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bufale internet

Gallipoli – A chi lottava tra la vita e la morte nel Settecento veniva riservato, come estremo tentativo, un soffietto rettale on fumo di tabacco. Prima e dopo quel periodo credenze e dicerie mediche non si contano; di alcune si trovano tracce scritte. Ma il tentativo, comprensibilmente umano, di trovare rimedi salvifici (spessissimo rivelatosi invece dannosi) non accenno a diminuire. Adesso in Italia si ‘ in piena bagarre con al centro i vaccini: “Dieci sono troppi”, “sono somministrati troppo presto”, “causano l’autismo”, “hanno gravi effetti collaterali”. Queste ed altre “controindicazioni” non hanno allo stato alcun fondamento scientifico eppure – a differenza di pochissimi decenni fa suscitano un grande interesse e movimenti fieramente convinti delle proprie buone ragioni che prescindono dalle conferme in sede di esiti acclarati.

È la rete a generare una propagazione di tesi a volte troppo disinvolte e ad azzerare i saperi di chi magari ai vaccini, per fare un esempio attuale, al loro studio ed all’impiego che se ne va ha dedicato una vita. Cosa fare per limitare i danni sul piano medico e a diffondere notizie verificate su varie patologie? Se lo sono chiesti alcuni medici del Policlinico di Bari: Vincenzo Montinaro (originario di Alezio), Francesca Cianciotta, Vicenzo Di Leo, Chiara Villani, Silvia Matino, Pasquale Gallo, Marica Giliberti, Vincenza Colucci. La risposta è stata: contrastare la disinformazione digitale con notizie certe e verificate nel campo della nefrologia. “Estrapoliamo notizie scientifiche rilevanti per la Medicina e soprattutto la Nefrologia – spiega il dottor Montinaro – provenienti dagli ultimi studi e li forniamo con un breve commento”. E poi via in rete ciò che fino a poco fa era destinato solo a riviste specializzate. La svolta – in un mondo spesso ingessato da procedure e consuetudini anche non scritte come quello medico – non è da poco ed è basata su di una ricerca del World Economic Forum del 2013, in cui si rileva che “la disinformazione digitale di massa è uno dei principali rischi per la società moderna”.  Medici specialisti in campo allora,  per dare un contributo a selezionare le notizie scientifiche e quelle “cospiratorie”, attinte queste ultime per lo più da mezzi di informazione alternativi cui si rivolgomo quanti sono critici verso i media tradizionali. “La differenza sostanziale tra le due tipologie di notizie – sottolineano i nefrologi del Policlinico – è la possibilità di verificarne il contenuto. Delle notizie cospiratorie (e spessissimo dannose per la salite dei malati) è difficilissimo risalire alle fonti ma propagano terapie fortemente alternative a quelle raccomandate”.  Si veda come esempio l’articolo sui progressi nel trattamento della nefrite lupica del dottor Montinaro, in cui si citano dati (4.222 soggetti esaminati), fonti (laboratori delle università di Sidney e Bari), i 53 studi inclusi nella ricerca.  Come dire, carta canta. Per chi non vuole inseguire le ben più comode ma pericolose “bufale”.

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