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Corigliano d’Otranto – Castello de’ Monti sabato 26 maggio alle ore 18.30 ospiterà un incontro informativo sulla cultura della donazione e del trapianto di organi, tessuti e cellule. “Io dono, non so per chi ma so perchè” è organizzato da Aido (Associazione italiana per la donazione di organi, tessuti e cellule) in collaborazione con il Comune di Corigliano nell’ambito delle iniziative della Festa dello Sport 2018. L’incontro affronterà tutti gli aspetti medico-scientifici, psicologici e sociali che consentono la donazione e il trapianto. Inoltre grande spazio sarà riservato ad approfondimenti di medici specialisti e alle testimonianze di donatori, riceventi e familiari dei donatori per divulgare la cultura della donazione come opportunità per offrire, a chi ne ha bisogno, non una speranza ma una effettiva certezza per ritornare a vivere. Dopo l’introduzione della sindaca Dina Manti (foto) e della responsabile dell’ufficio anagrafe Nadia Vizzi, la dirigente del Centro regionale trapianti della Puglia Raffaella Guido illustrerà l’attuale situazione nella nostra regione in materia di donazione; a seguire il responsabile donazione e trapianti dell’ospedale di Scorrano Domenico Corlianò interverrà sul tema “morte cerebrale  e consenso alla donazione” mentre Maria Caterina Carbonara, coordinatrice territoriale per i trapianti d’organo all’ospedale Vito Fazzi di Lecce, approfondirà gli aspetti che riguardano la manifestazione di volontà alla donazione di organi e tessuti; chiuderanno l’incontro le testimonianze di donatori, di riceventi e di familiari di donatori. L’incontro sarà moderato da Rita Cuna, presidente della delegazione pugliese Aitf (Associazione italiana trapiantati di fegato).
Il Comune di Corigliano d’Otranto, come tantissimi altri comuni in Puglia e in Italia, ha aderito al progetto nazionale Una scelta in comune per offrire a tutti i cittadini che richiedono o rinnovano la carta d’identità, l’opportunità di esprimere in piena consapevolezza la loro adesione o il rifiuto alla donazione.

 

Collepasso – Il Gruppo Aido (Associazione italiana donatori organi) di Collepasso compie 30 anni, essendo nato nel marzo 1988. Il Gruppo è oggi intitolato al compianto prof. Salvatore “Totò” Ria, prematuramente scomparso nel Natale 2014. I suoi reni, fegato e cornee, espiantati presso l’ospedale di Casarano, furono donati a persone in attesa di trapianto. Questo atto di generosità commosse allora tutto il paese.

Giovedì 12 aprile alle ore 19 l’Aido, in collaborazione con la Fidas (donatori di sangue) e con il patrocinio del Comune di Collepasso, festeggia la ricorrenza con un incontro pubblico presso l’auditorium della parrocchia “Cristo Re”. Dopo il saluto di Donato Fracasso (foto a sinistra), presidente del gruppo sin dalla sua costituzione, e del sindaco Paolo Menozzi, verranno proiettati i video “Da una vita spezzata rinasce nuova vita” e “Ti Voglio Donare”, rispettivamente commentati da Federica De Prezzo e dal dottor Giancarlo Negro. Seguiranno le testimonianze del “trapiantato” Luca Bonatesta e della mamma Rosetta (foto sopra), che nello scorso ottobre fece dono al figlio di un rene con un’operazione effettuata presso l’ospedale “Giustinianeo” di Padova; una bella storia di amore materno e di “resurrezione” per il figlio, che ha suscitato vasta eco e tanta commozione. Seguirà la premiazione dei vincitori del concorso intitolato al prof. Ria “Il dono che vale la vita”, rivolto ai ragazzi delle classi III della Scuola primaria di primo grado e IV e V anno dell’Istituto tecnico “A. De Viti De Marco” di Collepasso (filiale di Casarano). La famiglia del prof. Ria ha finanziato il primo premio, mentre per il secondo e terzo hanno contribuito tre aziende commerciali locali, la filiale della Banca popolare pugliese e l’Amministrazione comunale. L’incontro sarà concluso dal vicepresidente regionale Aido, Pino Neglia. Per l’occasione verrà distribuito un opuscolo commemorativo contenente vari articoli sul tema della donazione di organi, sui generosi atti avvenuti nel paese e i trenta anni di attività dell’associazione.

