Ostetricia, il reparto cresce…

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Carasano. Sono circa 600 le nascite registrate lo scorso anno nel reparto di Ostetricia del “Francesco Ferrari” di Casarano. Si tratta di un numero considerevole, ma insufficiente a garantire la sopravvivenza del reparto.

La Regione, infatti, starebbe meditando di chiudere i reparti di Ostetricia che non superano le mille nascite annue. Se così dovesse essere, in provincia di Lecce rimarrebbero attivi solo i reparti di Lecce, Copertino e Tricase. Viceversa chiuderebbero i battenti i reparti di Casarano, Gallipoli, Galatina e Scorrano.

Ad oggi, i parti eseguiti nel nosocomio casaranese dall’inizio dell’anno sono circa 450, in linea con il dato delle 600 nascite nell’arco dei dodici mesi.

Tuttavia dalla Asl di Lecce giungono spiragli di luce. Solo pochi giorni fa, l’Asl ha affidato i lavori relativi agli interventi di ristrutturazione e ammodernamento proprio della vecchia ala del reparto di Ostetricia. I lavori, che dovrebbero iniziare entro novembre, consentiranno di portare a 25 gli attuali 10 posti letto del reparto. In tal modo,   assicurano, quota mille sarebbe garantita e il rischio chiusura scongiurato.

Intanto, nei giorni scorsi, una delegazione del movimento «Liber@città», composta da Francesca Fersino e da Massimo D’Aquino, ha incontrato il commissario straordinario  Giovanni D’Onofrio, per discutere del problema e chiedere un “intervento forte” nei confronti dei vertici regionali e della Asl. «Il numero delle nascite a Casarano – spiega la Fersino – anche se non supera le mille unità annue, è comunque il primo tra i reparti “da tagliare”; al Ferrari, poi, esiste una Rianimazione, che negli altri ospedali non c’è. Il reparto di Ostetricia è stato rimodernato di recente e sullo stesso piano, particolare non trascurabile, ci sono le sale operatorie e il nido. Inoltre, nel nostro ospedale sono presenti tutti i servizi di sostegno alla natalità, 24 ore al giorno».

L’assessore provinciale Gianni Stefano (Pdl), dal canto suo, ha chiesto e ottenuto un incontro con il direttore generale dell’Asl, Valdo Mellone.

Chiara, a proposito, la posizione del Tribunale per i diritti del malato.

«Il Tdm – spiega il presidente regionale Anna Maria De Filippi – non può decidere l’apertura o la chiusura di un reparto, ma in un colloquio telefonico intercorso con il direttore Mellone, abbiamo chiarito la nostra posizione: Casarano è un punto di riferimento per l’intero hinterland ed è impensabile immaginare un’area tanto vasta, da Lecce sino a Tricase, sprovvista di punti nascita e che non abbia come baricentro Casarano».

In città, quindi, con queste premesse, forse si dovrebbe continuare a nascere. È comprensibile come questo argomento tenga desto l’interesse dei cittadini perché nel luogo di nascita si riassumono anche i dati dell’identità che ognuno si porta dietro per tutta la vita nell’annotazione “nato a…”. Ma al di là di nostalgie e campanili, resta il dato che una vasta area del salento centrale sarebbe sprovista di reparti di Ostetricia.

Stessa attenzione sta suscitando in questi giorni anche la decisione di dove ubicare i nuovi ospedali che dovrebbero sostituire i piccoli che ormai sono stati chiusi. Si tratta di un impiego notevole di risorse, per questo non bisogna sbagliare.

Alberto Nutricati

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