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Calendive

Gallipoli – Il tour per raccogliere fondi da impiegare nella lotta ai tumori, iniziato sul finire dello scorso anno con tre tappe di presentazione del progetto, può dirsi concluso. Con la soddisfazione che ha pervaso l’incontro di questo pomeriggio nella redazione di Piazzasalento. In prima fila alcune delle “Calendive 2018”, protagoniste del calendario la cui vendita ha portato nelle mani della Lilt e del centro Ilma, in avanzata costruzione sulla Gallipoli-Alezio, ben 6.520 euro. Presenti alla consegna ufficiale del contributo al dottor Giusette Serravezza, esperto oncologo e presidente fino a due anni fa della Lilt provinciale con sede a Casarano, Rosanna Conte di Morciano di Leuca come Paolo Sperti; Irene Dongiovanni, Elisa Pisignano, Cosimo Cassiano di Salve; Rocco e Daniela Casciaro di Acquarica del Capo, Paola Orlando di Alessano e il “padrino” di “Calendive & Friends 2018”, Vito Vergine, imprenditore turistico.

Come sarà e come funzionerà il centro Ilma è stato al centro della conversazione, coordinata dal direttore del giornale online Fernando D’Aprile ed iniziato con un fuori programma raccontato dallo stesso ospite: “Vede questa busta con i cuoricini? Vengo adesso da un paese della nostra provincia dopo aver raccolto questo contributo che una persona ultraottantenne periodicamente ci versa all’insaputa dei suoi stessi familiari. Sono tremila euro in contanti”. Poi rivolto alle “calendive” ha aggiunto: “Quello e questo vostro contributo s’inseriscono in una lunga catena fatta da tanti, da gruppi e da cittadini salentini generosi e soprattutto lungimiranti”, ha sottolineato Serravezza, principale animatore del progetto e della realizzazione dell'”Ilma”. Che funzionerà con tre settori base: il primo si occuperà di ricerca ambientale, branca poco presente qui e in Italia eppure è lì la chiave per capire e prevenire la malattia, in base alla salute del terreno e dell’aria”; la seconda sarà dedicata alla prevenzione attraverso ambulatori specializzati. “Ma la rete di base esistente oggi resterà in piedi per i primi controlli e per indirizzare poi, dopo i primi rilievi, alla struttura superiore”, ha detto il direttore scientifico della Lilt ad una domanda circa le 27 sedi con ambulatori di primo livello operanti in provincia. Il terzo settore sarà dedicato infine alla riabilitazione. “E’ stato un lavoro pionieristico – ha aggiunto Serravezza – ma di successo. Il centro alimenterà ricerca libera e indipendente; ogni 5 anni contiamo di pubblicare un rapporto sullo stato di salute della popolazione e dell’ambiente”.

Il calendario 2018 ideato da Irene Dongiovanni, in continuità con le “Calendive 2017”, è stato coordinato da Rosanna Conte di Morciano di Leuca e Paola Orlando di Alessano. Dodici scatti di film famosi mese per mese (Titanic, Ufficiale e Gentiluomo, La dolce Vita, Grease, Una giornata particolare e tanti altri) realizzati dal fotografo Aldo Isocento. Ventiquattro i modelli che si sono spesi per questa iniziativa. Tra le novità di questo anno il testimonial d’eccezione, Gabriele Greco, attore tv e fiction di successo (tra cui “Vivere”, “Centovetrine”, “Capri 3” e “Squadra Antimafia”). “La distribuzione delle 850 copie è stata personale, per via diretta e in rete”, raccontano le protagoniste, già col pensiero rivolto alla prossima raccolta.

Salve – Morciano – Alessano – Hanno ultimato il tour promozionale tra Salve, Morciano di Leuca ed Alessano ed martedì 5 dicembre sono venute al “Caffé in redazione” in via Sigismondo Castromediano a Gallipoli. A raccontare come per alcune di questo gruppo di donne – motore principale della storia con al centro un calendario particolare – la disperazione più cupa davanti ad un’aggressione feroce della malattia sia diventata per motivi misteriosi voglia di reagire per amore verso il prossimo.

Quel senso lancinante di impotenza. “E’ l’impotenza la cosa più insopportabile in certi momenti, pur di sfuggire ti aggrapperesti a qualsiasi cosa, non importa se non ufficiale, non sperimentata per bene”, racconta Irene Dongiovanni, il pensiero rivolto alla madre con un tumore al seno che sembrava sconfitto ed invece si è ripresentato fatalmente dieci anni dopo. Ha messo e rimosso le bende quattro ore ogni giorno, con la massima delicatezza per non potar via lembi di pelle, fra tante domande che turbinavano in testa. E’ tornato perché doveva tornare o per colpa della chemio? E se provassi con quello che hanno detto in tv? Tanto cosa c’è più da perdere? E se succede uno di quei miracoli che i medici non sanno spiegare? La madre se n’è andata a 72 anni e lei ha riversato la sua energia sulla ricerca, ha individuato la Lilt e il Centro Ilma in costruzione sulla Gallipoli-Alezio come obiettivo per cui lavorare, per cercare le cause ambientali di questi mali. E’ il progetto “Geneo”.

