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enza-portogheseRACALE. «Quest’anno vorremmo inserire durante la giornata dedicata al Salento, l’intervento di un esperto che possa raccontare agli ospiti l’eccellenza della Dop del Vostro territorio di riferimento, la patata Dop di Galatina»: questo l’invito arrivato nei giorni scorsi all’associazione produttori dal consorzio Masserie didattiche che alla Bit, la Borsa internazionale del Turismo di Milano dall’11 al 13 febbraio, coordina lezioni di cucina e laboratori didattici rivolti a tour operator, buyers, addetti ai lavori del turismo gastronomico. Detto, fatto. La Rete delle Masserie didattiche di Puglia ha delegato la propria associata Enza Portoghese (Masseria didattica “Adamo” di Alliste). Ed è successo l’incredibile (foto).

«L’anno scorso – ricorda la dottoressa Portoghese, originaria di Gallipoli – sempre sul tema di raccontare la Puglia con le pietanze, avevo preparato zuppa di cicerchie, vongole e menta e credevo, dalla risposta avuta da oltre un centinaio di giornalisti, di aver raggiunto il massimo. Quest’anno è andata ancora meglio con le patate dop». Eppure nei piatti c’era “soltanto” una insalata di patate alla salentina. «È il gusto di queste nostre patate a fare la differenza e a meravigliare giornalisti e opera- tori di tutto il mondo – sottolinea l’operatrice didattica – così tanto da ricevere già in quella sede inviti per tenere laboratori in altre parti del mondo».

 

Di Enza Portoghese
Operatrice didattica della Masseria didatica “Adamo” di Alliste

20160217161753Non avrei mai immaginato che un piatto di insalata salentina (così la chiamo io perchè gli ingredienti  identificano solo questo tratto di terra meravigliosa: la patata novella Sieglinda terra rossa, pomodori secchi baciati dal sole, l’origano selvatico, capperi e olive Celline), conquistasse il palato dei numerosi giornalisti presenti alla Bit di Milano; sembrava avessero assaggiato le patate per la prima volta.
E’ stato un susseguirsi di scatti fotografici per questo piatto così semplice, così povero, ma così gustoso e, cromaticamente parlando, così invitante, (permettetemi  la metafora) tanto da vivere l’atmosfera di grande attenzione di una “diva di Hollywood”.
Pensavo di aver raggiunto il top, nella scorsa edizione della BIT, quando in uno show cooking  per i giornalisti, ho realizzato, la zuppa di cicerchia con vongole e menta (il piatto forte del nostro ristorante), dove l’ingrediente indispensabile che dà un sapore particolarissimo e crea una base cremosa alla zuppa, è proprio la patata novella Sieglinda.

Alcuni di quei giornalisti erano presenti anche quest’anno e mi hanno riferito di aver realizzato la ricetta della mia zuppa di cicerchia, ma non avevano ottenuto gli stessi risultati. Questi i l oro commenti: “Ora ne capiamo il motivo: solo cultivar di patate, con queste caratteristiche organolettiche danno il valore aggiunto ad un piatto povero della cucina Salentina”.

Un giornalista giapponese mi ha chiesto di riproporre il laboratorio sulle patate in un evento internazionale che si terrà a New York per promuovere la dieta mediterranea.
Ci andrò volentieri e presenterò un menu tutto a base di patate, dall’antipasto al dolce!

Concludo dicendo che una volta l’espressione “Mangiapatate” veniva usata come  insulto riferito a qualcuno, come per dire  “morto di fame” o appartenente ad un ceto basso.

Oggi essere “mangiapatate”, se sono le patate novelle Sieglinde terra rossa di Galatina (da settembre 2015 riconosciute DOP) è veramente un lusso.

L’inizio del lungo iter per il riconoscimento della Dop per la patata Sieglinde, segna per me  l’inizio di una amicizia che mi ha riempito e continua a riempirmi di emozione: quella con Roberto Benigni, il mio mito. Ora vi racconto.

Il progetto per il riconoscimento fu presentato alla cittadinanza di Alliste nell’auditorium della scuola media e, per l’occasione, l’allora sindaco Anna Campagna, invitò l’onorevole Massimo D’Alema affinchè evidenziasse ai produttori l’importanza di questo riconoscimento sia sotto il profilo  della commercializzazione sia di tracciabilità.
Fu in quella occasione che l’on. Massimo D’Alema mi chiese delle patate da regalare al suo amico  Roberto Benigni, grande mangiatore come lo definiì: “nessuna cosa lo rende felice più delle patate” aggiunse.

Da allora le spedisco ogni anno al grande Roberto Benigni. E lui mi chiama puntualmente per ringraziarmi chiamandomi “Enza delle patate” ma io aggiungo “e dell’olio!”.

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