“Siamo soddisfatti dell’attività del nostro gruppo – afferma il presidente Donato Fracasso -. In questi trenta anni abbiamo sempre cercato di sensibilizzare ed informare sul valore della donazione e della solidarietà; promosso iniziative, dibattiti e convegni con esperti; spiegato quanto sia importante il dono degli organi per salvare tante persone. Con il contributo di tutti e la collaborazione delle altre associazioni speriamo di migliorare ancora. Il nostro lavoro sta dando risultati positivi e vi è maggiore conoscenza e maturazione dei cittadini sulle tematiche della donazione di organi. Faremo di tutto perché soprattutto i giovani vengano coinvolti su queste tematiche, come abbiamo fatto con il concorso intitolato a Totò Ria, che fu nostro socio sin dalla costituzione, al quale abbiamo ritenuto doveroso intitolare il Gruppo comunale per ricordare il suo nobile e generoso atto di donazione”.

P.G.

 

Nardò – Il tema della donazione “consapevole” di organi e tessuti è al centro dell’incontro promosso lunedì 26 marzo a Nardò, alle ore 18, presso il chiostro dei Domenicani. “Una scelta comune. Dai eredità alla tua vita” è l’argomento della serata, ideata e organizzata da Federica Maria Pia Ferramosca, che coinvolge l’Associazione italiana donatori organi e l’Amministrazione comunale. «Si tratta di un momento di informazione e di confronto sulla possibilità offerta dalla nuova carta di identità elettronica di esprimere il consenso alla donazione degli organi. L’ufficio Anagrafe di ogni Comune – affermano i promotori – può raccogliere e registrare la dichiarazione di volontà sulla donazione di organi e tessuti del cittadino al momento del rinnovo o del rilascio della carta d’identità. Le dichiarazioni confluiscono poi nel Sistema informativo trapianti che raccoglie e conserva tutte le dichiarazioni di volontà sulla donazione di organi e tessuti espresse dai cittadini residenti in Italia, incluse quelle registrate presso le Asl e attraverso l’Aido». Dopo i saluti dell’assessore ai Servizi demografici Stefania Albano, introdurrà l’argomento Federica Maria Pia Ferramosca. Relazioneranno il coordinatore ospedaliero trapianti dell’ospedale di Casarano Giancarlo Negro, la coordinatrice territoriale trapianti dell’Asl di Lecce Marika Carbonara, il vice presidente di Aido Puglia Pino Neglia.

Collepasso – Tre anni fa, nel giorno di Natale, moriva improvvisamente a 69 anni il prof. Salvatore “Totò” Ria (foto), storico docente di matematica e scienze della scuola media del paese. Noto era il suo impegno per il rispetto e la conservazione dell’ambiente, in particolare delle specie floreali tipiche delle Serre salentine, in cui cercava di coinvolgere con passione e competenza l’intera comunità e i suoi alunni con diverse iniziative. Meno nota, invece, la sua adesione all’Aido, l’associazione per la donazione degli organi. La più grande lezione di amore e generosità il prof. Ria l’ha impartita, infatti, subito dopo la morte con la donazione dei suoi organi: reni, fegato e cornee, espiantati presso l’ospedale di Casarano da équipe mediche specializzate, hanno permesso di ridare vita e “luce” ad altre persone, che gli saranno grate per sempre. La “fiaba del Natale di Totò”, titolò allora un blog locale nel riportare la notizia del docente che non solo “inseguiva orchidee e muretti a secco” sulle colline di Sant’Eleuterio, ma che aveva ridato gioia e vita a tre trapiantati e alle loro famiglie con l’estremo e nobile gesto della donazione dei suoi organi. Dopo la sua scomparsa, l’Aido ha voluto intitolare al prof. Ria il Gruppo di Collepasso.

