Salve – Sono stati mesi davvero pesanti, per molte famiglie di Salve, quelli passati senza l’acqua da marzo fino ad oggi. Se si aggiungono  complicanze relative alo stato di salute di qualche persona delle due palazzine interessate (su quattro dell’Iacp), la situazione ancora  oggi rischia di toccare il fondo. “Mia zia ha sempre pagato e si trova lo stesso senza la fornitura di acqua; è malata di diabete ed ha anche delle complicanze di trombosi e altri acciacchi – racconta la nipote – e per lavarsi, si reca ogni giorno a casa della figlia, nella palazzina vicina e tutti i giorni mio nonno va a portarle l’acqua”.

Il Sindaco Francesco Villanova

Per una morosità accumulatasi negli anni di circa 80mila euro, l’Acquedotto pugliese ha lasciato a secco 14 famiglie in un contesto molto confuso. Neppure sull’importo di bollette non pagate e, come già successo in altri casi simili, non c’è chiarezza neanche sui nuclei familiari in arretrato con i pagamenti. Non c’è chiarezza su chi siano le famiglie debitrici, considerato che alcune nel frattempo non abitano più dov’erano prima ed al posto loro c’è chi ha occupato l’abitazione abusivamente. Inoltre, la mancanza di bollettini regolarmente pagati preoccupato ulteriormente gli inquilini che comunque sono in regola.

La storia è venuta fuori nel 2015 quando Aqp ha interrotto le forniture dopo aver cercato in precedenza di recuperare le somme. “Era comparso in quel periodo anche un “amministratore”, un professionista di Tricase – raccontano alcuni – e in quell’anno ogni famiglia ha versato 550 euro a fronte di semplici ricevute”. Come che sia, l’acqua era stata ripristinata. Sul finire del marzo scorso i tecnici dell’Aqp sono tornati sul posto con i carabinieri ed hanno smantellato il contatore principale interrompendo definitivamente il flusso. Qualcuno, in questa guerra non dichiarata, installa un nuovo contatore del tutto irregolare e l’Aqp denuncia  il furto di acqua. Altri hanno installato dei contenitori fuori dalle palazzine (foto) risolvendo temporaneamente il problema.

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 Si sono susseguiti solleciti di pagamento, incontri richiesti e tenuti ma fino ad ora non è emersa una soluzione praticabile. Si è pure stabilito che per aprire la nuova pratica ogni famiglia deve pagare 50 euro e per estinguere il debito 100 euro per 48 mesi, oltre ovviamente alle bollette regolari ogni due mesi. Si è tentato il 27 agosto scorso, su iniziativa del nuovo Sindaco Francesco Villanova, di radunare tutte e 14 famiglie ma non è stato possibile. Si riproverà domani alle 17 in Comune. In attesa di una via d’uscita da una matassa ingarbugliata, in cui comunque il debito è sceso a 67mila euro, c’è chi ha provveduto per andare avanti in piena estate con le autocisterne; altri si sono trasferiti altrove, in casa di amici e parenti. Tutti sperano nella mediazione del Sindaco per definire finalmente chi e quanto deve pagare ogni assegnatario degli alloggi.

I. D. 

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