Home Tags Posts tagged with "bilancio demografico Nardò"

bilancio demografico Nardò

by -
0 469

PzzSlnt_40_01.inddNardò. Il dato del 2014 non è il peggiore registrato a Nardò negli ultimi 12 anni censiti dall’Istituto nazionale di statistica, ma preoccupa lo stesso, se non altro perchè conferma una situazione di sofferenza demografica. Sono nati 7,7 bimbi ogni mille abitanti; nel 2002, 12 anni prima, ne nascevano 11,6. I grafici segnalano che gli anni della svoltà all’ingiù sono stati quelli tra il 2007 (11,4 per mille) e il 2008 (8,5). Peggio del 2014 i neritini hanno fatto nel 2013 (7,6) e l’anno prima (7,5). In cifra fissa i bebè sono stati 352 nel 2002 e 246 nel ‘14; gli anni migliori nel 2006 (361) e l’anno successivo (354). Poi la discesa ininterrotta ad oggi, anche se con qualche sussulto di ripresa.

Dall’osservatorio privilegiato quale è una parrocchia, un giovane sacerdote (dal 10 febbraio scorso), don Giuseppe Venneri (foto a sinistra), parroco neretino 37enne della Chiesa Madre di Galatone, osserva e commenta: «Dalle poche pratiche matrimoniali che sto gestendo, constato la non disponibilità a sposarsi e di conseguenza a fare figli. Ci si sposa meno, i ragazzi hanno paura, il futuro spaventa. Il figlio è visto come un impiccio. Non faccio differenza tra famiglie cattoliche e non. Anche chi viene in chiesa a sposarsi, lo fa con coraggio. C’è di fondo un po’ di egoismo e di individualismo nel rifiuto del matrimonio (e di conseguenza nel diventare padri o madri)». Ma non è tutto: «Poi c’è la questione economica. A volte incontro padri di famiglia in cassa integrazione o senza sussidi. E comunque la condivisione si sopporta malvolentieri, al di là delle crisi economiche. Ho visto pratiche di scioglimento di matrimoni ad un mese dal matrimonio stesso. Oggi va controcorrente chi si sposa», conclude don Giuseppe.

Dall’alto del Comune, i punti in evidenza non sono poi molto dissimili dall’analisi appena fatta. «I mutamenti sociali intervenuti negli ultimi anni hanno fatto sì che ci si sposi in genere più tardi e si facciano di conseguenza meno figli, uno, masimo due», afferma l’assessore alle politiche sociali Nardò, Carlo Falangone (foto a destra), presidente anche dell’Ambito sociale di zona di cui fanno parte anche Galatone (dal 10,1 all’8,6) e Seclì (dall’11,5 per mille addirittura al 4,7). Per Falangone il deterrente numero uno è l’insicurezza sul piano del lavoro; si resta nel proprio nucleo familiare il più a lungo possibile, di conseguenza, nonostante i sostegni da Stato e Regione. «L’emancipazione delle donne, per fortuna di grande attualità, aggiunge un altro elemento su cui riflettere – prosegue l’assessore – che al Centro-Sud non è adeguatamente accompagnato con asili nido, ludoteche, centri diurni. Qui siamo al di sotto della metà degli standard nazionali. Al Nord ci sono sezioni per i figli dei lavoratori nelle fabbriche; qui da noi non prendono piede. Eppure sono strumenti utili per le giovani coppie: c’è tanto da recuperare».

Ha collaborato Stefano Manca

Voce al Direttore

by -
Ora che è passata la festa – giusta: logistica adeguata a compiti delicati e decisivi per il grado di vivibilità – possiamo tentare...