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capitaneria di porto di gallipoli

Otranto – Non erano regolari neanche le boe messe a segnalare una rete “da posta”, come viene tecnicamente chiamata, che suddivisa in tre parti misurava una lunghezza di tre km circa. Reti anonime, in genere utilizzate dai pescatori professionisti, attrezzi che rientrano tra quelli “passivi”: disposte verticalmente, catturano il pesce che rimane impigliato: le hanno rinvenute gli agenti della Guardia costiera della Capitaneria di Gallipoli l’altro ieri mattina, durante un servizio per il controllo della pesca appunto.

Alla vista delle boe, situate in tratto di mare tra il Mulino d’acqua ed i laghi Alimini, gli addetti vi si sono avvicinati ma non hanno trovato niente che possa identificare i proprietari. Poiché le boe costituivano un pericolo concreto alla navigazione, gli attrezzi sono stati sequestrati. La parte del pescato , circa quattro chilogrammi – idonea al consumo è stata all’associazione Misericordia onlus di Otranto; il resto è stato distrutto dagli agenti dell’Ufficio circondariale marittimo di Otranto.

Gallipoli – Il lido più famoso di Gallipoli, il Samsara, deve sgomberare. La Sezione Quinta del Consiglio di Stato di Roma, che aveva esaminato la vertenza trattenendola per la decisione nella riunione del 7 giugno scorso, l’ha pubblicata ieri, confermando così le motivazioni che già il Tar di Lecce aveva messo a base del diniego circa il ricorso avanzato dalla società Sabbia d’oro srl.

La massima magistratura amministrativa ha ripreso e fatte proprie le valutazioni dei giudici del Tribunale amministrativo regionale sezione di Lecce. “Il punto centrale – si legge in un passaggio della sentenza lunga sette pagine – ai fini della decisione è rappresentato dal dato sostanziale e funzionale che, secondo quanto accertato dagli operatori della locale Capitaneria di porto, fosse in concreto impossibile utilizzare o anche semplicemente individuare le attrezzature finalizzate alla balneazione e le dotazioni di sicurezza”. In altri, termini, è riconosciuto un sostanziale snaturamento della originaria concessione per stabilimento balneare; da qui la decadenza della concessione per occupare quei 1.089 metri quadri in località Baia verde.

La sentenza da eseguire Il Collegio giudicante “ordina che la presente sentenza sia eseguita dall’Autorità amministrativa”. Le spese legali sono state compensate: tutti i soggetti costituiti in giudizio, dal Comune a Federbalneari Salento, alla società Sabbia d’oro, pagheranno i propri avvocati (il Ministero delle Infrastrutture e Trasporti è stato rappresentato dall’Avvocatura generale dello Stato).

I magistrati romani hanno demolito punto per punto le eccezioni sollevate dai legali della società gallipolina, fatte sia nei confronti delle modalità con cui gli agenti della Capitaneria di porto hanno girato il video nell’ispezione del luglio 2017, sia nei confronti del Comune per non aver rispettato nelle procedure “principi di gradualità e proporzionalità che devono necessariamente presiedere all’adozione di provvedimenti di decadenza sanzionatoria”. Non hanno inciso nella decisione, si precisa, le emissioni sonore in quelle quattro ore di attività che il Consiglio di Stato ha definito da “discoteca a cielo aperto” non assimilabile ad attività accessoria”.

La prima reazione “Il Samsara è un modello straordinario di turismo giovanile che ha portato tanti benefici in tutto il Salento. È mancata una normativa di riferimento estremamente chiara – è il commento di Giuseppe Coppola, presidente della sezione turismo di Confindustria Lecce – a cui attenersi. Una normativa che detti le regole sul demanio, dal momento che quella in vigore risulta obsoleta a causa dell’evoluzione del turismo a livello europeo. Occorre dunque accelerare il percorso legislativo per poter fronteggiare in maniera più incisiva le esigenze rappresentate da una fetta di turismo, quello giovanile, di cui l’Italia, la Puglia e il Salento non possono più fare a meno”.
“La proposta di Confindustria – rileva Coppola – è sempre stata quella di definire con chiarezza come poter utilizzare da parte dell’impresa il famoso 40% della concessione demaniale da destinare ad attività complementare. Che non è detto debba essere necessariamente legato alla somministrazione di musica. Perché esistono in altre realtà, e sono richiestissimi, anche altri tipi di offerte negli stabilimenti balneari che vanno dal benessere e quindi la possibilità di dotare gli stabilimenti balneari di vasche idromassaggio ed ogni altra innovativa attrezzatura, alla richiesta di pacchetti sportivi e quindi la possibilità di posizionamento di attrezzature per lo sport e l’attività fisica.
Tenendo sempre ben presente che non è il turista che sceglie il territorio, ma è il territorio che sceglie il segmento di turismo a cui rivolgersi in funzione dell’offerta proposta. Il turismo giovanile rappresenta una risorsa, ma deve viaggiare all’interno di regole ben precise. Indispensabili ad accrescere la reputazione di quella che in gergo viene definita destinazione turistica”.

