Rapina da film ma non c’è da ridere In quattro nei guai, c’è un 15enne

LADRI PER UN GIORNO: tre dei protagonisti del colpo sfumato

Casarano. Per descrivere la recente rapina al centro Trony di Presicce, messa a segno da due giovanissimi ma rocambolescamente vanificata, qualcuno ha scomodato ironici riferimenti cinematografici. Si è detto: «Neppure i fratelli Coen, o più semplicemente Steno con “Bonnie e Clyde all’italiana” avrebbero scritto una simile sceneggiatura con un colpo svanito per tanta imperizia ed un pizzico di mala sorte».

Al di là di ogni facile battuta rimane, però, il dramma di un 21enne (M.T. di Melissano, ma la famiglia gestisce un bar in città) e di un 15enne (L.D., studente) coinvolti in un “gioco” forse più grande di loro e di due adulti che dovranno regolare ora i loro conti con la giustizia.

I quattro sono stati arrestati con l’accusa di aver compiuto (i primi due) ed ideato (gli altri) un colpo da 15mila euro portando via l’incasso del finesettimana ad un dipendente del magazzino di elettrodomestici.

Ad agire, armi in pugno, i due giovani con il volto coperto da caschi integrali ed a bordo di uno scooter senza targa abbandonato in un casolare vicino dopo il colpo. Qualcosa (per non dire tutto) non è, però, filato nel verso giusto se i due, dopo aver sostato (troppo) a lungo nelle campagne intorno al magazzino,  si sono fatti catturare da carabinieri e vigilantes proprio perchè la loro complice (la 38enne R.D.M.) tardava ad arrivare coinvolta in un incidente sulla superstrada Leuca – Gallipoli attraversata, a piedi, da inseguiti ed inseguitori.

A risalire (fin troppo facilmente) a lei sono state le numerose telefonate che la donna faceva ai ragazzi proprio mentre questi erano interrogati in caserma. Facile rintracciare lei così come risalire al presunto “basista” (il 54enne A.M.) dipendente della stessa Trony.

Una volta dentro, i quattro si sono rimbalzati a vicenda le responsabilità del colpo: l’uomo dicendo che era la donna a “perseguitarlo” sino ad indurlo ad accettare la sua proposta “anche per tacitare le continue richieste di denaro e la minaccia di rivelare alla moglie una falsa relazione”; la donna negando tutto ed affermando di “essere stata solo coinvolta”.

I ragazzi, da parte loro, hanno ammesso di essere stati soltanto gli autori materiali del colpo.

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