«Tutta la verità su Sinisa»

di -
0 748

Tuglie. «Vogliamo conoscere tutta la verità sulla morte del nostro Sinisa».  Non si rassegnano  i genitori del bimbo di appena due mesi morto la sera della vigilia di Natale mentre era ricoverato presso il reparto di Pediatria dell’ospedale “Perrino” di Brindisi.

Per questo Natalie Lomartire e Sasa Simovic, la madre ed il padre di Sinisa, hanno sporto denuncia contro ignoti, presso la caserma dei carabinieri della stazione di Sannicola. I giovani genitori non si danno pace per la morte del loro primo figlio, che,  proprio nel giorno di Natale, avrebbe compiuto due mesi di vita.

La vicenda inizia due mesi e mezzo fa, quando Natalie si ricovera presso l’ospedale di Tricase per dare alla luce il proprio figlio. Dopo un parto piuttosto travagliato, però, i medici dispongono il ricovero del neonato in terapia intensiva. Quì Sinisa vi rimarrà per tre settimane durante le quali, dopo vari esami effettuati, gli viene diagnosticato un problema cardiaco congenito, risolvibile con un’operazione  da effettuare dopo il compimento del quarto mese di vita. L’intervento, piuttosto delicato, si sarebbe dovuto effettuare presso il reparto di pediatria dell’ospedale “Perrino” di Brindisi.

Dopo i giorni di  terapia intensiva,  il piccolo insieme alla madre torna a casa, a Tuglie, e per qualche settimana sembra che tutto vada per il verso giusto. «Il bambino aveva raggiunto i 4 chilogrammi di peso  –   racconta la madre in lacrime – Poi, dopo alcuni giorni, siamo ritornati nell’ospedale di Tricase per un controllo, programmato dagli stessi medici, e perché il mio piccolo iniziava a mangiare di meno». Il ricovero dura una settimana durante la quale la situazione si aggrava. Il bambino viene alimentato con un sondino e si debilita.

«Durante la nostra permanenza in ospedale, mio figlio è venuto in contatto con alcuni bambini che avevano delle infezioni e, nonostante ciò, non eravano ricoverati in un reparto specifico, ma nella nostra stessa stanza. Solo quando il  mio piccolo ha iniziato ad avere decimi di febbre, i medici  hanno ritenuto opportuno allontanarlo dagli altri; probabilmente la vicinanza con questi bimbi gli ha procurato un’infezione che gli ha fatto alzare la temperatura corporea fino a 39°. La vigilia di Natale, poche ore prima che morisse, il mio bambino è stato trasferito all’ospedale di Brindisi dove nonostante gli sforzi dei medici,  per il mio angioletto  non  c’è stato  più nulla da fare».

FS

Commenta la notizia!