Per le conclusioni Coppola richiama il dato, pubblicato giorni fa da piazzasalento.it sull’ammontare dei rifiuti raccolti: “L’estate 2018 è ormai alle battute finali ed i dati, quelli rappresentati dagli indicatori che fanno emergere il sommerso, dicono che a Gallipoli la produzione dei rifiuti del mese di agosto 2018 è stata di 10.000 kg. superiore a quella dell’agosto 2017. La crisi, dunque, c’è stata solo nella mente di chi ha sperato che ci fosse”.

 

Gallipoli – È tutto pronto per il “Premio Fratelli del Mare”, giunto quest’anno alla 25esima edizione, che si svolgerà sabato 25 agosto a partire dalle ore 20 presso la sede dell’Anmi (Associazione nazionale marinai d’Italia), su lungomare Marconi. Condurranno la serata il professor Gino Cuppone, la scrittrice Nadia Marra e Pamela Rizzello. Musiche a cura del maestro Enrico Tricarico, con il soprano Lucia Conte e Alessandro Gazza alla fisarmonica. Le coreografie sono a cura di Betty Boop Dance Academy, di Eleonora Benvenga.

Nato negli anni ’80 come “Premio Bontà”, nel decennio successivo il riconoscimento ha assunto la denominazione attuale e viene assegnato a coloro che si sono distinti in atti di altruismo, mettendo a volte a rischio la propria vita.

Il programma – Alle ore 19,30 è previsto l’arrivo delle autorità. A seguire, alle 20, ammaina bandiera e lettura della Preghiera del marinaio, con i saluti del presidente dell’Anmi Carmelo Scorrano e l’inizio della cerimonia di assegnazione dei premi. Tra i premiati di quest’edizione, l’ammiraglio di divisione Salvatore Vitiello (Taranto), Raffaela Giugni per “Marevivo” (Roma), Paolo Pagliaro per “Cuore Amico” (Lecce), il capo della polizia municipale Andrea Rossellini (Firenze) e il maresciallo luogotenente Marco Ancora (Soleto). La targa “In memoria” va quest’anno ad Antonio Zingarelli (già presidente Revisori). L’attestato di benemerenza per i 50 anni all’Anmi va invece al cavaliere Wilson Reali e a Carmelo Scorrano.

Il comitato d’onore è composto poi da Paolo Pagnottella, presidente nazionale dell’Anmi; monsignor Fernando Filograna, vescovo della diocesi Nardò-Gallipoli; Michele Emiliano, presidente della Regione Puglia; Antonio Gabellone presidente della Provincia di Lecce; Stefano Minerva, Sindaco di Gallipoli; Domenico Morello, comandante della Capitaneria di Porto di Gallipoli; Vincenzo Barba, senatore; e Attilio Caroli, socio benemerito.

 

Salve – Brusco inizio giornata stamattina per gli operatori che sul litorale del Comune di Salve si occupano di noleggiare gli ombrelloni e i lettini ai bagnanti. La Capitaneria di porto di Gallipoli, dopo aver constatato che l’attività di noleggio veniva svolta in modo irregolare in quanto in assenza del servizio di salvataggio previsto come essenziale dalla legge, ha dovuto agire bloccando le attività di balneazione. All’origine del disagio un precedente accaduto due giorni fa e dovuto al fatto che i noleggiatori cominciassero ad assegnare i lettini e gli ombrelloni prima che il servizio di salvataggio, affidato alla Protezione civile “La Torre”, fosse attivo, cioè alle ore 9.