La disperazione che ti fa tentare qualsiasi cosa. Davanti ad un tumore ciascuno è solo con se stesso. La vicenda di Rosanna Conte, altra coordinatrice del progetto insieme a Paola Orlando, è simile – nelle angosce – a quella di Irene. Qui nel dramma è finito il padre 59enne. “Non c’è niente da fare, gli restano due mesi di vita, non ci sono farmaci o cure”, sentenziano i medici. E a te figlia viene da gridare: “Ma chi sei tu! Ma come ti permetti! Scatta una molla incontrollabile, vuoi fare qualcosa, anche solo per allungargli la vita di un mese”, rivela Rosanna. Sono i tempi della “cura Di Bella”, molto costosa tra l’altro. Si devono fare giri incredibili per ottenere la somatostatina, in alcuni passaggi servono persino gli avvocati. “Mio padre è vissuto nove mesi”. La vita ha voluto che il giorno in cui veniva seppellito il 31 dicembre nascesse la sua prima nipotina, Alessia, che lui aveva intravisto nella pancia della figlia. “Il dolore, che ha una forza terribile – sottolinea – mi ha spinta verso il volontariato, a stare con la gente, a dare una mano”. E a fare alcune foto del calendario con Aldo Isocento di Lecce.

Dodici scatti preparati con cura artigianale. Hanno curato ambientazioni, trovato scorci, creato vestiti  ed ecco 12 scene ispirate ad alcuni celebri film. Unico attore professionista Gabriele Greco (“Centovetrine”, “Squadra antimafia” tra le altre serie tv cui ha partecipato), siciliano e sposa di Gagliano del Capo. Come mai? “Un giorno è entrato a Leuca Piccola di Morciano, dove io facevo volontariato – ricorda Rosanna – ma io non l’ho riconociuto, vedo poca tv. Mi ha chiedo del luogo, gli interessava per certe riprese, chiedeva di avere dei contatti. L’ho aiutato e lui è poi tornato per fare il suo lavoro. Finito, mi ha ringraziato ed ha chiesto come poteva ricambiare: Mi sono consultata con Irene ed ecco l’idea del testimonial che lui ha molto volentieri accettato”.

Dove trovare i calendari e dare una mano al Centro Ilma. Ora i calendari sono in giro, tra rivendite e negozi dei tre paesi di riferimento e grazie al sostegno di Vito Vergine, noto gestore del lido “Maldive del Salento”. Ma un aiuto l’hanno dato anche persone di Tricase, Acquarica del Capo, Montesano di Alessano.  Chi vuol saperne di più – e dare qualche denaro al Centro Ilma – può consulare la pagina facebook delle “Calendive” o telefonare a Irene (339 4854036). “E’ una iniziativa nobile nei suoi fini – dice il Sindaco di Salve Vncenzo Passaseo, presente al “Caffè in redazione” col gruppo – il territorio salentino è duramente colpito, le popolazioni sono scottate per i limiti della ricerca e per le liste d’attesa. Anche il Comune di Salve ha aderito al progetto Geneo. Bisogna individuare e bonificare i siti inquinati”. Hanno partecipato all’incontro anche Tiziana Seracca, Elisa Pisignani, Paolo Sperti, Fabio Orlando, Beppe Elia, Daniela Casciaro.

 

 

In alto foto di gruppo per le undici “Calendive” di Salve che hanno posato: Marianne, Jolanda, Manuela, Silvia, Ilaria Antonella, Adriana, Irene, Silvia e Rossella

Foto di gruppo per le undici “Calendive” di Salve che hanno posato: Marianne, Jolanda, Manuela, Silvia, Ilaria Antonella, Adriana, Irene, Silvia e Rossella

SALVE. Un progetto a favore della vita e della speranza con il coraggio di chi non vuole arrendersi. Sono “Le Calendive 2017”, undici donne e mamme, di Salve che hanno posato per un calendario lasciando un segno importante per un fine nobile: dare un contributo alla lotta contro il cancro. Un volto, una storia, un’emozione in uno scatto capace di cogliere le molteplici sfaccettature dell’animo femminile raccolte in dodici mesi, grazie alla professionalità del fotografo Aldo Isocento. Loro si chiamano Marianne, Jolanda, Manuela, Silvia, Ilaria, Antonella, Adriana, Irene, Silvia e Rossella. Donne diverse, che hanno conosciuto il dolore della malattia in prima persona o attraverso la perdita di una persona cara (la madre, lo zio, un’amica, un conoscente) a causa del cancro. Irene Dongiovanni, segretaria dell’Associazione “Il Giarlasofferenza di questo dramma – spiega Irene Dongiovanni – la molla che ci ha spinto e ci ha unito è stata la solidarietà».

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