Per ricordarlo, il Gruppo Aido ha indetto un concorso a lui intestato e riguardante la donazione e il trapianto degli organi. Il concorso è rivolto agli studenti della terza media e delle classi quarte e quinte dell’Istituto tecnico economico “De Viti De Marco” di Casarano, filiale di Collepasso. I due primi premi dell’importo di € 250 sono finanziati dal generoso contributo della vedova insegnante Matilde Fiore, docente presso la locale scuola primaria.
Grazie alla collaborazione delle due dirigenti scolastiche Maria Grazia Cucugliato e Francesca Conte, si è tenuto prima di Natale (foto), presso l’auditorium dell’Istituto tecnico, un incontro informativo con le classi interessate. Hanno presentato l’iniziativa Donato Fracasso, presidente del Gruppo Aido, Luigi Ria, dirigente medico dell’ospedale di Gallipoli, e Luigi Gianfreda, medico di base in pensione. Un incontro particolarmente interessante ed emozionante, che ha registrato diversi interventi degli studenti e le testimonianze di due trapiantati di Collepasso: Elio Piscopo e il giovane Luca Bonatesta, che pochi mesi fa ha ricevuto in donazione un rene dalla madre.

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CASARANO. Ricordo e impegno per i volontari dell’Aido di Casarano che domenica 12 novembre, alle ore 11, si ritrovano nella chiesa di San Domenico per la tradizionale messa di suffragio dei donatori. «Un’occasione – affermano i promotori – per dire grazie a chi, con un gesto d’amore immenso ha salvato la vita ad altri suoi fratelli». L’iniziativa promossa dalla sezione “Domenico Cataldo” dell’“Associazione italiana per la donazione di organi, tessuti e cellule”, presieduta da Luca Sabato, è anche un “momento di riflessione” sull’importanza della donazione degli organi “poiché le liste d’attesa per un trapianto sono ancora molto lunghe e ancora molte sono le opposizioni al dono”. Presso l’ospedale “Ferrari” di Casarano, ad esempio, nel corso del 2017 su sei potenziali donatori idonei si sono registrati appena due consensi. A tal proposito l’Aido di Casarano, oltre ad invitare i cittadini presso la sede di Roma 26 per  avere informazioni e chiarimenti (ogni martedì dalle 19 alle 20), rilancia la proposta già avanzata nel 2015 8da semplice cittadino) dall’attuale Consigliere comunale Gianpiero Marrella al fine di poter inserire l’assenso alla donazione degli organi al momento del rilascio o del rinnovo della Carta d’identità. In tal senso deliberò la Giunta comunale già il 30 settembre del 2015 ma a tale atto di indirizzo non ha ancora fatto seguito l’applicazione concreta di tale opportunità.

Aido con Stefano MhannaCASARANO. “Donare emozioni. Stefano Mhanna in concerto” è l’appuntamento proposto domenica 18 dicembre dall’Aido di Casarano. Alle ore 20 (ingresso libero) presso la parrocchia dei Santi Giuseppe e Pio, il talentuoso maestro (padre libanese, madre di Neviano) proporrà una serata di musica a sostegno delle attività dell’Associazione italiana per la donazione di organi tessuti e cellule. L’Aido è attiva a Casarano da più di 30 anni con il gruppo intitolato a Domenico Cataldo. «L’associazione – affermano i volontari – ha lo scopo di focalizzare l’attenzione sul tema della donazione di organi con l’intento di parlarne e fare chiarezza su tanti dubbi e timori che purtroppo ancora ne aleggiano intorno, cercando di far capire quanto sia importante donare. I consensi, per fortuna, tendono ad aumentare. Nel 2016, in particolare, nella nostra Asl sono stati sette, grazie all’ottimo e indispensabile lavoro svolto da tutto il personale sanitario del reparto di Rianimazione dell’ospedale “Ferrari” riconosciuto, dal Centro regionale trapianti, come primo in Puglia tra gli ospedali non dotati di un reparto di Neurochirurgia, per l’attività di donazione e prelievo di organi».

