Parabita – I dubbi dell’Amministrazione Cacciapaglia sulla nomina dell’architetto Daniele Cataldo a dirigente comunale per il settore Lavori pubblici diventano un esposto indirizzato all’Autorità anticorruzione, alla Procura della Corte dei conti e alla Procura della Repubblica di Lecce. Gli ex consiglieri di maggioranza hanno messo nero su bianco quelle che, a loro dire, appaiono come “anomalie” nel procedimento di verifica della idoneità del dirigente prescelto. Primo punto: la nomina di un politico in piena campagna elettorale, “quand’era ancora in vigore il decreto di convocazione delle elezioni per il 21 ottobre”. Cataldo, infatti, fino a quel momento ricopriva il ruolo di segretario della sezione locale di Forza Italia, incarico dal quale si è poi auto-sospeso quand’è arrivata l’assunzione in Comune, nel settore Lavori Pubblici, ed il contratto a tempo determinato per sei mesi. Particolare – continua a rilevare l’ex Amministrazione comunale – “è anche l’attestazione di idoneità tecnica nei riguardi di un professionista che ha promosso reiterate azioni e denunce, dimostratesi infondate, contro la stessa Amministrazione comunale di Parabita”.

I rilievi degli ex amministratori «È singolare – si legge nell’esposto – che nonostante le varie iniziative giudiziarie conclusesi negativamente l’architetto Cataldo diventi oggi nuovo dirigente del settore Lavori pubblici “in virtù delle prestazioni rese in favore del Comune”, come citato nella delibera della commissione straordinaria». Altra segnalazione riguarda un decreto ingiuntivo di 40mila euro notificato dall’architetto Cataldo al Comune di Parabita per presunte prestazioni professionali rese in favore dell’Ente. Il Comune si è opposto in giudizio, nominando un legale. Di recente, invece, si sarebbe pervenuti ad una transazione extragiudiziale. L’esposto presentato da parte degli ex amministratori punta anche sui criteri di selezione dei nove candidati, “visto che il bando richiedeva peraltro una comprovata esperienza in vari settori di competenza e non solo quella di progettazione di edifici pubblici”.

I rilievi dell’avvocato Quinto Altre perplessità, questa volta espresse dall’avvocato Pietro Quinto, legale dell’Amministrazione Cacciapaglia nel procedimento che ha impugnato il decreto di scioglimento del Consiglio comunale, riguardano la legittimità della proroga della gestione commissariale. «Sul piano formale – scrive l’avvocato Quinto – perchè la richiesta di proroga deve essere formulata 50 giorni prima della scadenza della gestione commissariale. Si ignora quale sia la data di scadenza della gestione commissariale risalente al 17 febbraio 2017, ma i 18 mesi previsti dal decreto sono scaduti il 17 agosto. Sostiene l’Avvocatura generale dello Stato che, invece, la data scadenza sia il 29 settembre. In relazione ad entrambe le interpretazioni non è rispettato il termine perentorio di 50 giorni, atteso che la richiesta di proroga è stata formulata il 14 settembre. Sul piano sostanziale – continua la difesa –  è veramente assurdo e contrario a ogni logica sostenere che a fronte delle elezioni sia preferibile una proroga della gestione commissariale, perdurando nella comunità di Parabita una situazione emergenziale. Si tratta di un’offesa alla razionalità, all’intelligenza e alla dignità dei cittadini di Parabita».

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