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bruxelles ulivi

Enzo Lavarra e Fabrizio Nardoni

Enzo Lavarra e Fabrizio Nardoni

GALLIPOLI. Gli ispettori del servizio Fvo dell’Unione europea per constatare lo stato d’infezione da batterio da quarantena, dopo otto giorni di sopralluoghi e colloqui finiti il 25 novembre, sono ripartiti da Gallipoli lasciando dietro di sè qualche dubbio, se non proprio dei sospetti circa l’effettiva affidabilità delle istituzioni italiane in questa emergenza.
Tutti i Paesi del Mediterrano e oltre, come testimonia la tv araba “Al Jazeera”, stanno alzando i livelli di attenzione sulla Xylella fastidiosa, ceppo Codiro, e sugli insetti vettori, le sputacchine, ancora “a piede libero”, pronti ad attaccare altri ulivi con la prossima primavera e le calde temperature.

È stato pensato e nominato dalla Regione un Comitato consultivo permanente. Ne fanno parte l’assessore regionale alle Risorse agroalimentari; sei direttori (funzionari regionali) di settori quali la sicurezza ambientale, aspetti rurali, mobilità, promozione della salute, servizi per l’agricoltura, Osservatorio fitosanitario regionale; il Comandante regionale del Corpo Forestale dello Stato; il direttore dell’Arif (Agenzia regionale atti- vità irrigue e forestali); l’assessore all’Agricoltura della Provincia di Lecce; rappresentanti dell’Associazione nazionale Comuni d’Italia (Anci), della Federazione regionale Coldiretti Puglia, della Confederazione italiana agricoltori Puglia, di Confagricoltura, della Confederazione produttori agricoli (Copagri), di Confcooperative Puglia, Lega delle Cooperative di Puglia, Uecoop, delle associazioni vivaistiche; un esponente delle istituzioni scientifiche a supporto dell’Osservatorio fitosanitario regionale; i rappresentanti dell’Università di Bari, Foggia e Lecce, competenti per materia, designati dai rettori. Totale: 23 persone. Per molti, un po’ troppe per essere anche efficaci. Per il resto, non si riesce ad andare oltre. Il decreto con la nomina di un commissario straordinario, coordinatore da questa area “rossa” di tutti gli interventi, le analisi ed i servizi anti-epidemia, sebbene sia pronto e sul tavolo del ministro delle Politiche agricole Maurizio Martina e concordato col presidente della Regione Nichi Vendola e l’assessore Fabrizio Nardoni, è – mentre andiamo in stampa – ancora lì per inspiegabili resistenze.

Sulla carta anche le misure insetticide, sulla cui urgenza tutti convergono, salvo dividersi su modalità e quantità, elementi pure importanti che però non si riescono ad approfondire fino ad una decisione. Non è stata pubblicata neppure la nuova mappa con le ormai famose tre zone, che pure è stata presentata agli ispettori per concludere che a nord della provincia di Lecce sembra tutto normale. Qualcuno protesta (i consiglieri Sergio Blasi, Pd, e Luigi Mazzei, Fi, perchè non c’è ancora una cabina di regia, magari con sede a Gallipoli. Qualcun altro, in ginocchio come i vivaisti e gli olivicoltori, invocano sostegni. Ribadisce stizzito Enzo Lavarra, già eurodeputato e nella commissione Agricoltura Ue, oggi consigliere del ministro Martina: «È assolutamente necessario un coordinatore, è evidente. La politica denota un distacco abissale dalla gravità della situazione». Già. Intanto si rischia di perdere un altro autunno.

ulivi potati malatiRACALE .«I nostri soci ci chiamano in continuazione, ci telefonano ogni giorno: vogliono sapere che si è deciso, cosa c’è da fare… noi rispondiamo di seguire le buone pratiche agronomiche: pulire i terreni degli uliveti, usare qualche insetticida comune per tenere lontani gli insetti vettori, tagliare i rami ormai secchi e disinfettare per bene gli attrezzi da taglio. Ma secondo noi, ci vorrebbe anche  un corso informativo sui sintomi della Xylella, non basta un ramo secco…»: Enzo Manni di Racale, presidente di una delle più importanti cooperative olivicole della zona, traccia il quadro di chi si trovava e si trova in prima linea, con tutte le preoccupazioni che purtroppo non scemano, anzi.

«La ricerca va avanti – aggiunge – ma io la vedevo male sin dagli inizi e l’umore mio e di altri, davanti ad una malattia degli ulivi mai vista da queste parti, è ancora quello». Le decisioni prese in sede di Unione europea, presentate a Lecce nei giorni scorsi in una riunione piuttosto agitata, danno un piccolo sollievo ai vivaisti: il blocco delle esportazioni fuori Salento di piante è limitato solo a ulivo, quercia, oleandro e drupacee. Per il resto, ogni zona di contagio (da quelle di Trepuzzi- Surbo a quelle di Galatina-Sternatia-Copertino, fino a quella ben più vasta di Gallipoli) avrà intorno un cordone sanitario largo due chilometri. Si spera così    di tamponare la propagazione del contagio.

«Abbiamo portato a casa – ha affermato il capo dell’Osservatorio fitosanitario della Regione Puglia, Antonio Guario – decisioni non drastiche, nonostante le premesse non buone. Abbiamo evitato eradicazioni di massa». Si attende per i particolari la pubblicazione delle decisioni sulla Gazzetta ufficiale: considerati i tempi canonici, ci vorrà almeno un altro mese. Poi cosa fare nei 23mila ettari infetti sarà cosa nota e operativa. Ma gli ulivi malati hanno già indicato qual è il loro destino.

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