CASARANO. Anche l’Aido di Casarano aderisce alla 15ª giornata nazionale di informazione e sensibilizzazione sulla donazione degli organi. L’1 e il 2 ottobre, i volontari della locale sezione “Domenico Cataldoˮ saranno in piazza San Domenico con l’iniziativa “Un anthurium per l’informazioneˮ. Scopo dell’iniziativa, oltre a sensibilizzare l’opinione pubblica sull’importante tematica, è quello di raccogliere fondi per finanziare le attività dell’associazione. L’appuntamento è per sabato dalle 18 alle 20.30 e domenica dalle 10 alle 12.30. «L’opera di sensibilizzazione – spiega il presidente Luca Sabato – è fondamentale nell’ambito della donazione degli organi. Fortunatamente ci sono degli indizi che ci fanno ben sperare per il futuro, non ultimo la donazione delle cornee effettuata proprio a Casarano qualche settimana fa. Un plauso va fatto all’intero reparto di Rianimazione, il cui silente lavoro ha permesso al “Ferrari” di registrare già quattro prelievi dall’inizio dell’anno. Questo non può essere un caso, ma è la testimonianza del grande lavoro svolto dai medici rianimatori».

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Riparte l’Aido in città. Responsabile è Pino Neglia. Il primo donatore di organi di Nardò è stato Aldo Pagliara

NARDÒ. A piccoli passi verso una vita nuova. L’Associazione italiana per la donazione di organi, tessuti e cellule (conosciuta con l’acronimo di Aido) è pronta a rimettere in moto la propria attività anche a Nardò.
Lo scorso 9 gennaio, presso la sala conferenze del chiostro dei carmelitani, gli associati si sono dati appuntamento per definire un percorso atto a ridare vita ad una preziosa attività di volontariato.
A margine dell’incontro, il dottor Pino Neglia, responsabile provinciale Aido, esprime la propria soddisfazione perché “si è trattato di un incontro positivo, la nostra associazione a Nardò non è per nulla attiva e propositiva e contiamo di imprimere presto un’inversione di marcia”.
La conferenza si è rivelata utile per gettare le fondamenta per un nuovo inizio. «Ci siamo dati appuntamento – prosegue  il presidente Neglia – al prossimo 30 gennaio, giorno in cui il gruppo operativo si riunirà in assemblea per costituire il consiglio direttivo. L’Aido a Nardò non svolgeva attività dal lontano 1998 e crediamo sia giunto il momento di dare una svolta. Com’era in passato, intitoleremo l’associazione – conclude Neglia – in memoria di Aldo Pagliara, primo donatore di organi neretino».

Luciana Minerba e Luca Sabato, presidenti di Aned a Aido

Luciana Minerba e Luca Sabato, presidenti di Aned a Aido

CASARANO. “Attenti alle truffe”. L’allarme parte dall’Associazione nazionale emodializzati e trapiantati (Aned) e all’Associazione italiana donatori organi (Aido) che mettono in guardia su presunte truffe in atto di recente.
«Abbiamo saputo – spiega la delegata Aned, Luciana Minerba – che ci sono associazioni che chiedono soldi per eventuali trapiantati. Tengo a precisare che il trapiantato non dove far fronte a nessun tipo di spesa, visto che tutti i costi ai quali fanno fronte i trapiantati e i loro accompagnatori, ivi comprese eventuali trasferte all’estero, sono coperti dal Servizio sanitario nazionale. Il fatto che ci sia qualcuno che chieda dei soldi, sfruttando la sofferenza di altri, ci allarma e ci scandalizza al tempo stesso».
Sulla spinosa vicenda, interviene anche il presidente della locale sezione dell’Aido, Luca Sabato.
«Ci teniamo a fare chiarezza – argomenta Sabato – su un tema molto delicato e importante quale è quello dei trapianti di organi. Giorni fa ci è pervenuta la notizia che, nel nostro comune, alcuni soggetti non identificati chiedono soldi con il classico “porta a porta” per rendere possibile trapianti di organi. Tali soggetti nulla hanno a che fare con la nostra associazione e la loro richiesta è assolutamente non legittima in quanto il trapianto di organi è un intervento gratuito per il paziente, poiché rientra nei livelli di assistenza (Lea) ossia prestazioni e servizi che il sistema sanitario nazionale è tenuto a fornire a tutti i cittadini».

piazza indipendenza 2 casaranoCASARANO. Nessuna raccolta fondi “porta a porta” a nome dell’Aido. A fare chiarezza sull’ennesima truffa perpetrata, in questi ultimi giorni, per le strade di Casarano, è il presidente dell’Associazione italiana per la donazione di organi, tessuti e cellule del gruppo “Cataldo” di Casarano che, insieme al direttivo, interviene con un comunicato. “Ci è pervenuta notizia che nel nostro comune alcuni soggetti non identificati chiedono soldi per rendere possibile i trapianti di organi. Tali soggetti – scrive Luca Sabato – non hanno nulla a che fare con la nostra associazione e la loro richiesta è assolutamente non legittima in quanto il trapianto di organi è un intervento gratuito per il paziente”.

