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A corpo libero

Maglie – Anche quest’anno il “Salento Rainbow Film Fest” avrà un contesto fortemente connotato dalla presenza di studenti delle scuole superiori di Lecce e provincia. Oltre duecento ragazzi del Liceo artistico “Ciardo Pellegrino” parteciperanno a due matinée con proiezioni riservate alle scuole. E per il terzo anno consecutivo un gruppo della sezione audio-visivo dell’istituto comporrà la Youth Jury del festival coordinata dal professore Dario Patrocinio. La giuria sarà spalleggiata da un collettivo di studenti del Liceo “Capece” di Maglie che saranno  coinvolti nella valutazione di una selezione di corti in programma. Confermate anche per quest’anno la giuria del CineClub Universitario – guidata dal professore Luca Bandirali – e quella delle associazioni del territorio che da sempre supportano il festival, impegnate nella valutazione della sezione dei lungometraggi e dei documentari, come Link (studenti universitari), Casa delle donne, Arci, Terra del Fuoco Mediterranea, Arcigay e molte altre.

Un evento di respiro regionale. Il Festival torna in Puglia da martedì 13 a sabato 17 marzo e prenderà il via con un’anteprima a Foggia e a Bari per poi entrare nel vivo con i tre giorni di fitta programmazione a Lecce. Anche la quarta edizione è organizzata dall’associazione LeA – Libertamente e Apertamente e sarà ospitato negli spazi del CineLab “Giuseppe Bertolucci”, grazie alla collaborazione con Apulia Film Commission che co-finanzia l’iniziativa, e quelli delle Manifatture Knos che negli anni hanno visto la nascita e l’evoluzione della rassegna, che si conferma di respiro regionale grazie anche alla sinergia con i Cineporti di Puglia.

Una occasione per esplorare gli altri. “A Corpo Libero” è lo slogan quest’anno, per sottolineare l’idea di un festival inteso come occasione per esplorare gli altri, mettersi in ascolto e  in relazione superando le logiche etichettanti di una cultura che genera normalizzazioni. Un tema che si ritroverà nelle immagini di film, documentari, corti, libri, mostre e performance che animeranno i cinque giorni di festival. Si parlerà di paure, consapevolezze, coraggio e lotta ai luoghi comuni, con le proiezioni di Jo Coda e Giovanni Minerba (originario di Aradeo) nelle loro monografie raccontate rispettivamente nelle tappe di Foggia e Bari; di armate di sognatori che utilizzano la sessualità e il porno come strumento politico verso la liberazione dei corpi con Carmine Amoroso e il suo “Porno e Libertà”; di rituali religiosi che uniscono un popolo di devoti, generando relazione e senso di appartenenza comunitaria con “Pagani” di Elisa Flaminia Inno; di viaggi e di sogni, per ritrovare il contatto con se stessi e per confrontarsi con le proprie paure, raccontate da “Aeffetto Domino” di Fabio Massa e da “Il Padre d’Italia” di Fabio Mollo; di costruzioni identitarie verso il superamento di stereotipi sessuali, con Cecilia Grasso e il suo “Al di là dello specchio”; di riflessioni attorno al proprio ego, di indagini attorno alle luci e alle ombre della personalità e della natura umana, con “L’uomo doppio” di Cosimo Terlizzi; di aspirazioni, bisogni ed esperienze, e della relazione con se stessi e gli altri al superamento di una certa età, grazie a “26 de diciembre“ della regista Silvia Maggi; dei desideri e necessità di due padri di creare una famiglia, con “Prima di tutto” di Marco Simon Puccioni; di mondi distopici, fatti di errori, orrori e intimità, con “Regina” il nuovo romanzo di Mauro Scarpa; di lotte, battaglie e memorie, quelle delle persone transgender, raccontate da Monica Romano nel suo libro “Gender Revolution”; del ricordo, sorprendente e ironico, di cosa voleva dire essere “froci” nelle generazioni passate, con Andrea Meroni e “Ne avete di finocchi in casa?”.

 

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