Lavori in piazza Castello? Piano, lì c’è la storia

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Una bella immagine di piazza Castello

Taurisano. Effettuare alcuni saggi archeologici prima di iniziare i lavori di riqualificazione di piazza Castello. È la proposta che il consigliere comunale di opposizione Salvatore Rocca, preoccupato per la sorte delle importanti testimonianze storiche custodite nel sottosuolo del centro storico, ha lanciato al sindaco Lucio Di Seclì e all’assessore ai Lavori pubblici William Maruccia.

Consultando alcuni antichi documenti, Rocca ha infatti  scoperto che, per far nascere l’attuale piazza, nel 1873 furono demolite l’antica porta di ingresso al castello, la torre ottagonale della sede municipale e alcuni caseggiati della vecchia fortezza. «Tutto ciò – spiega Rocca – conferma ciò che era stato previsto dallo studio dell’Università del Salento ed in modo particolare dal professore Paul Arthur», che nel 2005 aveva redatto una relazione sul centro storico taurisanese.

L’esponente del Partito di rifondazione comunista ricorda che, per legge, quando i lavori prevedono scavi a quote diverse da quelle impegnate, corre l’obbligo di verifica archeologia preventiva. Ma il Comune, secondo il consigliere, non avrebbe intenzione di effettuare alcun saggio, né di invitare – come, invece, auspica Rocca – l’Università del Salento ad effettuare i test archeologici.

«Non riesco a comprendere – lamenta Rocca – come gli indirizzi politici amministrativi e l’autonomia del Comune di Taurisano possano essere sopraffatti da amministratori di altri Comuni (i lavori per il restyling della piazza sono stati finanziati nell’ambito dell’associazione dei Comuni ndr) e da tecnici che non vogliono comprendere di non avere alcun diritto di cancellare la storia di un paese».

L’assessore ai Lavori pubblici, William Maruccia rassicura: «Non c’è nessun pericolo per le evidenze archeologiche che si nascondono sotto la piazza. Durante i lavori sarà allestito un presidio permanente della Soprintendenza». Maruccia garantisce massima attenzione ma è contrario al coinvolgimento dell’Università del Salento, «per il semplice fatto che non è possibile forzare le procedure previste da un progetto già approvato e che coinvolge  quattro Comuni».

Pierangelo Tempesta

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