Probabilmente in seguito a un tentativo di ridefinizione degli accordi tra l’Amministrazione comunale e l’associazione La Torre, si è giunti alla revoca dell’atto col quale veniva conferito incarico alla stessa. Con delibera del 4 luglio il Comune ha proceduto al ritiro dell’incarico conferito.  Di conseguenza stamattina sono stati “riconsegnati” i natanti strumentali al servizio che sono stati depositati all’entrata del Comune di Salve (foto) e rimosse le torrette di salvataggio dal demanio. Ulteriore conseguenza: gli operatori che avevano noleggiato lettini ed ombrelloni sono nuovamente stati multati poichè irregolari.

Di disappunto le reazioni dei bagnanti. “Stamattina è stato il caos – racconta un uomo originario di Salve, residente al Nnord e tornato qui in ferie – alcuni avevano montato gli ombrelloni e poi li hanno smontati e restituito i soldi ai clienti, per paura di un secondo verbale. Altri hanno rischiato e si sono beccati il secondo verbale da 1000 euro in tre giorni”.

La Protezione civile “La Torre”  forniva il servizio di salvataggio da più di 20 anni. Ora il timore principale è che questo disservizio che si è venuto a creare, se non risolto a breve, incida sul mantenimento del privilegio della bandiera blu, di cui dal 2009 il litorale salvese si fregia.

 

Nardò – L’area mercatale di Sant’Isidoro è abusiva? La questione tinta di giallo rimbalza da giorni su stampa e social network ma non è nuova. Lo scorso 29 maggio, in un modo o nell’altro, è arrivata anche in Consiglio comunale. Quel giorno infatti durante i lavori consiliari ha fatto irruzione in aula un gruppo deciso ma pacifico di commercianti operanti nella marina. Presa di mira però non l’Amministrazione comunale ma un consigliere di minoranza, il capogruppo pd Daniele Piccione. Per cercare di capire il motivo è necessario un passo indietro.
Il 19 aprile scorso Piccione chiede ad Asl, Comune, Capitaneria di porto di Gallipoli e Comando di polizia locale chiarimenti sul mercato di Sant’Isidoro. La risposta della Asl è dell’8 maggio ed ha una sorpresa: “Agli atti di questo servizio non risulta pervenuta alcuna richiesta né, di conseguenza, risulta essere stato rilasciato alcun parere e/o autorizzazione per l’area sita in Sant’Isidoro…”. L’area mercato quindi, attiva in quella zona da moltissimi anni, stando a quanto mette per iscritto l’Asl, potrebbe non essere mai stata autorizzata.

l 12 maggio si esprime anche la Polizia locale. «L’area mercatale in oggetto – scrive il comandante Cosimo Tarantino – risulta regolarmente inserita nella deliberazione di Consiglio comunale n.50 del 4/6/2010, con la quale veniva approvato il Piano commercio su aree pubbliche del Comune di Nardò. Nel quadro delle aree riconosciute e approvate come aree mercatali per il territorio comunale vi è disciplinato e regolamentato il mercato denominato “Jolly Mare – Sant’Isidoro” con un numero di trenta posti». Posteggi addirittura aumentati negli anni successivi, con ulteriori delibere del Consiglio comunale. Tuttavia il comandante Tarantino non esclude eventuali altre problematiche e, nonostante i commercianti risultino in possesso di regolare autorizzazione amministrativa, chiede agli uffici comunali preposti “di attivare il dovuto procedimento atto a chiarire la reale situazione sia dell’area mercatale in questione, sia delle altre site in Sant’Isidoro (nella marina è presente un’altra zona mercato oltre a quella in oggetto, ndr) e in località Quattro Colonne a Santa Maria al Bagno, anch’esse inserite e previste in seno al richiamato Piano Commercio”.
Temendo decisioni drastiche, i commercianti il 29 scorso raggiungono Palazzo Personè. Dopo il Consiglio comunale vengono ricevuti dal sindaco Mellone, dal vicesindaco Oronzo Capoti, dall’assessore al Commercio Giulia Puglia e dai consiglieri comunali Giuseppe Verardi e Luigi Venneri. «Questi commercianti – dichiarerà il primo cittadino al termine dell’incontro – sanno di essere in regola, pagano le tasse e fanno sacrifici importanti, come tutti in questo settore. Giustamente sono arrabbiati per le piroette del consigliere Piccione”, attacca Mellone. “Negli anni scorsi si è occupato direttamente delle problematiche del mercato – prosegue – è stato vicino agli operatori, li ha aiutati nelle pratiche amministrative, oggi di colpo si è “ricordato” che c’è qualcosa che non va, pretende verifiche di ogni sorta e vuole mandare sul lastrico queste famiglie. Il doppio gioco, inevitabilmente, non è sfuggito ai commercianti. Ma a parte questo, abbiamo scelto di incontrarli subito e di approfondire i loro problemi, con onestà e sano realismo, a differenza di qualcun altro che è scappato a gambe levate».

