Salento “Open Source” e costi ko

I software open source non hanno licenze commerciali, sono gratuiti e spesso migliori dei programmi più blasonati. Nella foto, Andrea Napoli

Alliste. Dar vita ad un “Salento open source” (a sorgente aperta) che tutti, conoscendone l’“ingranaggio”, possano riscrivere e migliorare. È quanto si propone l’omonima associazione no profit del presidente Andrea Napoli, informatico 32enne di Racale che, dall’aprile 2011, informa e forma pubbliche amministrazioni, scuole e piccole medie imprese sull’utilizzo di un software libero come Linux e sui suoi vantaggi.

In primis il costo di licenza pari a zero (rispetto a quello consistente di software di proprietà di grandi case produttrici) che ha come diretta conseguenza un notevole risparmio di denaro pubblico. Il secondo punto di forza è che tutti possono esserne autori perché il codice sorgente è pubblico, dunque ognuno può correggerne eventuali errori in un “crescere insieme”, come tiene a sottolineare Napoli.

Da quando la sua associazione è risultata vincitrice del bando regionale “Principi attivi 2010”,  sono stati raggiunti già importanti risultati. Intanto la sede legale presso l’edificio scolastico “Calvino” di via Montello è stata ottenuta in comodato d’uso in cambio della rimessa a nuovo del laboratorio multimediale.

«Ora in tutte le postazioni è stato installato il software libero – spiega il presidente – perché riteniamo importante educare gli allievi a rendersi indipendenti fin da piccoli». L’altro successo è stato riportato presso il Comune di Racale, dove l’associazione sta tenendo un corso di formazione rivolto a tutti i dipendenti, dopo una delibera per il passaggio graduale al software libero. Insomma sta avendo successo l’opera di di Andrea Napoli e da Manuela De Virgilis (Racale), Alberto Scarlino (Melissano), Francesco Adamo e Donato Leonardo Adamo di Alliste.

RR

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