Scuole, restano due poli

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Il Professionale "Da Vinci" da accorpare al "Vespucci"

Il Professionale “Da Vinci” da accorpare al “Vespucci”

Gallipoli. Il cosiddetto ridimensionamento della rete scolastica costituisce un argomento importante e strategico per gli attori che ne sono protagonisti: personale direttivo e docente, famiglie e soprattutto gli studenti al cui benessere scolastico dovrebbero essere indirizzati tutti gli sforzi delle istituzioni che hanno il dovere di garantire un ambiente  di studio sereno.  Il Comune, come le scuole, deve fare delle proposte che in seguito saranno approvate dai competenti organi provinciali e regionali.

Di rimensionamento si è parlato nel Consiglio comunale del 15 novembre scorso  e per quanto riguarda le scuole superiori è stato proposto l’accorpamento dell’istituto professionale “Leonardo da Vinci” al “Vespucci”.

Per la scuola primaria, che si suddivide in Poli, il Consiglio ha proposto la riduzione da tre a due poli, tenendo dapprima conto del principio della densità scolastica, come definito anche da criteri ministeriali. Così, il Polo 1 avrà sede in via Galatone-via Gorizia; il Polo 2 in piazza Carducci; il primo costituito da 1001 alunni e il secondo da 1022. In realtà il problema non è così semplice come sembra né può essere limitato a una pura e semplice questione di numeri. Infatti, mentre il giornale sta per uscire, il Consiglio gallipolino si accinge a rivedere in parte la propria decisione, perchè – sentiti i dirigenti ed i sindacati e valutate le loro osservazioni – il criterio da sposare sarà quello dell’interesse territoriale degli utenti.

Ci sono infatti altri criteri, che secondo anche il parere dei dirigenti scolastici, devono far leva  sul territorio di provenienza. Questo anche per cercare di limitare al minimo le difficoltà dei bambini di raggiungere la scuola, alleggerendo anche i genitori dal compito di accompagnare i figli in un edificio molto distante da casa. Senza contare anche le ripercussioni sulla viabilità cittadina con il traffico che impazzisce negli orari di inizio e fine delle lezioni. C’è da aggiungere che per evitare il caos traffico, in alcune città si sono adottati orari di ingresso e uscita differenziati e coordinati tra i vari istituti.

In conclusione, i numeri alla fine non si dovbrebbero discostare di molto da quelli originari: nella prima ipotesi di riorganizzazione, la differenza tra l’uno e l’altro era di 21 unità; con la decisione successiva (22 novembre) lo scarto sarà di circa 50.

Entrambi i poli risulteranno comunque piuttosto popolosi.

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