Sos, soccorsi al Pronto soccorso

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La crisi nella sanità pugliese investe anche il nosocomio locale soprattutto per la mancanza di medici

Casarano. L’allarme lanciato alla fine del mese di giugno dagli operatori sanitari del Pronto Soccorso del presidio ospedaliero “Francesco Ferrari” sembra caduto nel nulla. «Non è cambiato nulla», confermano infatti i diretti interessati.

La situazione era drammatica e tale è rimasta, con l’aggravante che la stagione estiva è entrata nel vivo e un servizio sanitario così importante come quello di Casarano, che già ha problemi per smaltire il lavoro ordinario, si trova davanti a una situazione insostenibile: coprire anche l’utenza turistica, in particolare quella proveniente dalle marine di Ugento e Presicce (Torre San Giovanni, i grandi villaggi all’interno del Parco pubblico, Torre Mozza, Lido Marini e Torre Pali), il che significa vedere triplicare il numero delle prestazioni.

Sette i medici ufficiali sulla carta per l’organico del Pronto soccorso del “Ferrari”, ma in realtà in servizio ce ne sono attualmente solo tre: uno per turno. Se, per caso, si registrano due emergenze contemporanee, un unico medico potrebbe anche non farcela ad affrontarle adeguatamente con tutto quel che ne consegue.

Il Direttore sanitario, Franco Sanapo, e la direttrice del presidio ospedaliero, Gabriella Cretì, si sono impegnati in questi ultimi giorni per trovare un rimedio. Hanno cercato di reperire personale in tutte le strutture dell’azienda sanitaria leccese per dare una mano ai colleghi. Si aspettano risposte concrete: «Ma sarebbe comunque un provvedimento tampone che non cambia nulla», afferma un operatore sanitario.

Per fortuna non pare che in queste settimane di emergenza ci sono stati episodi particolarmente drammatici, causati da questa contingenza. «No, per puro caso non è successo niente di simile – risponde un medico – all’ospedale di Casarano esiste la guardia medica in tutti i reparti e per fortuna il Pronto soccorso, da questo punto di vista, è protetto. Non ci sono stati casi drammatici ed è difficile che possano succedere. Ma – sottolinea l’operatore sanitario – lo stato di stress di medici e infermieri, che diventa più acuto in queste condizioni, alza inevitabilmente la possibilità che si verifichi l’errore. Dopo tutto – conclude il medico – siamo uomini, certamente non macchine».

La vicenda, come si ricorderà, era stata rilevata dal sindacato di categoria Uil-Fpl alla fine dello scorso mese; l’organizzazione aveva lanciato un appello all’Asl di Lecce. Solo tre medici (uno per turno) per gestire il delicato servizio metteva in condizioni di particolare stress fisico e psicologico il personale. Poco prima dell’allarme, quattro medici si erano assentati per malattia proprio perché non reggevano più quelle condizioni di lavoro.
Il sindacato aveva denunciato il caso di alcuni medici che hanno lavorato per 48 ore di fila per garantire il servizio.

Una situazione insostenibile che l’Asl, in un primo momento, aveva tentato di risolvere distaccando i medici del reparto di Nefrologia, ma solo in caso di trasporto dei pazienti in altra struttura ospedaliera, non per le mansioni del servizio vero e proprio. Ma i problemi del nosocomio casaranese non finiscono purtroppo col Pronto soccorso. Tra l’altro mancano ben sei primari.

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