Il capogruppo del Pd non ci sta ovviamente a passare per il nemico dei commercianti e diffonde in rete un ulteriore documento. Si tratta di una lettera di quasi un anno fa, datata 10 luglio 2017, inviata dall’attuale primo cittadino Giuseppe Mellone al Comando provinciale della Guardia di Finanza di Lecce dalla quale si evince che era stato Mellone a chiedere un anno fa alle Fiamme gialle di intervenire per punire le irregolarità delle aree mercato di Sant’Isidoro, “al fine di ristabilire – si legge testuale – il minimo grado necessario di legalità, decoro urbano e sicurezza stradale. Intervento deciso, mirato e, se necessario, reiterato volto a risolvere la situazione”.
Prossima puntata in arrivo: nei prossimi giorni il confronto tra commercianti e amministratori proseguirà, stavolta alla presenza anche del comandante Tarantino.

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GALLIPOLI. Appena due i cantieri ispezionati in tre giorni la scorsa settimana in città, ma è assai lungo l’elenco delle inadempienze e dei veri e propri reati rilevati dalla Guardia costiera della Capitaneria di porto di Gallipoli. I titolari dei due cantieri  sono stati deferiti all’Autorità giudiziaria “per aver realizzato opere in assenza o difformità del permesso di costruire in zone sottoposte a vincolo paesaggistico; per aver eseguito innovazioni non autorizzate in aree demaniali marittime in concessione; per aver occupato abusivamente porzioni di demanio marittimo; per rimozione od omissione dolosa di cautele contro infortuni sul lavoro e per abbandono incontrollato di rifiuti sul suolo”, come si legge in un comunicato dettagliato del’autorità marittima.

Gli agenti hanno riscontrato su spazi del demanio pubblico in concessione, passerelle e pontili al di fuori delle norme di sicurezza sul lavoro; impianti di depurazione delle acque, colonnine di derivazione elettrica e idrica del tutto privi di autorizzazioni. E poi rifiuti speciali ed alcuni pericolosi abbandonati qua e là (resti di lavorazioni e di relitti tra cui vernici, oli esausti, filtri di olio, batterie esauste su pancali e senza alcun accorgimento per il contenimento di eventuali perdite di residuo sul suolo sottostante).

È scattato il sequestro per le opere ritenute abusive e insicure, mentre per il resto è stata fatta una multa di complessivi 6.500 euro, per i casi – come questo –  in cui le violazioni in materia ambientale non abbiano causato danni alle risorse naturali, oltre all’onnligo di sanare le irregolarità rilevate.

Senza titolo-1 copiaUn gommone con 22 siriani a bordo (lungo appena sei metri), diretto verso le coste salentine, è stato tratto in salvo nel pomeriggio di oggi dalla Guardia costiera a 20 miglia a sud del Capo di Santa Maria di Leuca. A coordinare le operazioni di salvataggio, avviate in seguito ad una richiesta telefonica di soccorso pervenuta alle 14,40 alla centrale operativa del 118 di Lecce, è stata la sala operativa della Capitaneria di porto di Gallipoli: ad essere impegnata è stata la motovedetta “Cp 886” dislocata presso l’Ufficio locale marittimo di Gallipoli con l’ausilio della motovedetta “Aegean faith”, di bandiera liberiana, dirottata sul punto stimato grazie all’ausilio dei moderni sistemi di rapportazione radio-satellitare in dotazione alle Capitanerie di Porto. A rendere particolarmente difficili i soccorsi sono state le avverse condizioni meteo marine,  con onde alte circa due metri e vento fino a 30 km/h. I migranti sono giunti al porto di Santa Maria di Leuca alle 17.15 per essere poi trasferiti, dopo i primi soccorsi e gli accertamenti di prassi, al Centro di accoglienza “Don Tonino Bello” di Otranto.

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