adovos casarano e prof. astoreCASARANO. Associazioni unite dalla cultura del dono.In occasione del 40º anniversario di fondazione dell’Adovos “Fabio Abbruzzese”, l’Aido ha voluto donare una targa ricordo all’Associazione donatori volontari sangue presieduta da Maria Prete.
«In occasione del quarantesimo anniversario di fondazione Adovos – spiega la Prete – il presidente Luca Sabato e il consiglio direttivo dell’Associazione italiana di donazione degli organi, tessuti e cellule, ricordano con stima e gratitudine l’impegno sul territorio e la fratellanza che ci unisce, rendendoci omaggio di una targa in onore al dono della vita».
Un gesto simbolico, carico di significati per ricordare i 40 anni di impegno di un’associazione il cui impegno è encomiabile. L’Adovos dedicata a Fabio Abbruzzese ha festeggiato i suoi primi 40 anni proprio nel 2014. Non a caso, gli appuntamenti celebrativi sono iniziati già nel mese di gennaio, con l’avvio di un seminario letterario-culturale da titolo “Il Risorgimento dei Mille verso il volontariato”, tenuto dal docente universitario Fabio D’Astore (nella foto a sinistra accanto a Maria Prete). Nel corso dei vari incontri, si è avuto modo di conoscere più da vicino il complesso processo di unificazione nazionale, anche attraverso il contributo all’Unità d’Italia fornito dai patrioti salentini e l’apporto di personaggi del calibro di Liborio Romano e Sigismondo Castromediano.
Il ciclo di incontri si è concluso il 28 aprile, con la celebrazione dell’importante compleanno dell’associazione.

L’Associazione dei donatori di organi è attiva sul territorio fin dal 1983

Casarano.  La provincia di Lecce non è più ultima, in Italia, per numero di donazioni di organi. In un momento non semplice per la sanità salentina, il dato conforta l’impegno delle associazioni attive sul territorio che si impegnano per diffondere la cultura della donazione. «Di recente il Fazzi di Lecce ha fatto registrare buoni risultati così come, malgrado le difficoltà, anche il Ferrari» afferma dottor Giancarlo Negro, referente per i prelievi dell’ospedale casaranese.

La storia dei prelievi di organi al “Ferrari” parte nel 1999. Da allora si possono contare 12 interventi. Fondamentale è l’opera portata avanti sin dal 1983 dall’Aido “Domenico Cataldo” di Casarano. «Le liste d’attesa per i trapianti sono purtroppo sempre molto lunghe perché mancano le donazioni» afferma la dottoressa Carla Memmi, presidente dell’associazione di via Roma.

«In determinati frangenti la solidarietà non è facile né sorge spontanea ma esige conoscenza, sensibilità e presa di coscienza. Per noi fondamentale è divulgare la cultura della donazione per non lasciare spazio a pregiudizi o errate informazioni» afferma ancora la referente dell’Aido di Casarano.

Ad oggi il reparto di rianimazione del “Ferrari” continua a disporre ancora di soli quattro posti letto, con un posto aggiuntivo per le urgenze spesso non funzionante, mentre  non si hanno notizie in merito al previsto raddoppio dei posti letto con la nuova sala ancora vuota in attesa dell’espletamento del bando di gara (da 800 mila euro) che possa fornire le attrezzature necessarie. Altro problema per il Ferrari è la sempre ipotizzata, ma oramai esclusa, riapertura di Neurochirurgia, reparto funzionale nel ciclo degli espianti, che il piano di riordino regionale colloca, invece, a Tricase.

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VNel corso di una animata assemblea, i soci dell’Adovos hanno ribadito la loro volontà di non lasciare la sede attuale al pianoterra di palazzo De Judicibus per lasciare spazio al Museo del minatore

Casarano. Si sentono discriminati e per questo non accettano di cambiare sede. Sono i donatori di sangue dell’Adovos di Casarano che dovrebbero far spazio al Museo del Minatore lasciando la loro sede attuale, al piano terra di Palazzo De Judicubus in via Roma, per andare a coabitare con l’Aido, al primo piano dello stesso immobile.

