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BRUNO CONTINI

Supersano – Non avrà trovato posto nei libri di storia e tra i banchi di scuola, ma la guerra raccontata nel romanzo del prof. Bruno Contini continua ad appassionare, facendo luce su una vicenda poco conosciuta della cronaca locale. Ha stupito la giuria del Premio letterario internazionale Nabokov il lavoro inedito “La Grande Guerra del Salento”, che lo scorso 13 gennaio nel teatro di Novoli si è classificato al terzo posto nella sezione “Narrativa”. Una nuova avventura per l’ex dirigente del “De Viti De Marco” di Casarano ora in pensione, ma non una semplice parentesi: «Mi sono imbarcato in questa nuova impresa – commenta Contini – in passato mi sono occupato e ho scritto di Storia Patria, ma da molto tempo avevo questo “pallino” in testa. La storia narrata nel romanzo si basa su un racconto di mio padre che mi ha sempre incuriosito. Dopo tante promesse, finalmente un giorno mi parlò a lungo di quella vicenda. Ed è proprio in quel momento che ho sentito di voler realizzare il sogno di poterne scriverne».

Quella che emerge dalle pagine del libro è una storia d’amore tormentata alla quale si intrecciano rivalità, deliri di onnipotenza, follia e desideri di potere, quasi un forte richiamo alla vicenda che contrapponeva Montecchi e Capuleti. Se l’Italia si leccava le ferite dopo due guerre mondiali, nel Tacco si scatenò un’altra feroce battaglia, dove a sfidarsi furono gli abitanti di due paesini, Supersano e Ruffano. Come quella “ufficiale”, anche la guerra “locale” arruolò eroi al di fuori della loro volontà e andò via lasciando sul campo “vittime” innocenti, a partire da Ernesto, un imprenditore agricolo proveniente da una famiglia potente, presidente della squadra di calcio di Supersano, e Alfredo, un generale in pensione del regime fascista, presidente della squadra di Ruffano. A causare nel 1949 la contesa campanilistica infatti fu proprio una partita di calcio che di lì a poco avrebbe coinvolto in una vera e propria guerriglia tutti gli abitanti di due paesini. «Amici nella vita privata, i due giovani rivaleggiavano per affermare il proprio potere e accrescere il consenso popolare, e la partita di calcio fu l’arma scelta per il loro duello, alimentando un tumulto tra le tifoserie, sfociato poi, nel post partita, in una serie di rappresaglie urbane», spiega spiega l’ex dirigente.

Tra campanilismo e potere, a muovere le fila della storia sono anche due Romeo e Giulietta inediti: Agnese, graziosa ragazza di Ruffano innamorata di Augusto, suo compaesano e Giulio, un ragazzo semplice e solare di Supersano. I due si incontrarono durante la partita di calcio dell’andata e s’innamorarono, dopo aver scoperto il tradimento di Augusto, il quale accecato dalla gelosia decise di eliminare il suo rivale in amore e assieme ai suoi complici colpì duramente Giulio lasciandolo tramortito a terra e uccise in un agguato il suo amico Antonio, approfittando del disordine generale. L’episodio fu interpretato dai supersanesi come una ritorsione per gli episodi accaduti al campo e determinò una nuova rappresaglia, il giorno seguente, con un agguato ai cittadini ruffanesi, seguito da ancora nuovi scontri tra migliaia di persone. Il testo, ancora inedito, presto raggiungerà il grande pubblico: «L’obiettivo è quello di ricordare alle nuove generazioni quello che le giovani generazioni di allora fecero, e ribadire il concetto che non si può morire per una partita di pallone. Al momento – conclude Contini – sto valutando diverse offerte editoriali. Ho avverato un mio piccolo desiderio, il mio prossimo obiettivo sarà ora quello di pubblicare e far conoscere questa storia».

Il consueto assalto ai pullma in via Ombrone. Sotto Bruno Contini, dirigente scolastico dell’Itc “De Viti De Marco”

Il consueto assalto ai pullma in via Ombrone. Sotto Bruno Contini, dirigente scolastico dell’Itc “De Viti De Marco”

bruno contini dirigente de viti de marco - casaranoCASARANO. «Il prefetto e i sindaci del comprensorio di Casarano intervengano per garantire un trasporto pubblico efficiente da e verso gli istituti casaranesi». È il dirigente dell’Istituto tecnico economico “De Viti De Marco”, Bruno Contini, a denunciare “il disagio degli studenti provenienti da Racale, Acquarica del Capo, Taurisano, Ugento, Melissano e Taviano a causa delle disfunzioni del servizio di trasporto scolastico prestato dai pullman dell’azienda delle Ferrovie del sud-est”.
Proprio per rendere manifesto al presidente regionale Vendola e all’assessore regionale con delega ai trasporti “ogni disapprovazione per la situazione di inefficienza”, il dirigente invita le amministrazioni comunali dei centri coinvolti ad approvare un’apposita delibera consiliare. «Gli alunni – spiega Contini – mi riferiscono che, nonostante siano in possesso di regolare abbonamento, molto frequentemente, non sono presi a bordo dagli autisti e dunque sono abbandonati alla fermata dell’autobus, creando, per tali motivi, non solo grossi disagi alle famiglie, ma soprattutto rendendosi responsabili di abbandono per strada degli alunni minorenni. I pullman, se passano e quando passano, sono stracolmi all’inverosimile».

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