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accuse al Comune

Nardò – “La decisione della Regione Puglia di chiudere il prossimo 30 aprile il Punto di primo intervento di Nardò comporta di per sé un grave peggioramento dell’offerta sanitaria per gli abitanti di questo territorio: ben oltre cinquantamila persone, un numero che si triplica nella bella stagione”: comincia così una nota dei consiglieri comunali Carlo Falangone e Roberto My (gruppo Leu) sulla situazione della sanità pubblica a Nardò e, di conseguenza, anche nei dintorni. I due espoenti non risparmiamo critiche a tutto campo all’Amministrazione comunale; “Di fronte a una tale irragionevole prospettiva, il Sindaco di Nardò non trova di meglio che gettare fumo negli occhi, promettendo ai cittadini la presenza di un’ulteriore autoambulanza e sparando assurdità stratosferiche, quali la richiesta alla Regione dell’apertura a Nardò di un centro di ricerca molecolare ospedaliero-universitario. Circa la promessa non meglio circostanziata di un’ambulanza (il cui costo ovviamente sarebbe comunque a carico dei cittadini) Mellone non chiarisce se si tratti della seconda postazione del servizio di 118 già prevista dal Regolamento regionale in sostituzione del Ppi. In questa ipotesi, la “promessa” di Mellone sarebbe uno specchietto per quelle allodole che continuano a dargli retta”.

Critiche e scetticismo anche sulla richiesta di istituire nell’ex ospedale un centro di ricerca medico (se ne parla in altro articolo di Piazzasalento). “Con riguardo, poi, alla richiesta di istituire a Nardò il centro di ricerca molecolare – affermano Falangone e My – siamo alla solita gratuita propaganda fatta di parole altisonanti (sanità, gestione dei reflui fognari, bonifica della discarica, ecc.) e priva di concretezza, che ha lo scopo di nascondere i passi indietro reali, riguardanti anche l’offerta sanitaria, che Mellone sindaco ci sta regalando”. Da qui la richiesta che il Punto di primo intervento resti in funzione “con un provvedimento di deroga specifica, mediante anche l’ottenimento di prestazioni h. 12 del Servizio di Radiologia (come espressamente previsto dagli accordi Regione – Asl – Comune) e dell’ambulatorio di Ortopedia e considerato che l’Ambulatorio di Cardiologia già ora garantisce prestazioni h. 12. A queste condizioni e assicurando al Ppi di Nardò apparecchiature adeguate, verrebbe raggiunta e superata la soglia minima di seimila accessi annui stabilita dal Regolamento regionale n. 14 del 2015”. Presto sarà presentata, infine, richiesta di convocazione urgente del Consiglio comunale.

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