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Daniele Vantaggiato (a sinistra)

A sinistra un gioioso Daniele Vantaggiato dopo aver piegato uno dei 128 portieri delle squadre avversarie. Suo il record di gol con la maglia granata

NARDÒ. V come Vicentin, V come Vantaggiato. Il primo, bomber del presente, sta trascinando il Toro a suon di gol; il secondo è invece il più prolifico marcatore della storia del calcio neretino. Daniele Vantaggiato, otto stagioni tra Dilettanti e Serie C2 in maglia granata, dal ‘93 al 2001 e la bellezza di 128 reti all’attivo, con un gol ogni due partite. Un amore con la città di Nardò mai terminato: «Ci torno spesso – dichiara l’ex attaccate brindisino – in quella che considero la mia seconda casa». Tanto prepotente in campo nello scardinare le difese avversarie, quanto cuore d’oro fuori avvolto dal fiume dei ricordi granata. «Come la vittoria – racconta Vantaggiato – del campionato Dilettanti del 1997/98, col conseguente sbarco nel professionismo. E poi i gol: tanti sì, decisivi soprattutto». Due, in particolare, da incorniciare. «Nella stagione 1999/00, in C2, in casa contro il Foggia, pareggiammo 2-2: sotto un tremendo acquazzone realizzai una doppietta, ma il gol in colpo di testa in tuffo su cross di Natale lo ricordo con un brivido. Sempre tra le mura amiche, in quell’annata, vincemmo 1-0 con l’Acireale: sugli sviluppi di un corner, di piatto, indirizzai la sfera sul palo opposto. Che boato il pubblico. Un anno tosto, conquistammo la salvezza all’ultima giornata».

Appesi gli scarpini al chiodo nel 2010, Vantaggiato è ora un fervente tifoso del Toro. «Sono stato allo stadio in occasione della gara interna col Novoli: ho ammirato un’ottima squadra con un pubblico caloroso, come ai miei tempi. Credo che i granata abbiamo grandi possibilità di vincere il campionato di Eccellenza. È sempre un piacere tornare a Nardò, sono rimasto in contatto con molti tifosi che mi informano sulle sorti del club». Il tecnico Nicola Ragno è una garanzia. «Ebbi la fortuna di averlo come compagno di squadra al Galatina, poi l’ho avuto come allenatore a Francavilla. È capace, scrupoloso, conosce la categoria e ogni singolo calciatore. Poi prepara la gara come nessun altro. È lui l’uomo giusto per vincere».

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Alezio. Con un gol di pallonetto tra applausi e qualche lacrima,  “bomber” Sandro Romano (foto) ha ufficialmente dato il suo addio al calcio giocato. Le scarpette al chiodo le aveva appese già al termine della passata stagione, dopo la vittoria nel campionato di Terza categoria, ma ora è arrivata la festa.

L’Usd Alezio ha voluto dedicare al giocatore aletino una “due giorni” di festeggiamenti che ha visto la partecipazione di un numeroso pubblico per la disputa delle gare “speciali” in cui l’Alezio, capitanato da Romano, ha giocato  prima contro il Gallipoli e poi contro le vecchie glorie del calcio aletino.

Per l’occasione a Romano è stata consegnata una targa ricordo, con la quale la compagine aletina ha voluto ringraziare e omaggiare il calciatore per il suo impegno in tanti anni di carriera.

Romano è stato il bomber dai grandi numeri: nel 1999 festeggiò le 100 marcature dedicandole al compianto Gigi Caggiano, mentre dieci anni più tardi è giunto a quota 200, dedicandola alla madre Adelina prematuramente scomparsa. La storia calcistica tra l’attaccante e l’Alezio è durata ben 18 anni, dal 1994 al 2012, con due brevi parentesi nel 1999 e nel 2003 quando Romano militò prima nel Gallipoli e poi nel  Tuglie.

«In quegli anni, seppur a malincuore, ho lasciato l’Alezio, che militava nelle categorie inferiori, solo perchè volevo provare a giocare nei campionati di Prima categoria», ha affermato Romano.

Nicolas Pisanello

Gallipoli. Il calcio gallipolino continua a sfornare talenti: proprio nei giorni scorsi, Lorenzo Barba, 16 anni appena compiuti, attaccante dal fisico poderoso e con notevoli prospettive di crescita tecnica, si è trasferito dall’As Montefiore, società che ne deteneva la proprietà, al Teramo Calcio, società professionistica del campionato di Seconda Divisione della Lega Pro. Una gran bella soddisfazione per il sodalizio ionico guidato dai fratelli Maurizio e Giulio Marzo. La storia si ripete, perché Lorenzo Barba intraprende così il percorso di altri suoi conterranei, come Carrozza, Scialpi, Benvenga, Carretta, da tempo transitati nel calcio che conta.

Il baby Barba è un attaccante, il cui talento è tuttora nella fase embrionale: il ragazzo si sta plasmando ed è nella fase più delicata per ciò che concerne i progressi tecnici, quelli che gli dovrebbero poi consentire di fare il definitivo salto di qualità. Il Teramo, appena acquisite le prestazioni tecniche, lo ha comunque aggregato immediatamente alla prima squadra, con la quale sta svolgendo la preparazione in vista della stagione 2012–2013.

Nella “Monrefiore” Lorenzo è entrato quando aveva cinque anni, ha raggiunto i primi frutti sperati grazie anche alla competenza e abnegazione dei suoi tecnici, Fontanarosa, Giumentaro, Previtero.

Su Lorenzo Barba, oltre al Teramo, c’era stato anche l’interesse di società più blasonate come Pescara e Crotone, che più volte hanno inviato i propri referenti tecnici per valutare di persona le prestazioni del giovane calciatore. Più che soddisfatti i dirigenti della “Montefiore”. Dice Maurizio Marzo: «è l’ennesimo risultato ottenuto come settore giovanile, per noi è appagante aver condotto un nostro ragazzo verso un percorso sportivo di ampie prospettive, sempre che la fortuna faccia la sua parte e la voglia di migliorare continui a motivare Lorenzo Barba, che ha doti tecniche e caratteriali ancora non del tutto espresse, data la giovane età».

 

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