I riti della Settimana santa di Gallipoli

ATMOSFERE CHE CATTURANO TUTTI. In foto i confratelli di Santa Maria della Neve (o Cassopo).

Gallipoli. Coinvolgono l’intera comunità, e di recente attraggono anche turisti, i riti della Settimana santa riproposti, nel solco della fede e della tradizione, i riti della Settimana santa a Gallipoli.

Il venerdì prima della domenica delle Palme è riservato al culto dell’Addolorata. A mezzogiorno, ora in cui la statua della Vergine (opera pregevole del ‘700) esce dalla chiesa del Carmine, nel centro storico, per raggiungere la cattedrale, la città si ferma. La cerimonia religiosa  viene celebrata dalla confraternita di Santa Maria del monte Carmelo e della Misericordia.  Dopo la messa, celebrata dal vescovo Domenico Caliandro, c’è l’esecuzione  del “Preludio” e lo “Stabat Mater” composto nel 2006 dal giovane maestro gallipolino Enrico Tricarico. È lo stesso compositore, tra l’altro docente presso il luiceo musicale “Giannelli” di Parabita, a dirigere il coro e l’orchestra “Terra del Sole”.

La replica nella chiesa di San Gerardo intorno alle 17 e nella chiesa del Sacro Cuore verso le 19,30. Alle 14.30 comincia il peregrinare della Vergine per le strade di Gallipoli. Al rientro della processione dalla città nuova vi è il rito della benedizione del mare, dal bastione di San Giuseppe, prospiciente al porto mercantile, preceduto dalla cerimonia dell’accompagnamento (“ssuppiju”), dalla confraternita di santa Maria della Neve (o Cassopo) in segno di omaggio e di devozione.

La sera del giovedì si entra nel vivo dei riti della Settimana Santa.  Le processioni de “li mai”, organizzate dalle varie confraternite, con i “fratelli”incappucciati, si alterneranno fino a mezzanotte, per la visita ai “Sepolcri” nelle chiese del centro storico di San Francesco di Paola, delle Anime, del Rosario, San Luigi, San Francesco d’Assisi, Santa Teresa, e nella cattedrale di Sant’Agata.

I “Sepolcri” sono anche allestiti nel santuario del Canneto nonchè nelle chiese del Sacro Cuore, Sant’Antonio, San Lazzaro, San Gabriele dell’Addolorata e San Gerardo Maiella (nella città nuova).

Il giorno successivo, nel Venerdì santo, intorno alle 18,30, dalla chiesa del Crocefisso, situata lungo le mura, prende il via la processione della “Tomba”, detta “de l’urnia”, organizzata dalla confraternita del   Santissimo Crocefisso.

Precedono il Cristo Morto, opera lignea del XIX secolo, una serie di statue in cartapesta raffiguranti le varie fasi della Passione di Cristo. I fratelli, in sacco, cappuccio rosso e mozzetta azzurra, portano in testa una simbolica corona di spine. Seguono i fratelli degli Angeli, con sacco e cappuccio bianco e mozzetta celeste, che  accompagnano la statua di Maria Addolorata.

All’alba del Sabato santo, alle  3, dalla chiesa di Santa Maria della Purità, si avvia, inoltre,  la processione di Maria Desolata ad opera della omonima confraternita. La statua (risalente al ‘700 e realizzata in cartapesta)  viene preceduta dal Cristo morto disteso in un’urna dorata.

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