tramandava, l’abitudine della “strina” è venuta meno. Al suo posto i doni di S. Nicola (6 dicembre) di Babbo Natale (25) della Befana (il 6 gennaio).

Della “strina” rimangono alcune testimonianze di canti, appunto le “strine”, soprattutto nella Grecìa salentina. Intorno a Natale fino a Capodanno gruppi di cantori accompagnati da strumenti musicali andavano di masseria in masseria cantando della nascita del Bambino, augurando una buona annata e chiedendo doni che, di solito, non venivano mai rifiutati. Questa tradizione era radicata anche in Sicilia e Calabria, (provincia di Cosenza). Qui i cantori, se venivano rifiutati i doni, si allontanavano cambiando i toni del canto, non più invocazioni di benedizioni, ma invettive.

capodanno taviano 2013TAVIANO. Tutto pronto per una fine d’anno col botto, a Taviano. Dopo il successo della prima edizione dello scorso anno, si replica “Capodanno sul Corso” una nottata da favola, sul corso della “Città dei fiori”, all’insegna del puro divertimento, per giovani e famiglie. L’evento, ideato da Oscar Peschiulli, gestore del “Picador” a Gallipoli, prevede una serata ricca di appuntamenti con varie performance vocali, ballerini, attori e Djset. Per la regia di Federico Malafronte e con le coreografie di Delia Pellicciari, protagonista della serata sarà Maruska Starr (il suo vero nome è Dario Bovenzo, giovane attore, cantante e performer di musical) accompagnata da un corpo di ballo. Una serata nel segno della musica e del divertimento, in cui verranno interpretati brani di musica italiana e internazionale. A seguire sul palcoscenico Djset a cura di M20. “Abbiamo sposato immediatamente l’idea lanciata da Oscar Peschiulli –ha dichiarato il sindaco di Taviano, Carlo Portaccio – di rinnovare l’appuntamento con la notte del 31 dicembre sul corso, ricordando il successo dello scorso anno e perché crediamo fortemente che eventi di questo tipo possano contribuire a promuovere il nostro territorio e la nostra città”.

A Gallipoli è già iniziato  il conto alla rovescia per salutare il vecchio anno. L’Associazione Cantieri del Capodanno, con il patrocinio della Regione Puglia, Città di Gallipoli e Pro Loco Gallipoli, presenterà infatti i Pupi di Capodanno durante i Saint Sivestro’s Day 2014-2015. Oggi (28 dicembre) esposizione dei tradizionali pupi di cartapesta dal titolo “Il Corso del Giganti di Cartapesta” lungo Corso Roma a Gallipoli; il 29 e il 30 verranno installati i Pupi nei diversi rioni cittadini; il 31 dicembre a partire dalle ore 24 ci sarà lo sparo tradizionale dei Pupi. Il 1 gennaio infine, in Piazza Tellini, si terrà a partire dalle ore 20 e 30 il concerto di Capodanno con Antonio Castrignanò.

Tradizionale sparo del "pupo" di capodanno - Ass. Fideliter ExcubatGALLIPOLI. Per evitare intralci alla circolazione e disagi pubblici il governo cittadino ha stabilito le zone e i luoghi in cui sarà possibile posizionare i “Pupi” da far scoppiare alla fine dell’anno e con l’arrivo del nuovo. Decisione importante vista la crescita notevole delgi appassionati di questo rito festaiolo negli ultimi anni. Ecco le indicazioni da tenere a mente da parte degli organizzatori dei vari gruppi e associazioni, contenute nella deliberazione della Giunta comunale del 28 novembre scorso: via della Costituzione, via Udine, Torrione S. Venardia, viale Bari, via C. Massa, via Cagliari, cortile via Varese, via Agrigento, via G. Deledda, largo Stazione, via Firenze, piazza Duomo, lungomare G. Galilei, via Orvieto, via Maglie, via Savonarola, viale Europa, riviera A. Diaz, via Zacà, via Mantova, via Castriota, via Tricarico, riviera N. Sauro, via Alfieri, lungomare Marconi, via G. Arditi e via Scalelle angolo via Brescia. Ovviamente è vietato posizionare i “pupazzi” di cartapesta in altre zone cittadine.

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tabaccaio vincita 2013

Con orgoglio il tabaccaio di Sannicola (nella foto) indica il biglietto vincente del “Miliardario” che ha fruttato, nella vigilia di Capodanno, ben 10mila euro ad un fortunato e sconosciuto giocatore. Beh, non è sicuramente il modo migliore in assoluto per cominciare il nuovo anno (si spera che, nella scala di valori personale, non sia al primo posto!), ma uno dei più piacevoli sicuramente! Tanti auguri, con la speranza che il denaro venga ben utilizzato! 🙂

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raccolta-rifiutiSANNICOLA. Anche creando un apposito evento sul proprio profilo Facebook, il Comune ha avvisato che il servizio di raccolra rifiuti, l’1 e il 6 gennaio, sarà svolto regolarmente. L’Amministrazione ha così voluto sfruttare le potenzialità del social network più famoso, capace di raggiungere, in questo caso informando, un ampio ventaglio di utenti. Ma il rovescio della medaglia, a maggior ragione, è innegabile: gli internauti si sono divisi subito tra chi ha accolto con favore la notizia e chi con un certo disappunto, pensando agli operatori ecologici che dovranno lavorare anche durante le festività di Capodanno e dell’Epifania.

