«Associazioni sfrattate, cosa fa il Comune?»

Gallipoli.  Prima lo sfratto e ora? Alcune delle associazioni costrette ad abbandonare (“perchè inagibili”) i locali del chiostro di San Domenico (foto) intervengono per esprime il proprio “stato di disagio” alla luce del provvedimento adottato lo scorso febbraio dall’Amministrazione comunale.

La nota, a firma delle associazioni “Armonauti”, “Cumbriccola”, “Off limits” e “Santa Cecilia”, segue l’infruttuoso incontro avuto nelle passate settimane con alcuni funzionari del Comune dai quali si attendeva “l’indicazione di spazi alternativi dopo poter svolgere, anche in via provvisoria, le nostre attività”.

Tra l’altro, le stesse associazioni fanno presente che, “con adeguate periodiche piccole opere di manutenzione dello stabile”, sarebbe stato possibile evitare anche di chiudere l’immobile. Il “disappunto” è anche per non aver potuto, “malgrado le continue richieste”, ratificare formalmente l’occupazione dei locali, “esponendoci alla promiscuità di quanti, per non ben chiare concessioni, hanno temporaneamente ed impropriamente usufruito della struttura, spesso deteriorandola compromettendone i servizi comuni e l’incolumità di quanti vi soggiornavano”.

Tutto ciò mentre l’assegnazione da parte delle associazioni firmatarie della nota di protesta sia stata, all’epoca, “fatta ufficialmente da parte dell’assessore di competenza”. Nel respingere “qualsivolgia attribuzione di responsabilità per il degrado in cui la struttura oggi è ridotta”, le associazioni sfrattate chiedono che “l’attuale governatore cittadino ed i funzionari comunali si adoperino nell’immediato per trovare una consona soluzione”.

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