«Non vogliamo fare alcuna guerra tra associazioni ma ci chiediamo perché dovremmo far spazio ad un museo quando i locali che ci vengono proposti non risultano, per giunta, neppure idonei per lo svolgimento delle nostre attività» affermano i donatori.

Il problema nasce dall’esigenza, ritenuta “di assoluta priorità” da parte del commissario straordinario Giovanni D’Onofrio, di consentire alla società “Casarano Città Contemporanea” di procedere alla vendita dell’ex caserma dei carabinieri di piazza San Giovanni nei cui garage è ospitato il Museo del Minatore voluto dal compianto Lucio Parrotto.

Ciò «secondo scelte operate dalla precedente Amministrazione comunale al fine di risanare il forte debito comunale» come spiegato da D’Onofrio. La soluzione prospettata permetterebbe, inoltre, di regolarizzare l’occupazione dell’immobile da parte dell’Adovos dopo che gli effetti del precedente titolo autorizzativo (una delibera di Giunta del 2000) sono venuti e cessare.

«Non accettiamo tale scelta perché frutto di una valutazione tra due realtà associative che ci vede soccombere malgrado 37 anni di attività di volontariato dovrebbero parlare per noi» ha, però, replicato Maria Prete nel corso dell’assemblea dei donatori nella quale si è deciso di resistere.
«Non vogliamo privilegi ma neppure essere discriminati. Se si parla di meriti vediamo quelli degli altri, vediamo i bilanci delle altre associazioni e se il caso che tutti paghino l’affitto». ha affermato nella stessa sede Uccio Prete, presidente dell’Adovos messapica provinciale.

Tra l’altro anche Palazzo De Donatis è entrato a far parte del patrimonio della società “Casarano Città Contemporanea” pur trattandosi, allo stato attuale, di patrimonio “non disponibile” e dunque non alienabile. Oltre all’ex caserma dei carabinieri, la società dell’amministratore unico Marcello Congedo ha in animo di mettere in vendita anche il mercato coperto di contrada Botte (€ 300mila) e l’ex ufficio sanitario di piazza San Giovanni.

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Foto di gruppo per i volontari dell'Aido

Casarano. La recente “Giornata Nazionale per la donazione e trapianto di organi e tessuti”, giunta alla XIV edizione, ha permesso di tracciare un bilancio dell’attività dell’Aido di Casarano. L’associazione è da anni attiva in città grazie all’impegno della locale sezione “Domenico Cataldo”, presieduta da Carla Memmi, i cui volontari si prodigano, come sempre, nel diffondere la cultura della donazione.

Accanto a loro i dottori Salvatore Schiavano, Franco Mosticchio e Giancarlo Negro del “Ferrari” di Casarano, ospedale che può contare 11 espianti dal 1999 ad oggi con tre casi nel corso del 2010. «Quest’anno pur avendo avuto un caso in osservazione non abbiamo registrato alcun prelievo» afferma il dottor Negro, referente locale per i prelievi.
Al centro di polemiche e discussioni il reparto di Rianimazione continua il suo prezioso lavoro «contando, in ogni caso, sui nostri quattro posti letto garantiti che diventano anche cinque con il posto riservato alle urgenze» afferma ancora il dottor Negro. Altro problema è quello dell’attivazione della nuova sala del reparto, con altri 4 posti letto, al momento pronta ma vuota per mancanza delle attrezzature necessarie (con un bando di gara da 800 mila euro da attivare).

Nuova è anche la sala d’accoglienza destinata al colloquio con i familiari dei potenziali donatori nata da un’iniziativa del centro trapianti della Regione e del Distretto Puglia-Basilicata del Rotary International. L’ultimo caso di trapianto registrato al “Ferrari” risale al novembre del 2010 quando cuore, fegato, reni e cornee della piccola Benedetta (di Supersano) vennero espiantati da due équipe mediche di Torino e Milano. A quasi due anni di distanza dai rispettivi interventi, si ha notizia, tra l’altro, che tutti i bambini trapiantati godono di ottima salute

Voce al Direttore

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