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FOTO MARINELLI/EMMEVITAVIANO. “Buon Capodanno sicuro a tutti!”: con questo augurio, i volontari della Protezione civile di Taviano, concludono le loro “istruzioni per l’uso” dei botti nella notte a cavallo tra il 2013 e il 2014.

Innanzitutto, raccomandano gli operatori tavianesi, mai comprare fuochi d’artificio illegali perché pericolosi, none ssendo in linea con i parametri ministeriali di sicurezza. I botti più elaborati, riservati ai maggiorenni, andrebbero acquistati solo dai rivenditori autorizzati, mentre quelli a basso rischio, che si rivolgono ai minori dai 14 anni in su, possono essere trovati anche nelle edicole e nelle tabaccherie.

Ma entrare in possesso di botti in regola non esaurisce, come sottolineano i volontari, il rischio d’incidenti che potrebbero derivare da un utilizzo scorretto degli stessi. Ecco, invece, come bisogna comportarsi: dopo essersi assiccurati di avere a disposizione un ampio spazio interno, posizionare i petardi su una superficia piana (in modo che non si capovolgano) ed allontanarsi immediatamente dopo l’accensione. Importante: non tentare mai di raccogliere né di riaccendere un botto che non ha funzionato.

Ma ad essere in pericolo, la notte di Capodanno, non sono solo le persone che, guidate dal buon senso, dovrebbero rispettare gli animali evitando di accendere un petardo nelle loro vicinanze. Sono tanti ogni anno, infatti, i cani e gatti feriti o spaventati dai fuochi d’artificio. In particolare, chi possiede un animale domestico, dovrebbe evitare di lasciarlo da solo stanotte, tantomeno legato e senza acqua.

Beh, che dire? Grazie ai preziosi consigli dei volontari e buon Capodanno a tutti!

SIMU SALENTINI – Certo non serviranno per fermare il tempo che mese dopo mese, settimana dopo settimana, giorno dopo giorno  passerà inesorabilmente.  Il tempo no,  ma tradizioni, storie,  avvenimenti particolari, certamente sì.

La fine di un anno e l’inizio del successivo è segnato dalla pubblicazioni di calendari di istituzioni, associazioni,  gruppi di amici,  che si ritrovano intorno ad un tema che accompagnerà lo scorrere dei fogli. Ne segnaliamo alcuni senza alcuna pretesa di completezza e di merito.

Gallipoli vanta il “Cantu te Caddhuzzu”, la cui prima edizione risale al 1990, ideato dalla Comunità del Canneto  e curato da Francky Tricarico e Alberto Romano. L’edizione 2014 comprende, tra l’altro, le biografie di poeti gallipolini. C’è poi il  “Calendariu lazzarone”(il titolo è già un programma) edito dall’associazione culturale “Edizioni dialettevoli” (foto).

Ad Alezio c’è il calendario curato dal  “Comitato di San Rocco e delle vecchie tradizioni” (foto): ogni mese una foto storica, proverbi barzellette e ricette. A Matino ritorna quello edito dall’associazione  “Autori matinesi” (foto) dedicato  quest’anno ai monumenti presenti sul territorio della città. E poi le consuete rubriche  che raccontano scorci della Matino storica, foto, proverbi, statistiche anagrafiche e l’annuario 2013.

A Parabita il calendario della basilica della Coltura con in copertina papa Francesco che sul sagrato di piazza San Pietro a Roma, benedice la copia del  monolito della Madonna durante la visita fatta da un gruppo di parabitani in Vaticano il primo maggio 2013. “Riprendiamoci il tempo” è l’invito rivolto nel calendario dall’associazione “A Levante – Spazi per la ricerca, l’arte, la memoria, il territorio” di Galatone che dà vita ad una rivista bimestrale omonima.

A Melissano, il calendario edito dagli “Amici di don Quintino” (foto), in collaborazione con la Gioventù francescana,  ha come tema “Due vite s’incontrano sulla via della santità”, un parallelo tra don Quintino, il finanziere melissanese che abbandonò la divisa delle Fiamme gialle diventando eremita, e San Francesco d’Assisi.

A Taviano c’è il calendario (foto) curato dall’”Associazione salentina per i servizi sociali, culturali e organizzativi” (Asco) che  affronta  il problema dell’emigrazione in città e sarà presentato il 29 dicembre 2013 presso l’Auditorium della scuola media; una “finestra aperta sulla storia/cronaca di Taviano” lo definisce il professore Giuseppe Cassini, presidente dell’associazione. Sempre a Taviano c’è  anche il calendario  edito dalla parrocchia dell’Addolorata con i più importanti appuntamenti della comunità ecclesiale nel prossimo anno.

 

Voce al Direttore

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Ora che è passata la festa – giusta: logistica adeguata a compiti delicati e decisivi per il grado di vivibilità – possiamo tentare...